lunedì 11 dicembre 2017

Commento ergo sum: Famous in Love - season 1


Iniziamo con un po’ di onestà: dopo essermi goduta Riverdale in maniera quasi imbarazzante, mi sono ritrovata con un certo quantitativo di cattiveria repressa da sfogare in qualche modo... e questo potrebbe aver influito nella scelta dell’agnello sacrificale della mia visione successiva... Insomma, parliamoci chiaro: un po' speravo che fosse una roba molto molto brutta da demolire.

Le trash-pettative salgono...
Non ricordo esattamente le circostanze, ma un annetto fa avevo sentito parlare per la prima volta di questa nuova serie che, fra i tanti vanti di cui si fregia, ha fra i suoi produttori esecutivi Malrene King, autrice di quella perla di trash che è Pretty Little Liars e risposta YA a Shonda Rhimes. Da qui senz'altro capirete le mie aspettative tendenti al decadentismo televisivo... mitigate solamente e irrazionalmente da un'unica scena di un qualche spot:

Do tutta la colpa alla ambientazione fake-50s che fa sembrare tutto più bello.
Chiamatemi ingenua, ma per un breve istante ho sperato che questa serie potesse riservare una qualche sorpresa, magari nel tono o in qualche personaggio... Forse speravo in qualcosa di più frizzante, di più flirty e con qualche guizzo ironico. Invece è esattamente il tipo di show mediocre e piattamente standard ci si aspetterebbe da Feeform (ex-ABC Family). Che se in confronto la CW produce tv di qualità, proprio vergogna.

I primi minuti sono quelli che già si erano visti in trailer e anteprime clip, con musica pop lamentosa a sottolineare la profonda vita interiore della protagonista, insinuando il dubbio di quali sacrifici siano stati fatti per il successo... eccetto che, pur avendo già concluso la prima serie, io ne so ancora più o meno tanto quanto prima. Perché qui regna il controsenso assoluto e adesso vi spiego cosa intendo. Se da una parte, posso assicurarvi che nulla in questa prima stagione giustifichi queste assurda ma stilosa scena iniziale (direi che non ci siamo ancora arrivati, forse avrò più fortuna con la stagione 2) dall'altra, tutte le dinamiche tra i personaggi sono talmente telefonate e dolorosamente prevedibile sin dal Pilot che onestamente mi domando come siano materialmente riusciti a post-porre tutti i drammi negli ultimi 4 episodi. Su 10. Sul serio.

La protagonista è Paige Townsand, giovane studentessa di economia che condivide una casa enorme (che credo sia stata costruita su un antico cimitero indiano, altrimenti non c’è spiegazione su come tre studenti al verde se la possano permettere) con i due migliori amici, l’aspirante attrice Cassie e l'aspirante manzo regista Jake. Tempo due minuti due di Pilot e Paige viene trascinata ad un’audizione (alla quale, come nella migliore tradizione, non voleva nemmeno partecipare) dall'amica Cassie e ovviamente viene scelta al suo posto come leading-lady nel nuovo franchise, che viene definito “la più grande serie dopo Harry Potter”, ma a me fa venire più in mente un mix tra i viaggi nel tempo di Outlander, le giacche di pelle di Greese, la componente sentimentale (oltre che la frenesia mediatica) di Twilight e -non so come- l'elemento paranormale di Sorellina e il principe del sogno. Non chiedete.

Alla suddetta audizione, oltre che far andare in brodo di giuggiole registi e produttori, Paige fa anche innamorare a primo sguardo Rainer (affermato attore belloccio dal passato burrascoso e da playboy,) grazie alla sua “spontaneità” e "genuinità". Ora calma, soffermiamoci un attimo su questo aspetto.

Mamma quanto sono spontanea
Sì sì, è proprio spontanea.
Uno degli aspetti qui quali si insiste molto, sopratutto nei primi episodi è come Paige, a differenza di tutte le altre (nel mondo, nel’universo, non saprei) sia sincera e genuina, cosa che viene mostrata con lo stesso trito meccanismo di tutti i YA mal scritti EVER: quando è nervosa parla veloce ed è affetta da diarrea verbale. Il che dovrebbe essere percepito come "adorabile" dallo spettatore... ma, personalmente, gli unici sentimenti che mi ispira sono stanchezza esistenziale e scetticismo. Sì, perché Bella Thorne, per quanto non sia nemmeno tanto cagna, mi sembra ancora mortalmente affetta da quella sindrome da recitazione Disney che fa recitare tutte le scene di gioia ed entusiasmo come un bambino in rush da zuccheri durante la recita di fine anno delle elementari. Cioè, in quelle scene è proprio legnosa forte. Mentre invece quando deve fare gli occhi dolci e/o versare la lacrimuccia,  ci riesce pure povera stella. Ma il top è quando deve lamentarsi di qualcosa che, torto o ragione che abbia, risulta sempre in quel tono miagolato e lagnoso che finora consideravo tademark solo di Katherine McNamara di Shadowhuters.

I vertici del triangolo amoroso sonon Paige, Rainer e il sopracitato di lei coinquilino Jake. Sin dal minuto 3:50 (me lo sono segnato, sul serio) partono le blue balls i puppy-eyes da cane bastonato di Jake, che è chiaramente innamorato di Paige -ma per motivi non chiari non le ha mai detto nulla- e che decide di farsi avanti 5 minuti prima che lei diventi famosa, per poi fare marcia indietro prima della fine del secondo episodio... ma questo non gli impedisce di offendersi mortalmente ogni volta che non viene bellamente cagato dalla Paige, dando così il via a tutta una serie di contest a Chi si lagnerà di più oggi? con la sua quasi-fiamma. Spoiler allert: vince comunque lei.
Dal canto suo, Paige chiaramente contraccambia i sentimenti di Jake, ma quando inizia a lavorare con Rainer, inizia anche a sviluppare complicità e attrazione per lui che, francamente, è l’unico ad avere un minimo di carisma là dentro. Agisce come un c******e in ogni situazione, ma almeno lo fa ispirando un po’ di simpatia.
Ora dal momento che non sono del tutto rincitrullita, mi sono preparata bene per questa recensione spolverando il mio amico Renato.


Lo sapevo benissimo che la trama sarebbe stata fortemente permeata dalla presenza dell'ineludibile triangolo amoroso, e sono sempre pronta alla sorpresa inattesa ... *coff coff Roverdale coff coff*
Ma francamente speravo in qualcosa di un po’ meno pigro, suvvia. Questo è proprio l’archetipo dei triangolo inutile e strascicato all'infinito. Di quelli in cui si fanno sempre un passo avanti e tre indietro, quelli in cui non succede mai il nulla assoluto per 8 episodi e poi tutto insieme negli ultimi 2, quelli che sono costruiti sull'incapacità di due individui a formulare frasi di senso compiuto come personcine diplomate. 
Se non altro, Paige dimostra una certa “chimica” con entrambi i fanciulli (mostrata allo spettatore tramite luuuuuuuuuuunghe occhiate languide con musica mielosa di sottofondo). Insomma, sceneggiatori meno pigri avrebbero potuto ideare qualcosa di interessante (o almeno infinitamente più trash e divertente). E invece. La noia ma quella grossa.


I personaggi in generale sono caratterizzati con i piedi. Nel senso che hanno una caratterizzazione, ma i loro caratteri sono irritanti.
Paige in particolare è davvero difficile da digerire. Se nei primi episodi gli sceneggiatori cercano in tutti i modi di forzarci giù per il gargarozzo quanto Paige sia “speciale”, a partire da metà serie inizia una deriva verso lagna egoista, che levati. Di nuovo, non sono del tutto irragionevole, avrei capito se avessero voluto mostrare come Paige, il cui mondo sta cambiando radicalmente senza che lei ne abbia davvero il controllo, avesse cercato di tenersi aggrappata alle sue -almeno fino a quel momento- certezze in maniera anche un po’ irrazionale, avrebbe avuto senso e mi sarebbe stato bene. Il probema è che lei si comporta come una lagna egoista e capricciosa, che non solo fa scelte idiote ad in ogni occasione, offendendo tutti i suoi “amici” (su questo torneremo dopo) ma continua pure a ripetere la stessa scena e gli stessi errori con tutti i suoi amici. Virgola per virgola. E l’unica consolazione è che, se non altro, le viene rinfacciato più di una volta. Non che serva a qualcosa, ne inteso.
Di nuovo, questo è quello che succede quando caratterizzi i tuoi protagonisti con l'ascia bipenne. 
E, giusto per ricordarci che lei non è una diva ma "una ragazza come te e me", anche Bella Thorne (o i suoi autori) decide di mostrarci la sua interpretazione di “nerd studiosa”, regalandoci scenette deliziose tipo:


Vedo che qualcuno è andato alla Taylor Swift School of Acting.

Per quanto riguarda la dinamica di amicizie tra Paige, Cassie e Jake, le cose vanno grosso modo come ci si aspetterebbe anche senza aver visto un singolo trailer. I personaggi passano più tempo ad autoproclamarsi i Three Amigos e a parlare di fantomatiche "tradizioni" del gruppo che a mostrare effettivamente la loro amicizia. E, di nuovo, l'unica cosa positiva che posso dire a riguardo è che almeno hanno aspettato la fine della serie per giocarsi la carta della migliore-amica-che-si-finge-di-supporto-ma-in-realtà-è-gelosa.

Nel corso della serie saltano fuori tutta una serie di segreti i Pulcinella, come l’identità del vero padre di Rainer, il passato segreto di Jordan (altro co-protagonista del fantomatico film, passato misterioso, protagonista di alcuni plot point dei quali non ho parlato, niente a che vedere con il triangolo) le tresche di Jordan e della madre di Rainer e -dulcis in fundo- chi ha ammazzato il giornalista scandalistico impiccione negli ultimi 10 minuti di episodio? 

Rainer ubriaco è uno spasso.
Mi spiace che il suo personaggio abbia un problema con l’alcol,
perché un po' di fattore LOL non guasterebbe in questa serie
Ma il vero mister della serie è : di che diamine parla questo fantomatico film?!!? Le scene e le riprese che vengono mostrate non hanno il benché minimo senso se collegate insieme e, onestamente, penso che sarebbe spassoso se gli sceneggiatori avessero attivamente deciso di inserire delle "finte scene di film" il più incomprensibili possibile nella serie, giusto per il LOL. Ma questo denoterebbe un grado di impegno nello script francamente inverosimile.

Insomma, io speravo in qualcosa di meravigliosamente contorto, over the top e nonsense e invece i miei desideri non sono stati esauditi. Niente di bello abbastanza da sorprendere o di brutto a sufficienza da ridere, solo prevedibile e un po' noioso.
Non sprecate il vostro tempo.




A presto,
Serena





P.S.: Della serie, cameo inesplicabili: qualcuno mi spiega perché dovrei sentirmi emozionata all'idea del cameo di Chad Lowe (il padre di Aria in PLL)?? Cioè, capirei una Shasha Pieterse, una Ashley Benson o anche uno qualsiasi dei portatori sani di addominale (dipinto) che facevano da love interest, ma questo... bah.

Non capisco.

martedì 5 dicembre 2017

Recensione: "Demon's night" di Gena Showalter

TITOLO: Demon's night (Lords of the Underworld #1)
AUTORE: Gena Showalter
EDITORE: harlequin mondadori

TRAMA:
Un guerriero immortale costretto da una maledizione a morire e a risorgere ogni notte... Una giovane donna mortale tormentata dagli echi del passato...Da sempre Ashlyn Darrow sente le voci delle persone che il destino ha condotto in quei luoghi. Un tormento che non le dà pace, finché non viene a sapere che nella cupa fortezza alle porte di Budapest vivono delle creature dai poteri soprannaturali in grado di salvarla. Quando incontra Maddox, un impetuoso guerriero prigioniero di un inferno tutto suo, per lei è come un sogno che si avvera. Le voci improvvisamente tacciono, e una passione irresistibile l'attrae verso quell'uomo cupo e affascinante. Ma ogni bacio, ogni carezza, la conducono più vicino alla distruzione, e a un'estrema prova d'amore. 







RECENSIONE:
Nella mia personale esperienza, solo due metodi si sono rivelati efficaci nello sconfiggere una reading slump: leggere Terry Pratchett o leggere Gena Showalter. Per due motivi completamente differenti. 
Ora, io Terry Pratchett non lo riesco a recensire perché amo lui e tutte le sue opere in maniera incondizionata... ma la Showalter oh sì che la posso recensire.

Perché il Natale è dietro l'angolo.
Non lasciatevi ingannare dalla copertina anonima e dal titolo generico, perché questo non è solo un libro con un demone sexy, una vergine inconsapevole e una redenzione telefonata... questa è la rivisitazione Showalteriana di tutta la mitologia greca sulla quale sia riuscita a mettere le mani, ibridandola con un’operazione alla Frankenstein un po' per comodità e un po' a caso. Sono previsti scrosci di cose a caso, con possibilità di WTF.
Abbiamo un guerriero immortale, Maddox, legato da un tot di maledizioni (perché solo una faceva miseria) al demone della violenza, del quale ha causato la fuga dal vaso di Pandora (ehm....ok) scatenando l’ira degli Dei Greci. Ovviamente è anche sexy e tormentato, e che ve lo dico a fare?
Poi abbiamo Ashlyn che è vergine, ignara della propria bellezza, sente le voci e "miagola come un gattino soddisfatto" quando viene sfiorata da Maddox. 
Eh: sì, questa era esattamente una citazione letterale.


Provo a riassumere le premesse, ma non prometto nulla di comprensibile: Maddox e altri 5 guerrieri nelle sue stesse condizioni vivono in una villa isolata e fortificata a Budapest. Ashlyn lavora per un'agenzia che studia il paranormale ed ha un potere lei stessa che la obbliga a sentire i pensieri di tutti quelli che sono passati nel luogo in cui si trova e decide di avvicinarsi alla villa nella speranza di riuscire a liberarsene con l'aiuto delle "creature angeliche" che di cui si vocifera in città. Ovviamente lo fa da sola, senza avvertire nessuno o portarsi una scorta o un’arma.
Lui prima cerca di ucciderla scambiandola per una spia nemica (...ok....), poi la rapisce e nel giro di 24 ore sono perdutamente innamorati, pronti a sacrificare la vita l'uno per l'altra e morbosamente inseparabili. C'entra anche una saponetta la pino silvestre, ma questo è un dettaglio destinato ad un'audience adulta. 


Ma questa non è nemmeno la parte interessante perché, per quanto possano intrattenermi l'assoluta mancanza di dignità della protagonista, i dialoghi ridicoli e le dettagliate ma allo stesso tempo metaforiche (non chiedete, n.d.b.) descrizioni degli accoppiamenti tra i due, il punto forte del libro è tutto il resto delle cose gettate a piene mani nella storia. La maledizione cui è sottoposto Maddox è ridicolmente contorta (i suoi amici devono sventrarlo ogni notte, che poi lui passa negli Inferi tra mille sofferenze (leggendo gli altri libri della serie della Showalter, credo) per poi resuscitare al mattino), in più deve tenere sotto controllo questo demone della Violenza a cui è legato e fare da babysitter a un’altra mezza dozzina di disgraziati come lui, tutti più o meno piacevoli come sbattere il mignolo contro lo stipite della porta, ma dark&brooding, quindi –donne- dobbiamo farceli piacere. Quelli che sembravano essere sei guerrieri, si scoprono poi essere dodici mila guerrieri immortali (solo quando serve alla storia) tutti legati a demoni di vario tipo, come per esempio i demoni del Dolore, dell'Ira, della Promiscuità, della Morte, della Menzogna, della Sfortuna, delle Tartine-che-Cadono-Dal-Lato-Della-Marmellata e del Trovare-L'Ultimo-Strappo-di-Carta-Igienica-In-Bagno (disclaimer: un paio potrei essermeli inventati sul momento).


Poi c’è una sottotrama legata all'Organizzazione Paranormale per cui la protagonista ha lavorato per tutta la vita, senza rendersi conto che sono ovviamente cattivi come il fisco (come sempre, non me ne vogliano gli amici del Fisco. E' un modo di dire), perché se sei protagonista devi essere anche tronata, a quanto pare. Aggiungici le voci incorporee dei Titani (eh?? Ma non erano stati gli dei a maledirli? Adesso che c’entrano i Titani??) che ordinano ai Demoni di uccidere altre donne random e di ritrovare il vaso di Pandora. E vogliamo parlare della faida interna tra le due fazioni di guerrieri? O la back-story con tanto di flashback con divinità greche, il vaso di Pandora rivisitato e riscritto, nani, ballerine e orsi acrobati? O la sequela di scelte inspiegabili compiute dai protagonisti che, anche per fare cose elementari, seguono un po’ la strategia della mosca impazzita che sbatte contro i vetri della finestra?
Perché: perché limitarsi ad un plot point, quando possiamo avere tutti i plot point?

E la cosa migliore è che questo è solo il primo libro di una serie in cui ognuno dei guerrieri/demoni avrà un volume dedicato  E  ci sarà addirittura un pretesto di trama orizzontale alla serie. 
Gente, dimenticatevi tutto quello che credevate di sapere sulla mitologia greca e preparatevi "Mitologia Greca 101" secondo Gena Showalter. 
Dei, quanto amo quella donna.

Per il puro LOLZ


A presto,
Serena

domenica 19 novembre 2017

La luce fantastica - Terry Pratchett



"  Ankh-Morpork!
   La perla delle città!
   Naturalmente questa non è una descrizione troppo accurata (la città non è tonda e lucente). Ma anche i suoi peggiori nemici converrebbero che, dovendo paragonarla a qualche cosa, si poteva definirla un mucchio di immondizia ricoperto della secrezione malata di un mollusco morente.
   Ci sono state città più grandi. Ci sono state città più ricche. Di certo ci sono state città più graziose. Ma nessuna città del multiverso poteva rivaleggiare in fetore con Ankh-Morpork.
   Gli Antichi, che sanno tutto degli universi e hanno annusato gli odori di Calcutta, di !Xrc-! e dell'incredibile Marsport, hanno convenuto che perfino simili magnifici esempi di poesia olfattiva sono nulla se paragonati alla gloria dell'odore di Ankh-Morpork. 
   Si può parlare di puzzole. Si può parlare di aglio. Si può parlare della Francia. E di altro ancora. Ma se uno non ha annusato 'aria di Ankh-Morpork, in una giornata di grande caldo, non sa che cosa sia il fetore.
   I suoi cittadini ne vanno fieri. Portano le sedie fuori per goderselo in una giornata particolarmente buona. Gonfiano le guance, si battono sul petto e ne commentano allegri le varie sfumature. Gli hanno perfino eretto una statua per commemorare quella volta quando le truppe di uno stato rivale avevano tentato di prendere la città di sorpresa in una notte buia ed erano riuscite ad arrivare in cima alle mura prima che cessassero di funzionare i tamponi che si erano messi nel naso. Ricchi mercanti che hanno trascorso all'estero molti anni si fanno venire da casa bottiglie specialmente confezionate e sigillate di quella "essenza", che gli fa venire le lacrime agli occhi, dalla commozione.
   Ecco che effetto ha.
   C'è soltanto un modo per descrivere l'effetto sul naso dei visitatori  del puzzo di Ankh-Morpork: per analogia.
   Prendete un tartan scozzese. Cospargetelo di coriandoli. Illuminatelo con luci stroboscopiche.
   Adesso prendete un camaleonte.
   Mettete il camaleonte sul tartan.
   Osservate con attenzione.
   Vedete? " 




"  Era una notte tranquilla, colorata dalla promessa dell'alba. La luna crescente stava tramontando. Ankh-Morpork, la più grande città delle terre intorno al Mare Circolare, riposava.
Affermazione non del tutto vera.
Da un lato, i quartieri della città che di solito svolgevano attività quali, per esempio vendere verdure, ferrare cavalli, intagliare piccoli squisiti ornamenti di giada, cambiare denaro e fabbricare tavoli in complesso, dormivano. A meno che gli abitanti non soffrissero d'insonnia. O, come succede, si fossero alzati di notte per recarsi in bagno. D'altro lato, molti cittadini meno osservanti delle regole erano svegli e occupati, per esempio, a scavalcare finestre che non gli appartenevano, a tagliare gole, a derubarsi, ad ascoltare musica a tutto volume in cantine fumose e in generale, a divertirsi un sacco. Ma quasi tutti gli animali erano addormentati, a eccezione dei ratti. E anche dei pipistrelli naturalmente. Quanto agli insetti....
   Il fatto è che molto raramente la prosa descrittiva è del tutto accurata e durante il regno di Olaf Quimby II, Patrizio di Ankh, vennero approvati provvedimenti legislativi per cercare di mettere fine a questo genere di cose e introdurre un po' di onestà nel racconto. Così, se una leggenda diceva di un eroe tanto famoso che "tutti gli uomini parlavano delle sue prodezze", subito qualsiasi bardo che avesse cara la vita aggiungeva "salvo che per un paio di tizi nel suo villaggio natale che lo reputavano un ladro e un sacco di altra gente che in realtà non aveva mai sentito parlare di lui". Una similitudine poetica era strettamente limitata ad affermazioni quali "il suo potente destriero era rapido come il vento in una giornata calma, diciamo forza tre". E i discorsi su una fanciulla amata, con un viso capace di varare un migliaio di navi, dovrebbero essere supportati dalla prova che l'oggetto del desiderio aveva in effetti l'aspetto di una bottiglia di champagne. 
   Alla fine Quimby fu ucciso da un poeta scontento durante un esperimento condotto sui terreni del palazzo per provare la controversa accuratezza del proverbio "La penna è più forte della spada". Proverbio che in memoria del Patrizio è stato emendato per includervi la frase "soltanto se la spada è molto piccola e la penna molto appuntita".
   Così, circa il sessantasette, forse il sessantotto per cento della città dormiva. "




"  E' una cosa risaputa che guerrieri e maghi non vanno d'accordo. Questi ultimi considerano gli altri una manica di idioti assetati di sangue, incapaci di camminare e parare allo stesso tempo; mentre i primi sono per natura sospettosi di una corporazione di uomini che borbottano parole incomprensibili e indossano lunghe vesti. Oh, dicono i maghi, se noi siamo così, che dire di tutti quei collari borchiati e muscoli oleati giù all'Associazione Pagana dei Giovani? Al che gli eroi ribattono che è una bella asserzione da farsi da parte di una'accolta di mollaccioni i quali non si avvicinano a una donna con il pretesto (lo credereste?) di essere in qualche modo privati del loro potere mistico. Giusto, dicono i maghi, è proprio così, voi e le  vostre palle in bella mostra. Oh sì, dicono gli eroi, perché voi non...
   E via di questo passo. Roba del genere è andata avanti da secoli ed ha originato una quantità tremenda di battaglie che hanno lasciato inabitabili grandi porzioni di terra a causa delle frequenze magiche.
   In realtà, l'eroe che in quello stesso momento galoppava verso le Pianure del Vortice non s'impicciava di una simile discussione, primo perché non la prendeva sul serio. Ma principalmente perché quel particolare eroe era un'eroina. Una dai capelli rossi.
   Ora, arrivati a questo punto, c'è la tendenza a guardare sopra la spalla dell'artista che disegna la copertina e cominciare a dilungarsi su cuoio, stivali fino alla coscia e lame nude.
   Parole come "pieno", "rotondo" e perfino "provocante" s'insinuano nel racconto finché lo scrittore è costretto a farsi una doccia e stendersi.
   Il che è piuttosto sciocco. Infatti, ogni donna che si accinge a guadagnarsi la vita con la spada, non se ne va in giro con l'aspetto di una ragazza in mostra sulla copertina del catalogo dell'ultimo tipo di biancheria intima per compratore specializzato.
   Oh, va bene. E' necessario precisare il fatto che, sebbene Herrena, la Rossa Harridan, diventerebbe davvero una bomba dopo un buon bagno, una manicure come si deve e la miglior scelta di aggeggi in cuoio del negozio di Articoli Esotici Orientai di Woo Hun Ling e in quello di Arti Marziali di Via degli Eroi, di solito lei si vestiva comodamente con una leggera cotta di maglia e morbidi stivali e portava una corta spada.
   Va bene, forse gli stivali erano di cuoio. Ma non neri.
   Cavalcava con lei un gruppetto di uomini dalla pelle scura, i quali saranno comunque uccisi fra non molto tempo; pertanto probabilmente una descrizione non è essenziale. Nessuno di loro presentava nulla di provocante.
   Sentite, se vi piace, possono pure essere vestiti di pelle.  "











A presto,
Serena

domenica 12 novembre 2017

Commento ergo sum: Riverdale - season 1


Once again, I'm hopping on the cool-kids bandwagon way to late for someone to care. 
It would be frustrating for me, except: A) I'm writing these reviews for my own amusement, and the fact that I'm switching between English and Italian without any rhyme or reason should be a good indicator of that; B) I need some degree of inspiration to impose myself an entire season of a show... especially when it's the nth teen-drama following ridiculously attractive non-teenager in the a fictional American small town. 
That being said, I was kinda drawn in by the fact that this series is an adaptation of what else? a comic book.... Granted, a comic book I've never heard of before, but still. Also, it comes in thirteen, ready-to-use episodes, instead of the canon twenty-something. The only hitch is that THE INTERNET has struck again: I sadly started Season One only after being spoiled about basically everything.


Plot-wise, Riverdale hits all the bullet points in the necessary-CW-teen-drama-stereotypes checklist: we have attractive fake-teenagers, dark secrets in a small town, tons of abs.... And of course, we could have not done without -damn it- the very unnecessary voice-over narration. I know it probably bugs me more than anyone else because I have an open feud with this horrific gimmick, but: CW, do you really think we need you to spell all those banalities out to comment the episode events? We, audience, are smarter than that. Even if we are watching you constantly. (This sentence is food for thought, actually. Serena, go in a corner and think hard about your life).

I'm "writing a book" and I'll repeat you that «a murder occurred on the 4th of July» at the beginning of EVERY episode.
Like you would forget otherwise -_-

From now on SPOILERS, people.


The first episode opens with the voice-over explaining the events of the previous summer in Riverdale: Jason Blossom, heir to the Blossom Maple Syrup Empire (apparently, it's a thing) and twin brother of one of the main characters, Cheryl, has disappeared and probably drowned during a boat trip with his sister on the 4th of July. After an entire summer without any lead or body found, the whole town is just  now starting to recover and to get some closure with the upcoming empty-casket funeral of Jason.
The characters that we follow are instead a group of high school students that, for one reason or another, find themselves linked and then in the middle of the murder investigation. Because, as television's history teaches us, adults are generally useless in fictional murder investigations.

Very solid police work

Archie Andrews is the redhead titular character of the comics, football player and aspiring musician, whose best friend is the literal girl-next-door Betty Cooper, all-around sweet girl... or so it seems. Of course, the beginning of the school year sees the arrival of Veronica Lodge new, mysterious but confident and outspoken girl in town, who is obviously going to change the duo dynamic. Other characters are: Jughead, outcast, voice-over guilty party and -dammit- my favorite, Cheryl, twins sister of  the disappeared Jason, mean girl, maybe psychotic but very entertaining and Kevin, tenured gay BFF and son of the sheriff. Also: the Pussycats, emerging girl band that every now and then shows up to haunt you with impossibly catchy renditions of pop songs.

Since the very beginning of the episode, we are clearly introduced to the hang-in-balance relationship of the two classic neighbors-best-friends-since-childhood Betty and Archie (she likes him but isn't brave enough to tell him, he probably knows but he's merrily avoiding the subject) and the arrival of the intriguing Veronica. In that regard, I wanted to mention how the actual "entrance scene" is well-played and has this sort of "iconic" style. Super-clichè-y but also very effective. It sets a tone, which works.... in a way.


It is one of those scenes that seems to be staged for the trailer, just like (way more patently) the girl-on-girl kiss between Betty and Veronica that doesn't have a shred of sense for the Pilot's storyline or the fact that everyone is wandering half naked or getting changed in front of windows without curtains (males and females alike, for gender equality...)

From what I'm told, in the comic the main character dynamic is, as a matter of fact, the love-triangle Betty-Archie-Veronica and that is also what I was very afraid to be stuck with for the entire season, judging from the aforementioned scene.
Luckily, the issue is put to rest in a very reasonable way in the first few episodes, with a partial resolution that leaves open to future rehashing (Archie very much friend-zones Betty. Full stop.), but is also believably (considering the context) dealt with, without over the top situations or hasty patch-up work.
My point is: I know that this theme is probably going to resurface in later seasons and I'm sort-of OK with it (more accurately, resigned), but I'm also happy that for now it is not the only, obsessive focus of the show. I've seen way too much of Gossip Girl, or even How I met your mother, to have patience for the umpteenth, unimaginative, eternally dragged love-triangle. Or maybe it is just because I actually enjoy the infamous Jughead-Betty ship and I'm not ready to see it sink.

I so hope NOT, it's not even funny

Speaking of resurfacing: guess who's found floating in the river with a bullet wound in the forehead? Jason, exactly. A peculiar way to drown, if you ask me. This kicks off what is now officially a murder investigation.

As always in these investigative pretenses for drama, at every episode new details come out to explain some truths while introducing ten more secrets and no character is in the clear.
For example, we discover that the initial “disappearance” was staged by Jason and Cheryl to allow him to escape, that several people had motives to hit the Blossoms by hitting Jason, including Veronica’s father (that we never see because he’s in jail for a white collar crime, but somehow he is mentioned at least 5 times per episode and creates more trouble than all the other adults in flesh and blood), Jughead's gang-affiliated drunken father and Betty's controlling parents. And, of course, most of the revelations are uncovered by Betty and Jughead (and also Kevin) that, with the excuse of writing in the school journal, go around Scooby Doo-ing left and right. I think they properly referenced the Scooby Doo cartoon or the Mystery Machine at some point... They for sure mention Nancy Drew about five thousands times, though.

But I’m not here to tell point-by-point the story of the murder investigation because, first of all, it would be incredibly boring for everyone and, more importantly, it is not actually the part that is worth commenting in too much detail, it is better to savour it episode after episode. Suffice to say, we have secret pregnancies (Yes. Plural.), weird old ladies with glass eyes, creepy nuns-kept halfway houses, daddy issues, dramatic slow-mos, thugs fights, inappropriately shirtless teens doing construction works, musical numbers, murder walls complete with red string and pins, weird syrup fetishes, snakes in boxes and dance offs.


Creepy everything, always.

Riverdale actually tells an interestingly-constructed, revelation-by-revelation kind of mystery, that doesn’t really leave me a lot of wiggle room to be mean. 
I have to acknowledge that this Riverdale is nearer to my true 'Guilty pleasure mark' than I’m comfortable to admit. What I mean is that I actually enjoy watching the episodes and I allow myself to be taken by the story, without necessarily turning on the vicious part of my brain that takes notes to demolish and make fun. It is ridiculous in all the right ways, without being all over the places and over the top, like some glorious seasons of Once Upon a Time or Shadowhunters, so I usually find myself nitpicking but with a more benign attitude, rather than being ruthless and cynical like I’m used to. 
That still doesn’t prevent me from noticing the absolutely unjustified lack of shirts of the main protagonist (seriously, you get up in the middle of the night for a run and decide to actively go without shirt? Or they’ve just been all torched by the CW executives to spare you the trouble?), the classic inability to state simply constructed, clear content, non-ambiguous statements to save one’s life (both figuratively and literally speaking), the blatant product placement (in their defense, they don't even try to disguise it) or to enjoy the get-together of all the 80’s icons, like Molly Ringwald and Luke Perry. 


Just having your average middle-of-the-night jog. Nothing to see here.

The comic-established Betty/Veronica dichotomy is, for the first season, substituted by the Veronica/Every-other-female-in-the-school competition, since the good-boy Archie enjoys rendezvous with several ladies before settling (during the last three episodes) with Veronica. One of them, is the music teacher Miss Grundy, with whom he entertains an illicit affair…which opens the always entreating debate: is it appropriate to show these subjects on a teen show? On the one hand, it is obviously not a legal relationship in any way, shape or form and it is clearly not something that should be suggested or positively advertised…. But then again, it is not really shown under a positive light (yes Pretty Little Liars, I’m looking at you. And I’m judging you.) and it is really, really hard to remember that KJ Apa (who, truth to be told, is only 20) is not a teen and that the situation should be cringe-worthy. 
Also, I kinda love how they did go all the way Mrs Robinson on this one. Miss Grundy's behavior -difficult past or not- is portrayed as controversial, with some moments that hint toward a somewhat genuine affection and others that are instead straight up manipulative and interested. Also:

Episode 1x04. Someone has a pattern.... 
Episode 1x01



I mean. C’mon. From the heart-shaped glasses to the obvious milkshake straw fondling, this is picture alone is a whole promotional heaven by itself.
The controversial storyline is partially solved in a pretty linear way, with Miss Grundy that is about to be discovered and leaves town, but only after having decided to part ways with Archie (by his choice)... because, after all, he's the main character and he has to do the right thing at some point. 

And while we're tackling the fake-ages issue, allow me to exhume one of my forgotten gimmicks, aka 


You know, just to obnoxiously put things in prospective. 

And we are now arrived at the characters’ close examination and personal (n.d.b.) judgment, based on what I saw in the first season.
Archie Andrews is the main character and also the most boring. He is a good guy, with big dreams and a bigger heart, who always tries to make the right thing... except when he takes all the worst decisions based on impatience or hormones. There’s not really much to go into, because both his virtues and his defects are actually pretty bland. So, next. 
Veronica Lodge is actually more interesting than I was ready to give her credit for. She’s a reformed mean girl that only occasionally slips into her old habits and usually for good causes, like defending her new friends. Or to snog hard the main character in the Pilot, because: plot-point. She has the good mix of witty quipping and fierce attitude that makes her more than the usual bidimensional love interest or mean girl. She almost reminds me of a Blare Waldorf done well, without the characteristic unbearable attitude, the colossal egoism and the outstanding lack of moral fiber.
Speaking of mean girls, Cheryl Blossom tends instead to follow all the key features of the Mean Girl Cookbook, from the over the top dress code to the speaking mannerism. But she’s so delightfully psychotic that I’m happy to give her a pass. You never know if she’s about to verbally abuse someone for no reason or to desperately cry, and even when she displays vulnerability, you’re never really sure if it is for emotional manipulation or if it is genuine. Which is extremely entertaining, so I’m all for it. 



And now we come to my two favorite characters. And I’m of course talking about Coach Clayton and Moose.
Just kidding. I’m talking about Betty Cooper and Jughead Jones III, both of which I like for very different reasons that, believe it or not, transcend the mere shipping purposes. 
Let’s start with Jughead, boy with an inexplicable name (no, I’m not even going to google it, I feel quite content already) that, somehow, hits me in the perfect outcast-character-sweet-spot. He walks perfectly the line of don’t-give-a-damn attitude, without fully falling into the stereotype of the bad-boy with unnecessary and usually misdirected arrogant attitude. Full disclosure, he gives me great satisfactions: I don’t always see coming the witty retorts or the attitude-fueled reactions that are often skipped for something more crafty (all things considered, of course) but equally satisfactory and character-coherent. Or, again, I’m probably victim of the baleful CW ploy and in love with Cole Sprouse's delivery. So basically I fully realize to be caught by the rebel without a cause/puppy-eyed survivor fever, but I'm A-OK with it.


And then there’s Betty. A part from the fact that her family has a butt-load of weirdness, secrets and issues all by itself, Betty is actually the most interesting character form a “clairvoyant” point of view. She should be the Miss Perfect, clean and tidy, teeth-cavity-inducing-sweet girl, that always does the right thing and says the sensible thing, and she does that…. But she’s also clearly hiding a very dark side (displayed in few subtle and a lot more not-so-subtle ways) and on the brink of going full bananas. In my eyes, Betty’s character has so much potential for future reverting, batshit crazy storylines… And I actually give credit to Lili Reinhart for this one, because she’s able to turn from googly eyes to dead-serious-homicide-eyes in a split second, without being cartoony. But, then again, this is called good acting, and I should probably stop mistaking 'actors doing their job' with 'prodigies', only because I’m used to talking-dogs and abs-healthy-carriers.

Subtle, writers. Real subtle.

Some of my favorite moments in the series are of course the results of some seriously oddly written scenes, like Betty’s song at Jughead’s birthday party (still asking myself: What the actual f***?!), Cheryl's suicide attempt and rescue at the frozen river, the very weird dream sequence of episode 7 (that I know is a reference to the classic comic book aesthetics and it is purposefully made to stick out, but still) or basically every time Cheryl is near a microphone or another human being, for that matter.


In spite of the best traditions, the murder mystery is solved in the second to last episode, which leaves plenty of time to set up new drama for the upcoming season. And I truly can't wait (but I probably will).

So, to summarize the summary: it's a huge, effective Guilty Pleasure. And I mean it in the most positive and sincere way possible. It hits me in the exact right spot to annihilate my critic neurons and to create a moderate addiction, so I can both enjoy the episodes and be clear-headedly delighted by all the weirdness and fan-service moments, without being completely taken out of the flow.
As far as recommendations go, I say: if you thought that Pretty Little Liars or Gossip Girl were too much but you still have 'a thing' for teen dramas, give Riverdale a shot (while the "tameness" lasts... I'm cautiously waiting for it to spiral out of control) and see if it satisfies your sweet tooth, too.

We laugh like tragedy is not about to strike in 3... 2... 1...


See you next time,
Serena

sabato 3 giugno 2017

Pride & Prejudice Ball


Quando la mia coinquilina ( a Boston) mi ha detto che la sua congregazione stava organizzando un ballo ispirato ad Orgoglio & Pregiudizio, praticamente mi sono lanciata fuori dalla porta per andare ad iscrivermi alle lezioni di danza.



Il ballo era in realtà aperto a tutti, anche amici di amici, e l'idea era di insegnare quelli più semplici sul momento e sperare nella prontezza di riflessi dei partecipanti.... ma ovviamente i balli più belli e coreografici dovevano essere preparati e provati, e vi assicuro che ne valeva davvero a pena.
Cinque lezioni per imparare circa 8 danze; ogni lezione durava sulla carta un'ora e mezza, ma sono state tranquillamente superate le 4.






Per preparare le coreografie, il maestro e sua moglie si sono messi a guardare e riguardare le varie produzioni di Orgoglio  Pregiudizio (in particolare il film di Joe Wright del 2005), esaminando fotogramma per fotogramma le danze mostrate e ricostruendo le coreografie nella maniera più fedele e omogenea possibile (montaggio permettendo).
Anche le danze che non era possibile ricostruire, sono state modificate e abbellite dal volenteroso maestro, dando vita alle divertentissime e incredibilmente difficili da imparare danze Frankenstein. 
E ovviamente sono state buttate nel mucchio anche un paio di danze cotillon e irlandesi, perché chi non vuole saltellare in giro in allegria al ritmo di musica irlandese?? (non fatevi ingannare dalla mia scelta di parole, sono parecchio impegnative dal punto di vista fisico)








Il tutto è stato insegnato, organizzato, preparato e gestito da volontari che hanno messo a disposizione risorse, impegno e moltissimo tempo. Sono state preparate pietanze per il rinfresco, è stata trovata e pulita una sala degna dell'occasione, sono chiesti in prestito abiti da produzioni teatrali per chi non avesse la possibilità di procurarsene uno e la musica del film è stata preparata ed editata appositamente per l'occasione dalla splendida moglie del maestro di danza.






E' stata una serata meravigliosa, divertente, magica e quasi surreale. E' stato un sogno diventato realtà per chi, come me, ha amato Orgoglio & Pregiudizio per tutta la propria vita di lettrice, e non potrò mai essere sufficientemente grata e felice per questa incredibile opportunità.



Au revoir
Serena