martedì 26 luglio 2011

Prossimamente: "Il Santuario dei Redentori" di Paul Hoffman


Ho scoperto di recente che a dicembre (o giù di lì) dovrebbe uscire “Il Santuario dei Redentori” di Paul Hoffman, seguito de “La mano sinistra di Dio”.
Del primo volume ho trovato sia critiche entusiastiche che profondamente negative, ma sinceramente appartengo alla prima fazione. L’interessante stile dell’autore e la sua ironia cinica e disincantata (spesso sarcastica) mi hanno davvero piacevolmente colpita. Inutile dire che attendo con impazienza il secondo.

SINOSSI:
(recuperata da un sito che ahimè non ricordo quale sia...Chiedo venia!)

Dopo il precedente fortunato e oscuro romanzo "La Mano Sinistra Di Dio" (2010), il "Santuario Dei Redentori" si propone come un lavoro ancora più avvincente ed estremo, in cui Paul Hoffman continua l’avventura cupa, mistica e spietata che ha stregato migliaia di lettori da ogni parte del globo.
Nella nuova storia l’autore, cuce addosso a Thomas Cale, il protagonista, niente poco di meno che l'abito dell'Angelo della Morte. Poteva stare stretto. Oppure poteva avere le maniche troppo lunghe. O le gambe corte. Come le bugie. E invece, è un abito che calza a pennello a un reietto fuggito (costretto a fuggire) proprio dal Santuario dei Redentori, un antico luogo misterioso in cui giovani ragazzi vengono addestrati in maniere e modi disumani, per affrontare La Guerra. Se la fuga è l’unica via possibile, la scoperta del mondo, dei suoi abitanti e dei suoi sapori, è l’unica vita possibile. Durissima e oscura ugualmente, come non ci si aspetta. Come al Santuario. Solo che libera, sembra...Ma Thomas Cale non è un ragazzino come gli altri. Ogni tipico discorso sull’adolescenza con le sue turbolenze ed epifanie risulta superfluo e banale. Lui è il prescelto. E se sei il prescelto, qualcosa di strano prima o poi ti capita. E qualcosa di incredibile e folle, anche. Soprattutto se dopo un po’ diventa chiaro che il confine tra il bene e il male non è un confine. Che non si vede, perché non esiste. Sia Thomas che i Redentori, questo, ora lo sanno bene, e di conseguenza, agiscono. Tornato al Santuario dei Redentori grazie a un coraggio difficile da immaginare anche solo cercando di mettersi nei suoi panni, e con un addestramento alle spalle che in qualche modo glielo impone e che finisce per riportarlo dai suoi carcerieri che furono, il prescelto dovrà guidare l'esercito di Dio contro tutto il resto dell'umanità. Una sfida mica facile da affrontare. Ma Thomas Cale, ormai non è più un ragazzino. Il perché profondo di una guerra così totale, non può essere ricercato come un tesoro dei pirati disperso in un galeone spagnolo del seicento affondato al largo della Giamaica. È molto più complicato da trovare. La mappa non esiste, o comunque non serve. Perché è un segreto, così segreto, da poter stare nascosto solo nella mano sinistra di Dio. Bisognerà avere il coraggio di schiuderla, e guardarci dentro.

A presto,
Serena

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