domenica 10 luglio 2011

Recensione: "I cacciatori del Tempo" di Vanna DeAngelis

Questo è l’ultimo libro che ho letto prima di cominciare la mattanza degli esami, quindi è ancora abbastanza fresco nella mia mente.


TITOLO: I cacciatori del Tempo
AUTORE: Vanna DeAngelis
EDITORE: Piemme (collana Freeway, serie Fantasy)
PREZZO: € 18.50

TRAMA:
Yonec ha sedici anni, è figlio di una fata e di un uomo misterioso di cui deve ancora scoprire l'identità, e vive nel Medioevo, nei primi anni del XII secolo. Janis ha quattordici anni, frequenta la prima liceo e una maledizione la costringe a vivere ai giorni nostri. Quando la madre la iscrive ad un severissimo collegio privato, Janis scopre di poter tornare per brevi periodi nel passato, sotto forma di lupa, accanto all'amato Yonec. Insieme dovranno trovare l'antica pergamena che contiene il segreto della costruzione della prima cattedrale gotica in Francia, Saint Denis. Ma una confraternita medioevale, i cui poteri oscuri e malvagi giungono fino alla nostra epoca, farà di tutto per impedirglielo. I due ragazzi saranno impegnati in una lotta all'ultimo sangue contro le forze che li ostacolano e che vogliono separarli per sempre.

GIUDIZIO:




RECENSIONE:
Inizialmente ero molto attratta da questo libro; finalmente una pausa dei mille YA che si trovano ovunque (molti dei quali belli, ma ogni tanto è piacevole cambiare) e un apprezzato ritorno a quelle storie fantasy di ambientazione medievale che mi hanno accompagnata nei primi anni del liceo. Ho cominciato la lettura fiduciosa … e le mie aspettative sono cascate al suolo con un tonfo sonoro.

ATTENZIONE! Da qui parte lo spoiler. Chi ancora non ha letto il libro eviti di continuare.

Dicevamo? Ah sì … il tonfo.
I primi capitoli ancora erano del tipo né carne né pesce, in cui può succedere tutto e la storia non è ancora definita, ma più continuavo la lettura, più lo scenario presentato mi faceva storcere il naso. Abbiamo una duplice ambientazione: Yonec, il protagonista maschile, che vive nel Medioevo, figlio di un cavaliere ed una fata, grande guaritore ma perseguitato da una fata malvagia. Vabbè. Janis invece è una ragazza che vive ai giorni nostri ma è maltrattata e detestata (senza apparente motivo) da compagni, fratello e madre. Ora però inizia la girandola degli avvenimenti, fin troppo caotica per i miei gusti. Si scopre che lei ha la possibilità di viaggiare nel tempo e tornare nel Medioevo sottoforma di lupa. Ovviamente di innamora a prima vista di Yonec e ancor più ovviamente il loro amore è legato ad tutta una serie di profezie ed osteggiato dai cattivi di turno. Ma il vero problema non è questo. Senza stare a raccontare la storia (abbastanza complicata, avrei bisogno di pagine e pagine), passiamo ai grossi difetti che ho trovato.
Innanzi tutto la storia d’amore era davvero assurda. Sarà che ormai sono refrattaria a questi innamoramenti al primo sguardo, legami voluti dal destino, etc etc … tra persone che non si sono mai viste prima, non hanno mai parlato e non si conosco nemmeno un po’. Per me non è questo l’amore che smuove le montagne. Poi c’è il protagonista: davvero scipito. Abituata a ragazzi decisi e tutti d’un pezzo, questo guaritore lascia davvero il tempo che trova, con nessuna caratteristica particolarmente affascinante o peculiare che lo imprimesse nella mente delle lettrici o spingesse almeno ad affezionarcisi. Basti dire che ho letto il libro da due settimane e ho dovuto cercare il nome su internet perché lo avevo rimosso. Lei anche è infantile, indecisa è un po’ lunatica (passa dall’atteggiamento del topolino indifeso alla rabbiosa ribelle nel giro di due pagine). Non può mancare l’accennato e raffazzonato triangolo amoroso con un discendente del cattivo perdutamente innamorato di Janis ancor prima di incontrarla (?!?).
E poi c’è la storia in sé che vuole essere epica e magica, ma risulta solo pasticciata e confusionaria. L’autrice ha messo troppa carne al fuoco: ci sono un sacco di maledizioni, profezie, contro-incantesimi e cospirazioni che alla fine vengono risolti in maniera caotica e per nulla soddisfacente, per non dire lasciati blandamente in sospeso. Guardando nei vari siti ho cercato, ma non sono riuscita a trovare notizie su un possibile seguito, quindi immagino che il volume voglia essere autoconclusivo. A mio parere le opzioni in questi casi sono due: o si riduce la mole di avvenimenti, oppure si opta per il formato trilogia, dove si ha tutto il tempo e lo spazio per spiegare bene ogni cosa. Così non va. 
Mi spiace smontare così un libro, ma sono rimasta proprio un po’ delusa. Quindi direi un due stelline al massimo.

A presto,
Serena

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