lunedì 1 agosto 2011

Recensione: “Un calcio in bocca fa miracoli” di Marco Presta

Ecco a voi la recensione di un libro che ho appena terminato: "Un calcio in bocca fa  miracoli" di Marco Presta.
In relatà  mi sono limitata a riportare la sinossi presente nella IIeIII di copertina del libro, dal momento che mi sembra più che esauriente ed accattivante già da sola. Mi sono resa conto che per commentare approfonditamente il libro avrei dovuto fare un massiccio ricorso allo spoiler, quindi ho preferito evitare per consentire a tutti di leggerlo con la giusta dose di curiosità.

TITOLO: Un calcio in bocca fa miracoli
AUTORE: Marco Presta
EDITORE: Einaudi
PREZZO: € 16.50

 «Io non ho più interesse per niente e nessuno, rubo penne, passeggio per strade degradate, sbavo per una portinaia e basta, basta così», dice di sé il narratore di questa storia, un vecchiaccio sgradevole e scorretto, burbero, perfido. Irresistibile. 
E se la portinaia di cui si è invaghito –una donna sulla sessantina, attraente, sciabile, che mentre pulisce i vetri del portone muove quell’architettura meravigliosa che si ritrova sul petto- accetta la corte di un barista con i denti rifatti; se la sua ex-moglie, che era «un vortice di generosità, di capricci, di ovulazioni, di piccole iniziative stupefacenti», lo guarda come se fosse il suo gommista; se con la figlia parla per lo più del tempo, tanto che il loro «sembra un dialogo tra metereologi, più che tra consanguinei», a lui non resta che raccontare, divagando, di tutto questo. E raccontare di Armando, il suo migliore amico. La parte buona del carciofo che è lui. Una persona rara, gentile, positiva. Con un progetto folle in testa.
Sì, perché se tutti vogliono lasciare qualcosa dopo la morte, «chi una tabaccheria avviata, chi un grande romanzo, qualcun altro una collezione di lattine di birra», Armando vuole lasciare un amore.
Si è messo in testa che due ragazzi del quartiere che ancora non si conoscono, Chiara e Giacomo, sarebbero una coppia perfetta, e intende dare una mano al destino. Pretesa, questa, che l’intrattabile vecchiaccio reputa ridicola e tenta di osteggiare in tutti i modi. Ma dopo aver impiegato oltre sessant’anni a convincere gli altri a non contare su di lui, si ritroverà coinvolto dalla fastidiosa, insistente, implacabile fiducia nella vita di Armando. E tra uno scherzo feroce e una battuta acida, contagiato dall’amicizia come un virus, potrà scappargli qualche gesto spiazzante e diverso.

Non saprei che altro aggiungere. Questo romanzo è divertente, scorretto, a tratti tenero e soprattutto irresistibile, come la voce narrante. Ti fa adorare tutti i vecchiacci di questo mondo, solo per la speranza che siano come il protagonista.


GIUDIZIO:





Buona lettura!
Serena



Nessun commento:

Posta un commento