venerdì 18 novembre 2011

Recensione: "La Spada della Verità - VOL2" di Terry Goodkind


TITOLO: La Spada della Verità - VOL.2 
(Il Guardiano delle Tenebre + La Pietra delle Lacrime)
AUTORE: Terry Goodkind
EDITORE: Fanucci
PREZZO: € 16.90


TRAMA:
Le forze delle tenebre sono ormai all'opera. L'apertura della scatola dell'Orden ha creato una lacerazione nel velo magico che separa il regno dei morti da quello dei vivi, e portato alla luce la Pietra delle Lacrime, un gioiello di incredibile potere. Zedd decide di nascondere la pietra perché se dovesse cadere nelle mani sbagliate, potrebbe essere usata per distruggere del tutto il velo liberando l'efferato Guardiano. Richard è l'unico in grado di ricucire lo strappo del velo, ma dopo aver scatenato in maniera incontrollata i propri poteri magici latenti ha bisogno delle Sorelle della Luce, una misteriosa confraternita di incantatrici ritenute una leggenda, che da secoli si dedica all'addestramento dei maghi.

GIUDIZIO:




RECENSIONE:
Mi dico francamente delusa da questo libro. Oltre alla lunghezza scoraggiante (1052 pagine), è il contenuto a stendere definitivamente il lettore. Possiamo dire che per le prime 750 pagine più che un libro mi è sembrato un parto. Le vicende sono lente, i personaggi lagnosi ed eccessivamente inclini alla rimuginazione; gli stessi meccanismi si ripetono ancora e ancora (soprattutto lo "scontro" verbale ed ideale tra Richard e Sorella Verna, è estenuante). Finalmente, dopo circa 800 pagine di noia, il libro comincia a tornare a seguire lo stampo del primo volume: ricomincia un po' d'azione. Tutti gli indizi confusamente sparsi lungo le pagine precedenti cominciano ad avere senso e, la cosa che presferisco, il protagonista smette di fare la larva (intellettualmente parlando. Fisicamente ricorda più un pitbull incazzoso) e riprende a ragionare con quell'astuzia che lo ha contraddistinto nel primo libro. Nonostante il tomo (in questo caso non trovo parola migliore) riprenda quota nelle ultime 200 pagine, il finale mi ha ugualmente lasciata perplessa. Non tanto per la conclusione in sè, quanto per la sua rapidità. Insomma, dopo 800 pagine di agonia non si può concludere tutto in quattro e quattr'otto, come nulla fosse. O a quanto pare si può. 

A presto, 
Serena

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