lunedì 4 giugno 2012

Recensione film: "Dark Shadows"


Un giorno mi è stato detto: “Tim Burton o si ama o si odia.”…e nonostante questo mi colloco fieramente in quella (a quanto pare) minoranza di bipedi che sta nel mezzo: non lo odio ma non  lo amo.
Il film di cui volevo parlarvi oggi è “Dark Shadows”, ultima fatica del regista, che lo ha riunito ai due compari di sempre, Johnny Depp ed Helena Bonham Carter (anche moglie).

Il copione per la pellicola è stato adattato da una celebre serie degli anni sessanta e parla della ‘particolare’ famiglia Collins, il cui capofamiglia è il vampiro Barnabas, trasformato in creatura della notte dalla maledizione della perfida e gelosa strega (ed ex-amante respinta) Angelique


Le aspettative che avevo prima di andare a vederlo non erano particolari, mi aspettavo semplicemente una bella pellicola divertente (sempre in stile Burton, ovviamente) e in questo sono stata accontentata.
L’ironia, a volte esasperata altre un po’ cupa, l’evidente affiatamento della coppia Burton-Depp e l’anacronismo del personaggio di Barnabas Collins rendono la prima parte del film piacevole e spassosa.
Come sempre Johnny Depp si mostra molto a suo agio in questi ruoli autoironici e sopra le righe, e presta il volto in maniera efficace al vampiro Barnabas. 
Spinto dal desiderio di salvare le sorti della famiglia Collins, il redivivo (più o meno) Barnabas prende in mano le redini dell’azienda di famiglia, pronto a tutto per difendere i suoi consanguinei, ma non è altrettanto ligio al di fuori delle mura di casa... Diciamo pure che non bastano le dita di due mani per contare le vittime mietute durante il film… Ma in fin dei conti come si fa a volergli male? In fondo dissangua e uccide, ma in maniera molto educata.
Altra punta di diamante è la favolosa Eva Green. Tra tutti, il suo personaggio era il mio preferito: crudele, ossessiva, leggermente ninfomane e completamente folle, la strega Angelique era un personaggio azzaccatissimo.
Il cast in generale ha fatto una buona performance dando vita alla famiglia Collins, anche se non certo indimenticabile. Vogliamo dire qualcosa della giovanissima Chloe Moretz? Il suo personaggio è l’adolescente ribelle e insoddisfatta Carolyn, ma ancora a desso, anche alla luce dello spezzone finale (chi ha visto capirà il riferimento) non riesco a trovare un’utilità a lei e al suo personaggio. Mah.

Ma ora passiamo alla trama più in generale.
Dal momento che era l’elemento più comico del film, mi aspettavo che il reinserimento di Barnabas Collins nella società anni ’70 fosse un po’ più articolato e sfruttato, invece se la sono cavata in 5 minuti con una specie di gag-reel con musichetta di sottofondo, e via così.
La mia perplessità, però,ha cominciato a manifestarsi nella seconda metà del film. Quando la storia doveva cominciare a prendere una direzione precisa e avviarsi verso il clou e la conclusione, il racconto ha invece cominciato a perdere mordente. Soprattutto la scena finale (la lotta in casa Collins) mi ha fatto sollevare le sopracciglia più di una volta: un sacco di elementi introdotti un po’ così, approssimativamente, giusto per fare un gran polverone.

Attinenza con la serie originale o con il libro? Non ne ho idea, perché non cono riuscita a reperire nessuno dei due.
Nel complesso comunque, pur da profana di Tim Burton, ho trovato che questo film fosse godibile e divertente. Tre stelline.

 
Nota.
La menzione d’onore in questo caso va alla colonna sonora: grandi classici anni 70 che ci consentono ancora di più di addentrarci nell’ambientazione del film …Must be the season of the witch

2 commenti:

  1. Io l'ho apprezzato abbastanza anche se come hai detto tu soprattutto nel finale un po' si è disperso... mi aspettavo un finale diverso ecco!

    Comunque da me c'è un piccolo premio per te ^^
    http://readbelieve.blogspot.it/2012/06/premio-i-love-your-blog.html

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    1. La penso esattamente allo stesso modo...^^
      E grazie mille per il premio!!!

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