giovedì 19 luglio 2012

Recensione (+Film): "Il diario di Bridget Jones" di Helen Fielding


TITOLO: Il diario di Bridget Jones
AUTORE: Helen Fielding
EDITORE: BUR
PREZZO: € 8.90

TRAMA:
Mangia troppo, beve troppo, fuma troppo, ha una mamma troppo invadente, un uomo troppo sposato e troppo pochi "pretendenti". È il ritratto di una single di oggi, moderna trentenne in carriera, quale risulta dal diario di un anno della sua vita, dove vengono raccontati, con humor e ironia, i problemi, le speranze, le delusioni di una donna qualunque.



RECENSIONE:
Per questa recensione è doveroso ringraziare mio fratello che, vedendomi penosamente a corto di libri, è passato in biblioteca e ha pensato a me portandomi questo romanzo.
Effettivamente era un po' che avevo aggiunto "Il diario di Bridget Jones" alla mia To-Read List, infatti ero stata incuriosita da tutte le recensioni che lo definiscono 'geniale' e 'imperdibile'... Ok, mettiamo subito le cose in chiaro: il libro era senz'altro simpatico e divertente, ma da qui a definire Helen Fielding "un genio della comicità", il passo è lungo. 
Come da titolo, il libro racchiude un anno di pagine del diario (più che altro, una raccolta giornaliera di pensieri in libertà) di Bridget Jones, una poco-più-che-trentenne con una carriera che non decolla, una vita sentimentale pressoché inesistente e una famiglia che le fa decisamente da palla al piede. A tutto questo si aggiungono un'imbranataggine incurabile, una moltitudine di piccoli vizi e una serie di strampalate teorie dietetico-alimentari. Ho accennato all'inopportuna cotta per il fascinoso e libertino capo Daniel? 
Parte molto importante della vita di Bridget sono anche gli amici, tutti apparentemente usciti dal 'manuale dello stereotipo', che un po' la consigliano, un po' le incasinano la vita... esatto, Bridget non si risparmia in figuracce nemmeno con loro. 
Tutti i suoi buoni propositi in fin dei conti non le servono a molto: si butta tra le braccia dello scapolo impenitente e 'cialtrone sentimentale' Daniel convinta di averlo domato, solo per poi ritrovarsi tradita e umiliata (uno di quei momenti da 'Te l'avevo detto...'), e bistratta il celebre (e un po' bacchettone) avvocato Mark Darcy, solo perché le era stato presentato dalla madre... e anche perché di certo non eccelleva nelle buone maniere, non con lei. Ma in fin dei conti, questo Darcy sarà davvero così male? (maglioni a parte, ovviamente...).
A questo punto potrei dedicare un intero paragrafo solo all'assurda madre di Bridget, alla sua mania di appiopparle un uomo o alla sua crisi di (più che) mezz'età, ma perché rovinarvi il piacere?
Conclusioni: come già detto, ho trovato il libro molto gradevole, simpatico e in certi punti anche brillante, ma non certo 'geniale'.
Lettura leggera e rapidissima, perfetta per l'estate
Tre stelline.



E ora, il film.




Non sono una fan sfegatata di queste commedie piene di equivoci ed episodi imbarazzanti, ma devo dire che questo film non è affatto male (della serie: i termini tecnici si sprecano nelle mie recensioni).
Sarà perché Renée Zellweger è una grande attrice, sarà perché il ruolo dell'impunito sembra cucito su Hugh Grant, o perché la bravura di Colin Firth riesce a piegare anche il suo aplomb britannico al ruolo dell'imbalsamato e goffo Darcy, ma ho davvero apprezzato questa commedia. 
Vista in lingua originale poi è ancora meglio. Oddio, non esattamente un capolavoro dell'arte, ma senza dubbio una commedia molto riuscita.



A presto!
Serena

Nessun commento:

Posta un commento