mercoledì 4 luglio 2012

Recensione: "Se solo fosse vero" di Marc Levy


TITOLO: Se solo fosse vero
AUTORE: Marc Levy 
EDITORE: -vari-
PREZZO: -vari-

TRAMA:
Arthur ha avuto una giornata faticosa, si è appena trasferito in un nuovo appartamento. Finalmente si concede un bagno con un bel sottofondo musicale. Qualcuno però sta battendo il tempo con le dita! Una giovane donna che sostiene di essere uno spirito il cui corpo giace in coma in ospedale in seguito a un incidente. Arthur naturalmente non le crede e accetta di accompagnarla in ospedale, dove lei vuole mostrargli il proprio corpo, solo per potersene liberare. Con il passare delle settimane i due diventano amici e il sentimento che li unisce si trasforma in amore. Poi un giorno i medici decidono di staccare le macchine che tengono in vita Lauren e ad Arthur non resta che trovare una soluzione, in una corsa contro il tempo.

RECENSIONE:
Finalmente, dopo una lunga pausa, eccomi ritornare con una recensione letteraria. Ne sentivo la mancanza.
Innanzitutto, come mi è venuto in mente di leggere questo libro? Ancora una volta, devo ammettere che l’impulso è scaturito dopo la visione di un film, cosa che generalmente mi inorridisce, ma a volte capita.
Il film in questione è “Se solo fosse vero” con Reese Witherspoon e Mark Ruffalo (che, datemi della nerd, ma continuo a preferire come Hulk). A dirla tutta, la mia non è stata una visione intenzionale, più che altro la mia tv è rimasta sintonizzata sul quel canale mentre io avevo una montagna di piatti da lavare e nessuna possibilità di raggiungere il telecomando… tant’è che l’ho visto praticamente tutto (ho perso qualcosa dell’inizio).
Insomma, tutto questo preludio solo per dire che in condizioni normali non avrei visto quel film di mia spontanea volontà (infatti ero riuscita ad evitarlo fino a quel momento), ma la visione ha comunque stuzzicato la mia curiosità di lettrice… Così qualche giorno dopo mi sono procurata il libro che ha ispirato la storia. E sottolineerei ispirato, perché, a mio dire, il tono che caratterizza il libro è molto diverso da quello della commedia romantica.

Per restare coerente con il mio personale ordine cronologico, comincerò la recensione dal film. Non sono una grande fan di Reese Witherspoon, e Mark Ruffalo (prima di Hulk) mi era pressoché sconosciuto, ma nel complesso direi che non ho osservato grandi insulti all’arte della recitazione. Forse non i più grandi attori della storia cinematografica, ma li ho trovati abbastanza adatti per la pellicola in questione: una commediola romantica di quelle che si dimenticano facilmente. Non essendo un’amante del genere non sono riuscita ad andare in solluchero per tutte le scene romantiche, la storia d’amore eterea, ecc ecc, ma se non altro in alcuni punti mi è scappato un sorriso. Specialmente nella parte iniziale, quando il protagonista David ancora si rifiuta di accettare l’esistenza dello spirito di Elizabeth e cerca di liberarsi di lei con esorcismi e benedizioni varie… Beh, non era malaccio. Poi cominciano sguardi languidi, sbocciano sentimenti, e tutto scade nella banalità più assoluta. Ma va beh (vi avevo avvertiti di non essere una grande fan del genere). Tutto sommato poi i personaggi erano ben inseriti nel contesto: lui ci mette un po’ di tempo e di resistenza prima di accettare l’esistenza dello spirito di Elizabeth e dopo decide di aiutarla assieme al solito amico pasticcione e ad uno strano tizio che sembra un fattone, ma a quanto pare è un sensitivo... e anche i sentimenti tra i due nascono dopo che lui (vedovo) è riuscito a superare il suo personale lutto per riaprire il proprio cuore al nuovo sentimento (non chiedetemi da dove è saltata fuori questa frase). Mi sta bene.

Per quanto riguarda il libro, è tutta un’altra questione. Direi che il termine ‘zuccheroso’ è il migliore che possa trovare per descrivere la mia impressione su questo romanzo. E ‘assurdo’, ovviamente. Insomma, ancora più assurdo del previsto. 
Dopo tre pagine dalla prima apparizione di Lauren (i nomi sono stati cambiati nel film), Arthur è già stra-convinto della sua esistenza e stra-determinato ad aiutarla. Lei è una donna tutto sommato pragmatica e un personaggio non particolarmente interessante ma accettabile, ma lui… Arthur ha una sorta di atteggiamento zen nei confronti della vita, che si fa sempre più evidente con il procedere della storia e più irritante ai miei occhi. Lunghi e strani pensieri ed elucubrazioni che mi hanno lasciata perplessa, erano copiosi all’interno di ogni capitolo. Arthur quindi si innamora di lei in circa quindici nanosecondi, pianta lavoro, amici e vita normale per aiutarla, studia manuali di medicina, organizza piani rocamboleschi … In un certo senso verso la fine, la sua personalità viene un po’ spiegata nei capitoli dedicati ai ricordi legati a sua madre e alla casa di campagna che lei gli aveva lasciato, ma sinceramente io li ho trovati più che altro incredibilmente noiosi. Anzi, diciamo pure che ho letto gli ultimi capitoli saltando una riga sue tre e sperando che la questione si chiudesse velocemente. In fin dei conti, quale sarà la direzione presa dal tutto si capisce facilmente, e la mia totale assenza di immedesimazione non ha fatto che spingermi a raggiungere il finale il più velocemente possibile.

Ribadisco: assolutamente non il mio genere.
L’ho trovato noioso, zuccheroso e privo di qual si voglia spinta emotiva.
Una stellina e mezzo e tante scuse a chi invece lo ha apprezzato.



TRAILER FILM

A presto!
Serena

Nessun commento:

Posta un commento