giovedì 13 settembre 2012

Recensione: "Mi chiamo Chuck" di Aaron Karo

TITOLO: Mi chiamo Chuck. Ho diciassette anni. E, stando a Wikipedia, soffro di un disturbo ossessivo-compulsivo
AUTORE: Aaron Karo
EDITORE: Giunti
PREZZO: € 12.00

TRAMA:
Charles, detto Chuck, ha diciassette anni e si lava le mani continuamente, controlla anche cento volte di seguito che le piastre dei fornelli siano spente e non va mai a dormire senza aver fatto la pipì fino allo sfinimento. Ha un amico del cuore, Steve, l'unico a cui confida le sue stramberie e una sorella, Beth, bella, normale e piena di amici che lo ignora fino a negargli persino l'amicizia su Facebook. La sua giornata è costellata dalla ripetizione di gesti, regole maniacali che lui stesso si è imposto per non perdere del tutto il controllo di sé. E poi ci sono le Converse: ne possiede decine di paia di ogni colore che ha abbinato ai vari stati d'animo. Converse rosse: arrabbiato; gialle: nervoso e così di seguito. I genitori, però, sono sempre più preoccupati e, nonostante le rimostranze di Chuck, decidono di spedirlo da una psichiatra. L'arrivo di una nuova compagna di classe e il desiderio di aiutare il suo amico bullizzato convinceranno Chuck a prendere sul serio i suoi sintomi e a iniziare una terapia.

RECENSIONE:
"Mi chiamo Chuck" si propone come un divertente romanzo 'di crescita'. Racconta l'ultimo complicato anno di liceo del diciassettenne Chuck che, oltre a tutti i classici problemi da 'adolescente invisibile', deve anche convivere con tutta una serie di piccole manie che condizionano gran parte dei suoi comportamenti.
In realtà Chuck non si era mai posto il problema di analizzare le proprie manie, almeno fino a quando non ha deciso di cercare su Google le proprie strane abitudini ed è incappato nella pagina di Wikipedia dedicata ai 'disturbi ossessivo-compulsivi'. 

E qui: ipocondriaci di tutto il mondo, unitevi. Non è necessario da parte mia specificare che Google NON è una fonte attendibile per auto-diagnosi casalinghe, vero? Bene.

A quanti pare però, Chuck il disturbo ossessivo-compulsivo ce l'ha davvero e quindi comincia (più o meno volontariamente) il proprio percorso di guarigione, guidato da una dottoressa che abusa del tono interrogativo.
Ovviamente la vita di Chuck diventa improvvisamente molto complicata: manie quotidiane, tentativi di tenerle a bada, sedute dalla psicologa, medicinali, famigliari impossibili... per non parlare della delicata situazione con la ragazza dei suoi sogni e della sindrome di abbandono dell'amico di sempre.

E ora veniamo a noi.
Mah, forse mi aspettavo di più da Chuck.
L'ambientazione liceale americana ormai ha dato tutto quello che poteva alla letteratura, infatti non mi aspettavo grandi novità in quel senso, però speravo che, raccontato da punto di vista di Chuck, tutto risultasse un po' più ironico e originale. Invece Chuck ha la fastidiosa tendenza a dire/fare sempre la cosa sbagliata nel momento sbagliato e a piangersi addosso. Si crogiola nell'autocommiserazione a più riprese e solo alla fine decide sul serio di impegnarsi a migliorare, e per i motivi giusti.
Per quanto scorrevole, leggero e a tratti divertente, in nessun punto questo romanzo è riuscito a coinvolgermi o catturarmi particolarmente. Non mi ha proprio acchiappata.
Direi 'simpatico', ma non molto di più.


P.S: in realtà cercando in rete si trovano delle recensioni molto positive su questo libro, quindi vi consiglio di dargli comunque un'occasione, nonostante la mia recensione... ^^

Buona lettura!
Serena

2 commenti:

  1. Questo libro mi aveva incuriosita parecchio, però ho preferito buttarmi su altri libri!
    Non credo di essermi persa molto allora...

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  2. concordo con Debs, ero indecisa, probabilmente è carino da leggere per spensieratezza.. passo questa volta!^^

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