lunedì 29 ottobre 2012

New Series: Elementary

Pensando a come recensire le nuove serie televisive di quest’autunno, mi sono resa conto che un solo episodio non è affatto sufficiente per determinare un giudizio. Si può avere un’impressione più o meno buona o cattiva, ma (tranne casi particolari già trattati) non un parere definito.
Per fortuna i post sui ‘ritorni celebri’ e i vari ritardi che ho accumulato nel corso delle settimane mi hanno consentito di avere un po’ di respiro e soprattutto di vedere almeno due o tre episodi per ogni nuova serie. Senza contare che, con tutte le new entries dei vari palinsesti, dovrei avere giornate di 34 ore per tenermi in pari. Ma va beh.


Cominciamo subito con una serie che segue la scia del recente ritorno in auge del detective Sherlock Holmes. Sto parlando di “Elementary”, trasmessa dal canale CBS, starring Jonny Lee Miller nei panni di Holmes e Lucy Liu in un’inedita versione femminile di Watson. E già fin qui ….
Oltre a questa non-tanto-leggera modifica alla storia originale, gli sceneggiatori avevano un sacco di altre novità in serbo per noi. Innanzitutto la storia è ambientata a New York (modifica n° 2: continente sbagliato) e poi c’è la questione del personaggio di Sherlock Holmes. Come sempre, premetto che non ho mai letto nulla di A.C. Doyle (anzi, una cosa sì, ma era uno di quei libretti semplificati per farti studiare l’inglese durante le vacanze estive…) quindi non ho idea di come sia il personaggio originale, tuttavia sono abbastanza sicura che, per quanto eccentrico, non sia un irritante ex-tossico, per giunta mantenuto dal papà.
Che poi. Non ho nulla contro le più o meno ampie rivisitazioni al personaggio, ma ci sono rivisitazioni riuscite e altre meno. Un esempio? Robert Downey Jr: simpatico. Benedict Cumberbatch: efficace. Jonny Lee Miller: fastidioso (il più delle volte).
In questo caso manca quel qualcosa che controbilanci la supponenza per rendere gradevole il personaggio, che invece risulta piuttosto irritante.
Il personaggio di Joan Watson invece risulta piatto e per il momento poco utile. Sarà perché sono i primi episodi, ma non vedo il suo grande contributo oltre a quello di fornire un interlocutore a Holmes per spiegarci le sue brillanti elucubrazioni. Credo che ad un certo punto si lasciasse intendere che Watson nasconde qualcosa, quindi spero in futuri sviluppi. Per il resto direi che segue le orme del classico procedural e soprattutto non si discosta molto dalle aspettative generali (nel mio caso almeno): Holmes è complicato ed eccentrico, per non dire supponente, e deduce l’impossibile da dettagli insignificanti; Watson per il momento fa da spalla senza troppi complimenti, e anche i casi non si prospettano nemmeno come particolarmente interessanti. Oddio, io non capisco mai chi è il colpevole, ma quello perché sono un’idiota io, non perché siano poi questo capolavoro di subdolo intelletto.
Da notare (oppure no) che per il momento il rapporto tra i due personaggi è basato su una convivenza riluttante e per fortuna non c’è traccia della tensione sessuale, abusatissima in tutti i procedural a coppie miste, ma se lo show andrà avanti non vedo come potremo sfuggirne.
Per il momento non mi sento entusiasta, ma in fin dei conti non ero nemmeno partita con particolare... A conti fatti, non sarà spettacolare ma intrattiene quel tanto che basta per lasciarsi seguire. Sempre che tutti gli altri awesome show che sto seguendo me ne lascino il tempo.

Serena

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