mercoledì 7 novembre 2012

Breve recensione: "In verità è meglio mentire" di Kerstin Gier

TITOLO: In verità è meglio mentire
AUTORE: Kerstin Gier
EDITORE: Corbaccio
PREZZO: €12.90

TRAMA:
158 di quoziente intellettivo, plurilaureata, brava musicista, una maga con i numeri, carina, un po' freak e... vedova a nemmeno trent'anni: Carolin trova che la sua vita sia decisamente complicata e che la sua intelligenza rappresenti più che altro un impiccio nella ricerca della felicità. Ha abbandonato il fidanzato Leo per il padre di lui, Karl, uomo ben più affascinante e in grado di apprezzare le qualità di lei. Ma dopo cinque anni Karl muore lasciandola in un mare di guai, primo fra tutti una favolosa eredità di cui Carolin non sospettava l'esistenza, e un esercito di parenti infuriati che la rivendicano. Fra pessime psicoterapeute, farmacisti sospettosi e avvocati minacciosi, Carolin cerca di superare il suo dolore, cavarsi fuori dai guai e, perché no?, trovare l'uomo giusto per lei e a cui non importa se è "troppo" intelligente.

BREVE RECENSIONE:
Ho procrastinato, procrastinato, procrastinato … ma alla fine ho dovuto prendere la penna in mano e buttare giù qualcosa. E poi non venite a dirmi che non mi impegno per voi.


Come avrete capito, questo è un libro che ho letto diversi mesi fa (giugno, credo…?) ma c’è un motivo se non l’ho recensito immediatamente. Ormai lo sapete: quando un libro mi è piaciuto molto mollo tutto e scrivo la recensione seduta stante, altrimenti mi impigrisco un po’…
Il titolo del post recita “Breve recensione”, quindi vi risparmio il racconto della trama (per quello c’è il paragrafo sopra, thanks to ibs) e veniamo subito al dunque.

Questo romanzo è carino. Niente di più, niente di meno.
La protagonista è brillante, super-intelligente e sarcastica quel tanto che basta per strapparti un sorriso o anche una risata più di una volta, ma tutti i suoi punti di QI non la salvano da gaffes colossali stile Bridget Jones (anche se mai riuscirà ad arrivare ai quei livelli)  né dal dover affrontare tutta una serie di personaggi incompetenti e sgradevoli che infestano la sua vita.
La trama gira tutta intorno a Carolin, al suo percorso per accettare la perdita dell’amatissimo marito e riprendere una vita normale… tutto questo mentre deve combattere con la di lui famiglia (davvero poco amichevole…e per un motivo, tra l’altro) per questioni di eredità,  dribblare gli accessi di affetto della dolce sorella e del cognato, e cercare di trarre qualcosa di sensato dalle inconcludenti sedute con l’incompetente e ficcanaso psicologa (sul serio, io avrei controllato l’autenticità della laurea).
Ma qualsiasi sia la loro caratteristica, i personaggi rimangono sempre poco più che di sfondo, delle comparse molto ricorrenti nella vita di Carolin.
Quindi: questo romanzo è leggero, gradevole e ironico, e l’arguzia e spirito della protagonista (nonostante tutto) ti fanno divertire, ma non ti coinvolge emotivamente.
La trama parte da uno spunto originale (geniale e giovanissima neo-vedova di un uomo maturo e padre del suo ex-fidanzato ) ma  non si sviluppa in uno svolgimento  particolarmente interessante o ricco di inventiva: racconta il percorso di Carolin e la questione dell’eredità. Punto.
Ero tentata di dare 3 stelline mezzo, poi però mi sono ricordata che l’autrice è Kerstin Gier e da lei, francamente, mi sarei aspettata qualcosa di meglio.
Ribadisco: carino.


A presto!
Serena

2 commenti:

  1. Molte come te sono rimaste deluse da questo libro dopo aver letto la trilogia delle gemme... questo libro c'è l'ho nell'e-reader ma non penso lo leggerò a breve... ^^

    RispondiElimina
  2. Concordo. Niente a che vedere con la meravigliosa trilogia delle gemme! Una lettura scorrevole e carina, ma come hai detto tu, niente di più.

    RispondiElimina