lunedì 19 novembre 2012

New Series: Emily Owens M.D.


Questa volta ho aspettato appositamente qualche episodio prima di recensire il telefilm, perché non riuscivo a farmene una ragione.
Ok, forse sarò un’ingenua, ma francamente mi aspettavo qualcosa di più… anche se, a ben guardare, le premesse per quello che mi sono trovata di fronte c’erano tutte.

Perché ho dato una chance a questo telefilm? Innanzi tutto perché non volevo fare la solita che si fa condizionare dai pregiudizi, e poi per via dell’attrice protagonista. Perché lei sembra brava, lei sembra seria, lei è cresciuta in un posto dove la cameriera chiede un aumento solo per dover spolverare tutti quegli Oscar (un giro alla larga per dire che nutrivo delle speranze sulla figlia di Meryl Streep).
Ma allarghiamo un po’ i giri di parole, giusto per far capire a tutti di cosa sto parlando.


La trama segue le vicende della specializzanda Emily Owens (Mamie Gummer) che, ormai convinta di essersi lasciata alle spalle la propria imbranataggine da secchioncella del liceo, inizia un nuovo lavoro all’ospedale di Denver, dove però si trova a dover affrontare quotidianamente la sua ‘nemesi’ del liceo Cassandra Kopelson e a lavorare al fianco della cotta (inconfessata) di sempre Will (Justin Hartley).

Effettivamente, già a leggere la trama (questo è un sunto fatto da me) il prodotto perde 1000 punti per la mancanza di idee nuove.
Chiunque di voi non viva in un eremo e sia in possesso di un apparecchio che riceve più di due canali televisivi avrà due grosse scritte lampeggianti in sovraimpressione (celebrale).
Grey’s Anatomy              &           Scrubs
Volenti o nolenti, è pressoché impossibile evitare il paragone.
Come tutti sappiamo Grey’s Anatomy è IL drama per eccellenza che, quando non ci ammazza il morale con morie di protagonisti, ci regala (o regalava, ormai….) i più fantasmagorici intrecci amorosi immaginabili in un ospedale - discutendo,  fornicando e, nel tempo libero,  operando qualche disgraziato affetto da una malattia bizzarra e pressoché incurabile (fino al loro intervento). Sì, lo so, è molto più di questo, ma ehi! Non divaghiamo, qui si sta parlando d’altro.
Scrubs invece era una delle sitcom più divertenti degli ultimi anni, talmente surreale da essere oltre il demenziale, e riuscire ancora a piacermi (in caso non si fosse capito, l’ago della bilancia qui è il mio gusto personale… eh già).
E dunque, Emily Owens M.D. a quale dei due show somiglia di più? Ehm … direi Scrubs. Minus brillantezza e originalità.
Insomma, le idee a quanto pare non crescono sugli alberi (soprattutto in tv) ma questo non ha mai fermato nessuna emittente dal trasmettere cloni dei cloni dei cloni, anche con discreto successo.
E dunque, cosa c’è in questo show che non va?
Per prima cosa in questo telefilm ci sono tutta una serie di cliché che, francamente, potevano essere evitati.
Va bene che la CW ha un target giovane… ma non per questo devono essere tutti cerebrolesi o essere costretti a subire telefilm tutti uguali.
Il leitmotiv  della serie (uno dei, purtroppo…)è: ‘High school never ends’.
Lo abbiamo capito, piace tanto prendere un’ambientazione qualunque, una a casaccio, e sbatterci le dinamiche liceal-adolescenziali. Non è originale, ma credo non sia nemmeno ancora perseguibile penalmente, per cui, anche se già dopo cinque minuti senti l’impellente voglia di urlare allo schermo “Non di nuovo!”, non ci resta che farcene una ragione e vedere se c’è qualcos’altro di salvabile (e magari loro pensavano pure di aver tirato fuori dal cilindro una trovata originalissima…).
Non c’è l’idea? Buttatevi sul cast! Insomma avete, un potenziale asso in mano: gettatevi a peso morto su Mamie Gummer! Sfruttatela! Fateci vedere quanto è brava! E già che ci siete, dateci qualche comprimario degno di nota… E in vece no.
Gli stereotipi (che insieme ai cliché, si sa, vanno a braccetto) si sprecano a palate. Non basterebbero sei mani per contarli. Già solo per i personaggi abbiamo:
-          La capa severissima e un po’ stronza che prende la protagonista di punta (più o meno, ma ci siamo capiti)
-          La cotta-di-sempre che non se la caga manco di pezza. Che poi: Justin Hartley di Smallville? Non mi stancherò mai di ripeterlo: tanto caruccio da guardare, ma quando deve recitare con un camice addosso… meh. E soprattutto: no, anche se gli mettete gli occhiali non è più credibile. Scommesse su quanto ci metteranno a fargli togliere quel camice e mostrare gli addominali? Qui la risposta.
-          La nemesi del liceo/stronza pettegola e maligna - C’mon, seriously?! 
-          Mr.Nice-Guy. Non esattamente bellissimo, ma che fa tipo e soprattutto fa più simpatia di quel ciocco di legno di Justin Hartley.
E poi lei. No, non mi sono dimenticata della protagonista. Ma lei merita una categoria tutta sua.
Diamo a Cesare ciò che è di Cesare: lei è brava. Lei è forse l’unico motivo per cui (se non stramazzo al suolo prima) penso di arrivare almeno a metà della serie. Ma il suo personaggio… è irritante. Emily Owens è un concentrato di cliché. Ex-sfigata del liceo in cerca il riscatto, continua imperterrita a comportarsi come una perfetta imbranata. Non che non abbia avuto occasione di evitarlo… È lei stessa la prima a mandarsi disperati avvertimenti mentali del tipo “Non dire questa minchiata, sta zitta”. Ma si ignora ripetutamente. Nell’episodio pilota accetta consigli amorosi da una dodicenne che cita Twilight (eh dai, ma allora te le cerchi… solo io qui vedo almeno 3 warning lampeggianti di rosso?). Dice sempre la cosa sbagliata al momento sbagliato e alla persona sbagliata.  Anche questa è una dinamica non-nuova sfruttata da molti altri personaggi… ma qui se ne abusa. E poi, giusto per restare in tema, vogliamo parlare della sua voce interiore fuori campo? Già in Grey’s Anatomy non è un granché, ma almeno lì ha lo scopo di ricordarci che c’era un filo conduttore (più o molto meno profondo) a tutti gli avvenimenti dell’episodio. Ma qui? Ribadisce banalità all’inizio e alla fine dell’episodio, cerca di darsi consigli durante, ma viene ignorata con una costanza che ha dell’incredibile. Soprattutto questo sketch dell’auto-ammonimento interiore, insomma. Ok usare l’espediente un paio di volte per farci capre che lei è imbranata, ma non sedici volte per episodio. E’ irritante.
angolo della posta del cuore
 E i casi medici? Sì, va beh. Sono insipidi. Vorrebbero anche qui farci capire che lei è un amore di dottoressa tanto sensibile e comunicarci qualcosa (di ovvio, sottolineato alla fine dalla sovra citata voce fuori campo), ma per lo più sono trascurabili.

Aspe, aspe che rileggo quello che ho scritto sopra… Capperi, ci sono andata giù pesante.
Ora cerchiamo di riequilibrare un attimo. La verità è che non è davvero così terribile come serie… ma fin qui non ha dalla sua né l’originalità, né la freschezza, né un granché di simpatia. E la ripetitività ha un che di snervante. Talvolta sorridi, ma più di talvolta ti viene da saltare in avanti di qualche minuto perché c’è un limite alle volte che puoi urlare “Zitta idiota!” ad uno schermo.

Insomma, so far è stato abbastanza deludente. Non catastrofico come ho lasciato trasparire nella foga, ma deludente assai.
Ribadisco, lei è brava. Ma vi prego sceneggiatori, scrivetele del materiale almeno decente…

Detto ciò, come già accennato, proverò ad andare un po’ avanti. Ma solo per lei (e perché mi sento incolpa per tutte le cattiverie di sopra… quasi).

Se qualcuno avesse voglia di smentirmi o argomentare un qualsiasi aspetto a me sfuggito, i commenti sono a vostra disposizione.

A presto,
Serena


AGGIORNAMENTO

La serie è stata cancellata, causa gli scarsissimi ascolti registrati. 
Tutti i 13 episodi prodotti in ogni caso verranno trasmessi sul canale CW.


2 commenti:

  1. la risata del lunedì mattina è arrivata!^____^ sei davvero troppo forte, renditi conte che fai venire voglia di vedere i telefilm brutti piuttosto che scoraggiarci! anche solo per poter dire "è vero! Serena l'aveva scritto!" continua così perchè mi diverto un sacco a leggerti!
    baci :*

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    1. Sempre felice di allietare la giornata a qualcuno ^^
      Grazie per i complimenti e per l'incoraggiamento!! (certo però che se continuano a produrre certe tristezze di telefilm, mi rendono il lavoro anche troppo facile...)

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