giovedì 8 novembre 2012

"Quid pro quo", o anche: "Quando il titolo è uguale, la confusione è assicurata"


A volte capita anche alle biblioteche migliori.
Recentemente mi è capitato di prenotare (non nella biblioteca del mio comune) un libro di James Patterson intitolato: “Maximum Ride: Angel”. Tuttavia, quando sono andata a ritirarlo, mi sono trovata tra le mani “Maximum Ride: Operazione Angel”, sempre di James Patterson.
Notata la sottile differenza?
Esatto: 1 parola.

Ovviamente i due sono libri ben diversi, in particolare il primo e l’ultimo della serie per ragazzi “Maximum Ride” (appunto).
Qualcuno potrebbe trovare un’armonica simmetria universale nella somiglianza tra i due titoli, io ci vedo solo un gran pasticcio per distinguerli (ci ho messo 5 minuti per spiegare a chi di dovere il problema per telefono…). 
L’equivoco è ovviamente più che comprensibile e, anzi, la bibliotecaria alla quale ho segnalato lo scambio si è profusa in scuse (che in fondo non mi doveva) ed è stata disponibilissima.

Da questa esperienza almeno ho imparato una cosa: la gentilezza è ancora di questo mondo.

Serena

2 commenti:

  1. Riesci a spiegare questo problema pure a Newton Compton che in merito a fantasia con i titoli lascia parecchio a desiderare? ^^

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    1. Eh eh... ma in questo caso anche i titoli originali sono molto simili, quindi il problema è alla radice.
      Però hai ragione, molte case editrici italiane pescano sempre nello stesso cappello per decidere i titoli...

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