sabato 15 dicembre 2012

Recensione: "Storia catastrofica di te e di me" di Jess Rothenberg

TITOLO: Storia catastrofica di te e di me
AUTORE: Jess Rothenberg
EDITORE: Einaudi - Stile libero
PREZZO: € 18.00

TRAMA:
Brie muore all'improvviso. A sedici anni. Col cuore, letteralmente, spezzato in due. Nell'istante esatto in cui si sente dire da Jacob che non la ama più. Ma questo è solo l'inizio della storia. Dal suo punto di osservazione in Paradiso Brie finalmente capisce un sacco di cose. Che il matrimonio dei suoi sta proprio andando a rotoli. Che il fratello Jack non riesce a perdonarle di essere morta. Ricominciare da capo quando si ha il cuore a pezzi non è facile. Specie in un posto tutto nuovo. Ma una figura davvero celestiale comparirà presto ad accompagnare Brie nel suo paradisiaco futuro.


RECENSIONE: (Attenzione - spoiler)

Era tanto che non mi emozionavo per un libro e, francamente, mi mancava.
Ultimamente avevo recensito per lo più libri "senza infamia e senza lode", di quelli che ti prendono poco e ti emozionano ancora meno... e invece questa volta ci siamo.
Ad essere sincera all'inizio l'approccio è stato un po' tiepidino... Nonostante le recensioni lette e i vostri commenti, ho temuto di trovarmi di fronte ad una di quelle storie un po' banali e strappalacrime per ragazzine.
Ad ogni modo, dopo un inizio senza fuochi d'artificio, ho cominciato a farmi coinvolgere, ad immedesimarmi in Brie e a provare io stessa l'eco delle sue emozioni: frustrazione, tristezza, tradimento, rabbia, abbandono... 
Brie comincia un viaggio che la porta dappertutto e da nessuna parte. Ritorna invisibile sulla Terra, osserva la vita continuare senza di lei, impara ad interagire in qualche modo per "farsi giustizia" ma causa solo altri danni.
In realtà non ha nessuna importanza dove si trovi e quanto velocemente riesca a spostarsi, l'unico viaggio che davvero Brie dovrebbe affrontare è con se stessa.
A farle da Cicerone nell'Aldilà interviene Patrick. Diciamoci la verità, all'inizio non ha una grande importanza e, anche se le dedica inspiegabilmente un sacco di tempo e attenzioni, compare inizialmente come un personaggio di margine, che potrebbe fare la differenza, così come perdersi nella storia.
Il centro di tutto è Brie, non solo come voce narrante, ma anche come fulcro di tutti gli avvenimenti e coscienza affine al lettore.
Possiamo superficialmente catalogare la prima parte come romanzo 'di formazione' misto ad un pizzico di 'dramma adolescenziale'? Ma sì che possiamo.
Pian piano però cominciamo, insieme a Brie, a comprendere che c'è uno scopo in tutto questo, che c'è qualcosa che le sfugge. 
Patrick, da iniziale comparsa spiritosa, comincia a farsi spazio nella storia, ma soprattutto nei pensieri di Brie. Prima qui è là, con frasi buttate lì "Vorrei che Patrick potesse vedermi...", poi come presenza, e soprattutto assenza, tangibile e dolorosa. 
Brie prosegue attraverso le sue personali 5 fasi del dolore, fa un sacco di danni (Rabbia - prevedibile, ma Patteggiamento... capperi se ha fatto danni nel Patteggiamento!), ma ci vuole il rischio più grande di tutti, perdere la propria anima, perché finalmente cominci a capire (e noi con lei) cosa ci sia davvero nell'Aldilà, e soprattutto nel passato di Patrick.
Se fino a qui l'egoismo di Brie (comprensibile ed inevitabile) l'aveva resa cieca agli indizi sparsi, improvvisamente inizia ad aprire gli occhi e ad accorgersi che c'è un grosso elefante nella stanza con lei (metaforicamente parlando...): Patrick non è qualsiasi ragazzo morto negli anni '80 e lei non è una qualsiasi ragazza col cuore spezzato. Hanno un passato in comune: il passato non è solo di Patrick, ma di Patrick e Stella. E Brie e Stella sono la stessa persona. 
A questo punto la consapevolezza e i ricordi delle due vite di Brie cominciano a pioverci addosso tutti insieme. Così come i suoi sentimenti sopiti. 
Ci sono tante svolte narrative a questo punto che sono interessanti, complicate, a volte prevedibili, a volte no, ma sempre emozionanti. Purtroppo ho trovato che in certi punti, verso la fine, le importanti svolte fossero trattate in maniera un po' caotica, ma non fa nulla.
Perché sì, alla fine piangevo come una fontana e facevo fatica a leggere. Perché, nonostante tutti i se e i ma e i dettagli che non sono riuscita a ricollegare, mi è piaciuto.
Mi ha coinvolta, mi ha emozionata e mi ha regalato quel misto di tristezza e felicità che mi ci voleva in questo particolare momento della mia vita.
Quindi: 4 stelline, se le merita.


Buone letture!
Serena

2 commenti:

  1. L'ho amato e sì,anche io ho pianto come una fontana alla fine!

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    1. E dire che io di solito non sono così facile alle lacrime... ^^

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