giovedì 31 maggio 2012

Non-Recensione: "Cosmopolis" di Don DeLillo


Un giorno mio padre ha preso in biblioteca un libro di Don DeLillo e alla mia domanda “Posso leggerlo anche io?” ha risposto con una smorfia. Beh, la prossima volta ricordatemi di dargli retta.
Mi sono bastate 80 pagine per capire che questo non era il libro per me.

Come da titolo, questa non ha la pretesa di essere una recensione perché sarebbe ipocrita da parte mia criticare un libro che non ho finito, ma rimane il fatto che a me, quel poco che ho letto, non è piaciuto.
Stile, personaggi, avvenimenti, nulla di tutto ciò rientrava nelle mie corde. Quindi l’ho abbandonato senza ripensamenti e restituito in biblioteca.

Il caso vuole che venerdì scorso al cinema io abbia visto il trailer del film tratto proprio da questo libro. Sono riuscita a stento ad arrivare alla fine del trailer, come potrei mai sopravvivere ad un intero film? Come se la presenza di Robert Pattinson non fosse un deterrente sufficiente…
(Per i curiosi: QUI il link al trailer)

Conclusione: libro non terminato, quindi non mi sento di consigliarlo o sconsigliarlo. L’unica cosa che consiglio è di non farsi troppo condizionare dalla mia esperienza negativa caso mai foste interessati al libro: provate, magari per voi sarà una scoperta sensazionale… e male che vada potete sempre abbandonarlo come ho fatto io.
Nessun rancore Don.

Serena

lunedì 28 maggio 2012

Season finale 2012: Grey's Anatomy



Grey’s Anatomy. Soffro di una sorta di bipolarismo riguardo a questo show. Ci sono dei momenti i cui lo adoro e non vedo l’ora che arrivi il venerdì seguente, e poi ci sono dei periodi interi in cui sono piuttosto annoiata dagli avvenimenti… Insomma, alti e bassi stile montagne russe, ma che ancora non mi hanno spinta a smettere di guardare lo show.

Girando in rete ho trovato molti pareri discordanti sul protrarsi della serie: alcuni pensano che sia ancora fantastica, altri che ormai abbia perso smalto e sia ora di chiuderla. Dal canto mio sono più d’accordo con la prima opinione, per una semplice questione di gusti. 
Senza dubbio la prima serie è stata a dir poco geniale nel 2005, soprattutto se pensiamo che era nata come ‘tappabuchi’ di metà stagione per sostituire un altro show…  
Non si sa bene quali siano i fattori determinanti (anche se ce li immaginiamo) ma lo show è stata una hit immediata e ha segnato indelebilmente il panorama televisivo americano. Anche le due stagioni seguenti sono state piuttosto interessanti, sempre seguendo la falsa riga della prima, e pure la quarta (per quanto personalmente non rientri tra le mie preferite) ha continuato a seguire il solito leitmotiv: Meredith e Derek si prendono e si lasciano in continuazione. E ci sta. Ad un certo punto però le cose dovevano cambiare, e così è successo. Dalla fine della quarta stagione (casa di candele, non vi dice nulla?) il rapporto dei due protagonisti ha cominciato a crescere e maturare, cosa che io trovo assolutamente logica e necessaria (non si può continuare a fare gli amanti in eterno!), ma che molti altri hanno trovato noiosa. Anche qui, de gustibus… 
Sul piatto della bilancia di giudizio vorrei anche sottolineare che, a partire dalla quinta stagione, si assiste ad un incrementarsi dell’importanza delle relazioni e delle vicende degli altri co-protagonisti con la comparsa di numerosi comprimari di spessore e la nascita di molte nuove coppie funzionali alla storia. 
 
Quindi il succo del discorso è: diversificare. Lo show continua a vivere e a cercare appoggio anche su altre vicende oltre che quelle di Meredith e Derek. Forse per questo non ero disperata quando sembrava che Ellen Pompeo e Patrick Dempsey stessero per lasciare definitivamente il cast (a costo ovviamente che ci fosse un bel lieto fine, non una di quelle conclusioni catastrofiche tanto care a Shonda Rhimes). Ma non vi preoccupate: le ultimissime news annunciano un rinnovo di massa del cast degli originari… O almeno di quelli che rimangono, dato che negli anni si è reso necessario un notevole ricambio di cast dovuto all’affilatissima falce mietitrice di Shonda Rhimes.
Ma torniamo al punto: l’ottava stagione e il season finale

Da qui SPOILER
Più chiaro di così non so come segnalarvelo. 
Lettore avvisato, mezzo salvato.

Abbandonati definitivamente i tira e molla, i due beneamati protagonisti si trovano di fronte a problemi più ‘adulti’: crisi coniugale, adozione e importanti scelte lavorative. In realtà quasi tutti i personaggi hanno a che fare con situazioni piuttosto impegnative, eccezion fatta per la coppia quasi-sempre scoppiata Lexie-Sloan che continua a deliziarci con questo balletto infinito… 
E il season finale?


Ohhh… Questo è quello che io definisco un ‘season finale da specialità olimpica’ (lancio del portatile), di quelli che ti fanno commuovere ma anche imprecare come un camionista. 

Se il titolo della puntata (“Flight”) forniva un indizio sui possibili accadimenti, sono stati gli ultimi 30 secondi dell’episodio precedente a toglierci ogni dubbio: la catastrofe di questa stagione è un incidente aereo. 
Già da diverse settimane si rincorrevano rumors riguardo la morte di un personaggio molto amato, spoiler, per altro, diffuso direttamente dalla creatrice dello show ‘per far preparare i fan allo shock’. 
Le premesse non sono affatto buone.

Chi sarà quindi il nostro dead-doc-walking? Io avevo i miei terribili presentimenti; ho provato ad immedesimarmi nella mente di quella sadica, sadica donna di Shonda Rhimes, ma tutti gli indizi puntavano in quella direzione. 
Avevo ragione? Ve lo dico dopo. Ora parliamo dell’episodio.

Già all’inizio la situazione appare piuttosto tragica: dopo la caduta dell’aereo tutti i medici sono feriti, sotto shock, incastrati tra le lamiere o dispersi. Nel frattempo al Seattle Grace tutti continuano con le loro giornate e i loro piccoli inutili drammi, inconsapevoli di quello che sta succedendo al di fuori delle mura dell’ospedale.
Vi sembrerò forse insensibile ma la mia attenzione durante l’episodio era puntata altrove e non me ne poteva fregare di meno delle offerte di lavoro di Teddy, del matrimonio della Bailey o delle crisi esistenziali di April (personaggio inutile e irritante, per favore fatela sparire la prossima serie).

Ok, è il momento della verità: chi muore? Beh, in realtà appare evidente già dai primi minuti chi ci lascerà definitivamente: Lexie. 
E’ intrappolata sotto le lamiere, sputa sangue e ha lo sguardo allucinato… non c’è nessun dubbio. Shonda aveva definito le scene di Mark e Lexie di quest’episodio come ‘dolce-amare’… ma a me sembrano tragiche e basta. Non che il resto dei dottori sia messo meglio: Arizona ha una ferita piuttosto grave ad una gamba, Mark una specie di emorragia interna, Derek una ferita orribile ad un braccio, Meredith e Cristina sono abbastanza ben messe, ma non dimentichiamoci che sono tutti intrappolati in un bosco in mezzo al nulla, senza che nessuno li stia cercando. 
E come se non bastasse, il finale non è nemmeno risolutivo.
Ci fanno vedere che arriva una elicottero di soccorsi a salvarli? No!
Negli ultimi 30 secondi Owen (rimasto a Seattle) sente dei preoccupanti messaggi in segreteria che gli fanno (finalmente) sospettare che qualcosa non va, mentre i nostri chirurghi rimangono feriti, sotto shock e senza speranze intrappolati in mezzo al nulla. Quando si dice un finale allegro.

Tiriamo le somme.
Avevo ragione? Purtroppo sì, temevo nella dipartita di Lexie.
Mi è piaciuto? Assolutamente no. Ci sono rimasta malissimo per la morte di Lexie e mi irrita questa situazione ansiogena di sospensione del finale (per quel che ne sappiamo potrebbero esserci altri morti la prossima stagione).
Onestamente non riesco a capire perché fare morire proprio Lexie. A parte il fatto che era (ormai è il caso di dirlo) il mio personaggio preferito, la sua relazione tira-e-molla con Mark era l’unica che si prestava alle dinamiche amorose delle storia, dal momento che tutte le altre coppie sono in situazioni più o meno stabili (nel bene o nel male). Allora perché rinunciare all’ultima fonte di dramma sentimentale della serie? Senza contare che quando Ellen Pompeo si stancherà di recitare nello show, saranno anche a corto di sorelle Grey per giustificare il titolo della serie…
Da quel poco che ho letto nelle interviste alla Rhimes, pare che anche lei sia rimasta piuttosto 'sconvolta' dalla piega presa dagli eventi e che in realtà avesse effettivamente in mente altro per Mark e Lexie. Che quindi ci sia dietro una decisione dell'attrice (Chyler Leigh) di lasciare lo show?

Ad ogni modo è inutile, non riesco a farmene una ragione né logica né affettiva.
Ma se Shonda voleva traumatizzare il pubblico, beh, penso che ci sia riuscita alla grande.


Quali saranno gli sviluppi nella nona stagione?

L’appuntamento con la rubrica “TV: Season finale 2012” è per il prossimo lunedì con una serie una tantino più allegra: “How I met your mother”.
A presto!
Serena

sabato 26 maggio 2012

Sezione Biblioteca (19)



Era un po' che non mi concedevo una scappata in biblioteca, ma un paio di giorni fa mi è arrivato un libro tramite corriere (viene offerta la possibilità ai lettori di farsi arrivare dei libri da altre biblioteche), quindi sono dovuta andare per forza di cose (non che mi dispiacesse...^^).
Il libro che mi è arrivato è...


"Tutte le ragazze lo sanno" di Winifred Wolfe

Mentre ero lì ho trovato per caso tra i nuovi acquisti:


"Colazione con Audrey" di Sam Wasson

E infine ho 'rubato' a mio padre uno dei libri che aveva preso per sè...


"Guida galattica per autostoppisti" di Douglas Adams

Cosa ne pensate dei miei nuovi arrivi?
Serena

mercoledì 23 maggio 2012

Avviso (+ Premi)

Cari lettori,
è di nuovo arrivato il momento per me di dedicarmi con impegno crescente allo studio, quindi mi vedo costretta a prendere qualche provvedimento:
- verrà interrotta la programmazione solita del blog e le rubriche verranno pubblicate con cadenza sporadica e comunque legata alle mie possibilità e al mio umore;
- la pubblicazione dei post avverrà a giorni alterni (quando possibile);
-conseguentemente non garantisco una pronta risposta a mail e commenti, ma prometto di fare il prima possibile (...è una delle poche cose che si possono fare anche sfruttando la rete wireless con il cellulare).
Ulteriori sospensioni o modifiche verranno comunicate in seguito.



Ma prima di avviare questo stato di 'quaresima', ci tenevo a ringraziare con grande affetto Lady Debora di Happy Red Book e Blake16 di Lasciami leggere per i premi che mi hanno assegnato (rispettivamente):

I love your blog


Premio Adamas


Ho cercato di soddisfare le richieste, quindi...

Citazione che mi rispecchi:
«Se fossi divertente la metà di quello che credi,saresti il doppio più divertente di quello che sei»
(Madame Dorothea - Città di Ossa)

Scegliere un proverbio che si ritiene assolutamente vero
 Se mia nonna avesse le rotelle, sarebbe una carriola.

Pubblicare un'immagine che rispecchi il proprio umore in questo momento
   
Mi astengo dall'assegnare i premi ad altri blog perchè sono davvero sfinita (torno ora da una giornata pesantissima) e non ho la lucidità nè il tempo per farlo.
Grazia ancora a Lady Debora e Blake, siete state carinissime!

Se tutto fila liscio il prossimo post sarà sabato. Speriamo.

A presto, 
Serena 

lunedì 21 maggio 2012

Season finale 2012: Once Upon a Time



Buongiorno a tutti e bentrovati con il secondo post dedicato alle serie televisive e ai loro season finale di quest’anno.
Lo show su cui ci concentreremo oggi è “Once Upon a Time”, trasmesso dall’ABC negli Stati Uniti e in Italia da FoxLife con il titolo “C’era una volta”.
Avvertenza immediata: in Italia il finale di stagione verrà trasmesso il 19 giugno, pertanto la parte di post riguardante l’ultimo episodio potrebbe risultare altamente spoilerosa per chi lo stesse seguendo su Fox. Non preoccupatevi, provvederò a inserire un avviso di spoiler  appena prima di cominciare con il commento all’episodio.  

Per quanto riguarda il banner qui sopra, l’ho ‘rubato’ al sito Once Upon a Time Italia, dove potere trovare speciali, interviste, streaming degli episodi e tanto altro. Mi raccomando, visitatelo!


Iniziamo con una breve panoramica sulla trama della serie:

Emma Swan è una donna che abita a Boston, sa prendersi cura di se stessa fin da piccola, quando è stata abbandonata. Quando il figlio, che a sua volta ha dato in adozione dieci anni fa, la ritrova, le cose iniziano a cambiare. Henry ha 10 anni e ha bisogno dell’aiuto di Emma: Henry crede che Emma venga da un mondo alternativo, quello delle fiabe, e che sia figlia di Biancaneve e del Principe Azzurro. Secondo il suo libro di fiabe, lei è stata mandata via per proteggerla da una maledizione lanciata dalla Strega Cattiva, che ha congelato nel tempo il mondo delle fiabe e ha trasportato tutti i suoi abitanti nel nostro.
Ovviamente Emma non crede ad una parola di quello che dice il ragazzo, e lo riporta da dove è venuto, a Storybrooke, per poi rimanere affascinata da lui e dallo strano paesino del Maine dove lui vive. Decide quindi di rimanere un pò, preoccupata per la sorte di Henry, e inizia a sospettare che a Storybrooke ci sia più di quello che sembra...
Storybrooke è un posto dove la magia è stata dimenticata, ma esiste ancora… dove i personaggi delle fiabe sono vivi, ma non ricordano chi erano una volta. Almeno fino ad ora, prima dell'arrivo di Emma.

Quando avevo letto per la prima volta la trama sul sito dell’ABC ero rimasta leggermente perplessa. Diciamo le cose come stanno, mi aspettavo una sciocchezza piuttosto infantile… e invece sono rimasta piacevolmente sorpresa nello scoprire che in realtà la storia veniva trattata con un approccio molto diverso da quello che poteva apparire in un primo momento. L’impronta degli ex-sceneggiatori di ‘Lost’ si fa sentire nell’ottima struttura narrativa, che riserva mistero, ritmo e  colpi di scena molto interessanti.

Una volta superato lo scoglio dei preconcetti, mi sono gettata nella visione della serie con grande piacere, infatti era forse la prima serie da molto tempo che guardavo senza che il mio cervello si lanciasse in automatico in paragoni con altri show: fresca, originale, interessante e per nulla scontata… e sì, anche ben recitata. Se vogliamo trovare una pecca possiamo notare che gli effetti speciali sono piuttosto ‘elementari’, ma sinceramente preferisco una minore qualità tecnica piuttosto che un telefilm perfettamente curato ma troppo costoso e quindi destinato alla cancellazione (vedi ‘Fringe’, ma questa è un’altra storia).
 
Uno degli elementi che trovo molto apprezzabili è il dualismo tra la vita nel mondo ‘reale’ a Storybrooke e quella nel mondo fatato, che vengono intrecciate in flashback ricorrenti per spiegare come si sia arrivati alla maledizione e raccontare le storie dei vari personaggi.
Proprio per dare all’evolversi della storia delle radici credibili, alcuni episodi sono ‘tematici’, ovvero incentrati su un personaggio specifico, ma sempre nell’ottica di aggiungere nuovi tasselli al puzzle complessivo… Trovo che sia stata una scelta molto azzeccata, che ha dato origine a episodi molto belli, ma anche ad alcuni un tantino noiosi… ma de gustibus non disputandum est, quindi dipende dai gusti.

Nel corso della serie quindi, noi spettatori ci siamo sempre più addentrati nel mondo e nelle vicende di Storybrooke, scoprendo un po’ alla volta retroscena inediti delle fiabe classiche per come le conoscevamo. La protagonista Emma, invece, è rimasta sempre piuttosto statica nella sua ferma convinzione che e favole non esistano e che la maledizione fosse solo una fantasia di Henry. In certi momenti poteva sembrare che si stesse avvicinando alla verità, ma in conclusione finiva sempre tutto con un retromarcia clamoroso o un nulla-di-fatto. Fino al season finale.
Da qui: spoiler



Intitolato “A land without magic” questo episodio si apre dopo il colpo di scena per eccellenza, il classico della fiabe: per convincere Emma dell’esistenza della maledizione, Henry mangia la mela avvelenata che Regina voleva usare per eliminare ‘la salvatrice’ e cade al suolo esanime.
Da questo tragica circostanza hanno inizio tutta una serie di avvenimenti che ci porteranno al tanto atteso finale… ma sarà poi un happy ending? 
 
Innanzitutto abbiamo l’evento atteso da tutta la serie e necessario per la svolta della trama: Emma finalmente apre gli occhi. Messa disperatamente di fronte all’inspiegabile tragedia di Henry, la salvatrice finalmente accetta l’esistenza della magia e della maledizione. Ma come salvare il piccolo Henry? Per riuscirci nasce un’inedita alleanza tra Emma, Regina e Mr.Gold per recuperare il distillato del Vero Amore, unica fonte di magia rimasta a Storybrooke, nonché più potente magia al mondo. Qui va da sé che qualcuno verrà meno alla sua parte dell’accordo…  e a tradire questa volta sarà Rumpelstiltskin (scusate, ma il nome Tremotino mi pare ridicolo per un super cattivo) che si approprierà della pozione faticosamente recuperata da Emma (dalla pancia di un drago rinchiuso in uno scantinato…) per i propri scopi personali. Questo decreta la morte del piccolo Henry, ma non preoccupatevi: se c’è una cosa bella nella commistione tra favole e realtà, è che si può sempre contare su qualche magico e classico asso nella manica. 
Sì, stiamo parlando proprio del bacio del vero amore, sempre lui, e quale amore può essere più sincero di quello di una madre per il proprio figlio? Grazie ad Emma quindi non solo Henry torna tra noi, ma anche tutti i personaggi ritrovano la memoria. 
Non dimentichiamoci però di Mr.Gold; è l’unico ad uscire da tutto questo con il full d’assi: dopo aver ritrovato la sua amata Belle usa la Pozione rubata per riportare la Magia a Storybrooke. La Magia è Potere. Ma allora perché ho l’impressione che questo sviluppo gioverà solo ai nostri cattivissimi Regina e Rumpelstiltkin?
Con una magica nebbia viola che invade Storybrooke si conclude la prima stagione di “Once Upon a Time”, che ci promette di tornare con nuovi personaggi, intrecci e colpi di scena.

Che dire? Per evitare di scrivere un trattato a riguardo, ho omesso molti particolari del finale (insomma, questo è un post di commento al finale, non una telecronaca) che andavano a riallacciarsi con personaggi, avvenimenti ed indizi vari sparsi per tutta la serie.
Ad essere sincera, pur avendo apprezzato quest’episodio finale, non l’ho trovato così sconvolgente come da previsione. Possiamo dire che tutti gli accadimenti che si susseguono sono più o meno prevedibili per chiunque abbia visto la serie e conosca l’abc delle fiabe… ma non per questo meno godibili.

Ora che tutti i personaggi hanno ritrovato la loro memoria, il grande interrogativo ruota intorno all’ultima azione di Mr.Gold: quali ripercussioni avrà il ritorno della Magia a Storybrooke?

Arrivederci all’appuntamento della prossima settimana con Grey's Anatomy!  
Serena

domenica 20 maggio 2012

Cinema&Comics: "X-Men L'inizio"


Prima degli X-Men c’erano Charles Xavier ed Eric Lehnsherr. Ma soprattutto c’era Michael Fassbender che spuntava come il prezzemolo in tutti i film.
Non fraintendete, mi piace un sacco come attore … però nel corso dell’ultimo anno ho cominciato a vederlo ovunque: Jane Eyre, X-Men, Shame, Prometheus, Knock out, Hunger, … quasi quasi mi aspetto di incontrarlo anche in coda dal panettiere.
Ok, basta divagazioni inutili e torniamo al punto.


Onestamente non mi ero mai posta il problema di quali fossero i trascorsi del professor X e Magneto e le origini degli X-men, ma quando ho visto il primo trailer la curiosità ha cominciato a farsi strada.
Probabilmente tutti i fan del fumetto anelavano  a  vedere come fosse nata l’amicizia tra i due ora-arcinemici, mentre io mi limitavo a domande più banali del tipo: come ha fatto il prof X a finire sulla sedia a rotelle?
Volete saperlo? Guardatevi il film, perché io ho tutte le intenzioni di scrivere un post spoiler-free (anche se posso dirvi che quando ho visto come è andata nel film, mi sono tirata una sonora sberla in fronte alla ‘non ci credo…’).

Per quanto riguarda i fumetti, ad un’occhiata sommaria non ho trovato tracce di albi dedicati. Leggendo la storia editoriale degli X-Men (su Wikipedia, ovviamente), non ho trovato accenni a riguardo, quindi immagino che l’operazione sia stata pianificata a tavolino per meri motivi commerciali… e chi sono io per criticare?



Il film è uscito nelle sale italiane nel giugno 2011, ma  io l’ho visto soltanto alcuni mesi dopo in dvd. Non ero particolarmente entusiasmata all’idea di prenderlo, anche perché non mi sembrava che avesse avuto un grande successo (di pubblico, perché la critica lo ha promosso a pieni voti)… e invece ho dovuto ricredermi perché mi è piaciuto tantissimo. Ho trovato degli ottimi attori, una storia interessante, un’ambientazione anni ’70 molto azzeccata e ben riuscita, e tanto sano umorismo (che io apprezzo quasi sopra ogni altra cosa).
Il cast comprende: James McAvoy (Charles Xavier), Michael Fassbender (Magneto), Jennifer Lawrence (Mystica), Kevin Bacon (Sebastian Shaw), Nicholas Hoult (Hank/Beast), e molti altri.

Trailer


Si può dire che tifavo spudoratamente per Magneto? Insomma, non sono il tipo che nei film parteggia per il cattivo (in questo caso futuro-cattivo) tanto per spirito di contraddizione, ma in questo caso Magneto mi risultava assai più simpatico del professor X… anche se ancora non riesco a capire cosa lo abbia spinto a optare per una tutina rossa improbabile come divisa d’ordinanza…   

Per quanto riguarda un eventuale seguito, la Twentieth Century Fox ha deciso di produrlo nonostante gli incassi non entusiasmanti del primo. Attualmente le riprese sono previste per gennaio, slittate apposta per consentire a Jennifer Lawrence di terminare le riprese di Catching Fire e tornare a ricoprile il ruolo di Mystica. 
Riusciranno la presenza dell’onnipresente Michael Fassbender e dell’ormai famosissima Jennifer Lawrence a riscattare questa serie?

Alla prossima!
Serena

sabato 19 maggio 2012

Colpo d'Occhio (17)

Ritorna la rubrica Colpo d’occhio.
Continua a ripromettermi di renderla una rubrica a tutti gli effetti, a cadenza fissa ecc, ecc… ma alla fin fine, se c’è qualche post extra da pubblicare, è la prima ad essere sacrificata. Poveretta.


Il post di oggi è nato da una di quelle che chiamo ‘elucubrazioni a mente vuota’: avete presente quando state facendo qualcosa con il cervello completamente disconnesso, senza pensare nulla in particolare? Ecco, l’altro giorno stavo mettendo in ordine la mia camera e ad un certo punto mi sono ritrovata in mano il libro “Delirium”. Non so esattamente perché, ma sono rimasta almeno cinque minuti a fissare la copertina con il cervello che si arrovellava per decidere se e quanto mi piacesse quella cover. Ripeto, assolutamente senza un motivo apparente.

cover italiana

La conclusione alla quale sono arrivata è che la cover italiana mi piace. Non mi fa impazzire, ma mi piace. Da una parte trovo che il colore viola richiami molto (almeno nella mia mente) l’idea del romanzo distopico e romantico, e non mi dispiace nemmeno l’idea di fare trasparire sono nella scritta del titolo l’immagine sottostante… ma d’altra parte trovo che sia poco incisiva e ci sia poco contrasto (il volto che si vede in trasparenza nel titolo passa quasi inosservato). 

cover originale
Appena sono andata al pc ho cercato subito la versione originale della copertina, ed effettivamente mi piace di più. Dico subito che non ho idea di come siano il romanzo e la sua ambientazione, perché non l’ho ancora iniziato, ma da vedere così forse forse preferisco quella originale. Ma poteva andare peggio anche all’edizione italiana. A questo punto mi domando come sarà la cover italiana di “Pandemonium” e soprattutto se riusciremo mai a vederla, almeno prima che l’apocalisse Maia ci inghiottisca tutti…
(ne approfitto per ricordarvi la petizione per anticipare la pubblicazione di “Pandemonuim”, qui )



Non mi resta che salutarvi e augurarvi un buon weekend,
Serena

venerdì 18 maggio 2012

Recensione: "Speak" di Laurie Halse Anderson (+Film)

TITOLO: Speak - Le parole non dette
AUTORE: Laurie Halse Anderson
EDITORE: Giunti
PREZZO: € 12.50

TRAMA:
Melinda Sordino ha tredici anni e un segreto. L'estate prima di entrare al liceo, durante una festa, viene violentata da uno dei ragazzi più popolari della scuola. Ancora sconvolta, Melinda chiama la polizia, e nel fuggi fuggi generale non riesce a confessare la violenza subita. Quando pochi giorni dopo le amiche di Melinda scoprono che è stata lei a chiamare la polizia e a rovinare il party, non pensano a chiederle spiegazioni, ma la maltrattano e smettono addirittura di salutarla. Melinda si isola e comincia ad avere difficoltà a parlare sia a scuola che a casa. Fino a che...

RECENSIONE:

Non ho nessuna esitazione nel definire questo un bel libro, ma non certo per i sentimenti positivi ed edificanti che comunica. Anzi.
Il racconto di Melinda inizia il primo giorno di liceo. Sin dalle prime righe, direttamente dai suoi pensieri, apprendiamo che c’è qualcosa di profondamente sbagliato in lei, ma inizialmente non capiamo il perché di questa sensazione.
Melissa è sola, le amiche l’hanno abbandonata, lasciata indietro per unirsi ai gruppetti classisti degli studenti popolari della nuova scuola e lei si aggira silenziosa e vuota per i corridoi, senza che nessuno le rivolga la parola o anche solo uno sguardo.
Poi iniziamo a capire. Pian piano, i ricordi che lei stessa ha cercato di arginare ed allontanare dalla propria mente tornano a fare breccia nei suoi pensieri: l’estate scorsa è successo qualcosa, qualcosa che l’ha allontanata da tutti.
Pagina dopo pagina capiamo sempre di più Melinda, i suoi segreti e i suoi silenzi. Perché Melinda non parla, si limita ad analizzare cinicamente il mondo circostante e le persone che la rifiutano quotidianamente, trincerandosi in uno stanzino abbandonato, il suo unico rifugio. Sembra quasi di sentire la sua voce piatta e sarcastica che pronuncia quelle frasi piene di veleno e amarezza.
I suoi silenzi vengono frantesi da tutti: la sua unica amica li sommerge di chiacchiere vuote senza nessun interesse ad ascoltarla, i professori li etichettano come sintomo di un carattere ribelle da estirpare, i suoi genitori non li notano fino a quando i voti di Melinda non cominciano a precipitare e anche allora li scambiano per capricci.
A tutto questo si aggiunge LUI, la causa di tutte le paure e le sofferenze di Melinda.
Viene fuori a poco a poco, attraverso le frasi sparse qua e là nei suoi pensieri, ma alla fine capiamo: ad una festa estiva Melinda ha subìto gravi abusi da un ragazzo popolare e ammirato che, ancora adesso, quando la incontra nei corridoi la stuzzica  e la provoca, compiaciuto della propria bestialità.
Più l’anno avanza, più Melinda di sente sola e disperata: nessuno sembra voler ascoltare quello che avrebbe da dire e quindi lei tace e si morde a sangue le labbra. La sua unica espressione, senza che lei nemmeno se ne renda conto, sono gli alberi, quegli alberi che sono il suo compito di arte ma anche il suo unico mezzo di espressione. Cerca disperatamente di rappresentarli rigogliosi e pieni di vita, ma ogni volta ottiene soltanto un’inconscia rappresentazione di se stessa: alberi secchi, spezzati e morti.  Ma gli alberi in fin dei conti sono incredibili: nascono da semini insignificanti, superano mille avversità che dovrebbero soffocarli, e alla fine trovano la luce e la vita. Allo stesso modo Melinda, dopo aver toccato il fondo, comincia a risalire. Non ha nessuno che la ascolti, ma lei trova in se stessa la forza per urlare finalmente al mondo la propria sofferenza e quel ‘NO’ che troppo a lungo è rimasto soffocato nella sua gola, per tornare alla vita.
I pensieri di Melinda, al tempo presente, dal ritmo spezzato e senza fronzoli, ci guidano nella conoscenza di questa ragazza privata dell’adolescenza e di ogni protezione.
Sarcastico, crudo e amaro, questo libro è un percorso di crescita e guarigione, che apre gli occhi su un malessere profondo e indimenticabile, ma anche sulla forza di rialzarsi e andare avanti.

GIUDIZIO:
 




Film


Da questo romanzo è stato un tratto un film, una produzione indipendente, interpretato da una giovanissima Kristen Stewart. Per favore anti-twilighters, prima di storcere il naso, aspettate un attimo.
Ho guardato questo film ben conscia di cosa avrei visto e di quali sensazioni avrei cercato, e sono rimasta molto colpita da come, pur subendo qualche ovvia  modifica , la pellicola sia riuscita a trasmettermi le stesse sensazioni del libro.
Kristen Stewart fa un ottimo lavoro nel dare corpo alla provata Melinda, alternando i suoi momenti di apatia con le crisi di panico provocatele da dettagli che agli occhi degli altri parrebbero irrilevanti.
I silenzi di Melinda sono ancor più sottolineati dall’assenza quasi totale anche delle musiche di sottofondo nella maggior parte delle scene, e i suoi pensieri vengono invece rivelati allo spettatore dalla voce fuoricampo della protagonista, piatta e monocorde, esattamente come me la ero immaginata leggendo il libro.
Anche in questo caso, un film privo di fronzoli e dal significato profondo. Senza dubbio efficace.

Trailer
 

A presto!
Serena

giovedì 17 maggio 2012

Nuove Uscite Maggio (2)

17 maggio

"I custodi della storia" di Damian Dibben


I genitori di Jake Djones sono scomparsi: potrebbero trovarsi in qualsiasi punto del tempo e dello spazio. Perché alcuni membri della famiglia Djones custodiscono un segreto incredibile: fanno parte dei Custodi della Storia, una società segreta che viaggia attraverso i secoli per impedire a nemici diabolici di mescolare le epoche e farne addirittura sparire alcune.
Alla ricerca dei suoi, Jake si trova catapultato dalla Londra del terzo millennio alla Francia dell’Ottocento alla Venezia del Cinquecento e si ritrova infine a Punto Zero, il quartier generale della società dove conosce un gruppo di straordinari agenti e viene a sapere della famiglia Zeldt e dei suoi piani per distruggere il mondo così come lo conosciamo…  


 23 maggio


"Prima del futuro" di Jay Asher e Carolyn Mackler

È il 1996, la velocità della connessione arranca rumorosamente a 56kb, la rete è quasi vuota, è ancora uno strumento per pochi, una sorta di nuova stregoneria tecnologica. Josh e Emma si conoscono fin da quando erano piccoli, sono sempre stati amici inseparabili, poi Josh ha tentato di baciare Emma e le cose si sono complicate. È parecchio tempo che non si vedono, il giorno in cui Josh suona il campanello di casa della ragazza e le porge imbarazzato un cd-rom di America on line. È arrivato come omaggio per posta, ma loro non hanno il computer. Emma invece ha un fiammante pc con Windows 95, ma non ha internet. Quando Emma riesce finalmente a connettersi, accade qualcosa di inspiegabile. Per una strana alterazione nella barriera spazio-temporale appare sullo schermo una misteriosa pagina bianca e blu con una scritta sconosciuta: facebook. C'è la foto di una donna sui trent'anni con un volto familiare, troppo familiare. C'è il suo nome, Emma Nelson e la sua stessa data di nascita. Si è aperto un pericolosissimo portale sul futuro in grado di cambiare, in un'indimenticabile settimana di delirio, il presente, i sentimenti e il destino di Josh e Emma.

"Non-morta e disoccupata" di MaryJanice Davidson 

 
Niente può far passare a Betsy Taylor la sua mania per le scarpe — nemmeno morire e risorgere come la nuova Regina dei Vampiri. Il solo fatto di essere una regale non-morta non significa che non ci siano più conti della carta di credito da pagare. Per fortuna, Betsy riesce a ottenere il lavoro dei suoi sogni: un posto nel settore vendite del reparto scarpe d’alta moda di Macy’s.
Ma poi qualcuno comincia ad assassinare uno dopo l’altro i vampiri della città, e Betsy deve chiedere aiuto all’unico vampiro che le fa ribollire il sangue: il supersexy Eric Sinclair.
Peccato che l’ultima volta che si è imbattuta in Sinclair accidentalmente ha compiuto un’antica profezia — e si è ritrovata sposata con lui…


 24 maggio

"Memento - I sopravvissuti" di Julianna Baggot

Pressia ricorda soltanto vagamente le Detonazioni o la sua vita di prima. Nel suo armadio, sul retro di un vecchio negozio di barbiere distrutto, dove vive con il nonno, pensa alla sua esistenza perduta, al mondo dei parchi divertimento, dei cinema, delle feste di compleanno, delle madri e dei padri… ridotto ormai a cenere e polvere, ferite, bruciature e corpi fusi, danneggiati. E ora che ha raggiunto l’età in cui deve consegnarsi alla milizia, per cominciare l’addestramento da soldato oppure per essere usata come bersaglio se giudicata troppo danneggiata, non può più fare finta di essere bambina. Pressia ora è in fuga. Ci sono anche quelli che sono scampati all’apocalisse senza ferite. I Puri. Vivono al sicuro all’interno della Sfera, che protegge i loro corpi sani. Eppure Partridge, figlio di uno degli uomini più influenti della Sfera, si sente isolato. Solo. Diverso. Anche lui pensa a ciò che ha perso. La sua è una famiglia distrutta. Il padre è emotivamente distante, il fratello si è suicidato, la madre non è riuscita a mettersi in salvo. L’ordine rigido all’interno della Sfera gli sta stretto e quando crede di intuire, da una frase sussurrata, che la madre potrebbe ancora essere viva, rischia la vita per fuggire.

"Destined" di P.C.&Kristin Cast

Quella sciocca di Zoey Redbird doveva restarsene sull'isola di Skye. Se fosse diventata la nuova Regina dei Guerrieri, isolandosi dal mondo, forse avrei scelto un'altra vittima umana per portare a termine il mio rituale. Invece lei è tornata, quindi sono stata costretta a uccidere sua madre, Linda Heffer. E, in cambio di questo sacrificio offerto al Male personificato, ho ottenuto Aurox, un potentissimo Guerriero privo di volontà, creato per obbedire a ogni mio ordine. Inoltre ora Zoey è troppo sconvolta persino per uscire dalla sua stanza, e quindi posso finalmente agire indisturbata. Anzitutto chiederò ad Aurox di ammazzare gli alleati più pericolosi di Zoey: il suo Guardiano e quell'intrigante di Stevie Rae, la prima Somma Sacerdotessa Rossa. Poi, quando anche tutti i suoi amici novizi saranno stati eliminati, potrò finalmente realizzare il mio sogno. Ben presto, Nyx verrà annientata e io, Neferet, diventerò la nuova Dea dei vampiri.


"Ladra di sangue" di Cherie Priest

A Raylene Pendle non piace essere una vampira e, soprattutto, lei non vuole avere niente a che fare con i suoi simili. Ecco perché i suoi clienti sono esclusivamente esseri umani, sebbene si tratti sempre di personaggi poco limpidi. Raylene, infatti, è una ladra professionista: su commissione, ruba opere d’arte d’inestimabile valore e rarissimi gioielli antichi. Il giorno in cui viene contatta da Ian Scott, un vampiro, Raylene è quindi molto diffidente. E i suoi dubbi si moltiplicano quando Ian le racconta di essere stato la cavia di un progetto segreto finanziato dal governo per scoprire l’origine dei poteri dei vampiri e sfruttarli in ambito militare. Purtroppo gli esperimenti a cui è stato sottoposto lo hanno reso cieco e ora, grazie all’aiuto di Raylene, lui si vuole vendicare, recuperando alcuni documenti che proverebbero i crimini commessi dal responsabile del progetto, il maggiore Bruner. Non appena accetta l’incarico, però, la vampira entra nel mirino di spietati agenti speciali, disposti a tutto pur di fermarla. E anche il dottor Keene, il medico che ha preso in cura Ian dopo la fuga dal laboratorio dell’esercito, sembra nascondere troppi segreti: capire di chi si può fidare non è semplice, ma per Raylene potrebbe rivelarsi l’unico modo per restare in vita…

31 maggio

"Red Love - Rosso come il sangue, freddo come l'acciaio" di Kady Cross

FINLEY JAYNE PENSAVA CHE CI FOSSE QUALCOSA DI SBAGLIATO IN LEI.
E AVEVA RAGIONE…

Londra, 1897. Un uomo, conosciuto come il Meccanico, è il regista occulto di una serie di strani crimini commessi da delle macchine. Griffin King, il Duca di Greythorne, è determinato a scoprire la sua identità e a sventare i suoi piani con l’aiuto degli amici Sam, Emily e Jasper. Ma il Duca decide di rivolgersi anche a Finley Jayne, una ragazza con un lato oscuro e in possesso di una forza fisica soprannaturale. Finley è speciale, ma non tutti, all’interno del gruppo al quale si è unita, sono pronti ad accettarla. Quando finalmente le intenzioni del Meccanico saranno più chiare, il Duca e Finley riusciranno a fermarlo prima che sia troppo tardi?

mercoledì 16 maggio 2012

Recensione: "Il circo della notte" di Erin Morgenstern

TITOLO: Il circo della notte
AUTORE: Erin Morgenstern
EDITORE: Rizzoli
PREZZO: €18.50

TRAMA:
Appare così, senza preavviso. La notizia si diffonde in un lampo, e una folla impaziente già si assiepa davanti ai cancelli, sotto l'insegna in bianco e nero che dice: "Le Cirque des Rèves. Apre al crepuscolo, chiude all'aurora". È il circo dei sogni, il luogo dove realtà e illusione si fondono e l'umana fantasia dispiega l'infinito ventaglio delle sue possibilità. Un esercito di appassionati lo insegue dovunque per ammirare le sue straordinarie attrazioni: acrobati volanti, contorsioniste, l'albero dei desideri, il giardino di ghiaccio,.. Ma dietro le quinte di questo spettacolo senza precedenti, due misteriosi rivali ingaggiano la loro partita finale, una magica sfida tra due giovani allievi scelti e addestrati all'unico scopo di dimostrare una volta per tutte l'inferiorità dell'avversario. Contro ogni attesa e contro ogni regola, i due giovani si scoprono attratti l'uno dall'altra: l'amore di Marco e Celia è una corrente elettrica che minaccia di travolgere persino il destino, e di distruggere il delicato equilibrio di forze a cui il circo deve la sua stessa esistenza. 

RECENSIONE:

Iniziamo col dire che non è stato affatto facile scrivere questa recensione, per il semplice motivo che non è stato facile inquadrare perfettamente questo romanzo.
Prima di addentrarmi nella lettura avevo trovato solo pareri positivi, forse troppo… e proprio per questo le mie aspettative sono cresciute esponenzialmente con il crescere dell’attesa. 
Certo, c’è da dire che non tutta la pubblicità ricevuta da questo romanzo è d’aiuto per farsi un’idea del tipo do lettura che ci si può trovare di fronte. Questo non è un YA. Questa non è solo una storia d’amore. Questo non è un libro convenzionale.

Il vero protagonista della storia è proprio il circo del titolo, il Cirque de Rêves, che fa da sfondo, scopo e palcoscenico di tutte le storie che si intrecciano tra le pagine del libro e, con il trascorrere delle pagine, assume sempre più l’identità di una creatura viva e vivente, grazie alla magia.
La magia è un altro elemento fondamentale. E’ proprio la magia, e le diverse possibili concezioni di questa, che spingono due illustri e impareggiabili maghi illusionisti a perpetrare una sfida dopo l’altra per affermare la propria supremazia. Peccato che queste non siano semplici dispute tra contendenti, ma sfide grandiose e ineluttabili che plasmano e modificano inevitabilmente le vite dei due candidati scelti dagli illusionisti per scontrarsi al posto loro. Due dei personaggi più importanti sono proprio i due contendenti: Marco, ragazzo intelligente, posato e riflessivo, in grado di passare inosservato e di agire dietro alle quinte del circo senza apparente clamore, ma che nasconde una cuore vivido e passionale; Celia invece, figlia di uno dei due maestri illusionisti, è più carismatica, intensa, testarda e desiderosa di conquistare una propria libertà. Inizialmente i due personaggi, anche se noi li sappiamo essere destinati ad una storia d’amore, quasi non sono coscienti della reciproca esistenza, se non come ‘avversario ignoto’. Solo dopo la seconda metà del libro il sentimento dei due protagonisti comincerà a prendere piede, assumendo un ruolo sempre più rilevante verso la conclusione.
Oltre a Marco e Celia (i due protagonisti ‘nominali’) ci sono moltissimi altri personaggi, più o meno rilevanti, ma sempre perfettamente caratterizzati e sfaccettati nella loro unicità, le cui vite sono indissolubilmente legate alla sorte del circo. Sarebbe lunghissimo provare anche solo ad elencarne una sommaria descrizione, ma vi voglio avvertire che, seppur secondari, forse sono proprio questi personaggi ad avere le potenzialità per entrare nel cuore del lettore.
Ma torniamo a noi. Abbiamo due contendenti e una sfida di magia molto particolare: nessuno scontro frontale o duello violento, si tratta sempre di ostentazioni e creazioni magiche, con un significato preciso, lo scopo di imporsi, meravigliare e spiazzare l’avversario, e mai manomettibili dall’altro sfidante… Una sfida che quasi non viene percepita come tale dal lettore.

Anche la narrazione è particolare. Viene sempre condotta da un narratore onnisciente ma segue una linea temporale frammentaria, con salti avanti e indietro di alcuni anni: un espediente senz’altro fondamentale al fine del racconto per come l’autrice intende proporlo al lettore, ma talvolta un po’spiazzante (fate molta attenzione alle date segnate nell’incipit di ogni capitolo!).

Lo stile dell’autrice è davvero impeccabile. Il racconto degli avvenimenti e la descrizione degli ambienti, delle atmosfere magiche ed oniriche, sono pressoché perfetti, e questo regala moltissimo al racconto.

Ma ora veniamo alla mia percezione del libro. Per quanto magico, a tratti poetico e (soprattutto in conclusione) intrigante, questo romanzo non mi è entrato nell’animo. Ho trovato che fosse tutto molto bello, posato e stilisticamente curato, ma in nessun punto sono riuscita ad immergermi nella lettura completamente ed incondizionatamente. Non saprei come descrivere la sensazione che provo… E’ come trovarsi di fronte ad un quadro universalmente riconosciuto come stupendo, ma non trarne nessun’emozione particolare. (Prendete il paragone facendo le dovute proporzioni…). Insomma, non ha toccato la corda giusta della mia anima per rimanermi davvero impresso.

Nonostante tutto, consiglio vivamente la lettura di questo libro perché penso che molti, magari con gusti leggermente diversi dai miei, troveranno tra le sua pagine un vero gioiello.

GIUDIZIO:




Alla prossima!
Serena