martedì 27 novembre 2012

C.d.S: sporadiche assenze


Esame in avvicinamento = post rarefatti.
E' il ciclo della vita.

Quindi abbiate pazienza se mi assenterò per qualche giorno e salterò gli appuntamenti più impegnativi (probabili sacrificati: TV, qualche Recensione e Cinema) ma le mie priorità al momento sono modificate.

C U soon!
Serena

domenica 25 novembre 2012

Libri&Cinema: "The Mortal Instruments: City of Bones"

Salve a tutti,
come da titolo, oggi parleremo dell'imminente (più o meno) adattamento cinematografico della celebre saga urban fantasy di Cassandra Clare: "The Mortal Instruments: City of Bones".
L'abbiamo desiterata, l'abbiamo attesa e ora, finalmente, possiamo vedere come verrà adattato il primo romanzo della serie ("Città di Ossa") sul grande schermo.


Abbiamo già discusso mi pare della scelta dei protagonisti qui un sacco di tempo fa. Nel frattempo il cast è stato definito, le riprese sono cominciate e i giochi sono fatti.

La data d'uscita americana è fissata per il 23 agosto 2013, mentre la release italiana ufficiale non è stata ancora fissata.
Possiamo farci una prima idea di quello che ci aspetta guardando il primo trailer (in lingua originale):

Trailer


Scusate se riapro la parentesi 'cast', ma solo a me Jonathan Rhys.Meyers sembra un pirata dei Caraibi piuttosto che Valentine... poi magari ho visto male dato che compare per circa 3 fotogrammi, però...

Da grande fan della serie della Clare sono impaziente di vedere questo film, ma allo stesso tempo non lascerò che il mio amore per i romanzi mi renda meno imparziale. Ovviamente spero che l'adattamento sia all'altezza delle aspettative, ma purtroppo sono ancora molto recenti nella mia mente le scottature dovute ad altri adattamenti mal riusciti/sciatti/assolutamente-disastrosi. Uno su tutti: il terrificante "Eragon". Mamma mia ma quanto era brutto quel film.
Ma torniamo a noi. A giudicare dalle prime immagini il prodotto sembra promettente, ma sono già stata turlupinata più di una volta dai trailer, non mi fido più ora. Quindi, per il momento sospendo i giudizi e attendo l'uscita di qualche estratto, o video vari.
A tal proposito, ecco un primo video sul 'dietro-le-quinte' (sempre in lingua originale)


E inutile che vi dica che pure questo film è stato paragonato a Twilight, vero? Sembra una sorte comune a qualsiasi film in uscita indirizzato ad un target giovane e per lo più femminile.
Insomma, speriamo di no. A parte l'apprezzamento o meno della saga di Twilight, se sono riusciti a rendere Shadowhunters uguale a Twilight vuol dire che hanno proprio sbagliato qualcosa di grosso in fase di scrittura della sceneggiatura. Per quanto riguarda il possibile successo di questa nuova serie, non saprei proprio come esprimermi, ma ho i miei dubbi che riesca a raggiungere quei livelli. Vedremo.

E voi cosa ne pensate? Vi sembra interessante o deludente? Secondo voi sarà un successo o verrà gaiamente snobbato dal grande pubblico?
Fatemi sapere la vostra.

Serena

venerdì 23 novembre 2012

Sezione Biblioteca (28)


A 'sto giro rischio sul serio di essere bandita a vita dalle biblioteche di tutta la regione... E ovviamente, giusto perché non avevo già abbastanza libri accumulati ovunque, mi sono arrivati freschi freschi altri due titoli prenotati sei o sette-mila anni fa. Quando si dice il tempismo... Però in fondo sono contenta, perché erano due libri che volevo leggere da un sacco di tempo ^^



"Naked Heat"
di Richard Castle



"Anna vestita di Sangue"
di Kendare Blake

E voi, cosa state leggendo?
Serena

giovedì 22 novembre 2012

(circa)Recensione: "Dizionario delle cose perdute " di Francesco Guccini

TITOLO: Dizionario delle cose perdute
AUTORE: Francesco Guccini
EDITORE: Mondadori (Libellule)
PREZZO: € 10.00

TRAMA: Una volta, c'era la banana: non il frutto amato dai bambini, bensì l'acconciatura arrotolata che proprio i bimbi subivano e detestavano ma che veniva considerata imprescindibile dai loro genitori. I quali, per bere un buon espresso, dovevano entrare al bar e chiedere un "caffè caffè", altrimenti si sarebbero trovati a sorbire un caffè d'orzo. Una volta, per scrivere, non c'erano sms o e-mail, ma si doveva dichiarare guerra ai pennini e uscire da scuola imbrattati d'inchiostro da capo a piedi. Una volta, si poteva andare dal tabacchino, comprare una sigaretta - una sola - e fumarsela dove meglio pareva: non c'erano divieti, e i non fumatori erano una gran brutta razza. Una volta, i bambini non cambiavano guardaroba a ogni stagione, andavano in giro con le braghe corte anche d'inverno e - per assurdo contrappasso - col costume di lana d'estate. Una volta, la Playstation non c'era, si giocava tutto il giorno per strada e forse ci si divertiva anche di più. Una volta, al cinema pioveva... Con un poco di nostalgia, ma soprattutto con la poesia e l'ironia della sua prosa, Francesco Guccini posa il suo sguardo sornione su oggetti, situazioni, emozioni di un passato che è di ciascuno di noi, ma che rischia di andare perduto, sepolto nella soffitta del tempo insieme al telefono di bachelite e alla pompetta del Flit. Un viaggio nella vita di ieri che si legge come un romanzo: per scoprire che l'archeologia "vicina" di noi stessi ci commuove, ci diverte, parla di come siamo diventati.

RECENSIONE:

Si può davvero recensire un libro del genere?  Ma… se… fors-… no.
L’idea di scrittura è senza dubbio carina: una sorta di raccolta di memorie legate a particolari giochi, usanze o semplicemente prodotti  che ormai non sono più d’uso comune (e diciamocelo, spesso obsoleti). Le ‘cose perdute’ del titolo, appunto.
Personalmente  sono troppo giovane per avere ricordi legati a questi oggetti (ovviamente…), ma lo sono anche troppo poco per gustarmi quell'aura di mitologia e ‘sacralità’ che l’autore vorrebbe evocare. Già solo mio padre mi aveva già parlato di molte di queste ‘cose’, quindi non avevo nemmeno il gusto della sorpresa.
Quindi se si è ‘un po’ più maturi’ o al contrario si legge questo romanzo con la curiosità dell’ignoranza (chiamiamola così e speriamo di essermi spiegata...ovviamente è inteso con significato letterale, non certo d'insulto), allora questo libro può essere senz'altro molto evocativo, ma per me (cinica incallita) è stato semplicemente un simpatico passatempo.



Questa non è la prima Non-recensione che faccio e probabilmente non sarà nemmeno l’ultima, ma che volete farci? Se un libro non ispira la mia penna non c’è verso di mettere nero su bianco qualcosa di coerente. Spesso non c’entra una vera e propria ‘critica’ nei confronti del libro in questione, è solo che la recensione non sgorga spontanea.
Per il parere poi, c’è sempre la stellazione.

Serena

P.S.: Scusate l’abuso di parentesi tonde, ma per me sono l’equivalente in punteggiatura della ‘voce fuori campo’ cinematografica per esprimere il pensiero, anche se c’entra poco.

martedì 20 novembre 2012

Premi al blog

Ok, ora basta rimandare all'infinito. Ormai il senso di colpa mi attanaglia e ho orrendi incubi la notte...
Questa macabra introduzione (sono esagerata come al solito) dovrebbe aiutarmi a toccare il tasto più dolente di tutto il blog: i premi. Perché la verità è che adoro i premi, ma spesso richiedono un sacco di tempo per preparare il post, rispondere alle domande, taggare altri blog....E dal momento che spesso scrivo i miei post a spizzichi e bocconi durante le pause, va da sé che i premi vengono rimandati...e rimandati...e rimandati.
Ma adesso mi prendo un pochino di tempo e cerco di fare ammenda.
Cominciamo

Premio I LOVE MY FOLLOWERS



Questo premio mi è stato assegnato da Saya del blog Vivere in un libro.


Un blogger per ricevere questo premio deve ricevere alcuni requisiti:
- Deve rispondere sempre o quasi ai commenti dei followers e non.
- Deve ringraziare quando riceve un premio.
- Deve ringraziare una volta ogni tanto i followers.
- Non deve abbandonare il proprio blog per secoli senza avvertire chi lo segue.

Sono stata davvero felice e sorpresa della considerazione che Saya ha per me... Per me è sempre stata una cosa fondamentale cercare di rispondere ai post che mi vengono lasciati, perché ritengo importante cercare di stimolare un rapporto bilaterale nel blog. Insomma, ok che 'questo è il regno mio e qui comando io', ma voglio anche sapere cosa hanno da dire i miei follwer. Quando ricevo la notifica gmail di un nuovo commento mi sento tutta elettrizzata...e, sono sincera, una parte di me ha sempre paura che siano insulti o critiche. Ma fin'ora non avete fatto che seguirmi e complimentarvi. Quindi GRAZIE A TUTTI.

Regole:

1) Taggare il blog che ti ha premiato.

A parte la riconoscenza, il blog Vivere in un libro di Saya è davvero uno dei miei punti riferimento...e lei è una delle lettrici che 'intercetto' di più tra i miei commentatori. Unica e impagabile.

2) Dedicargli un'immagine.


3) Inserire una o più immagini che ti rispecchiano in questo momento.


C'è un motivo se rispondo sempre con 1000 anni di ritardo...sempre lo stesso: l'uni.

4) Inserire i nomi dei blogger che rispecchiano questi requisiti.

Questa la salto, ma grossomodo tutti i blog che seguo sono gestiti da blogger molto attente ai follower... Saya in primis ^^
(quando si dice la ruffianeria senza vergogna.... no, sul serio!)



Premio SEMPLICITY

Questo premio mi è stato assegnato da Lady Debora di Happy Red Book e da Clary di Book Time Ovviamente sono grata, sia per il bellissimo pensiero che per le frequenti visite di entrambe al blog. GRAZIE!!! 


La prima regola è dire secondo te "Che cos'è la semplicità"

Ci ho pensato non poco... Per me la 'semplicità' è un gesto spontaneo da parte di un amico che sa sempre quello di cui hai bisogno, spesso prima ancora che lo sappia tu stesso. O riuscire ad essere naturali sempre, senza vergognarsi di chi si è, o di cosa si pensa. Su quel fronte ho ancora molto da imparare.

La seconda regola è dedicare un'immagine alla persona che ti ha premiato... 

Per Lady Debora, vediamo....


Non chiedetemi perché, ma mi è piaciuta questa pensando a lei ^^

E ora Clary:


E' più forte di me... in un modo o nell'altro trovo sempre il modo di tirar fuori qualche immagina di cuccioli pucciosi... Ma sono o non sono adorabili?! E li voglio dedicare a Clary ^^


Terza regola, passare il premio a 12 blog...
Passo... *sguardo colpevole*... 



Premio UNIA

Premio assegnatomi da Clary di Book Time, che ringrazio perché in un modo o nell'altro, si ricorda sempre di me e del mio piccolo blog...


Questo premio è dedicate a chiunque ami la lettura ed ha poche semplici regole:
- rispondere alle 7 domande qui sotto
- passare il premio ad altri 7 blog.

1. Qual è il primo libro che hai letto in assoluto?
Argh... Impossibile ricordare con esattezza. Ma il primo di cui ho un ricordo vivo è "Streghetta mia", letto in seconda elementare.

2. Hai mai fatto un sogno ispirato a un libro che hai letto? Se sì, racconta.
Senza dubbio sì. A decine. Io faccio sempre sogni ispirati a libri, film, telefilm... Ma francamente è molto che non mi succede e non mi viene in mente un esempio interessante... Sarà perché è un po' che non leggo un libro che mi prenda senza se e senza ma.

3. Qual è la prima cosa che ti colpisce in un libro? La copertina, la trama o il titolo?
Sarò superficiale, ma la copertina. Non c'è nulla da fare.

4. Ti è mai capitato di piangere per la morte di un personaggio?
Sì. Non spessissimo ma sì. Il primo...forse Albus Silente in "Harry Potter e il principe mezzosangue". Altri... non mi vengono in mente, ma senza dubbio ci sono.

5. Qual è il tuo genere preferito?
Urban fantasy, credo... Ultimamente ho molto ampliato il mio raggio d'azione, ma alla fine torniamo sempre lì.

6. Hai mai incontrato uno scrittore?
No.

7. Posta un'immagine che rappresenta cosa significa per te le lettura:

Sognare mondi ad una pagina di distanza. Meraviglioso.

Per quanto riguarda l'assegnare il premio ad altri blog...Sorry, ma passo anche qui.



Premio CUTIE PIE

E infine di nuovo Lady Debora di Happy Red Book che mi ricopre di premi immeritati e mi rende tanto tanto felice...! E' così bello essere considerati 'adorabili'... *Ohh..*


Le regole de premio sono: 
- Citare che ha inventato il premioLa creatività di Anna
- Citare che ci ha conferito il premio: Grazie Lady Debora!
- Descrivere le 3 cose più carine del vostro blog o di voi blogger
1. La mia reazione infantile e l'espressione che mi sorge spontanea quando vedo un nuovo commento:
2. L'impegno che ci metto per rendere tutto graficamente carino (anche se spesso non ci riesco... -_- )
3. Beh, non so esattamente cosa i lettori trovino carino nel mio blog, quindi lascio la terza scelta a voi.

- Assegnare il premio ad altri 10 blog: 
Again, passo e lo assegno virtualmente a tutti i blog che seguo... che sono otto milioni e quindi non posso nominare tutti.

Grazie a tutti per i premi e per continuare a leggere il mio cumulo di nonsense.
Serena

lunedì 19 novembre 2012

New Series: Emily Owens M.D.


Questa volta ho aspettato appositamente qualche episodio prima di recensire il telefilm, perché non riuscivo a farmene una ragione.
Ok, forse sarò un’ingenua, ma francamente mi aspettavo qualcosa di più… anche se, a ben guardare, le premesse per quello che mi sono trovata di fronte c’erano tutte.

Perché ho dato una chance a questo telefilm? Innanzi tutto perché non volevo fare la solita che si fa condizionare dai pregiudizi, e poi per via dell’attrice protagonista. Perché lei sembra brava, lei sembra seria, lei è cresciuta in un posto dove la cameriera chiede un aumento solo per dover spolverare tutti quegli Oscar (un giro alla larga per dire che nutrivo delle speranze sulla figlia di Meryl Streep).
Ma allarghiamo un po’ i giri di parole, giusto per far capire a tutti di cosa sto parlando.


La trama segue le vicende della specializzanda Emily Owens (Mamie Gummer) che, ormai convinta di essersi lasciata alle spalle la propria imbranataggine da secchioncella del liceo, inizia un nuovo lavoro all’ospedale di Denver, dove però si trova a dover affrontare quotidianamente la sua ‘nemesi’ del liceo Cassandra Kopelson e a lavorare al fianco della cotta (inconfessata) di sempre Will (Justin Hartley).

Effettivamente, già a leggere la trama (questo è un sunto fatto da me) il prodotto perde 1000 punti per la mancanza di idee nuove.
Chiunque di voi non viva in un eremo e sia in possesso di un apparecchio che riceve più di due canali televisivi avrà due grosse scritte lampeggianti in sovraimpressione (celebrale).
Grey’s Anatomy              &           Scrubs
Volenti o nolenti, è pressoché impossibile evitare il paragone.
Come tutti sappiamo Grey’s Anatomy è IL drama per eccellenza che, quando non ci ammazza il morale con morie di protagonisti, ci regala (o regalava, ormai….) i più fantasmagorici intrecci amorosi immaginabili in un ospedale - discutendo,  fornicando e, nel tempo libero,  operando qualche disgraziato affetto da una malattia bizzarra e pressoché incurabile (fino al loro intervento). Sì, lo so, è molto più di questo, ma ehi! Non divaghiamo, qui si sta parlando d’altro.
Scrubs invece era una delle sitcom più divertenti degli ultimi anni, talmente surreale da essere oltre il demenziale, e riuscire ancora a piacermi (in caso non si fosse capito, l’ago della bilancia qui è il mio gusto personale… eh già).
E dunque, Emily Owens M.D. a quale dei due show somiglia di più? Ehm … direi Scrubs. Minus brillantezza e originalità.
Insomma, le idee a quanto pare non crescono sugli alberi (soprattutto in tv) ma questo non ha mai fermato nessuna emittente dal trasmettere cloni dei cloni dei cloni, anche con discreto successo.
E dunque, cosa c’è in questo show che non va?
Per prima cosa in questo telefilm ci sono tutta una serie di cliché che, francamente, potevano essere evitati.
Va bene che la CW ha un target giovane… ma non per questo devono essere tutti cerebrolesi o essere costretti a subire telefilm tutti uguali.
Il leitmotiv  della serie (uno dei, purtroppo…)è: ‘High school never ends’.
Lo abbiamo capito, piace tanto prendere un’ambientazione qualunque, una a casaccio, e sbatterci le dinamiche liceal-adolescenziali. Non è originale, ma credo non sia nemmeno ancora perseguibile penalmente, per cui, anche se già dopo cinque minuti senti l’impellente voglia di urlare allo schermo “Non di nuovo!”, non ci resta che farcene una ragione e vedere se c’è qualcos’altro di salvabile (e magari loro pensavano pure di aver tirato fuori dal cilindro una trovata originalissima…).
Non c’è l’idea? Buttatevi sul cast! Insomma avete, un potenziale asso in mano: gettatevi a peso morto su Mamie Gummer! Sfruttatela! Fateci vedere quanto è brava! E già che ci siete, dateci qualche comprimario degno di nota… E in vece no.
Gli stereotipi (che insieme ai cliché, si sa, vanno a braccetto) si sprecano a palate. Non basterebbero sei mani per contarli. Già solo per i personaggi abbiamo:
-          La capa severissima e un po’ stronza che prende la protagonista di punta (più o meno, ma ci siamo capiti)
-          La cotta-di-sempre che non se la caga manco di pezza. Che poi: Justin Hartley di Smallville? Non mi stancherò mai di ripeterlo: tanto caruccio da guardare, ma quando deve recitare con un camice addosso… meh. E soprattutto: no, anche se gli mettete gli occhiali non è più credibile. Scommesse su quanto ci metteranno a fargli togliere quel camice e mostrare gli addominali? Qui la risposta.
-          La nemesi del liceo/stronza pettegola e maligna - C’mon, seriously?! 
-          Mr.Nice-Guy. Non esattamente bellissimo, ma che fa tipo e soprattutto fa più simpatia di quel ciocco di legno di Justin Hartley.
E poi lei. No, non mi sono dimenticata della protagonista. Ma lei merita una categoria tutta sua.
Diamo a Cesare ciò che è di Cesare: lei è brava. Lei è forse l’unico motivo per cui (se non stramazzo al suolo prima) penso di arrivare almeno a metà della serie. Ma il suo personaggio… è irritante. Emily Owens è un concentrato di cliché. Ex-sfigata del liceo in cerca il riscatto, continua imperterrita a comportarsi come una perfetta imbranata. Non che non abbia avuto occasione di evitarlo… È lei stessa la prima a mandarsi disperati avvertimenti mentali del tipo “Non dire questa minchiata, sta zitta”. Ma si ignora ripetutamente. Nell’episodio pilota accetta consigli amorosi da una dodicenne che cita Twilight (eh dai, ma allora te le cerchi… solo io qui vedo almeno 3 warning lampeggianti di rosso?). Dice sempre la cosa sbagliata al momento sbagliato e alla persona sbagliata.  Anche questa è una dinamica non-nuova sfruttata da molti altri personaggi… ma qui se ne abusa. E poi, giusto per restare in tema, vogliamo parlare della sua voce interiore fuori campo? Già in Grey’s Anatomy non è un granché, ma almeno lì ha lo scopo di ricordarci che c’era un filo conduttore (più o molto meno profondo) a tutti gli avvenimenti dell’episodio. Ma qui? Ribadisce banalità all’inizio e alla fine dell’episodio, cerca di darsi consigli durante, ma viene ignorata con una costanza che ha dell’incredibile. Soprattutto questo sketch dell’auto-ammonimento interiore, insomma. Ok usare l’espediente un paio di volte per farci capre che lei è imbranata, ma non sedici volte per episodio. E’ irritante.
angolo della posta del cuore
 E i casi medici? Sì, va beh. Sono insipidi. Vorrebbero anche qui farci capire che lei è un amore di dottoressa tanto sensibile e comunicarci qualcosa (di ovvio, sottolineato alla fine dalla sovra citata voce fuori campo), ma per lo più sono trascurabili.

Aspe, aspe che rileggo quello che ho scritto sopra… Capperi, ci sono andata giù pesante.
Ora cerchiamo di riequilibrare un attimo. La verità è che non è davvero così terribile come serie… ma fin qui non ha dalla sua né l’originalità, né la freschezza, né un granché di simpatia. E la ripetitività ha un che di snervante. Talvolta sorridi, ma più di talvolta ti viene da saltare in avanti di qualche minuto perché c’è un limite alle volte che puoi urlare “Zitta idiota!” ad uno schermo.

Insomma, so far è stato abbastanza deludente. Non catastrofico come ho lasciato trasparire nella foga, ma deludente assai.
Ribadisco, lei è brava. Ma vi prego sceneggiatori, scrivetele del materiale almeno decente…

Detto ciò, come già accennato, proverò ad andare un po’ avanti. Ma solo per lei (e perché mi sento incolpa per tutte le cattiverie di sopra… quasi).

Se qualcuno avesse voglia di smentirmi o argomentare un qualsiasi aspetto a me sfuggito, i commenti sono a vostra disposizione.

A presto,
Serena


AGGIORNAMENTO

La serie è stata cancellata, causa gli scarsissimi ascolti registrati. 
Tutti i 13 episodi prodotti in ogni caso verranno trasmessi sul canale CW.


venerdì 16 novembre 2012

Week-end off


Guys, 
mi prendo un week-end di pausa da tutto (tranne che dallo studio) e vado a trovare i miei prozii in campagna. Questo vuol dire niente internet e niente blogging.
Ci si rivede lunedì 19 con un nuovo post. 
Bye!
Serena



mercoledì 14 novembre 2012

Recensione "007 - Skyfall"


A 50 anni dall’inizio della saga cinematografica di James Bond è uscito nelle sale il 23° capitolo della serie: “007 – Skyfall”, interpretato dal prestante Daniel Craig, dall’ormai iconica Judi Dench e dai neofiti (bondiani) Ralph Fiennes e Javier Bardem
Alla regia questa volta troviamo Sam Mendes, regista premio oscar per “American Beauty” e anche lui neofita dei film d’azione ad alto budget.



Io ho sempre avuto un debole (cinematografico) per James Bond e per (quasi) tutti i film della serie, ma nonostante questo, non sono mai andata al cinema a vederne uno. Questa volta però, presa da un’improvvisa ispirazione mistica, mi sono attrezzata e nel giro di poche ore ho organizzato la serata cinema trascinandomi dietro una riluttante amica.

Come al solito, la mia recensione sarà assolutamente poco professionale e intrisa di eventuali battutacce evitabili, riferimenti oscuri e slanci d’entusiasmo spesso immotivati. Ma ormai mi conoscete.

Se mi avessero chiesto un commento all'uscita della sala, questo sarebbe stato:
Figata.
Questo film mi è piaciuto dall'inizio alla fine e non sono bastate tutte le numerose critiche della sovra citata amica (…profana…) per farmi cambiare idea.
Già quando un film comincia con una sequenza d’apertura del calibro di quella di "Skyfall", va incontro alla mia approvazioni incondizionata. Inseguimenti, esplosioni, botte inimmaginabili  per giunta sul tetto di un treno, e utilizzo improprio di una scavatrice. Bond viene ferito da un proiettile, salta in una carrozza del treno (precedentemente sventrata con la famosa scavatrice) e si aggiusta i polsini della camicia. E io sulla mia poltroncina gli giuro amore eterno.
Oltre all'adrenalina a fiumi, in questo ‘prologo’ sono presenti anche diversi riferimenti pubblicitari piuttosto espliciti… ma se sono serviti a finanziare scene come quella, ben vengano.

IqueUIque
Conclusosi il rush adrenalinico iniziale, il film rallenta e si prende i suoi tempi per farci capire le premesse di partenza e un paio di cosette sullo stato mentale di Bond, che sono sempre importati (e questo lo capisce anche un’irriducibile come me).

Senza stare tanto lì a raccontarvi i dettagli della trama, possiamo notare un paio di cose.
Prima di tutto il cambio di prospettiva relativo all'idea di ‘minaccia’. Questa volta Bond non deve più combattere i cattivissimi Russi o l’ennesimo piano strampalato della Spectre, ma la minaccia viene da dentro: sia per quanto riguarda il cattivo più ‘tradizionale’ (Javier Bardem, sì dopo parleremo anche di lui) che per  la mancanza di appoggio e di fiducia dello stesso governo britannico. E quando anche ad M manca il terreno sotto ai piedi, è davvero il caso che Bond intervenga con i suoi modi poco ortodossi. Poco ortodossi forse sì, ma assolutamente tradizionali.
Il secondo punto che volevo evidenziare è proprio relativo a questo aspetto. Se da un lato la minaccia, l’ambientazione e lo stesso Bond hanno subito una decisa rimodernata, dall'altro abbiamo anche un palpabile ritorno (nostalgico) al passato, soprattutto nella seconda parte del film, con battutine, riferimenti ed autocitazioni  che hanno mandato un’appassionata come me in brodo di giuggiole.


Il villain del film, come accennato prima, è il cattivissimo e decisamente toccato Silva (Javier Bardem) che in un misto di sindrome di abbandono, complesso di Edipo, stress post-traumatico (a dir poco) e tradizionale follia, punta a distruggere l’MI6 e soprattutto M.
Forse qualcuno potrebbe trovarlo un tantino sopra le righe, ma alla fine io non ho avuto molto da ridire: basta guardare le cose dalla giusta prospettiva (è pazzo perdinci, teniamone conto). Senza dubbio complimenti a Bardem che è riuscito a ribaltare completamente immagine rispetto ai suoi precedenti personaggi. Eh beh…

Judi Dench è sempre eccelsa: è tosta, pragmatica, stronza quel tanto che basta e fa faille negli scontri verbali con Bond. È M.

Forza, parliamo delle Bond-girl e leviamoci il pensiero. Come da tradizione sono due: la tradizionale 'bellissima ed ambigua' (e di breve durata) Sévérine (Bérénice Marlohe), e l’altrettanto bella alleata, paradossalmente più pericolosa, agente Eve (Naomie Harris) (se pensate che una donna al volante sia pericolosa, non avete idea dei danni che riesce a fare lei con un pistola). A tal proposito, siparietto finale con sorpresa dedicato ai fan, e via andare.

E ora veniamo al protagonista.
Daniel Craig ormai è entrato perfettamente nel ruolo di Bond.
Questo nuovo Bond è più moderno, un po’ tamarro direbbe qualcuno, ma coerente con il tempo odierno. Mena, incassa, fa la sua figura senza camicia (e noi non disdegniamo mai) e fa la faccia truce da dio. E a me va benissimo così.
E dire che prima di "Casino Royale" ero la prima a dubitare della scelta di Daniel Craig. Ora  mi rimangio senza vergogna tutte le critiche.

Insomma, mettetela come volete, ma questa è una delle pochissime serie cinematografiche in grado di cambiare interprete protagonista quasi senza risentirne. Per diletto ognuno può decidere quale è il suo Bond preferito e fare la classifica di gradimento, ma è innegabile che ognuno degli interpreti abbia portato un tocco personale al personaggio che lo ha reso diverso e distinguibile dagli altri Bond. La cosa poi può non essere apprezzata, ma quella è una questione di gusti. Per quel che mi riguarda, ancora adesso stento a capacitarmi della scelta di Timothy Dalton e di quell'altro farloccone australiano George Lazenby, ma per il resto non ho  nulla da eccepire. Quindi basta sentirmi dire ‘Eh, ma questo non assomiglia per nulla al’originale, Sean Connery era diverso’. Ognuno ha le sue preferenze, ma i paragoni alla fine lasciano un po’ il tempo che trovano: era inimmaginabile pensare di cambiare 6 attori, e pretendere che tutti scimmiottassero Sean Connery. Lui è fantastico, un’icona, ma è Sean Connery. Punto.

Trailer italiano



A mio dire questo film è stato anche meglio di 'Casino Royale' (già molto bello, secondo molti migliore) e sedici volte più bello del dimenticabilissimo 'Quantum of Solace'.

Ho sentito in giro polemiche per una fantomatica ‘scena omosessuale’, e quando ho visto lo spezzone incriminato non sono riuscita ad evitare una poderosa manata sulla fronte pensando all'idiozia di certa gente. Scena omosessuale? Ma per favore….

Sono uscita dal cinema contenta come con mi capitava da mesi, finally.

Stavo per dare 4.5, poi mi sono ricordata, dell’Aston Martin DB5. Epica.




Serena 

martedì 13 novembre 2012

New series: Partners


«Joe (David Krumholtz) è un architetto di successo, che usa soprattutto la testa invece del suo istinto, specie nella sua vita amorosa, al contrario di Louis (Michael Urie), il collega e amico di Joe, gay, spontaneo, emotivo e incline all'esagerazione. Entrambi sono felici, Joe ha Ali (Sophia Bush) nella sua vita, una bellissima disegnatrice di gioielli mentre Louis sta uscendo con Wyatt (Brendon Routh) un infermiere vegano. Tutto sembra andare per il meglio, ma la notizia dell'imminente matrimonio di Joe e Ali cambia le cose.»

Lo strano caso della strana coppia che non convince.

Nonostante fosse una delle nuove serie che più mi ispirava, sono rimasta piuttosto indifferente alla visione del primo episodio. Non che fosse brutto, ma non era nemmeno in grado di invogliarmi a continuare la visione. Tutte le scenette sembravano piuttosto statiche ed abbozzate, un po' superficiali e ricche di battute non poi tanto originali. Qualche risata te la strappavano, ma nulla di che. Anche i personaggi non convincono un granché all'inizio. L'interazione tra i due protagonisti appariva troppo forzata e strapiena di cliché (senza contare che Michael Urie travolgeva David Krumholtz senza lasciargli nessuna possibilità); i comprimari erano buttati lì giusto per farci presente che ci sono anche loro, ma senza nessun guizzo o caratterizzazione.
Dopo un pilot poco più che tiepidino, mi sono comunque decisa a concedere una seconda possibilità (in fondo sono solo 20 minuti) e la situazione mi sembra migliorata. 
A partire dal secondo episodio per la prima volta ho riso di gusto ad  alcune battute. 
I personaggi cominciano a prendere definizione: la gay-tudine di Louis, seppur macchiettata alla grande come da intenti,  risulta più simpatica che irritante (come nel primo episodio); abbiamo anche maggiore interazione e spessore (più o meno) dei comprimari che la smettono di essere solo ed esclusivamente comparse. 
In particolare Brandon Routh mi ha fatto (inaspettatamente) parecchio ridere, non tanto per merito suo quanto per meriti di scrittura, seppur con sketch e atteggiamenti che non sono nemmeno così innovativi. Ma finché funzionano... Il personaggio di Joe invece mi lascia ancora perplessa. Per essere un protagonista non è davvero nulla di che.
Per il momento abbiamo situazioni già viste (spesso e volentieri) e un potenziale che ancora non è stato espresso...e non so se mai verrà espresso. Io ci conto, perché allo stato attuale delle cose la cancellazione è probabile. 
Insomma, riuscirà Partners a trovare una propria dimensione comica che lo elevi dall'attuale status di 'sitcom-qualunque-sulla-strana-coppia'?* Vedremo.

P.s: in giro per siti ho riscontrato molte lamentele per le somiglianze smaccate con le situazioni di Will&Grace (non per nulla hanno gli stessi produttori), ma non avendo mai seguito con particolare attenzione quella serie, non posso esprimere giudizi a riguardo. Guardate e fatemi sapere.

Buona visione, 
Serena

AGGIORNAMENTO

La risposta alla domanda* è: NO. Più che 'cancellato' è stato 'eliminato dalla faccia della Terra'; non sono andati oltre il 6° episodio. E non credo che passerò le notti insonni per questo.

lunedì 12 novembre 2012

Novità su Fox Life + "Castle" 5x01 ITA

Ok, so di non essere un bollettino televisivo o l’incarnazione del Televideo, ma ogni tanto ho di queste velleità. E soprattutto mi ricordo che qualche pio lettore in occasione del primo post sulle novità autunnali, mi aveva chiesto informazioni sulla programmazione italiana (sì, Saya, sto parlando proprio di te ^^). Per cui, pur essendo bel lontana dall’essere  puntuale, tempestiva, esaustiva o anche vagamente utile, ho preparato un post per informarvi che:
il 13 novembre 2012 avrenno inizio sulla rete Fox Life (piattaforma Sky) la stagione di Castle e la di Scandal (nuova creatura di Shonda Rhimes, la produttrice di Gray’s Anatomy).

Promo "Scandal"





Promo "Castle"



Besos a tutti, e soprattutto a Saya,
Serena


!Attenzione! 
se andate sui related video al promo di Castle (oppure alla fine dello spot, quando compaiono i video correlati) il primo video è il primo episodio (5x01), messo a disposizione dalla Fox non so bene per quale motivo. Approfittatene.
O per farla breve, ecco a voi:

5x01 - After the Storm ITA

domenica 11 novembre 2012

"Breaking Dawn - part II" : Clips & altro

Mi sono dibattuta nell'incertezza a lungo prima di preparare questo post.
Lo faccio o non lo faccio? Lo faccio o non lo faccio?
Mi metterò anche io a scandire con post superflui la febbrile (e altrui) attesa dell'uscita di questo film?
Cederò al lato oscuro del blogging?
La risposta è sì. Almeno questa volta.


Non so nemmeno io se lo faccio per andare in contro ai gusti dei lettori o per una mia inconscia tendenza alla perversione, mah. Fatto sta che ho raccolto un po' di materiale (praticamente ci inciampo in ogni sito che visito) e l'ho messo a disposizione.

Per legittimare la scusa di aver scritto il post solo per l'interesse dell'audience, mi asterrò da battute facili e commenti sarcastici.
Have fun.

Locandina



Trailer italiano





Clip # (ita)




Clip #2 (ita)




Clip #3 (ingl)





Clip #4 (ingl)




Clip #5 (ingl)



Clip #6 (ingl)

       


Dietro le quinte (ingl)



Ok basta, il mio dovere di blogger l'ho fatto.
Quindi, per tutti gli interessati il film esce nelle sale Italiane il 14 novembre, per tutti gli altri: quel week end fatevi una passeggiata.

A presto!
Serena

P.S: non crediate che il mio sarcasmo e la malcelata insofferenza vi risparmino dalla recesione. La recensione ci sarà eccome, ma solo quando il film arriverà in dvd. Già già ...

sabato 10 novembre 2012

Per tutto il resto, ci sono i porcospini umani volanti.

Sono di nuovo entrata nel Fringe-tunnel. 
Mi è già capitato di dover sospendere la visione settimanale per dare precedenza ad altri telefilm ma puntualmente, quando ricomincio a vedere le puntate, poi non riesco più a staccarmi. Aggiungete il fatto che con l'ennesimo colpo di coda hanno cambiato tutte le carte in tavola e che questa è l'ultima stagione, ed ecco che avrete un quadro della mia dipendenza attuale. 

-7


P.S: il titolo l'ho preso da una recensione di un episodio di Fringe letta sul sito www.serialmente.com. Non so perché, ma quella frase mi ha fatto ridere talmente tanto che alla fine ho dovuto utilizzarla in qualche modo. 
Già che ci sono, consiglio caldamente di andare a visitare il sopra-citato sito perché tratta serie e telefilm in maniera accurata e pungente. Ottimo davvero.

Serena

venerdì 9 novembre 2012

Sezione Biblioteca (27)


Ok, ce l'abbiamo fatta. Questa settimana mi sono arrivati solo due libri, quello esatto di James Patterson e uno che mi ero quasi dimenticata di aver prenotato...


"Maximum Ride: Angel"
di James Patterson



"Dizionario delle cose perdute"
di Francesco Guccini

E voi, cosa state leggendo?
Serena

giovedì 8 novembre 2012

"Quid pro quo", o anche: "Quando il titolo è uguale, la confusione è assicurata"


A volte capita anche alle biblioteche migliori.
Recentemente mi è capitato di prenotare (non nella biblioteca del mio comune) un libro di James Patterson intitolato: “Maximum Ride: Angel”. Tuttavia, quando sono andata a ritirarlo, mi sono trovata tra le mani “Maximum Ride: Operazione Angel”, sempre di James Patterson.
Notata la sottile differenza?
Esatto: 1 parola.

Ovviamente i due sono libri ben diversi, in particolare il primo e l’ultimo della serie per ragazzi “Maximum Ride” (appunto).
Qualcuno potrebbe trovare un’armonica simmetria universale nella somiglianza tra i due titoli, io ci vedo solo un gran pasticcio per distinguerli (ci ho messo 5 minuti per spiegare a chi di dovere il problema per telefono…). 
L’equivoco è ovviamente più che comprensibile e, anzi, la bibliotecaria alla quale ho segnalato lo scambio si è profusa in scuse (che in fondo non mi doveva) ed è stata disponibilissima.

Da questa esperienza almeno ho imparato una cosa: la gentilezza è ancora di questo mondo.

Serena

mercoledì 7 novembre 2012

Breve recensione: "In verità è meglio mentire" di Kerstin Gier

TITOLO: In verità è meglio mentire
AUTORE: Kerstin Gier
EDITORE: Corbaccio
PREZZO: €12.90

TRAMA:
158 di quoziente intellettivo, plurilaureata, brava musicista, una maga con i numeri, carina, un po' freak e... vedova a nemmeno trent'anni: Carolin trova che la sua vita sia decisamente complicata e che la sua intelligenza rappresenti più che altro un impiccio nella ricerca della felicità. Ha abbandonato il fidanzato Leo per il padre di lui, Karl, uomo ben più affascinante e in grado di apprezzare le qualità di lei. Ma dopo cinque anni Karl muore lasciandola in un mare di guai, primo fra tutti una favolosa eredità di cui Carolin non sospettava l'esistenza, e un esercito di parenti infuriati che la rivendicano. Fra pessime psicoterapeute, farmacisti sospettosi e avvocati minacciosi, Carolin cerca di superare il suo dolore, cavarsi fuori dai guai e, perché no?, trovare l'uomo giusto per lei e a cui non importa se è "troppo" intelligente.

BREVE RECENSIONE:
Ho procrastinato, procrastinato, procrastinato … ma alla fine ho dovuto prendere la penna in mano e buttare giù qualcosa. E poi non venite a dirmi che non mi impegno per voi.


Come avrete capito, questo è un libro che ho letto diversi mesi fa (giugno, credo…?) ma c’è un motivo se non l’ho recensito immediatamente. Ormai lo sapete: quando un libro mi è piaciuto molto mollo tutto e scrivo la recensione seduta stante, altrimenti mi impigrisco un po’…
Il titolo del post recita “Breve recensione”, quindi vi risparmio il racconto della trama (per quello c’è il paragrafo sopra, thanks to ibs) e veniamo subito al dunque.

Questo romanzo è carino. Niente di più, niente di meno.
La protagonista è brillante, super-intelligente e sarcastica quel tanto che basta per strapparti un sorriso o anche una risata più di una volta, ma tutti i suoi punti di QI non la salvano da gaffes colossali stile Bridget Jones (anche se mai riuscirà ad arrivare ai quei livelli)  né dal dover affrontare tutta una serie di personaggi incompetenti e sgradevoli che infestano la sua vita.
La trama gira tutta intorno a Carolin, al suo percorso per accettare la perdita dell’amatissimo marito e riprendere una vita normale… tutto questo mentre deve combattere con la di lui famiglia (davvero poco amichevole…e per un motivo, tra l’altro) per questioni di eredità,  dribblare gli accessi di affetto della dolce sorella e del cognato, e cercare di trarre qualcosa di sensato dalle inconcludenti sedute con l’incompetente e ficcanaso psicologa (sul serio, io avrei controllato l’autenticità della laurea).
Ma qualsiasi sia la loro caratteristica, i personaggi rimangono sempre poco più che di sfondo, delle comparse molto ricorrenti nella vita di Carolin.
Quindi: questo romanzo è leggero, gradevole e ironico, e l’arguzia e spirito della protagonista (nonostante tutto) ti fanno divertire, ma non ti coinvolge emotivamente.
La trama parte da uno spunto originale (geniale e giovanissima neo-vedova di un uomo maturo e padre del suo ex-fidanzato ) ma  non si sviluppa in uno svolgimento  particolarmente interessante o ricco di inventiva: racconta il percorso di Carolin e la questione dell’eredità. Punto.
Ero tentata di dare 3 stelline mezzo, poi però mi sono ricordata che l’autrice è Kerstin Gier e da lei, francamente, mi sarei aspettata qualcosa di meglio.
Ribadisco: carino.


A presto!
Serena

lunedì 5 novembre 2012

New series: Arrow

Attenzione
Nel post sono presenti spoiler e parolacce (poche, ma ci sono). Le anime sensibili si astengano dalla lettura.


Nuova settimana, nuova recensione, nuova serie tv. Ancora una volta ho deciso di cambiare approccio per la recensione:  questa volta andiamo a punti up/down. Sento già che mi divertirò un mondo.


Sentendo parlare per la prima volta di questa serie mi ero fatta, come al solito, prendere dal pregiudizio. Buuuhh, nooo… uno Smallville 2.0…. Tanto sconforto e 50 punti down.
Poi però ho visto i dati d’ascolto e l’umore generale che girava intorno alla serie e mi sono decisa a concederle una possibilità.
Piccola specifica: la serie non è stata ideata come sequel, prequel  o spin-off di Smallville (Thanks God) ma come storia a se stante. In sostanza in comune con il personaggio di Justin Hartley c’è solo il nome.

Oliver Queen è un giovane e ricco imbecille cresciuto nel privilegio che, tanto per farci capire quanto  è ricco e imbecille, decide di salire su uno yacht per una bella crociera durante la quale tradire la propria fidanzata con la di lei sorella. A interromperlo sul più bello interviene il karma una tempesta, con conseguente disastro navale, seguito da approdo in solitaria su un’isola deserta. Quindi no, non era una punizione divina ma un espediente per dare inizio al telefilm (e non solo). Inizio a ricredermi 10 up.
Stacco di 5 anni e Oliver ha guadagnato qualcosa come 10.000 punti sia in style che in virilità: merito dell’abbandono di quel ciuffo improponibile e di un numero spropositato di flessioni e addominali fatti sull’isola.
Quindi Oliver riesce a tornare alla civiltà, ma non dopo averci illustrato parte della sua triste storia tramite un monologo tenuto dalla sua voce fuoricampo. Ah…è una di quelle serie… 20 down.
Una volta fatto ritorno a Starling City il suo unico scopo è quello di diventare un vigilante mascherato di pelle verde per punire i malfattori. O più ufficialmente: rispettare l’ultimo desiderio del padre di ripulire la città dalla criminalità. (warning 1 ) La pelle verde è solo un vezzo.

Non dimentichiamoci però che siamo in un telefilm prodotto per la CW, quindi abbiamo già al primo episodio diversi ammiccamenti all'audience femminile con varie inquadrature di lui a torso nudo, pieno di cicatrici, ustioni e fratture scomposte mai rimarginate… ma tutte molto sexy, ovviamente.
Dal minutaggio del primo torso nudo si può già intuire che lui non è esattamente il nuovo  Robert DeNiro… ma senza dubbio non ci fa rimpiangere il plasticissimo Justin Hartley (per carità: tanto bellino da guardare, ma con la capacità recitativa di una teiera).
Addirittura al minuto 32 del pilot ci prova sul serio a recitare, e quasi ci riesce… Peccato che poi rovini tutto con quella pagliacciata del party boy che deve fare lo spaccone per allontanare le persone care…
Però l’espressione incazzata sottotitolata “Ti spiezzo in due” gli viene bene. (parità)


Veniamo poi introdotti agli altri personaggi che, inutile a dirsi, ricalcano gli stereotipi più classici: sorella adolescente dal carattere difficile, madre apprensiva ma con dei segreti, guardia del corpo indecifrabile, migliore amico cazzone… Ma ce ne facciamo una ragione (comunque 15 down).
A tal proposito spendiamo una parola sulla nostra leading lady, meglio nota come la ‘ex-fidanzata cornuta’, che ci regala 0 soddisfazioni: ovviamente bella, in carriera e impegnata nel sociale (warning 2), non ha un grande piacere nel rivederlo, ma vuoi anche darle torto? Nella sua prima scena dedicata pronuncia 4 frasi di cui 2 frasi fatte. 20 down. Poi però scopriamo che anche la ligia ex-fidanzata ha qualche scheletruccio nell’armadio (con il di lui migliore amico). Per il momento non indaghiamo più a fondo ma lo stesso 5 up.

Ora però c’è bisogno di qualche osso buttato qui e la per farci capire qualche stralcio di quello che è successo in mare aperto e sull’isola (perché l’originalissima voce fuori campo non era sufficiente) e, allo stesso tempo, per aumentare l’alone di (e qui parte lo stacchetto con musica inquietante di sottofondo ed effetto eco)
Mistero
quindi si susseguono scene apparentemente a casaccio per introdurre i falshback.
Grazie ai primi tre episodi (da me visti, ma credo che avremo ancora sorprese) possiamo dedurre le abilità di base del "Manuale delle Giovani Marmotte Naufraghe": fabbricare frecce – check; parlare russo – check; imparare le arti marziali – check; parkour – check; hackeraggio di sistemi bancari – check; rudimenti di cinese – check; automedicazione con punti chirurgici - check.


Alt, alt, alt.
Qualcosa mi suggerisce che quell’isola non doveva essere poi così deserta…  (10 up)
Mistero

Ma sono soprattutto le sue azioni nel presente che ci danno un’idea di quello che sarà la serie a partire da questo punto. Perché la verità è che: Cazzo, lui mena come un fabbro. Avrà pure un arco e una mira eccezionale, ma non disdegna nemmeno spezzare una colonna vertebrale a mani nude. Ma minchia! (150.000 up)
Poi ci sono tutta una serie di simpatici siparietti in cui lui elude la vigilanza della sua guardia del corpo per dedicarsi al bricolage. Eh sì, perché basta dargli una corda e un martello (e svariate migliaia di dollari in apparecchiature informatiche) e lui vi costruirà un rifugio super segreto da una fabbrica abbandonata (warning 3). E cosa c’è di meglio da fare in un rifugio segreto durante un pilot se non cominciare ad allenarsi?
E qui. Come descrivere questa scena? Un modern classic? Anzi, un epic modern classic. 
Perché lui non si limita a fare addominali normali: lui fa uber-addominali, di quelli che hanno come effetto collaterale il causare svenimenti in massa nelle giovani fanciulle e leggere ischemie nelle donne di una certa età. (Altri 10.000 up, ammiccamento n.2 e warning n.4) Negli episodi successivi invece si dedica anche al sollevamento di blocchi di calcestruzzo, all'arrampicata su corde con gli addominali in favore di telecamera e a bizzarri concertini per xilofono che vorrebbero essere esercizi di addestramento con i nunchaku.


A questo punto è arrivato il momento di indossare la tutina verde cimice e scorazzare per la città a minacciare cattivoni. Ok, detta così è parecchio scema come cosa, ma ricordatevi quello che vi ho detto prima: ci si mena a spron battuto.
Per il resto abbiamo: appostamenti sui tetti nella notte (warning 5), tira e molla con l’ex-morosa (booring 20 down) un poliziotto che dà la caccia al nostro amico inguainato (e che spara frasi fatte proprio come la figlia…ah, già, non vi avevo detto che il commissario pseudo-antagonista è il padre della ex-ragazza e della sorellina deceduta? Oh yes.) e un pattern ripetitivo per ogni episodio (niente punti, ancora siamo all’inizio voglio concedere una possibilità di riscatto). Ogni puntata comincia con: ex-fidanzata che prende di mira (giuridicamente parlando) uno dei cattivi intoccabili della città, lui che li minaccia con ‘le buone’ a costituirsi (ovvero, si limita a massacrare una decina di uomini della loro scorta), il cattivo non obbedisce (altrimenti l’episodio durerebbe 10 minuti e sarebbe noioso) e poi ci si mena sul serio.
Mi è rimasto impresso uno dei cattivi del secondo episodio: mob lady  cinese esperta di arti marziali, con parrucca da passeggiatrice. E d’un tratto siamo in un film di Jackie Chan. (15 down)
Tra l'altro, mi sembra che lei sia effettivamente un personaggio del fumetto originale... Ma qui viene trattata a pesci in faccia.
In tutto questo Oliver trova il tempo di cambiare idea tre volte per episodio: prima si comporta da idiota superficiale per proteggere i cari, poi però fa il tenerone con la sua bella, e poi cambia idea di nuovo e torna a fare il cazzone patentato. (20 down).


E immancabile, ogni fine episodio: il twist ending del
Mistero
L'incidente è stato davvero un incidente? Cosa nasconde la madre? Cosa avrà a che fare con i rapimenti, il sabotaggio dello yacht e la morte del padre?

A questo punto è arrivato il momento di svelarvi il mio codice-warning.
Dove indicati, a nessuno e venuto in mente un senso déjà vu? Nello specifico un senso di déjà vu che urlava …Batman….Batman…!
Perché, ok che Green Arrow nasce come copia spiccicata di Batman, ma anche un po’ meno scopiazzature sarebbero state gradite (5 down ma anche 5 up, perché, piuttosto che copiare da Smallville…)

In conclusione, anche questo non si può certo definire una primizia d’originalità, perché tra luoghi comuni e ‘libere ispirazioni’, il tutto risulta già noto. Allo stesso tempo però la cosa non scoccia poi molto, anzi, molte volte i mie warning coincidevano con i punti più belli/ben fatti/divertenti (gli up).
E alla fine sì: mi è piaciuto. Mi sono divertita, mi ha intrattenuta, ha massacrato la qualunque e mi ha fatto venir voglia di seguirlo ancora.
Conteggio finale: 169.865 up (l’allenamento fuori da ogni umana concezione ha aiutato assai…)
Finalmente un promosso.

Buona visione!
Serena