martedì 5 febbraio 2013

Series Finale: Fringe


Sono presenti spoiler su 5a serie e Series Finale. Adeguatevi.


Ho il cuore che mi batte al solo ripensarci.

Nel corso della sua breve e travagliata vita, Fringe ha subito diverse trasformazioni che sono sempre riuscite a spiazzare e coinvolgere…. almeno me. Gli ascolti non mi hanno mai dato troppa ragione.
Proprio per questo lo show nel 2012 è stato rinnovato, ma con un’ultima stagione ridotta di soli 13 episodi.
Anche questa volta, però, J.J. AbramsAlex Kurtzman e Roberto Orci, hanno deciso di far subire alla serie l’ennesima evoluzione che l’ha portata ad essere qualcosa di molto diverso da ciò che era stata finora.
Ora ci troviamo in un futuro quasi distopico, in cui gli Osservatori hanno invaso e colonizzato il passato (dal 2015) dopo aver quasi distrutto la Terra del loro Tempo.
E se vi sembra macchinoso questo, non avete idea di quello che vi aspetta negli ultimi episodi.
Quindi calma, e affrontiamo questo nuova, ennesima, linea temporale.

Olivia, Peter e Walter sono rimasti intrappolati nell’Ambra per 21 anni e ora ne riemergono, liberati da un’ormai adulta Etta, con lo scopo di distruggere gli Osservatori. Ma le cose non sono mai così semplici.
Oltre a tutti gli ostacoli tecnici e attuativi della distruzione di questa razza apparentemente superiore sotto tutti i punti di vista, i protagonisti devono anche scontrarsi con i traumi, le crisi e i fantasmi del passato: perché, così come i loro corpi, l’Ambra ha preservato anche i loro problemi.
Inizia quindi la caccia al tesoro più assurda, peggio documentata (VHS? Sul serio?!) e importante della storia dell’umanità: il piano per annientare gli Osservatori.

Ci sono tanti elementi in quest’ultima stagione di Fringe che mi hanno fatto attorcigliare le budella nella certezza di un finale tragico. Tanti punti in cui l’unico pensiero che gironzolava nella mia testa era: "...questo non può finire bene".
Per fortuna nella maggior parte dei casi si trattava di falsi allarmi, ma nel corso di questa stagione non sono riuscita a mantenere la lucidità necessaria per centellinare la preoccupazione.
Vogliamo parlare del “Bullet that saved the world” e della tragica e inspiegabile fine di Etta?
O dall’inquietante sguardo fisso del Peter-quasi–Osservatore? (che ringrazio abbiano levato di mezzo dopo un paio di episodi.. e lo so che tutti temevate la versione calva di Peter)
Per non parlare della tristezza e della tenerezza di Walter sotto acidi, terrorizzato e tormentato dal suo vecchio Io.
Qui ci sta una parentesi sacrosanta. Straordinario John Noble e straordinaria la bipolarità di Walter. Con uno sguardo, i suo lineamenti diventavano come d’acciaio, lui si trasforma in un’altra persona, la versione meno nobile di sé. Per tutti coloro che sentivano la mancanza di Walternativo.

Impossibile ignorare il meraviglioso parallelismo a specchio che ci richiama di tanto in tanto alle serie precedenti: una frase, un elemento accennato o intravisto qui e là negli episodi, giusto per ricordarci l’epica grandezza di Fringe. E quindi vediamo tornare alcuni degli esperimenti più strani e meravigliosi di Walter (porcospini umani volanti!!!) insieme alle gag che ci fanno morire di tenerezza per Walter, ma anche momenti profondi e toccanti che, come nella migliore tradizione Fringe, esplorano i legami e i rapporti più profondi e importanti: l’affetto, l’amore, l’appartenenza.
Ecco cos’è Fringe per me: fantascienza e profondità. Sembra quasi un ossimoro, ma loro lo hanno reso possibile.

Nell’ultimo episodio tutti i nodi vengono al pettine. Dopo aver finalmente svelato il piano misterioso (o più che altro, dimenticato) e aver raccolto tutti i pezzi mancanti del puzzle, rimangono solo da risolvere gli ultimi problemi tecnici (e qui: grazie Astrid, se non ci fossi tu…) e da superare gli ultimi scogli emotivi.
Dal Pilot a "An Enemy of Fate", torniamo sempre allo stesso punto: un padre e un figlio. Questa volta non Walter e Peter (che poi, non è vero: saranno sempre Walter e Peter), ma Donald e Michael.
Non ho altro da aggiungere: mi risulta impossibile spiegare esaustivamente tutti i meravigliosi richiami e le degne e perfette conclusioni alle questioni che ci hanno straziati (nel senso buono) nelle ultime cinque stagioni. Posso solo dire che finalmente tutti trovano il proprio posto e il proprio equilibrio, come è giusto che sia.

E ora spoiler sul Series Finale.

I didn’t see that coming. Lo so che molti penseranno che lo scambio tra Settembre/Donald e Walter fosse destinato al fallimento sin dall’inizio, ma io ci avevo sperato. È questo il brutto quando investi emotivamente così tanto in una serie, volente o nolente, una parte di te abbocca a tutto: amo, lenza e pescatore. Ci hanno illuso nell’ultimo episodio, per poi prenderci emotivamente a ceffoni negli ultimi minuti. Perché non era già abbastanza straziante di per sé.
Al labiale di Peter “I love you Daddy” io stavo già piangendo come una dannata fontana da dieci minuti.

Si conclude in maniera degna e quasi perfetta questa ultima stagione del mai troppo compianto ed amato Fringe. Una serie che ci ha regalato le performance di attori incredibili, storie divertenti e intriganti e riflessioni profonde sull’amore e sull'appartenenza.
Una serie da guardare e riguardare con occhi sempre nuovi.

Serena

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