lunedì 18 marzo 2013

Cancellati senza speranza #1

Lo sappiamo tutti ormai: i network americani hanno adottato la terrificante abitudine di ordinare fantastiliardi di pilot e mezze-stagioni di qualità discutibile, per poi gettarle nella mischia e lasciare che sia la Legge della Giungla a decidere per loro cosa salvare.
Alcune di queste serie sono davvero, davvero scadenti sotto numerosi punti di vista, mentre altre non sono così malaccio e potrebbero essere risollevate con un minimo di scrittura più accurata… ma in ogni caso ci sarà sempre una piccola fetta di pubblico che si sarà affezionata al prodotto e ci rimarrà male per la cancellazione. E poi non trovate anche voi deprimente tutta questa sequela di serie monche e abbandonate che ogni tanto arrivano anche sulle nostre tv? Almeno riuscissero a decidersi in tempo per dar loro una conclusione… Invece, puntualmente, abbiamo dodicesimi episodi che si concludono con patetici colpi di scena che vorrebbero rimandare ad una futura serie inesistente. So sad…
Ho pianificato per voi una piccola rassegna in tre episodi per ricordare alcune di queste ‘perle’, giusto per farci un’idea di quanto denaro e tempo è stato gettato nella realizzazione di progetti senza futuro…

Eastwick


Questa serie nasce come adattamento televisivo del film “Le streghe di Eastwick”. Con le dovute proporzioni in fatto di cast. Qui non abbiamo Cher, Susan Sarandon, Michelle Pfeiffer e Jack Nicholson, ma tre donne viste qui e là in altre serie tv (che non proverò nemmeno a citare, perché tanto non me le ricordo): Rebecca Romijn (Roxanne), Jaime Ray Newman (Kat) e Lindsay Price (Joanna), che da perfette sconosciute diventano improvvisamente inseparabili e streghe con poteri sovrannaturali. Che poi questi poteri siano spuntati un po’ così dal nulla ce ne dobbiamo fare una ragione in fretta, altrimenti non si riesce ad andare avanti. Un’altra caratteristica che accomuna tutte e tre è il fatto di essere personaggi assolutamente stereotipati (trasgressiva giovane vedova – madre di famiglia repressa – giornalista goffa), il che può andare bene in un Pilot, ma deve sfociare in una qualche evoluzione lungo la strada, no? Eh, insomma. Non tanto.
A coronare il tutto c’è il bello e misterioso Darryl, che funziona come presenza velatamente comica, ma meno come “mistero” soprannaturale. Vi dico solo che il “mistero” legato a Darryl era talmente interessante che me ne sono dimenticata del tutto.
Quindi abbiamo un po’ di tutto: un po’ di Streghe e un po’ di Desperate Housewives (sempre con le necessarie proporzioni) e un po’ di qualcos’altro che non riesco a inquadrare.
Dunque, essendo io un’amante di tutto ciò che coinvolge le streghe, mi sono guardata la prima-ed-unica stagione con buona pace del senso critico o della ricerca del verosimile, ma avrei evitato anche volentieri l’episodio finale in cui (pur essendo bell’e finita la storyline principale all’episodio precedente) ci infilano un sacchissimo di eventi “misteriosi” a casaccio per creare terreno per una seconda serie mai realizzata. 
E sì, le ripetizioni reiterate della parola virgolettata “mistero” sono volute.




Firefly


Uno dei più clamorosi casi di “cancellazione che ha indignato il pubblico”. Come spesso accade per lo strano genere fantascientifico (e cosa c’è di più strano dei ‘cowboy spaziali’?), la serie aveva uno zoccolo duro di fan appassionati, ma in numero insufficiente da garantire il rinnovo dello show. In ogni caso, la storia è stata più o meno conclusa con un film “Serenity”, che riprendeva le avventure dell’equipaggio del Firefly.
Personalmente non ero tra le fila dei super-appassionati, ma piuttosto tra l’esiguo numero di spettatori quasi casuali. Ciononostante trovavo la serie originale e particolare, e non mi sarebbe dispiaciuto seguirla ancora per qualche tempo.
Ahimè non sono sufficientemente qualificata per parlarvi dei dettagli con  competenza, pertanto vi invito a cercare notizie più precise su altri siti.
Ancora oggi è citata a più riprese come emblema dell’ingiustizia dei network.




Privileged


In una parola: insulsa. Forse non il peggio del peggio del panorama televisivo, ma certamente non uno di quei prodotti che, guilty pleasure o meno, si inseriscono tra i regular.
La protagonista è la squattrinata aspirante giornalista Megan, che si trova costretta a trasferirsi a Palm Beach per fare la tutor privata di due ragazzine sgallettate, ricche e viziate, Sage e Rose. Ovviamente le due mal sopportano l’intrusione della nuova istitutrice (sono in cerca di un termine più adatto, ma non mi sovviene) e fanno di tutto per metterla alla porta. In particolare la maggiore, Sage, difende con le unghie e con i denti i suo ruolo di sorella maggiore, a suon di colpi bassi. Seguono poi scenette commuoventi di avvicinamento tra le ragazze e Megan, crisi famigliari, vari intrecci amorosi privi di interesse od originalità sia per gli adulti che per le teenager, numerosi intrighi da gelatai, un sacco di siparietti modaioli che..uffa.
Ok, la serie è leggera e non peggiore di tanta altra roba, ma oltre a filare via senza causare troppa agonia non ha grandi meriti, dal mio punto di vista. Tutto all’interno di questo show è all’insegna del “già visto – già sentito”, dai personaggi, alle loro relazioni, allo sviluppo della storia.
Cancellata al 18 episodio senza troppi rimpianti (e con finale in sospeso, come nella migliore tradizione).




Mad love



Ecco un’altra sit-com che non andava da nessuna parte. O meglio, già prima della fine del Pilot aveva giocato tutte le carte a sua disposizione. Mi ha ricordato vagamente il primo episodio di HIMYM (con esiti indubbiamente molto differenti). In entrambi i casi, i due protagonisti designati per la “love story” si incontrano, hanno un primo appuntamento e combinano un casino già nel corso della prima puntata. Ma Mad Love non è HIMYM, e questo appare evidente. Infatti in questo caso i protagonisti si mettono insieme alla fine dell’episodio, e tutto il resto della serie diventa una sequela di gag e scenette sulle difficoltà, le scoperte e gli equivoci in un nuovo rapporto. La love story è talmente banale, prevedibile e poco trascinante, che l’attenzione del pubblico viene immediatamente dirottata sui migliori amici dei protagonisti, destinati a diventare una di quelle coppie all’insegna dell’odio/amore che risulta noiosa e poco credibile esattamente quanto sembra. Per questi personaggi, tra l’altro, hanno scelto attori che ho sempre è solo visto in ruoli da spalle/migliori amici di qualche protagonista (Tyler Labine e Judy Greer).
No no no. Non ci siamo. Non basta la presenza di una Sarah Chalke orfana di Scrubs a rendere una comedy divertente.




The nine lives of Chloe King


Su questa non ho dubbi di sorta: brutta, brutta, brutta. Pensata male, realizzata peggio, con effetti speciali a dir poco imbarazzanti e avvenimenti a casaccio inseriti senza un filo logico.
Già l’idea di questa razza di semidei-uomini-gatto (…già) mi sembrava infantile e priva di appeal per un futuro svolgimento della storia, ma l’effettiva realizzazione aveva un che di deprimente.
La protagonista, poi, mi è risultata antipatica e forzata sin dal primissimo episodio, per non parlare di tutta la cerchia di personaggi che le ruota intorno: mamma single, migliori amici d’infanzia, nuovi amici fighetti semi-fellini, quasi fidanzatino impacciato… Ovviamente, prima ancora che Chloe scopra dei suoi poteri, salta fuori un’Organizzazione Segretissima votata allo sterminio questa razza superiore felina (la domanda è: Perché?), e soprattutto lei, perché oltre che rompicoglioni è anche l’Eletta-di-sta-cippa destinata a fare la differenza. E non dimentichiamoci del triangolo amoroso adolescenziale più forzato della storia televisiva recente, ovvio.
Sto ancora cercando un modo per rimuovere il ricordo di questo ‘incidente’ dalla mia memoria a lungo termine.




Alla prossima!
Serena

5 commenti:

  1. A me è il primo e l'ultimo non sono mai dispiaciuti particolarmente :)

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  2. Io ero curiosa di vedere l'ultima ma visto che è stata cancellata non la inizio per niente

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  3. Io non conoscevo queste serie, però anni fa seguivo Justice che a me piaceva e che ha fatto la stessa fine.

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  4. @Mr Ink: in realtà la prima le seguivo anche io, le critiche sono venute con il senno di poi...

    @Lady Debora: io quella la trovavo aberrante. Secondo me non ti perdi nulla.

    @Il Mondo di Dru: Non ho mai sentito "Justice"...o forse non me la ricordo. Vado a informarmi ;D

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  5. Quante serie cancellate!!!
    Peccato eastweek mi ispirava!
    Di Priviledg ho visto qualche episodio... ma concordo con te nel dire che sa di "già visto!"
    Mentre di Le nove vite di Cloe King mi sembra di aver visto un episodio... ma non l'ho inquadrato granchè...
    Le altre non le conoscevo e forse è stato meglio così XD
    Secondo me dovrebbero impegnarsi a fare un telefilm decente! Ce ne sono a centinaia di orrendi ma pochissimi davvero belli!

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