mercoledì 6 marzo 2013

E-book Time: "Mr.Darcy broke my heart" di Beth Pattillo


TITOLO: Mr.Darcy broke my heart
AUTORE: Beth Pattillo
EDITORE: GuidepostsBook 

TRAMA:
Claire Prescott is a sensible woman who believes in facts and figures, not fairy tales. But when she agrees to present a paper to a summer symposium at Oxford on her ailing sister's behalf, Claire finds herself thrown into an adventure with a gaggle of Jane Austen-loving women all on the lookout for their Mr. Darcy. Claire isn't looking for Mr. Anyone. She's been dating Neil -- a nice if a bit negligent -- sports fanatic. But when a tall, dark and dashing stranger crosses her path, will the staid Claire suddenly discover her inner romantic heroine? Her chance meeting with a mysterious woman who claims to have an early version of Austen's Pride and Prejudice -- in which Lizzie ends up with someone other than Fitzwilliam Darcy -- leads to an astounding discovery about the venerated author's own struggle to find the right hero for Lizzie Bennett. Neil's unexpected arrival in Oxford complicates Claire's journey to finding her own romantic lead. Mr. Darcy Broke My Heart is the story of a woman who finds that love isn't logical and that a true hero can appear in the most unexpected of places.

RECENSIONE:
Nuova settimana, nuovo romanzo di ispirazione austeniana finito sul mio comodino.
Dopo aver letto qualche buona recensione a riguardo, ho pensato di aggiungere “Mr.Darcy broke my heart” alla mia Austen-List… ma devo dire che l’esperimento non ha avuto un esito molto positivo.
Sono partita fiduciosa, anche perché la situazione iniziale mi sembrava originale: una giovane donna quotidianamente soffocata dalle responsabilità e per nulla amante di Jane Austen, viene mandata (suo malgrado) dalla sorella a presenziare ad seminario su “Orgoglio e Pregiudizio” a Oxford.

Oxford University
Diciamo subito che la protagonista non è che mi abbia acchiappato un granché. Sarà la mancanza di affinità elettive, saranno i segni zodiacali non compatibili (?!?) ma non c’è stata una grande immedesimazione da parte mia. Aggiungiamoci poi che per i primi capitoli non ha fatto altro che lamentarsi di tutto, e soprattutto di Jane Austen… (ma dico, hai la possibilità di seguire un seminario a Oxford e ti lagni? Ma se anche fosse di “urologia bovina”, chiudi il becco e ringrazia per la fortuna!!) .
Poi ‘sta bacchettona (come l’ho per-nulla-affettuosamente soprannominata) incontra quello che dovrebbe essere il Mr.Darcy della situazione (sì, va beh)… ed è tutto un tremito di ginocchia.
Allora, mettiamo le cose in chiaro: 1) in questo libro un Mr.Darcy compare solo nel titolo; 2) che fine hanno fatto tutta la serietà, l’organizzazione e l’autocontrollo della protagonista? Va beh, va beh …
Dopo un primo incontro non eccessivamente fortunato, ispirato alla first impression di austeniana memoria, Claire si fa irretire senza troppi ripensamenti da James Beauford, con tanti cari saluti al fidanzato lasciato oltreoceano.

In tutto ciò si inserisce il “mistero” della vecchietta eccentrica che dice di possedere una prima versione inedita di “First Impressions”… e vi dico subito che ad un certo punto questo è diventato l’unico motivo per cui ho continuato ancora la lettura.
Poi non è più bastato.
L’idea di base era carina e interessante, peccato che l’attuazione fosse piuttosto scialba: sia lo stile che gli avvenimenti e i sentimenti descritti nelle parti di “manoscritto” riportate facevano pensare più ad un romanzetto rosa qualunque da autogrill che ad una giovane Jane Austen.

Ma torniamo alla protagonista,.
A circa tre quarti di libro, quella che non era mai stata una storia d’amore naufraga definitivamente: il fidanzato Neil compare a sorpresa in quel di Oxford e tanto basta per placare le tempeste ormonali di Claire.
Tra l’altro James Beauford si rivela essere uno sciacallo affarista (voleva mettere le mani sul prezioso manoscritto, usando Claire), oltre che un perfetto idiota, per essere caduto nella sua stessa trappola ed essersi innamorato di Claire.
E, mi spiace dirlo, ma la mia natura cinica aveva previsto tutto sin dall’inizio: sia le intenzioni poco limpide del bel James che la caduta di stile sul finale del suo piano.
Banale. I saw that coming.
Questa volta, con questo romanzo, sono anche in grado di identificare la frase esatta alla quale ho realizzato che ne avevo avuto abbastanza di questo libro:
  
As little as forty-eight hours earlier, those words would have thrilled me
beyond human comprehension. Now I simply found them depressing.

Pure io, Claire … Pure io.
A questo punto ho semplicemente chiuso e iniziato a pensare a cosa leggere per sciacquarmi la mente da questa roba.
Francamente non so nemmeno se mi sarei augurata uno svolgimento banale (lei incontra il lui bello-e-tenebroso e –bem!- si innamorano), invece di quello insipido del ritorno di fiamma con il noioso moroso (sì, ho sbirciato la fine. E allora?).
Commento finale: boring. E questo è quanto.
Avanti il prossimo.

Serena



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