lunedì 1 aprile 2013

Cancellati senza speranza #2

Bentornati al secondo appuntamento con questa rubrica-nella-rubrica dedicata alle cancellazioni più o meno rimpiante del palinsesto televisivo.
Il menu di oggi prevede un mix di telefilm recenti e meno-recenti, che vanno a ripescare ricordi spesso traumatici della mia giovane vita da spettatrice, ma per voi questo ed altro.

Accidentally on purpose


Torniamo nel regno delle sit-com, ma questa volta con una svolta comedy.
Questa serie parla infatti della vita della 37enne Billie che, dopo la fine di una relazione senza futuro, decide di consolarsi dedicandosi per almeno una notte all’alcol e alle one-night stand, e a quest’ultima in particolare con il poco più che ventenne Zack. Peccato che il buon proposito della one night stand non venga mantenuto e che

It turns out condoms are not 100% effective unless you actually take them out of your purse.

Quindi Billie si ritrova incinta a convivere con il suo toyboy (che, da bravo ragazzo, decide di prendersi cura del bambino) e, per la maggior parte del tempo, anche con i suoi amici semi-fattoni.
Insomma, le premesse ricordano circa una decina di commedie americane girate nell’ultimo lustro, ma il risultato effettivo è molto migliore di quello che ci si aspetta. Jenna Elfmann è davvero spassosa, le situazioni, pur non essendo freschissime, riescono a divertire, e anche lo stereotipo degli amici spiantati e immaturi risulta molto divertente e meno fastidioso di quanto non potessi temere.
Questo sì che me lo guardavo con gioia, e ci sono rimasta male quando lo hanno cancellato. C'est la vie.




10 things I hate about you


Tratto dal celebre film del 1999 con Julia Stiles e Heath Ledger, a sua volta (molto liberamente) ispirato a “La bisbetica domata” di Shakespeare. Al centro della storia sono le due sorelle Kat e Bianca, una fin troppo seria e socialmente impegnata, l’altra più frivola e superficiale. Anche qui si ricorrono le stesse dinamiche liceali e adolescenziali che coinvolgono ragazzi, feste segrete, conquista della popolarità, litigi tra sorelle, ecc, ecc… No aspe’, adesso che riassumo la trama mi rendo conto che anche quel poco di trama tratta da 'La bisbetica domata' (eccezion fatta per qualche nome) è andata a farsi friggere in qualche punto in fase di scrittura.
Francamente ho visto di peggio, ma ormai non riesco più ad apprezzare l’ennesimo rifacimento dello stesso teen-drama.




Jane by design 
(già QUI)


Serie chiaramente indirizzata ad un pubblico adolescente, segue la doppia vita dell’aspirate stilista Jane che deve far convivere la sua vita quotidiana da studentessa di liceo e la sua seconda (falsa) identità come assistente in una famosa casa di moda. Anche qui, nulla di nuovo sotto il sole: beghe amorose da ragazzini, bugiucole, sotterfugi e miracolosi salvataggi per il rotto della cuffia, nonché il solito dilemma “siamo solo migliori amici o c’è dell’altro?”. Il tutto è condito con quella patina di inverosimiglianza che tende a infastidire lo spettatore che ha più di 16 anni come una sorta di ronzio di sottofondo.
Nonostante l’iniziale rinnovo per una seconda parte di prima stagione, la serie è stata cancellata al 18° episodio, con la consueta scena finale in cui sia la vita ‘sentimentale’ che lavorativa di Jane vengono lasciate in sospeso sull’orlo del baratro. Non sapremo mai come va a finire.




Partners



E’ una sit-com, e si sa che le sit-com seguono una legge naturale tutta loro. Due produzioni differenti con le stesse premesse (o quasi) possono avere esiti molto diversi. Dal momento che la sit-com vorrebbe far ridere, è importantissima una scrittura asciutta, rapida, efficace e brillante… ma anche attori bravi, adatti e in grado di interagire in maniera interessante. Questa invece langue nella mediocrità. Io personalmente non l’avevo trovata così aberrante (ne avevo parlato QUI), ma pubblico americano e network non dovevano essere della mia stessa idea, dal momento che la serie è stata letteralmente eliminata al 6° episodio.
Però una cosa è vera: non faceva ridere.




Emily Owens M.D.



A questo telefilm avevo già dedicato un post a suo tempo (QUI).
Non importa quanto sia brava Mamie Gumer, la storia è banale e priva di interesse, i personaggi sono irritanti e stereotipati (a partire dalla protagonista), i casi medici insulsi e anche lo pseudo-colpo di scena del 13° episodio è talmente trito da uccidere qualsivoglia sentimento positivo verso la serie.
Personalmente non ne sentirò la mancanza.




Alla prossima!
Serena

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