mercoledì 3 aprile 2013

Recensione: "Warm Bodies" di Isaac Marion


A grande richiesta, ecco la recensione di “Warm Bodies”.

TITOLO: Warm Bodies
AUTORE: Isaac Marion
EDITORE: Fazi (collana Lain)
PREZZO: € 14.50

TRAMA:
R è uno zombie in piena crisi esistenziale. Cammina per un'America distrutta dalla guerra, segnata dal caos e dalla fame dissennata dei morti viventi. R, però, è ancora capace di desiderare, non gli bastano solo cervelli da mangiare e sangue da bere. Non ha ricordi né identità, non gli batte più il cuore e non sente il sapore dei cibi, la sua capacità di comunicare col mondo è ridotta a poche, stentate sillabe, eppure dentro di lui sopravvive un intero universo di emozioni. Un universo pieno di meraviglia e nostalgia. Un giorno, dopo aver divorato il cervello di un ragazzo, R compie una scelta inaspettata: intreccia una strana ma dolce relazione con la ragazza della sua vittima, Julie. Un evento mai accaduto prima, che sovverte le regole e va contro ogni logica. Vuole respirare, vuole vivere di nuovo, e Julie vuole aiutarlo. Il loro mondo però, grigio e in decomposizione, non cambierà senza prima uno scontro durissimo con...

RECENSIONE:

Questo romanzo fa parte della mia To-Read-List da diverso tempo, soprattutto date le ottime recensioni lette in giro per blog,  ma ammetto anche in questo caso è stata la produzione di un film tratto che ha dato la spinta propulsiva alla mia iniziativa.
Il protagonista e narratore della storia è lo zombie R. Immemore del proprio passato e del proprio nome, R vive in un aeroporto abbandonato, in un futuro post apocalittico in cui i pochi umani rimasti vivono rintanati in città fortezza.
Come intuibile dal fatto che è la voce narrante della vicenda, capiamo subito che R è molto più di un semplice zombie: ha pensieri articolati e sentimenti profondi che non riesce ad esprimere. Un po’ (diciamo molto) per limitazioni fisiche, ma anche per l’assenza di un interlocutore in grado di comprenderlo.
Tutto cambia quando durante una ‘battuta di caccia’ R incontra Julie e suoi giovani compagni. Preso dalla fame R uccide tutti, ma qualcosa lo spinge a salvare Julie e a portarla con se per nasconderla nel suo rifugio. Tra le vittime di R c’è anche il ragazzo di Julie, Perry, che impariamo a conoscere tramite i pensieri di R: infatti, quando lo zombie mangia i brandelli del suo cervello, la sua mente viene invasa dai ricordi della vita di Perry, compresi quelli legati alla sua relazione con Julie.

A questo punto abbiamo già a disposizione quasi tutti gli ‘strani elementi’ che vorrei analizzare del libro.
Il protagonista, oltre ad essere uno zombie, è un personaggio tenero, protettivo e dolce mente a confronto Julie (soprattutto all’inizio) appare sempre rude, scostante e determinata. Per carità, tutto lecito dal momento che sei stata rapita da uno zombie, ma questo atteggiamento ci fa pian piano capire che Julie è in realtà una ragazza ‘danneggiata’, con una triste storia famigliare alle spalle e una vita difficile.
Insomma, ci voleva una protagonista un po’ tosta per bilanciare la 'carineria' di R (ma anche un po’ meno sgradevole, l’avrei apprezzata). 
Anche le sue prime reazioni nei confronti di R sono tutto sommato logiche: se uno zombie mi dovesse mai rapire, prima cercherei di accoltellarlo e scappare, poi forse, potrei notare quanto è carino, premuroso, amorevole, ecc ecc…
La colonna portante di tutto il romanzo è chiaramente la classica storia d’amore, dove però i ruoli sono ribaltati e la disperazione tocca tutto al “ragazzo”. Questa predominanza della linea romantica non è esattamente una notizia scioccante, è una caratteristica del 100% degli ya in circolazione, ma la cosa particolare è appunto che il protagonista è uno zombie. Uno zombie, dico.
Ora, ok che ormai siamo famigliari con vampiri, licantropi, fate e sirene innamorate, ma lo zombie proprio mi spiazza. Insomma, l’essere che per definizione è più priva di sentimenti, pensieri ed autocontrollo, viene trasformata in una creatura profonda anche se imprigionata in un corpo morto. Questo elemento devo ammettere che ha contribuito a farmi leggere il tutto sotto una luce molto più positiva e ‘nuova’ di quanto non avrei creduto (dopo i sette milioni di ya già fagocitati).

E ora lo Spoiler (saltate all’ultimo paragrafo per le conclusioni finali spoiler-free)

Con il procedere della storia assistiamo a tutta una serie di avvenimenti più o meno improbabili che servono a fare avvicinare R e Julie, ma infilati nel tessuto della trama, abbiamo la persistente presenza di Perry.
Vi ricordate di Perry? Il ragazzo sbranato da R all’inizio della recensione?
Come già detto, quanto R ne mangia il cervello, riesce a rivivere i suoi ricordi in maniera nitida e intensa, ma la cosa (che è ben strana, ma posso ancora accettarla) non finisce qui. Anche dopo che R finisce il cervello (non credevo che avrei mai scritto una frase del genere), Perry rimane; è come se si aggrappasse alla mente di R e tornasse con insistenza a farsi sentire con altri ricordi, e poi con interi pensieri, conversazioni e allucinazioni, che ancora adesso non si capisce bene da dove provengano.
Se prima i capitoli di descrizione dei suoi ricordi sono separati del resto cella narrazione in paragrafi a parte, con il procedere della storia Perry  compare sempre più insistentemente ma in maniere più confusa, nella mente di R. Si arriva a non distinguere più chiaramente se determinate frasi sono da attribuire a R o a Perry.
Questo è il primo elemento che ha spinto il mio raziocinio a ribellarsi con un poderoso “WTF?!”.
Se devo essere sincera non sentivo la necessità dei pensieri deprimenti di un emo post apocalittico, con spiccate tendenze suicide. O meglio, lo accetto, ma senza tirarla troppo per le lunghe. E invece ecco che abbiamo allucinazioni e criptiche conversazioni con un tale che dovrebbe essere morto da un paio di settimane. Mah. Credo che ci fosse uno scopo se Isaac Marion ha insistito così tanto sulla presenza di Perry nella mente di R, ma ad essere sincera io non ho colto e ne avrei fatto anche volentieri a meno.
Ma torniamo al fattore zombie.
Lo stesso elemento di particolarità che ho lodato sopra, rientra però a pieno titolo anche nella categoria “Come prego??” e apre il fianco a tutta una serie di critiche da parte del lettore smaliziato.
Innanzi tutto non mi quadra la questione della Società degli zombie. Capisco che possano aggregarsi in un luogo comune, cacciare insieme, tentare di comunicare, formare un ordine gerarchico capeggiato dagli Ossuti… ma tutte le sovrastrutture di Chiesa-matrimonio-adozione?? Non è tutto un po’ troppo complicato? Nonostante abbia letto il libro in maniera rapida e coinvolta, c’era sempre una parte del mio cervello che, come prima, tentava di farsi strada sgomitano nella mia testa. Soprattutto nell’ultimo capitolo.
Leggendo delle varie vicende di R, appare molto evidente (e talvolta espresso esplicitamente) come R stia “cambiando”, stia diventando più umano, più vivo, grazie all’influsso di Julie e dei propri sentimenti, tuttavia, per quanto romantico questo possa essere, continuo a trovarlo obiettivamente strano.
Sei uno zombie. Morto per definizione. E no, non venite a citarmi i vampiri, che quelli sono un’altra roba.
Insomma, la prevedibilità e la piacevolezza dello svolgimento non diminuiscono il mio sconcerto obiettivo nel constatare che alla fine del libro, quando R e Julie si baciano, R torna vivo.
Come prego?
Cioè, io lo accetto perché è dolce, romantico e amo i lieto fine, però continuo a trovarlo strano.
Ancor di più se letto nell’ottica del finale complessivo.
Cosa succede durante la grande battaglia Umani-Zombie-Ossuti? Perché gli Ossuti, sebbene più forti e
numerosi, si ritirano? E perché improvvisamente iniziano a cambiare anche loro, e a diventare ancora più forti, cattivi e intelligenti?
State cercando di dirmi che l’evoluzione degli zombie (sì, perché a questo punto  ce ne sono diversi in via di “resurrezione”) ha provocato un’evoluzione/reazione anche negli Ossuti?
Come? Perché? Come è possibile?

A conti fatti però il libro mi è piaciuto. L’ho detto, è originale a suo modo, e se si riesce ad appellarsi alla sospensione di incredulità, si riesce anche ad apprezzarlo grandemente.
Ma non è certo un capolavoro, ben intesi.


A presto!
Serena

6 commenti:

  1. Anche a me è piaciuto ma non l'ho adorato come molti hanno fatto ;)
    Devo ancora vedere il film...ormai aspetterò il dvd ^^

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Anche io devo ancora vedere il film... Devo dire che non ho un gran presentimento...o forse mi sorprenderà!

      Elimina
  2. Bella recensione. A me non ha fatto impazzire anche se per altri motivi. Comunque concordo anche con quelli che citi tu.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ho letto la tua recensione e ho capito cosa non ti sia piaciuto...e per certe osservazioni concordo con te.
      Giuro che io mi sforzo di leggere tutto con "mente aperta" ma ormai ne ho letti troppi di ya per andare in sollucchero ad ogni storia d'amore. Però questa mi ha convinta più di altre.

      Elimina
  3. A me mi è piaciuto Warm bodies e anche il suo prequel The New Hunger!
    Anche il film mi è piaciuto! :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non ho ancora avuto occasione di leggere The New Hunger, forse perché non sono una fan dei prequel... Ma voglio dare fiducia al tuo giudizio e aggiungerlo in To-Read-List ^^

      Elimina