mercoledì 29 maggio 2013

Recensione: "Chi è Mara Dyer" di Michelle Hodkin


TITOLO: Chi è Mara Dyer?
AUTORE: Michelle Hodkin
EDITORE: Mondadori (Chrysalide)
PREZZO: €16.00

TRAMA:
Era solo un gioco. Eppure Mara non voleva partecipare alla seduta spiritica con le sue amiche Rachel e Claire. Sei mesi dopo, Mara si risveglia dal coma in una stanza di ospedale. E le sue amiche sono morte. Cos'è successo quella notte al manicomio abbandonato? Perché Mara è l'unica sopravvissuta? Orribili allucinazioni iniziano a perseguitarla e un dubbio si insinua nella sua mente: e se fosse stata lei a causare quelle morti, come aveva predetto la seduta spiritica? L'incontro con il turbolento, bellissimo Noah potrebbe essere la sua salvezza o la sua definitiva condanna. Perché anche Noah ha un segreto, legato al grande mistero che la tormenta: chi è Mara Dyer?

RECENSIONE:

Mi sono avvicinata alla lettura di questo libro con aspettative incerte… a giudicare dalla quarta di copertina, mi aspettavo una sorta di thriller, cosparso di mistero nei punti giusti per attirare il(la) lettore(-ice) adolescente…
Ed effettivamente le premesse erano quelle.
Mara Dyer si risveglia in un letto d’ospedale con diverse ferite superficiali e una forte amnesia. Non ricorda nulla di quello successo nei giorni precedenti, e sono i suoi genitori a rivelarle che è rimasta coinvolta nel crollo di un edificio assieme a due amiche e al suo ragazzo, ma che lei è l’unica sopravvissuta. Schiacciata dal dolore, Mara riesce a convincere la famiglia a cambiare scuola, città, stato, per lasciarsi tutto alle spalle, ed è così che approda alla prestigiosa scuola privata Non-ne-ricordo-assolutamente-il-nome (scusate!!).
Se fino a qui abbiamo incontrato elementi di mistero (l’incidente, l’amnesia) e di introspezione nella psiche sconvolta di Mara, ora ha inizio la parte piuttosto banale: la nuova scuola.
Sembra che il richiamo dell’ambientazione scolastica sia irresistibile per tutti gli scrittori americani, vuoi perché l’adolescenza è un’età così delicata, vuoi perché ormai è un modello conosciuto in tutto il mondo, vuoi perché è così facile da scrivere… anche troppo.
Mara ovviamente è la nuova ragazza, presa di mira dalla solita stronzetta patentata, che si fa amico un ragazzo alternativo e un po’ ribelle, e che diventa il centro dell’attenzione del solito bello e strafottente (con il tipico nome da protagonista ya), Noah.
In un modo o nell’altro, tutti i tentativi di Mara di tenersi fuori dai guai non hanno esito alcuno, e in men che non si dica si ritrova catapultata tra le braccia del bello-e-strafottente che, guarda caso, in realtà è proprio un ragazzo dolce e sensibile, oggetto dei pettegolezzi infondati dei 'soliti noti' di scuola.
Cosa mi ha impedito in tutti i capitoli etichettabili come “dinamica scolastica” di prorompere in un liberatorio “Boooring!!” ? Il mistero, appunto.

Da qui Spoiler pesante, anche sul finale
(saltate al paragrafo finale per il giudizio generale)

Mentre vive le sue personali beghe sentimentali, Mara comincia anche ad avere delle allucinazioni: vede il volto del suo ex-ragazzo morto che la perseguita, e ha visioni di morti orribili che coinvolgono persone intorno a lei… Morti che realizzano puntualmente nell’esatto modo da lei immaginato.
È qui che il lettore ha:  1) la pelle d’oca,  2) la spinta a continuare la lettura.
Non importa quanto si impegni ad essere la tipica adolescente americana, Mara viene sempre perseguitata da visioni e allucinazioni, e seguita da una scia di morti inquietanti.
Se all’inizio lei cerca di auto-giustificarsi e rassicurarsi, pensando che sia lo stress post traumatico a giocare brutti scherzi alla sua mente, con il passar del tempo e il realizzarsi delle visioni, diventa sempre più convinta di star uscendo di senno.
Anche il lettore è spiazzato e coinvolto. Come spiegare tutto questo? E’ lei a commettere gli omicidi in stato
di trans? O sono solo scherzi della sua mente? C’è qualcun altro dietro quelle morti?
Sarà l’intervento del suo nuovo ragazzo a sbloccare la situazione.
Ecco, qui comincia ad accadere tutto insieme in maniera un po’ caotica.
Prima i due piccioncini vengono coinvolti in un tentativo di rapimento che non si capisce bene se avviene solo nella testa di Mara o nella realtà, poi c’è la visita ad uno sciamano (tanto, tanto caos e cose che non ho capito...) e infine tutti i tasselli del puzzle (spingendo un po’) iniziano ad andare al loro posto.
Con un’inaspettata svolta paranormal, scopriamo che sia Mara che Noah hanno dei poteri particolari, ma se lui ha un innocuo potere di guarigione, lei invece possiede il dono della ‘morte’. Quando, presa dal panico o dall’ira, immagina la morte di qualcuno, il suo potere interviene, plagiando la mente di chi le sta intorno o persino gli eventi naturali, per far realizzare quella morte senza un suo intervento diretto.
Potere peculiare, ma a questo punto era l’unica spiegazione rimasta.
2° volume
Man mano iniziano anche a riaffiorare i ricordi: il crollo dell’edifico era stato causato dal suo sforzo per difendersi dal tentato stupro da parte del suo ex-ragazzo.
Ovviamente Mara è sconvolta e disperata, e decide quindi di costituirsi alla polizia, ma proprio all’ultima pagina abbiamo un ritorno di potenza del genere thriller: una volta giunta al commissariato, Mara vede il suo ex-ragazzo, vivo e vegeto, che la guarda con aria beffarda. (Ok, questa volta non farò battute sugli sceicchi.)
Consentitemi un: “WTF??”.
Così si conclude il primo volume di questa serie di Michelle Hodinkin, ricco di mistero, poche spiegazioni tutte paranormali e tantissime domande senza risposta.


In conclusione…

E ora veniamo al giudizio. Questo libro mi è piaciuto? Devo essere sincera: mi è piaciuto più di quanto non credessi e meno di quanto avrebbe potuto.
Se si ignora la banalità delle dinamiche scolastiche e della scontata storia d’amore, tutta la parte di mistero era tutto sommato coinvolgente, anche se le spiegazioni fin qui sono state poche e poco chiare.
Abbiamo un sacco di punti ancora oscuri, ma anche un ottimo e promettente potenziale per lo svolgimento futuro.
Attendo con curiosità il seguito.

(facciamo 3 e ¾ ?)

Alla prossima!
Serena

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