mercoledì 22 maggio 2013

Recensione: "Firelight - La Ribelle" di Sophie Jordan

TITOLO: Firelight - La Ribelle
AUTORE: Sophie Jordan
EDITORE: Piemme (collana Freeway)
PREZZO: € 9.90

TRAMA:
Discendiamo dai draghi. Siamo dei mutaforma che hanno sviluppato la capacità di apparire umani per sfuggire ai Cacciatori. Viviamo nascosti nelle foreste remote, volando solo di notte, dispiegando le ali quando nessuno può vederci. Siamo Draki. Io mi chiamo Jacinda e sono il tesoro del mio branco, l'unica capace di soffiare ancora fuoco. Ma dopo aver infranto per l'ennesima volta le regole che proteggono la vita della nostra comunità, sono stata costretta a fuggire insieme a mia madre e mia sorella. Ci siamo sepolte vive in un'anonima cittadina, dove sono costretta a mantenere l'aspetto umano con il rischio di dimenticare la mia vera natura. Finché non mi sono ritrovata nella stessa scuola del mio Cacciatore. È possibile una simile coincidenza? Oppure questo bellissimo e pericoloso ragazzo non è quello che la sua famiglia vorrebbe far credere?

RECENSIONE:
A quanto si legge in giro per la rete, questo romanzo ha riscosso un indiscusso successo tra le lettrici -anche più scafate- di YA.
Qualche mese fa (parecchi ormai) mi sono avvicinata anche io alla lettura di "Firelight", convinta dal consenso trasversale ricevuto in ogni dove, ma allo stesso tempo insospettita da questi ormai troppo frequenti e sedicenti 'fenomeni editoriali'.

Se vi devo dire, questa volta mi trovo nel mezzo.
Capisco senza dubbio la fascinazione che la mitologia legata a questa storia possa esercitare: Jacinda non è la solita ragazzina finto-ordinaria, lei è straordinaria sin dalle prime pagine, e soprattutto, è una ragazza-drago.
Discendente da una razza di draghi mutaforma (che possono assumere forma umana), Jacinda è una forza della natura: splendida, coraggiosa, ribelle e al continuo inseguimento della libertà. In quanto unica 'sputafuoco' della comunità, Jacinda viene controllata e reclamata dalla stirpe leader del popolo-drago, che vuole, tramite lei, dare origine ad una nuova, potente stirpe di sputafuoco. Ma Jacinda desidera l'indipendenza e la libertà, non certo un 'matrimonio combinato' e per questo il suo più spavaldo atto di ribellione si tramuta ben presto nel suo più grande errore: per un attimo di leggerezza, viene scovata e inseguita da una pattuglia di 'Cacciatori di draghi', antichi e acerrimi nemici della sua specie. Proprio nel momento in cui tutto sembra precipitare, Jacinda viene invece risparmiata da un giovane cacciatore, affascinato, quasi stregato, dalla sua bellezza. 
Ma le conseguenze della sua avventatezza non si fermano qui: nonostante sia riuscita a salvarsi dai cacciatori, Jacinda è costretta a fuggire dalla comunità assieme alla famiglia e a trasferirsi in un anonimo e soffocante paesino americano, e quel che è peggio: a rinunciare alla sua natura di drago.

Ecco, sono questi gli elementi che più mi hanno affascinata di questo libro: innanzitutto la meravigliosa mitologia dei draghi utilizzata sapientemente dall'autrice nel creare questa razza di uomini-drago, i Draki.
E poi i vividi, disperati e frustranti sentimenti di Jacinda che, lontano dalla natura rigogliosa, sente affievolire ogni giorno di più quell'indomabile natura di drago che tenta disperatamente di preservare. Sentimenti profondi e ottimamente descritti, che il lettore riesce a sperimentare sulla propria pelle.

Ma ora arriva anche il pezzo che mi ha presa di meno: la storia d'amore. Nonostante l' "indiscutibile originalità" che tanto veniva decantata ad ogni recensione che ho letto, alla fin fine non sono riuscita a farmi coinvolgere più di tanto dall'amore di Jacinda.
Sono rimasta colpita dal forte senso di istintiva attrazione tra i due protagonisti, sensazione che viene anche confermata da alcune svolte e scoperte alla fine del primo libro... 
Eppure on mi ha presa. L'amore e le difficoltà che nascono tra i due protagonisti, sono ben descritti e nemmeno troppo stereotipate, nonostante il genere ya, ma ugualmente non sono riusciti ad attanagliarmi e coinvolgermi fino in fondo.
Ho terminato la lettura sentendomi 'monca' dal punto di vista sentimentale; ero riuscita a sperimentare l'amore per la libertà, la frustrazione e la paura di Jacinda, ma non la passione.

Mi vedo quindi costretta a non assegnare il voto altissimo che avrei inizialmente voluto a questo primo libro,  per un motivo che io stesso non so spiegare, nonostante le premesse fossero tutte davvero molto buone.

Però sono profondamente fiduciosa. Se Sophie Jordan è riuscita a farmi provare tutte queste emozioni potenti nel corso di "Firelight", non ho dubbi che riuscirà a anche a farmi innamorare di Will, come Jacinda, avendo un po' più di spazio a sua disposizione nei seguiti.

Attendo impaziente di avere tra le mani "Vanish".


Buone letture!
Serena

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