venerdì 14 giugno 2013

Recensione: "Lemonade" di Nina Pennacchi

TITOLO: Lemonade
AUTORE: Nina Pennacchi
EDITORE: Neftasia
PREZZO: € 19.00

TRAMA:

Kent, 1826. Christopher Davenport prepara da anni la sua vendetta. E quando si trasferisce a Coxton, paesino della campagna inglese, sa esattamente cosa lo aspetta. Conosce i suoi nemici, e non li teme. Non teme il padre naturale, Leopold DeMercy. Non teme Daniel, il fratellastro. Non teme i fantasmi del suo passato.
E di sicuro non teme la limonata.
Dovrebbe, però.
Oh, milioni di persone vi diranno che è una bevanda innocua e salutare. Non credeteci. Perché basta poco, un attimo di distrazione, per rovesciarne un bicchiere.
E averne la vita sconvolta, come scopre anche la giovane Anna Champion.
Caratteri diversi come il giorno e la notte, Anna e Christopher. Tra loro volano schiaffi, baci rubati, dialoghi al vetriolo e mortificanti scuse. Eppure prima di addormentarsi Anna non può fare a meno di ripensare a quell'uomo arrogante, e Christopher non riesce a dimenticare quell'odiosa strega.
E quando a Coxton si comincia a vociferare di un fidanzamento tra Anna e Daniel, Christopher decide di strapparla al fratellastro con ogni mezzo... anche il più infame.


RECENSIONE:

Questo romanzo è stato un pugno nello stomaco.
E lo dico con l'accezione migliore che si possa immaginare.

Premettiamo che avevo letto la trama qualcosa tipo un anno prima di iniziarlo e che l'avevo completamente dimenticata (e comunque, chi lo avrebbe mai detto...). Ho cominciato la lettura aspettandomi il solito romanzetto senza pretese, ma magari piacevole... e invece mi sono ritrovata tra le mani uno spettacolo di libro.
Perché a nessun punto della narrazione avevo la benché minima idea di quello che sarebbe successo.
Dopo averlo iniziato non sono più riuscita a staccarmi, e nel corso di tutta la lettura sono rimasta perennemente shoccata e in ansia. E anche qui intendo nel migliore dei sensi.
Gli avvenimenti erano così inaspettati, passionali e violenti... sul serio, come un pugno nello stomaco. 
Una lettura talmente singolare...ma allo stesso tempo trascinante e coinvolgente fino al midollo.
Sono rimasta completamente avvinta dalla narrazione e dai personaggi, anche quando provavo repulsione nei loro confronti. Suvvia, è inutile girarci intorno: il protagonista maschile. Non si sa se amarlo o odiarlo, e credetemi, non è affatto un modo di dire.
Forse leggendo certi passaggi della recensione sembra che io stia parlando male di questo libro, ma vi assicuro che questa vuole essere una recensione più che positiva.
Dopo che l'ho finito è saltato di prepotenza tra i tre libri che più ho amato nel 2012.
Non aggiungo altro perché non saprei cos'altro aggiungere senza dar troppi elementi o distorcere la storia, e poi, sono convinta che il modo migliore di avvicinarsi al romanzo sia la completa ignoranza e l'assenza di aspettative: saprà sorprendervi con emozioni tanto violente quanto contrastanti.


Post Scriptum per pignoli & forse-spoiler: la recensione è stata scritta con entusiasmo motivato (nonostante la lettura sia avvenuta 5 mesi fa!), però delle pecche ci sono... diciamo, quella che più ho notato: il finale un po' frettoloso. Vista la mole di avvenimenti 'negativi', forse ci sarebbe voluta qualche altra paginetta per legittimare alla perfezione il 'lieto fine'.
Ma davvero complimenti all'autrice in ogni caso.


Buona lettura,
Serena

3 commenti:

  1. Uuuuh! *_*
    Messo in WL!
    A me hai già conquistato con "pugno nello stomaco".. Sono un'autolesionista, lo so :D

    E se non fosse stato quello il caso, la tua recensione è super trascinante! :))

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    1. Grazie cara, spero davvero che sia di tuo gradimento! ^^

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    2. Ti sarpò dire presto!! ^^
      Grazie a te dell'ispirazione ;)

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