domenica 29 settembre 2013

Fiabe&Cinema (Recensione) "Il cacciatore di giganti"


Quanto tempo! Erano mesi che non mi dedicavo alla sempre cara rubrica Fiabe&Cinema, ma finalmente ho trovato un film perfetto per la categoria. Oggi parliamo di:

"Il cacciatore di giganti"


Le premesse sono sempre quelle: il povero contadino Jack (per l'occasione con le piacenti sembianze di Nicholas Hoult) viene mandato al mercato a vendere il suo ronzino per qualche soldo ma viene "fregato" e torna a casa con dei fagioli magici. Solo che questa volta il "passaggio dei fagioli" avviene in buona fede e, mentre si aggira con aria da fesso per il mercato, Jack riesce anche a incontrare la bellissima principessa Isabel (Eleanor Tomlinson). Vengono cambiati vagamente i dettagli, ma anche questa volta i fagioli vengono accidentalmente buttati per terra e germogliano fino a far crescere un'enorme pianta che arriva fin'oltre le nubi.
La sfortuna e la sceneggiatura, però, vogliono che assieme alla pianta anche la principessa (intrappolata con un pretesto casuale nella capanna di Jack durante il suo tentativo di ribellione adolescenziale) venga trascinata verso l'ignoto.
A questo punto il re (vestito senza motivo apparente da Cavaliere dello Zodiaco) decide di mandare il capitano della guardia Elmont (un piacionissimo Ewan McGregor), il suo infido consigliere personale Lord Roderick ( un sotto-utilizzato Stanley Tucci) e il povero Jack a salvare la principessa.

Insomma, da qui il resto dello svolgimento ve lo potete immaginare benissimo da soli. Ma veniamo al commento.
In questo caso come in tutte le altre sceneggiature fiabesche, non è la storia di base a mancare di struttura o sostanza (in fin dei conti, è stata tramandata nei secoli...) ma è lo svolgimento a non essere all'altezza.
Parliamo subito della questione principale e leviamoci il pensiero. Come suggerito dal titolo, i giganti sono un ottimo metro di misura per farsi un'idea del film nel suo complesso: pagliacci in mediocre CGI. Ci basta guardarli per una manciata di minuti per renderci conto immediatamente di quale sarà il tono del film: sono per lo più stupidi e disgustosi, e con "disgustosi" faccio riferimento a tutti quegli atteggiamenti da basso livello umoristico come rutti e dita nel naso, che ormai fanno ridere solo i bambini più piccoli. I bambini, sono appunto il chiaro target del film (o se il target è in realtà un altro, posso dire che hanno preso davvero male la mira).
E possiamo anche notare che gli effetti speciali non sono dei più beceri, ma nemmeno all'altezza delle aspettative.
A parte l'umorismo infantile dei giganti, tutta la pellicola è permeata da questa atmosfera pagliacciosa (parola inventata N.d.B.) con gag, battutine e atteggiamento dei protagonisti, che non fanno che ricordarci quanto il film sia da bambini.
La storia di per sé semplice e lineare imbastita all'inizio occupa circa  la prima metà del film (il salvataggio della principessa), ma è seguita da tutto un altro pezzo con il ritorno e il tentativo di conquista dei giganti... il che va benissimo, però mi viene da pensare: con tutto quello che è successo, com'è che ripensando al film lo trovo essenzialmente noioso? Succede tanta roba in sequenza serrata, ma non coinvolge, non fa affezionare ai personaggi e viene a mancare il legame principale di empatia con i protagonisti che dovrebbe farci interessare e preoccupare per il loro destino. E invece anche gli occhi dolci tra Jack e la principessa Isabel lasciano il tempo che trovano.

*spoiler*
Concludiamo il tutto con un finale francamente sgradevole: capisco e apprezzo il lieto fine e l'idea del passaparola che trasforma il racconto nella leggenda che tutti conosciamo... ma quella pagliacciata finale dei gioielli della Corona? Davvero Londra ha bisogno di altre spade di Damocle pendenti sulla testa? Ma soprattutto, quel ragazzino con la faccia da ratto e la dentatura malconcia dovrebbe farmi venir voglia di seguire una nuova avventura? No, non credo proprio.
*

In conclusione dopo la visione di questo film non mi rimane molto, se non il ricordo della più numerosa serie di cadute fortuite della storia dell'umanità (la forza di gravità funziona solo con i personaggi secondari, a quanto pare), un paio di scelte azzeccate e un finale finto-aperto francamente superfluo.
Lo consiglio se vi piace il genere fiabesco nella sua accezione più semplicistica e se non avete grosse pretese per passare una seratina leggera leggera.



Buona visione,
Serena


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