mercoledì 18 settembre 2013

Recensione: "Diario di una tata" di E. McLaughlin & N. Kraus

TITOLO: Il diario di una tata
AUTORE: Emma McLaughlin, Nicola Kraus
EDITORE: BUR - Rizzoli
PREZZO: € 9.20

TRAMA:
Nanny, la protagonista di questo romanzo, è una tata. Ma non una tata come tante altre: una tata che ha il (discutibile) privilegio di lavorare per una ricchissima famiglia di Park Avenue, la zona più lussuosa di Manhattan. Per una paga ridicola e mai puntuale, deve badare al piccolo Grayer X, anni quattro, e soprattutto fare in modo che la signora X - che non lavora, non cucina, non fa le pulizie e non si occupa del figlio - trascorra serenamente le sue giornate. Quando il matrimonio comincia a sgretolarsi (il signor X ha un'amante), il coinvolgimento di Nanny nelle vicende della famiglia X supera ben presto i confini della decenza, e salvaguardare la salute mentale del povero Grayer sarà per Nanny una missione pressocchè impossibile.

RECENSIONE:

cover originale
Questo romanzo nasce dalla raccolta di esperienze realmente vissute delle due autrici durante i loro anni di lavoro nel campo del baby-sitting, e racconta le disavventure della laureanda 'Nanny' (ovvio pseudonimo) che, per mantenersi durante gli studi, decide di accettare un lavoro part time come baby-sitter del piccolo Grayer, per un'altolocata famiglia di Park Avenue.
Peccato che ben presto il lavoretto part time finisca per tramutarsi in un'enorme e spesso assurda montagna di lavoro e responsabilità che inghiotte Nanny fino al collo. Perché da una parte ci sono i due impossibili, snob e anaffettivi signori X (questo nemmeno ci prova a travestirsi da cognome), ma dall'altra c'è il dolcissimo ed indifeso Grayer, che continua a sperare ed essere deluso, ma ama incondizionatamente i genitori anche se lo lasciano sempre solo e lo sommergono di aspettative irrealizzabili sin dalla culla.

seguito
Nanny vorrebbe tanto mandare tutti al diavolo e abbandonare casa X senza guardarsi indietro, ma non riesce a voltare le spalle al piccolo Grayer. Quindi resiste e ad ogni nuova prepotenza della signora X si ripromette di andare via non appena le cose saranno migliorate per Grayer. Inutile dire che questo non farà altro che spingerla sempre più in profondità in un circolo vizioso che le farà trascurare tutto il resto della sua vita e dei suoi cari.
La cosa davvero notevole è che, per quanto ridicole possano sembrare, le situazioni in cui si ritrova Nanny sono tutte frutto di reali esperienze delle due autrici. Quindi tutta l'incredulità, la stanchezza, la frustrazione e il nervoso che Nanny racconta vengono efficacemente trasmesse anche al lettore che, almeno nel mio caso, il più delle volte strozzerebbe volentieri la signora X, il signor X e pure quella gran passeggiatrice della segretaria (possibilmente con le sue stesse mutandine malevolmente abbandonate in giro per casa X).

Oltre ai nervi che mi venivano nel leggere di tutti le ingiustizie subite da Nanny, ho trovato anche piuttosto deprimente pensare a che razza di crescita possa avere un bambino (non-)educato da genitori assenti e disinteressati.

il film
*spoiler* Il finale, poi, non aiuta molto a sollevare il morale riguardo alle sorti del pargolo. I signori X danno il peggio di loro stessi: giocano un ultimo tiro mancino a Nanny, la licenziano in malo modo e non le fanno nemmeno dire addio al piccolo Grayer.

Uh già, in tutto questo Nanny riesce anche ad infilarci una tesi di laurea da finire, una famiglia da andare a trovare e un boyfriend bello e intelligente, di quelli che si trovano solo nei libri. Non che tutto questo abbia molto spazio nel romanzo, perché tutte le relazioni di Nanny al di fuori del lavoro rimangono trascurate e in secondo piano, completamente schiacciate dalle onnipresenti esigenze della famiglia X.

Fino a qui ho solo parlato degli aspetti più spiacevoli della trama, quelli che i fanno riflettere ed empatizzare con Nanny, ma questo non toglie che tutte le situazioni -anche le più tragicomiche- siano raccontate in maniera ironica (a tratti persino sarcastica), briosa, divertente e -perché no- anche tenera.

Insomma, un libro a tratti molto divertente e spensierato, ma anche ricco di situazioni tristi e infelici, che fa ridere ma anche provare compassione per il piccolo mostriciattolo Grayer. Una lettura comunque rapida e, tutto sommato, leggera ottima per l'estate o i viaggi in treno.

Buona lettura,
Serena


P.S: mi sono già procurata il film tratto dal libro; presto in arrivo la recensione ;D

2 commenti:

  1. Lo conosco per il film! Come il libro, è divertentissimo, ma anche estremamente toccante ;)

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    1. E' già lì, pronto per essere visto.... e il tuo commento positivo mi fa venire ancora più voglia di guardarlo ^^

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