mercoledì 30 ottobre 2013

Recensione: "Agnes Grey" di Anne Brontë

TITOLO: Agnes Grey
AUTORE: Anne Brontë
EDITORE: /

TRAMA: Agnes Grey, la protagonista dell'omonimo romanzo del 1847, opera prima e in parte autobiografica di Anne Brontë, fa la governante presso due famiglie della facoltosa borghesia inglese di età vittoriana. La sua famiglia è caduta in disgrazia e prendersi cura dei figli dei ricchi, indisciplinati e viziati, è l'unica scelta rispettabile che la ragazza possa fare per sopravvivere. Con una prosa elegante e scorrevole, la minore delle sorelle Brontë mette a confronto la grettezza della nobiltà dell'epoca, del tutto priva di scrupoli e di valori, e i sani principi morali di una giovane timorata di Dio, che cerca in ogni modo di smascherare il lato oscuro delle persone "perbene".


RECENSIONE:
Era un po' che facevo il filo all'ultima sorella Brontë e finalmente sono riuscita a recuperare questo piccolo e dimenticato classico. 
E' un romanzo breve e pacato, molto lontano dal passionale Cime Tempestose (assieme al quale era stato inizialmente pubblicato) ma anche profondamente diverso dal celebre Jane Eyre. Forse è anche un po' ingiusto cercare similitudini con i lavori delle altre due (più famose) sorelle, ma credo anche che il paragone venga naturale, che ci piaccia oppure no, in maniera quasi inconscia.
Agnes è una ragazza calma e riflessiva, ma anche curiosa e affamata di vita. Spinta dal desiderio di aiutare la famiglia in difficoltà economiche, Agnes decide di intraprendere la professione di istitutrice, convinta di essere portata per l'insegnamento e l'educazione dei bambini. Già questa decisione comporta una prima "lotta" per Agnes, che deve convincere i genitori a consentirle di lasciare il nido per cercare la propria strada. Ed è proprio qui che iniziamo a farci un'idea della natura della nostra giovane protagonista: nonostante sia determinata a seguire le proprie decisioni, non si abbassa mai a capricci, liti o tragici isterismi ma, al contrario, propone e ripropone l'idea con costanza, portando uno dopo l'altro i suoi famigliari a vedere la ragionevolezza della sua scelta e a concederle fiducia.
Quello che Agnes ancora non capisce, però, è quanto sia limitata e idilliaca la sua conoscenza del mondo. Già dal suo primo incarico si rende conto che le cose non sono facili come se le immaginava. Nonostante tutti i suoi sforzi e la buona volontà, Agnes si trova a dover affrontare bambini capricciosi, viziati, bugiardi e persin cattivi, e a cercare di compiacere genitori troppo indulgenti, disinteressanti, arroganti e ignari.
Dopo essere stata mandata via dalla prima famiglia, Agnes viene presa a servizio da una seconda nella quale i genitori sono altrettanto ipocriti e incapaci, i bambini esagitati e bugiardi e le bambine sciocche e frivole o maleducate come degli stallieri. In questa seconda famiglia la giovane Agnes riesce a barcamenarsi meglio, grazie anche all'esperienza acquisita e al rafforzamento del proprio carattere. Cerca di fare quello che può rinunciando all'idea di costruire relazioni sincere o di inculcare qualcosa nelle teste delle sue allieve. Anche Rosalie, la sua allieva più (diciamo) """"affezionata"""" si dimostra spesso stupida, meschina, opportunista e vanitosa. 
In tutto questo Agnes si barrica nel silenzio. 
Non può parlare con i ragazzini che non la ascoltano, ma nemmeno con i genitori che rimangono ostinatamente ciechi di fronte alle cattive disposizioni di carattere dei figli. La povera Agnes non può nemmeno sfogarsi con la famiglia, per paura di gravarli di un'eccessiva preoccupazione, e quindi tace, ma osserva tutto e ha una mente sveglia che impara e analizza tutto quello che la circonda. 
A coronamento di questo romanzo c'è anche una storia d'amore. Agnes, quasi senza volerlo, si innamora del parroco Edward Weston, un uomo buono e caritatevole ma anche forte e pieno di passione per il suo credo. Non è un amore rocambolesco, passionale e manifesto, anzi è nascosto e quasi sminuito dalla stessa modestia di Agnes, ma non per questo non riuscirà a trionfare e a scaldare il cuore del lettore.

Insomma, forse questo libro non è ricco di avvenimenti o di amori tempestosi, ma è senz'altro un romanzo che ha saputo soddisfare pienamente quella nostalgica voglia di classici che ogni tanto mi prende. 



Buone letture,
Serena

4 commenti:

  1. Questo mi manca e voglio assolutamente leggerlo.
    Anche a me, ogni tanto, mi prende una voglia assurda di classici.
    Bella recensione, Sere!
    E, quando hai un attimo... passa un secondo da me :P

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie per i complimenti ^^
      Appena sei presa dal sacri fuoco dei classici prova a leggerlo, credo ne valga la pena =D
      P.S: passo subito.

      Elimina
  2. ciao! anche io ho letto questo libro e anche io, involontariamente, ho paragonato Anne alle due sorelle :) a mio parere agnes grey è un romanzo carino.. ma non ha niente a che vedere con i capolavori di Emily e Charlotte! :P
    se vuoi vieni a leggere la mia recensione ;)

    http://leparoledipinte.blogspot.it/2010/01/agnes-grey-anne-bronte.html

    a presto!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Molto vero (anche se io non apprezzo particolarmente "Cime tempestose") ma quando l'ho letto era esattamente quello di cui avevo bisogno.

      Passerò senz'altro! ^^

      Elimina