domenica 6 ottobre 2013

Recensione film: MIB 3

Questa recensione ha impiegato circa sei mesi per vedere la luce, senza apparente motivo. Semplicemente, me ne sono ricordata solo ora.


Dichiaro immediatamente che questa recensione conterrà senza ombra di dubbio degli spoiler, altrimenti, di cosa parlerei per tutto il tempo?
Vi avverto che la recensione potrebbe non aver molto senso se non avete visto il film, quindi, se volete solo sapere il mio giudizio generale, saltate al paragrafo sotto la faccina felice spoiler-free.

L'affascinante Boris
Il film inizia con l'evasione del pericoloso criminale spaziale Boris, che sfrutta e poi lascia a morire una delle Pussycat Dolls (non credo che nessuno abbia pianto per questo) per fuggire dalla più sicura prigione intergalattica, tornare indietro nel tempo e impedire il proprio arresto uccidendo l'agente che lo ha catturato.
Per nulla sorprendente è il fatto che ad arrestarlo, ben 43 anni prima, sia stato il compassatissimo Agente K (Tommy Lee Jones).
Ovviamente l'uccisione di K nel 1969 provocherà la sua scomparsa dalla linea temporale successiva e tutta una serie di conseguenze (o mancate conseguenze) nel futuro, fino ad arrivare al 2012.
Sin dalle scene preliminari, il film si mette molto d'impegno per sottolineare quanto l'Agente K sia serio, compassato, burbero e privo di senso dell'umorismo e come, in realtà, un tempo non fosse affatto così.
In seguito alla "scomparsa" dell'Agente K, tutto sembra piuttosto normale se non che la Terra è un posto molto meno sicuro e l'Agente J (Will Smith) è l'unico a ricordarsi della sua esistenza.

Sento dei mormorii che si alzano nella sala. State buoni e tenete le domande per la fine.

Dopo aver capito che qualcosa non va, l'Agente J riesce a rintracciare uno "spacciatore di macchine del tempo" che gli spiega come tornare al 16 luglio del 1969 (esatto, proprio quella data) grazie ad un cronometro alieno (??) e mettere le cose a posto. La regola fondamentale è sempre la stessa: non interferire più dello strettamente necessario.
Inutile dire che dopo 5 minuti dal suo arrivo nel '69 e un paio di auto-ironiche quanto superflue gag razziali (relative ai preconcetti di quegli anni contro le persone di colore), Will Smith verrà arrestato dal giovane Agente K e finirà con lo spifferargli tutto in no-time. 
A questo punto iniziano invece l'inseguimento degli ormai due Boris (degli anni Sessanta e del 2012) e le gag da buddy-movie che ci fanno vedere quanto K fosse un amicone (oddio, più o meno...) rispetto al futuro in cui lo conosce J. Cosa sarà successo per farlo cambiare?
Ma iniziamo col cercare di capire il perché di tutti ciò: i due Boris sono "avanguardie" di una razza aliena di parassiti che vogliono conquistare, sfruttare e distruggere la Terra, mentre K e J vogliono -ovviamente- impedirglielo. Per "fortuna", durante una festa a casa di Andy Warhol (meglio noto come agente W) si imbattono in un buffo alieno in grado di prevedere il futuro, dotato di un berretto e -toh, ma guarda te a volte i casi- di un congegno che può invece proteggere al Terra. E oltre a questo, ci regala anche frasi enigmatiche da chiromante del tipo "Dove c'è morte ci sarà sempre morte".
E quale modo migliore per mandare in orbita il famigerato congegno proteggi-Terra se non piazzarlo sulla punta dell'Apollo 11. Un classico.
Ovviamente questo porterà ad un doppio scontro tra i due Boris e J e K sull'impalcatura di lancio dello Shuttle e, alla fine, all'uccisione di almeno uno dei due Boris.
Lo so che mi sto dilungando nel raccontare la trama ma, sul serio, altrimenti  non saprei come fare commenti a proposito.
Le ultime scene sono quelle in cui succedono più cose. J riesce -utilizzando il cronometro- macchina del tempo- a sconfiggere uno dei due Boris, mentre l'altro riesce a fuggire e, prima di essere a sua volta ucciso da K, a sparare ad un ufficiale d'istanza a Cape Canaveral che li aveva aiutati ad intrufolarsi.
Ovviamente di scopre che quest'ultimo personaggio tirato fuori un po' a casaccio dalla storia risulta essere il padre dell'Agente J (che prima ci aveva cortesemente ricordato di essere cresciuto senza figura paterna) e vediamo anche spuntare un piccolo J, portato dal papà a vedere il decollo dello Shuttle.
Quindi Boris è stato eliminato, J ha scoperto che fine aveva fatto suo padre, l'Agente K è salvo, la Terra è protetta e l'alieno buffo è contento. 

Ok adesso iniziano le domande.
  • perché nel futuro l'Agente J si ricorda di K? Insomma, tentano di spiegarcela dicendo che è perché lui era presente in quel preciso giorno del '69, ma sinceramente mi sembra una spiegazione deboluccia.
  • a ben pensarci, come ha fatto J a diventare un agente senza K? Dal primo film si capiva chiaramente che se non fosse stato per K Will Smith non sarebbe mai stato arruolato nei MIB.
  • e poi, le interferenze di J nel 1969 non dovrebbero aver causato qualche tipo di ripercussione nel futuro?
  • non è un po' semplicistico che un alieno buffo salti fuori dal nulla con il congegno giusto al momento giusto, che però non ha salvato la sua stessa specie?
  • ma soprattutto, lo vogliono attaccare alla punta dello Shuttle? Sul serio?!
  • che senso ha la frase "Dove c'è morte ci sarà sempre morte"? Nella versione originale del passato nessuno veniva ucciso (nemmeno Boris che veniva arrestato) quindi in linea teorica non c'era nessuna morte da controbilanciare. E in ogni caso la scampata uccisione di K sarebbe stata controbilanciata dalla morte di Boris. 
  • Cosa c'entra il padre di J? Perché la sua morte avrebbe dovuto influire così tanto sul carattere di K, come cercano di farci intuire? Non lo conosceva, non conosceva ancora suo figlio, e sicuramente con il lavoro che faceva gli sarà già capitato di non riuscire a salvare qualcuno.
  • chi è che porta il proprio figlioletto a lavoro e poi lo lascia senza sorveglianza da solo in macchina? Perché ricordiamoci che il padre di J era in servizio, non uno spettatore.
  • Dal 2012 al 1969 ci sono 43 anni, diciamo che il piccolo James all'epoca avesse anche solo 4 anni... questo fa dell'agente J un... quarantasettenne?
  • E' una mia impressione, o il passato di K cambia sempre a seconda dell'esigenza del film?
Lo so che queste possono sembrare domande tendenziose, ma sul serio me le sono poste durante il film.

E ora passiamo alla zona spoiler-free:


faccina happy spoiler free
A conti fatti questo è un film divertente, scorrevole, leggero e ottimo per passare qualche ora spensierata in compagnia del tipico umorismo WillSmith-tiano. Non un capolavoro e non all'altezza del primo, ma ugualmente molto piacevole.
Se però siete dei pro in ambito "viaggi nel tempo", potreste ritrovarvi a storcere il naso (la struttura della trama non è particolarmente salda ed inattaccabile).

Nota della Blogger: vorrei che fosse messo agli atti ed universalmente apprezzato che -fino ad ora- mi sono astenuta da qualsiasi citazione o battuta da Whovian. Mi sono astenuta per venire incontro a tutti coloro si disinteressano della mia ossessione per il TARDIS e a tutti i lettori che pensano ancora che "Who" sia il cognome del Dottore. Ma non avete idea di quante battutine abbia scritto ed immediatamente cancellato, con un tema del genere. 
Rimane il fatto che le fondamenta di questo film basato interamente sui viaggi temporali siano un po' traballanti. E ve lo dice una che è cresciuta guardando Quantum Leap, e di certe cose ormai se ne intende.

Serena

4 commenti:

  1. Non lo ricordo granché, ma - al cinema - l'avevo trovato molto simpatico, personalmente :) Buona domenica, Serena!

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    1. Sì sì, simpatico sì... però avrebbero potuto fare molto meglio dato che ci hanno messo 10 anni tra 2° e 3°... E buona domenica anche a te ^^

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  2. Man in black!!! Da quanto tempo! ;)
    Questo ancora non l'ho visto però!

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    1. Allora è meglio se non leggi nel dettaglio XD

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