lunedì 18 novembre 2013

Doctor Who - serie 7

Questa volta ho deciso di dividere il 'commentone' in due parti: la prima dedicata alle ultime puntate con i Pond, e la seconda che invece vede dell'arrivo dell'impossibile Clara.
Siete pronti?
(ovviamente spoiler allert)


Alla fine dello Speciale di Natale (The Doctor, the Widow and the Wardrobe), assistiamo al ritorno del Dottore sul pianerottolo dei Pond.
Amy e Rory hanno continuato a vivere la loro vita dopo The Wedding of River Song, e si sa che la vita è complicata. Ma non preoccupatevi: in Asylum of the Daleks abbiamo un Dottore in formissima che combatte Daleks, cerca di salvare (e viene salvato) dalla graziosa Oswin e risolve i problemi coniugali dei Pond. Finalmente ricominciano le avventure di Amy, Rory e il Dottore: dinosauri, Far West, l'invasione dei Cubi...
Tuttavia le cose sembrano essere leggermente cambiate: come già Martha Jones prima di loro, i Pond iniziano a contemplare la possibilità di una vita "normale", con gli amici, la famiglia e gli impegni lavorativi, senza il TARDIS o i folli viaggi con il Dottore... Ma la titubanza dura giusto il tempo di un'invasione aliena : basta poco per ricordare ad Amy perché aveva atteso il Dottore quella notte da bambina, e perché in realtà non ha mai smesso di farlo.
Il culmine e la conclusione di questa prima parte della settima stagione però si ha in The Angels take Manhattan, uno degli episodi di Doctor Who più belli e intensi che abbia visto fino ad ora.
Ancora una volta i companion subiscono le conseguenze della vicinanza con il Dottore : rimangono intrappolati nel passato (anni '30) per colpa di un Angelo sopravvissuto, con una scena finale che mi ha spezzato il cuore in mille modi diversi.
Non vi sto nemmeno a descrivere la mia commozione e i lacrimoni a fine episodio, perché tanto ve li potete immaginare da soli.

Finisce quindi la storia di nostri amati Pond.

Ma visto che quest'anno siamo stati buoni, la nuova compagna di avventure del Dottore viene (ri-)presentata nel corso di questo secondo Christmas Special. Eh sì, perché quando compare la deliziosamente sfacciata locandiera/tata in The Snowmen, ci accorgiamo che assomiglia un sacco ad un certo Dalek amante dei soufflé di nostra conoscenza...


Ed eccola qui la nostra soufflé girl, che ben presto cambierà nick name in the impossible girl.
E per un valido motivo, direi. Ma non precipitiamo le cose e andiamo con ordine.

A partire da The Bells of Saint John Clara diventa l'assistente ufficiale del Dottore: intelligente, ironica, esuberante, arguta e brillante... insomma, fin troppo perfetta. per non dire impegnata in un testa a testa con Rory The Roman nella competizione a "chi muore di più".

[...] And now she's back, and we're running together and she's perfect. 
Perfect in every way for me.
[...]Clara. My Clara.
Always brave, always funny, always exactly what I need.
Perfect.
Too perfect.

Il mistero dell'impossible girl è il tema ricorrente di quasi tutti gli episodi; ogni volta viene fatto un chiaro riferimento al fatto che il Dottore stia continuando ad indagare e che, per quanto adorabile, intrigante e magnifica Clara possa essere, una piccola parte di lui non si fidi completamente.
Le avventure di questa seconda metà di stagione spaziano tra stelle-divinità mostruose, età vittoriana, case infestate, sottomarini, pianeti semi-abbandonati e -nientepopodimeno che- il centro del TARDIS... ma, mi duole dire, non sempre convincono appeno.
Ok, d'accordo, io sono senz'altro diventata terribilmente esigente... ma non venitemi a dire che Cold War non vi ha annoiati nemmeno un pochino.
Nel complesso gli episodi funzionano, ma non brillano (non tutti almeno) e la questione che pesa di più in ogni episodio (almeno come "rilevanza" agli occhi dello spettatore), più ancora del "cattivo di turno" è il mistero di Clara.
Ci sono sempre stati degli episodi in cui è la companion a brillare più che il Dottore, sia perché anche loro meritano il loro sacrosanto spazio, sia perché un Dottore che aggiusta e capisce tutto al primo colpo sarebbe poco divertente e un po' noioso. Anche Clara, come la grintosa Amy Pond prima di lei, non fa tanti complimenti e si guadagna il suo posto di companion aiutando in maniera essenziale il Dottore più di una volta... fino a che, ad un certo punto, l'idea che sia too perfect non è soltanto una frase pronunciata dal Dottore ma diventa una netta sensazione che germoglia in autonomia nello spettatore.
Ma è proprio lì il bello: proprio quando la cosa inizia a diventare palesemente evidente e appena prima che diventi fastidiosa -bem!- ti becchi una spiegazione talmente grandiosa che non puoi fare altro che inchinarti e ammettere "Non poteva essere diversamente".

O forse no? Perché in The Name of the Doctor (spettacolare, meraviglio, magistrale) scopriamo tante cose, soprattutto perché Clara sia comparsa così tante volte nel passato del Dottore... ma non c'è nessuna spiegazione manifesta del perché sia "così perfetta".
Ora, io ho una mia arzigogolata teoria che mi fa dormire tranquilla la notte ma, conoscendo quel satanasso di Moffat, è assai probabile che sia sbagliata.

E' arrivato il momento del mio parere personale : mi piace Clara come companion? Beh, ovviamente sì.
Clara è un personaggio che ho trovato assolutamente grandioso nelle sue interazioni con il Dottore, talmente azzeccata che sono riuscita ad apprezzarla moltissimo nonostante abbia avuto la sfortuna di comparire subito dopo il trio schiacciasassi Amy-Rory-River Song, quindi non vedo l'ora di rivederla in The Day of the Doctor e -possibilmente- nell'ottava serie.

E per finire, non poteva mancare la parentesi River Song. Come testimoniano i kleenex appoggiati vicino al mouse, anche The Name of the Doctor mi ha ridotta ad uno stato di instabilità emotiva estremo. Sono bastati pochi minuti di screen-time di River Song per ricordarmi perché è -a mani basse- il mio personaggio preferito in Doctor Who (escluso il Dottore, ça va sans dire) e perché tutte le lacrime versate sono assolutamente giustificate e guadagnate.

Insomma, questa settima serie -almeno nella seconda metà- a par mio ha un po' abbassato il tiro... salvo poi farmi esplodere il cervello con un episodio finale maestoso, di una bellezza assurda, che risponde ad un paio di domande e ne pone altre dieci.


Voglio il 23 novembre, e lo voglio ADESSO.

Serena

2 commenti:

  1. Ooow, mi ero quasi persa questo post! Ma rimedio subito :3
    Quanto posso darti ragione sui Pond! La loro ultima puntata è meravigliosa, una degna fine, ma mi ha lasciata in una pozza di lacrime tanto profonda che ci potevo annegare. E Clara! *W* a me è piaciuta da subito. Devo ringraziare Moffat per Clara, perché, altrimenti, poteva solo farmi tornare Rose o Donna in grande stile per consolarmi dell'addio dei Pond. Devo ammettere che a me non è sembrata troppo perfetta. Non l'ho mai pensato. L'ho sempre trovata azzeccatissima per il Dottore post-Pond. Anche se potrei stare qui a scriverti la mia teoria su come Moffat crea i suoi personaggi e non sarebbe nè sintetica nè priva di imprecazioni contro il Moff, quindi lascio perdere.
    Teniamo duro! The Day of the Doctor is comingggg!

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    1. Ma alla fine anche a me piace un sacco Clara... Solo sono rimasta stupita da quanto sembrasse "cucita su misura" per il Dottore. Difficilmente le cose non hanno doppi o tripli significati con quel mariuolo del Moff, ormai lo abbiamo capito. E poi, davvero, di altro avrebbe potuto riuscire a farci superare l'addio dei Pond? Mitica Clara. Spero davvero che rimanga anche per l'ottava serie, non sono pronta a salutare anche lei!
      -3 !

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