martedì 17 dicembre 2013

Recensione: "Incantesimo tra le righe" di Jodi Picoult & Samantha Van Leer

TITOLO: Incantesimo tra le righe
AUTORE: Jodi Picoult & Samantha Van Leer
EDITORE: Corbaccio
PREZZO: €18.60
TRAMA:
Cosa succede se "...e vissero felici e contenti" non si rivela affatto essere tale? Delilah è una ragazza piuttosto solitaria che preferisce passare i pomeriggi in biblioteca, persa nei libri. In uno in particolare: "Incantesimo fra le righe" che in teoria è un fantasy ma che sembra terribilmente reale, al punto che il principe Oliver, oltre a essere coraggioso, avventuroso e focoso, parla a Delilah. Cioè: le parla sul serio! E salta fuori che Oliver è ben più che un personaggio di carta: è un teenager che si sente intrappolato nella sua vita letteraria e che non sopporta l'idea che il suo destino sia segnato. Oliver è certo che il mondo là fuori possa offrirgli qualcosa di interessante e vede in Delilah la sua chiave di accesso alla libertà. I due si buttano a capofitto nell'impresa di tirare fuori Oliver dal libro, un compito difficile e che li spinge ad approfondire la loro percezione del destino, del mondo e del loro posto nel mondo. Contemporaneamente cresce l'attrazione reciproca, un sentimento forte e tutt'altro che letterario.

RECENSIONE:
Dopo tutte le recensioni e i consigli ricevuti, mi aspettavo qualcosa da questo libro. Non stavo andando in cerca del nuovo capolavoro della letteratura contemporanea, ma almeno un bel libro...
Mi era stato promesso un libro romantico, incantevole, che fa sognare... ma l'unico aggettivo che mi viene in mente è : infantile.
la pagina da cui Oliviero e Delia
si parlano
Insomma, l'idea che i personaggi di un libro vivano una vita propria quando il libro è chiuso (come i giocattoli di Toy Story ^^) è davvero stupenda e interessante, ma lo svolgimento in questo caso non è assolutamente all'altezza.
Già dai primi sviluppi interni -oltre che dallo stile di scrittura- si manifesta l'estrema ed eccessiva semplicità nelle modo di far evolvere la storia. I personaggi della favola hanno per lo più un carattere completamente opposto rispetto a quello del loro "ruolo": il cattivo non è cattivo, il principe non è innamorato della principessa, le sirene sono delle femministe, il pirata è una brava persona, ecc, ecc... E questo, scusate, ma a me sembra il modo più elementare e scontato di inserire una "sorpresa" nella storia. E poi non è che servano a molto questi personaggi secondari, se non nella misura di essere sfruttati e imbrogliati da Oliviero a piacimento.
Oliviero in particolare, è il principe protagonista della favola che però si sente intrappolato nella storia che si ripete sempre uguale e si innamora (in maniera assoluta e istantanea, come solo i principi delle favole sanno fare) della lettrice, Delia, unica in grado di vederlo muoversi tra le pagine e sentirlo parlare. A questo punto il suo desiderio di sfuggire dalla favola/prigione diventa ancora più intenso e porterà lui e Delia a cercare in tutti i modi di "estrarlo" dalle pagine scritte.

Ma parliamo un attimo da Oliviero. Non è esattamente il protagonista incredibilmente affascinate per cui tutte noi prenderemmo una cotta. Non è particolarmente simpatico o originale, riesce ad essere piuttosto egoista (sostanzialmente se ne frega di mollare tutti gli altri personaggi così 2 a 0, e ad un certo punto cerca di trascinare Delia con se' nel libro) e non è neppure particolarmente intelligente (checché ne dica l'autrice...)
E la protagonista? Mi spiace, ma anche Delia rientra nell'ormai affollata casistica di protagoniste che non mi sono simpatiche. In realtà le caratteristiche per spingere all'immedesimazione ci sarebbero anche... ma Delia risulta lagnosa e un po' stupida. Si lamenta di non essere popolare, ma non fa nulla per sembrare almeno simpatica. Si comporta spesso e volentieri nella maniera più ridicola e insensata possibile, come se facesse di tutto per farsi prendere da pazza da chiunque: sua madre, la sua migliore amica, il terapeuta, l'autrice della fiaba...
Il corpo principale della storia, poi, ci descrive i numerosi tentativi di Delia e Oliviero di liberarlo dalla fiaba. Le possibili soluzioni trovate sono talvolta brillanti, talvolta un po' più artificiose, ma sono tutte senza esclusioni fallimentari. All'inizio ero contenta che i protagonisti dovessero affrontare qualche difficoltà prima di riuscire a trovare l'idea giusta, ma dopo un po' il processo è diventato ripetitivo. Per quanto fantasiose possano essere le trovate delle autrici mi sarebbe piaciuto che ad un certo punto portassero da qualche parte. Un qualche progresso, almeno piccolino... Dopo un po' la frustrazione di assistere ad un fallimento dietro l'altro comincia ad essere seccante. 

spoiler
L'unica vera svolta importante avviene quando Delia ha l'idea di raggiungere l'autrice l'autrice della fiaba per farsi aiutare da lei (accompagnata dal piano più sciocco ed approssimativo che vi possa venire in mente). Nonostante tutte le buone speranze, Delia e Oliviero riescono a fallire ancora 2 o 3 volte prima di trovare LA soluzione. 
Che, per inciso, dà meno soddisfazione ed è più approssimativa di alcune delle precedenti. E forse non l'ho nemmeno capita bene. 
E' qui che interviene Edgar, il figlio della scrittrice nonché modello reale del personaggio di Oliviero (e quindi identico a lui) ma soprattutto sovrano incontrastato di tutti gli adolescenti idioti. Edgar è un semi-emo, semi-nerd infelice della propria vita (né più né meno di tutti gli adolescenti sulla faccia della Terra) ma, a quanto pare, riesce a scriversi all'interno della storia prendendo il posto di Oliviero e trascinando lui nel mondo reale. Edgar abbandona così su due piedi la madre e tutta la propria vita per rimanere intrappolato a fare l'eroe spaziale (WTF?!) dentro ad una fiaba per bambini (come se c'entrasse qualcosa, per altro). Ditemi se non è essere completamente idioti questo. Oltre che egoisti.

Per altro, non credo proprio che una donna normo-dotata come sua madre non riesca a rendersi conto dello scambio e non dia di matto... O che Delia non verrà inserita in un serio programma psicoterapia, dopo tutto quello che ha combinato... Ma queste sono amene conseguenze che mi immagino felicemente narrate in un mio personale Epilogo.
fine spoiler

Probabilmente avrei potuto sorvolare su qualcosa ed essere più indulgente e comprensiva se questo fosse classificato come "libro per bambini"... ma non lo è, e per qualsiasi altro genere, lo stile, lo svolgimento e la conclusione per me non sono sufficienti. 

Mamma quanto mi sento Grinch.



Serena

4 commenti:

  1. Ah, Serena *_* posso essere Grinchosa con te?
    Concordo e sottoscrivo ogni. Singola. Parola. Di. Questa. Recensione.
    Sei stata molto più completa di quanto non sia stata io.
    In effetti, Edgar è rimasto sulla scena per troppo poco tempo perché io potessi dargli peso, ma è effettivamente la ciliegina sulla torta di personaggi insulsi in questo romanzo.
    Bah.
    Bella recensione, Sere :3
    Mys

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie :3
      Guarda, alla fine del libro mi sentivo quasi in colpa per non averlo apprezzato come gli altri, infatti avevo accantonato la recensione per il futuro... Ma dopo aver letto la tua mi sono decisa ad esser schietta e sincera.
      E' bello avere qualcuno a "Grinchare" con me! XD

      Elimina
  2. Il tuo personale epilogo mi sta facendo ridere da 10 minuti è fantastico lo quoto!!!!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie XD Mi sento un po' cattiva ma su certe sciocchezze proprio non riesco a sorvolare.

      Elimina