sabato 28 dicembre 2013

Recensione: "Shopping con Jane Austen" di Laurie V. Rigler

TITOLO: Shopping con Jane Austen
AUTORE: Laurie Viera Rigler
EDITORE: Sperling & Kupfer
PREZZO: € 17.90
TRAMA: 
Courtney Stone vive a Los Angeles, ha un fidanzato con cui sta finalmente per convolare a nozze ed è un'incallita lettrice di Jane Austen. Quando sorprende il suo promesso sposo con un'altra, l'unica cura al suo dolore sono la vodka ghiacciata e una copia di "Orgoglio e pregiudizio", che inizia a rileggere prima di sprofondare in un sonno consolatore. Al risveglio è a dir poco disorientata: non si trova più nel suo appartamento del Ventunesimo secolo, e neppure nel suo corpo, ma nella sontuosa stanza di una magione inglese e nei panni di una signorina dell'era della Reggenza. A dispetto di ogni spiegazione logica, Courtney non solo è intrappolata nella vita di un'altra donna, ma è costretta a fingere di essere davvero lei, e a fare i conti con una realtà ben diversa da quella cui è abituata. Neppure il folle amore per Jane Austen l'ha preparata ai vasi da notte e alle luride locande dell'Inghilterra del Diciannovesimo secolo, per non parlare della realtà di essere una single alle prese con accompagnatori soffocanti, seduttori sprovvisti di preservativo e commenti malevoli sulla sua condizione di zitella. Ma Courtney scopre però che la nuova identità ha anche dei vantaggi e incomincia ad apprezzare le "passeggiate nel boschetto" e le sale da tè, le feste da ballo e i pomeriggi di "shopping" dal sarto. Quando poi entra in scena l'enigmatico Mr. Edgeworth, tanto simile al Mr. Darcy della sua eroina Elizabeth, le cose si fanno proprio interessanti...

RECENSIONE:
Possiamo definirlo un libro insipido, sì? E allora facciamolo.
Questo romanzo era il numero 3 della mia WishList (non per desiderio di leggerlo, ma per cronologia d'inserimento), quindi capirete che aspettavo da un po' di metterci le mani sopra. Qualche mese fa la biblioteca della mia città lo ha comprato e ho potuto finalmente eliminarlo dalla mia chilometrica lista.
Non avevo letto nulla a riguardo, a malapena avevo sbirciato la trama, e dico questo per sottolineare che non avevo aspettative, se non quelle di leggere un bel libro: non mi aspettavo un libro nello stile di Jane Austen, non mi aspettavo un retelling e non mi aspettavo un capolavoro. Solo un libro di piacevole lettura.
Le premesse portavano in una direzione ben precisa : i tentativi della protagonista ad adattarsi alla vita dell'Ottocento e di tornare alla sua "vecchia" esistenza nel XXI secolo. E mi stavano benissimo.
Poi ho fatto la conoscenza di Courtney, delle sue reazioni Birdget Jones-iane alla vita e dello strano scambio di coscienze capitatole per motivi oscuri. E non posso dire di esserne stata positivamente soddisfatta. 
Forse perché ho trovato Courtney fondamentalmente antipatica. Non che avesse un carattere orrendo o si divertisse ad impiccare cuccioli, è solo che l'ho trovata irritante.
Il suo stesso atteggiamento verso la situazione era esasperante : ci ha messo un numero spropositato di pagine prima di smettere di ripetere "ma tanto questo è un sogno" e cominciare a fare 2+2. Peccato che la fase successiva consistesse nel passare ad un atteggiamento menefreghista, simil-ribellione adolescenziale : faceva quello che voleva senza pensare alle conseguenze per se' o per gli altri. Non sono un'esperta, ma anche io so che Se ti trovi nel XIX secolo non puoi comportarti come cavolo vuoi solo perché sai che 200 anni dopo quello sarà il modo di pensare comune. Ragiona, perbacco! E invece Courtney se ne infischia altamente e incontra di nascosto giovani mercanti, si isola con dongiovanni che dopo tre minuti, come dire, "si liberano dell'onere dei pantaloni", semina tutti i servitori che dovrebbero scortarla causandone quasi il licenziamento... 
secondo volume
E se avessi intascato 10 centesimi per ogni paragone a random con Wes (ex-migliore amico di Courney nella sua vecchia vita) adesso avrei senz'altro qualcosa da devolvere in beneficenza. 

In generale ho trovato questo romanzo prolisso e ripetitivo (nelle strutture delle frasi, soprattutto all'inizio). Non so se si tratta di un problema di traduzione o dello stile dell'autrice, ma ho seriamente pensato di mollarlo dopo una cinquantina di pagine.

Ho invece apprezzato l'idea dell'autrice di mostrare gli aspetti "nascosti" della vita dell'Ottocento, quelli che ci fanno inorridire visti con gli occhi di donne del XXI secolo e che di certo non si leggono nei libri di Jane Austen. 

Prima di pubblicare questa recensione sono andata a leggermi le recensioni di altre blogger e in realtà ne ho trovate di davvero positive... ma sicuramente non riesco a trovarmi molto d'accordo. 
E' un romanzo senz'altro leggero e, se non fossi stata così occupata a provare antipatia per la protagonista, forse sarei riuscita anche a cogliere citazioni, allusioni e spunti di riflessione su temi più attuali... ma non ho colto.
Per finire, tre parole sul finale: cosa è successo? Forse a quel punto ero talmente ansiosa di restituirlo che non ho prestato troppa attenzione, o forse si capirà meglio leggendo il romanzo "gemello" (In viaggio con Jane Austen) ma non l'ho trovato interessante o ben gestito.



Buone letture,
Serena

2 commenti: