mercoledì 30 gennaio 2013

Recensione: "Le Diavolesse" di Tom Sharpe

TITOLO: Le Diavolesse
AUTORE: Tom Sharpe
EDITORE: Longanesi
PREZZO: € 16.60

TRAMA:
Nell'antica tenuta di Grope Hall, in Inghilterra, da secoli vige una sola regola: a comandare sono le donne. Sì, perché la dinastia dei Grope - o meglio, delle Grope - prevede una rigida conduzione matriarcale della famiglia, con mariti-oggetto accuratamente selezionati perché procreino una prole esclusivamente femminile. Un matriarcato di vere e proprie diavolesse che affonda le radici in una sguattera talmente brutta da godere di scarsa considerazione persino da parte dei voraci appetiti dei razziatori vichinghi. Ma tra le mura di Grope Hall si cela anche un arcano segreto che solo nel XX secolo Esmond Wiley, diciassettenne ossessionato dalle invasate attenzioni della madre e dall'odio apparentemente immotivato del padre, riuscirà a svelare... Prima, però, ci sarà una girandola di avventure, tra mariti in fuga in Spagna a spiare con il binocolo le ragazze nude in spiaggia e mogli rinchiuse in manicomio, zii affettuosi dalle attività losche e raccapriccianti, maldestri ispettori di polizia che più che arrestare i presunti malviventi assicurano loro una via di fuga.

RECENSIONE:
Ok, ok, fatemelo dire qui senza nessun collegamento al resto della recensione e prima di dimenticarmi: il titolo non è molto azzeccato e la copertina lo è ancora di meno. No, a dire il vero, non c'entra proprio nulla.

Iniziamo con la questione “aspettative”. Queste per me sono sempre state un tasto dolente e una fonte di grandi delusioni. Quando leggo una trama o una recensione, non sempre riesco a mantenere la lucidità adeguata e mi esalto in maniera eccessiva. Ovviamente, questo mi porta moltissime volte, non solo a scontrarmi son la dura realtà dei fatti, ma a prenderla anche peggio di quanto non avrei fatto altrimenti. Ma qui stiamo divagando.
Moltissimi mesi fa, gironzolando su internet, mi era capitata sott’occhio una trama di questo romanzo (non quella riportata sopra). Ora, non so se perché l’ho letta velocemente, o perché il mio cervello recepisce le cose in maniera del tutto particolare, comunque mi ero fatta un preciso tipo di aspettative. Non grandi, non piccole, un tipo. 
Poi ho preso il libro in mano e, per qualche capitolo, mi sono ritrovata spiazzata: non era quello che mi aspettavo! Qui però devo essere precisa: mi ero trovata tra le mani un libro molto migliore di quanto non mi aspettassi. Non so bene dare un nome a quello che pensavo di trovare, ma alla fine ero assolutamente soddisfatta di essermi sbagliata.

Ormai sapete che sono una fan dello stile arguto, tagliente e sarcastico di certi autori (Pratchett, Gaiman, …), e questo Tom Sharpe per me si era rivelato come una sorpresa nel settore. Durante la lettura in treno sogghignavo, a volte ridevo apertamente e mi godevo appieno le frecciate sarcastiche e l’ironia scorretta del romanzo.
Insomma, un bel tre stelle e mezzo, e si veleggiava gaiamente verso le quattro.
Anche la storia era assai particolare. Seguiva diverse situazioni, molto differenti e apparentemente senza nesso logico tra loro … ma con il procedere della storia, si delineavano via via gli intrecci passati e futuri dei personaggi presentati.
I personaggi, ecco: tutti particolari, un po’ macchiettati ed esagerati, ma sempre con quel tratto arguto e derisorio che ti fa apprezzare l’assurdità degli individui in gioco in un contesto altrettanto assurdo.

Ad un certo punto però ho cominciato a chiedermi dove avrebbe portato tutto questo. Insomma, i personaggi erano ormai tutti presenti, cominciavano e delinearsi i primi legami, il tutto scorreva bene… ma dove voleva condurci il buon Tom? Non lo so, non ne ho idea, ancora adesso me lo sto chiedendo.
Intorno alla metà del libro (se non ricordo male, è passato del tempo) hanno anche cominciato a delinearsi delle ‘azioni’, o almeno un susseguirsi di eventi che provocavano conseguenze e ripercussioni anche sulle altre linee narrative… e poi si torna all’inizio del libro. Sì, perché, con un twist del tutto out of the blue, verso i tre quarti torniamo alla tenuta famigliare delle terribili Grope (clan matriarcale al quale l’autore aveva dedicato tutta la digressione/introduzione dei primi capitoli). 
*Spoiler*
Ora siamo nei tempi  moderni, alle discendenti Grope, ma i modi sono sempre gli stessi. Con stratagemmi non tanto subdoli e piuttosto bizzarri l'ultima erede (perdonatemi, ho rimosso il nome) vuole fare di Esmond il suo giovane compagno da soma, ma lui è pronto a contrattaccare con un piano segreto, tanto che… si sposano lo stesso, lei si converte a buona mogliettina di casa e vivono felici e contenti.
Wait wait wait. What?
Esatto. Di punto in bianco la storia finisce con una brusca (e metaforica) frenata in mezzo al nulla,  e un grosso, grosso punto interrogativo si installa sopra la mia testa.
Come? Perché? Cosa avrà voluto dire…?
Boh.
L’autore avrà fatto senza dubbio la scelta in maniera consapevole, per spiazzare, infatti non mi sembra un finale frutto di fretta o sciatteria, ma allo stesso tempo non riesco ad accettarlo pienamente.
Fatto sta, che non posso dimenticare l’affinità che avevo sentito con il libro, ma nemmeno lo smarrimento provato con la fine. Quindi ci buttiamo su un tre stelline, giusto in onore dei bei vecchi tempi.
Però peccato.


Alla prossima, 
Serena



lunedì 28 gennaio 2013

New Series: The Carrie Diaries


Come se il lunedì non avessi già abbastanza serie da guardare.
Oltre agli appuntamenti fissi con Castle (ABC), How I met your mother (CBS) e il ritrovato Bunheads (ABC Family), adesso mi si aggiunge anche la new entry invernale del canale CW: The Carrie Diaries.
La serie è basata sul romanzo "Il diario di Carrie" di Candace Bushnell, e racconta la vita, i sogni e le speranze dell’adolescente Carrie Bradshaw, prima di Manhattan e di Sex&TheCity.

Before there was sex, before there was The City, there was just me: Carrie, Carrie Bradshaw…

C’è da dire che non sono una fan della prima ora di “Sex & The City” (negli anni ’90 ero decisamente troppo giovane per poter guardare un prodotto del genere...), quindi non mi sono data a nessun tipo di integralismo o eccesso di entusiasmo alla notizia della produzione di “The Carrie Diaries”. Diciamo che una scrollata di spalle sintetizza bene la mia reazione al primo trailer.
Poi mi è capitato sotto il mouse il link al Pilot, e non ho potuto astenermi.

Once again, non sono una fashonista, non sono una fan, non sono un’attenta critica televisiva, ma sono una spettatrice nella media... quindi, non vi aspettate commenti dettagliati, riflessioni profonde, e ancor meno arguti parallelismi. E veniamo a noi.

L’ambientazione che ci viene presentata all’inizio dell’episodio è ben lontana dalle atmosfere della serie portata alla gloria da Sara Jessica Parker, e ricalca invece la solita realtà suburbana, dove un’adolescente sognatrice aspira a conquistare il mondo. Tra la villetta di periferia in cui abita Carrie, la famiglia tranquilla e ordinaria, e la questione ancora ingombrante e irrisolta della recente scomparsa della madre, ci appare difficile associare questa ragazzina alla futura brillante e disinibita Carrie. Poi però AnnaSophia Robb si prende i suoi spazi e, soprattutto, intavola discussioni con i suoi amici di sempre/compagni si scuola, del tipo:
-You lost your verginity to Seth?!
-It was like putting an hotdog in a keyhole..!
e a quel punto iniziamo ad intravedere qualcosa di famigliare. La conferma definitiva ci arriva quando Carrie riesce ad ottenere uno posto da segretaria stagista in uno studio legale di Manhattan, la tanto sognata e desiderata Manhattan, e  (per un colpo di Fortuna che solo a New York in una serie televisiva può avvenire) viene anche introdotta nel mondo fantasmagorico e sopra le righe della comunità di artisti festaioli  newyorkesi.

Questo primo episodio ci lascia solo intravedere certi aspetti, che verranno senz’altro ripresi in futuro più ampiamente, mentre si occupa molto della realtà famigliare di Carrie, del lutto ancora recente della madre, del difficile rapporto con la sorella … E poi c’è il ragazzo nuovo. In ogni telefilm veramente targato CW (e di solito, anche in tutte le storie per adolescenti) c’è  un sexy ragazzo nuovo, che gira più o meno vistosamente intorno alla protagonista …qui almeno ci evitano i convenevoli e si passa subito ad un po’ di flirting, tanto per fare capire com’è l’aria che tira.

Devo dire che i pochi episodi usciti sino ad ora non mi sono dispiaciuti... Ancora forte la componente del suburbe, ancora fortissime la contrapposizione tra i mondi di Carrie (casa-scuola/ufficio/Bella vita di Manhattan) e la parte prettamente adolescenziale di cotte, flirting,  appuntamenti segreti, prime volte.
C’è anche da dire che non posso proprio dire di essermi appassionata. Lo ammetto, in due o tre punti mi sono distratta e forse ho anche saltato qualche minuto per fare più in fretta… e questo no sì fa, no no, non si fa.
Sarà per il mio scarso feeling con tutto quello che ci è stato presentato finora, sarà per l’acerbità del prodotto, ma per il momento i produttori sono riusciti ad interessarmi a sufficienza per spingermi a guardare l’episodio successivo, ma non tanto da attenderlo son ansia. Ma proprio no.
Una robina carina, insomma. Ma se una scrollata di spalle era stata la mia prima reazione, un’altra scrollata di spalle sancisce allo stesso modo il mio giudizio so far.


Non so cosa ci attenda nel futuro di questa serie, forse un potenziale che sta per esplodere in tutta la sua originalità, forse una mediocrità attendibile, forse una disastrosa spirale verso la noia. Non saprei.
Io so solo che continuerò a seguirla con moderato interesse e un pizzico di fiducia. E voi?

Serena

sabato 26 gennaio 2013

Sezione Biblioteca (32)


Finalmente rompo il mio forzato silenzio con questo post poco impegnativo.
Il mio fratellonzo è stato così cortese da andare in biblioteca a ritirare i libri portati dal corriere, quindi un grazie va senza dubbio a lui.
Peccato che i libri mi arrivino sempre nel momento meno propizio. Oddio, non mi lamento, ma ora come ora sono sommersa di cose da fare sia per l'uni che per il blog....Spero proprio di non ritardare troppo la consegna.
Ma bando alle ciance, i libri di questa settimana sono:


"Stephanie ammazza 7"
di Janet Evanovich



"Warm bodies"
di Isaac Marion

E voi, cosa state leggendo?
Serena 

lunedì 21 gennaio 2013

Sospensione


Come avrete notato, ho qualche problema a postare. 
La programmazione del blog, pertanto, è momentaneamente sospesa e riprenderà (mi auguro) la prossima settimana.
A presto, 
Serena

venerdì 18 gennaio 2013

That's new! -Autori Emergenti-


Era una ambito del quale non mi ero mai occupata, e invece eccomi qui.
Ultimamente sono stata contattata da diversi autori emergenti che mi proponevano di leggere e recensire le loro opere. Prima d’ora non avevo mai nemmeno considerato l’ipotesi perché non mi reputavo la persona migliore per giudicare il lavoro altrui, però alla fine ho ceduto.
Le autrici in questione mi hanno gentilmente inviato una copia digitale del loro libro, accettando tutti i miei limiti di blogger autodidatta e le mie già preannunciate lentezze nel lavoro, e io non posso che ringraziarle.
Ovviamente mi impegno a redigere delle recensioni imparziali e sincere, ma sono fiduciosa di non dover ricorrere alla mia biblica riserva di frecciate sarcastiche.


Quindi, ancora una grazie per la fiducia alle impavide Francesca Verginella e Simona Giorgino, e … A presto, con tante nuove recensioni. ^^

Serena

mercoledì 16 gennaio 2013

E-book Time: "Epic Fail" di Claire Lazebnik

Ve l'avevo detto che sarebbe tornata! 
Secondo appuntamento con la rubrica: E-book Time.



TITOLO: Epic fail
AUTORE: Claire Lazebnik
EDITORE: Harper Teen
PREZZO: ?

TRAMA:
Will Elise’s love life be an epic win or an epic fail?
At Coral Tree Prep in Los Angeles, who your parents are can make or break you. Case in point:
As the son of Hollywood royalty, Derek Edwards is pretty much prince of the school—not that he deigns to acknowledge many of his loyal subjects.
As the daughter of the new principal, Elise Benton isn’t exactly on everyone’s must-sit-next-to-at-lunch list.
When Elise’s beautiful sister catches the eye of the prince’s best friend, Elise gets to spend a lot of time with Derek, making her the envy of every girl on campus. Except she refuses to fall for any of his rare smiles and instead warms up to his enemy, the surprisingly charming social outcast Webster Grant. But in this hilarious tale of fitting in and flirting, not all snubs are undeserved, not all celebrity brats are bratty, and pride and prejudice can get in the way of true love for only so long.


RECENSIONE:

Talvolta davvero non mi capisco.
Cosa mi ha spinta verso un libro con quel  titolo, quella copertina e quella trama? Perché non è stata una scelta alla cieca … Eppure non riesco a ricordarmene il motivo.
Se dicessi che si trattava del desiderio di esercitare il mio inglese con una lettura in lingua originale, beh, sarei ipocrita. Immagino che, semplicemente, il mio desiderio fosse quello di leggere un libro leggero che rievocasse elementi dell’opera che più amo nella storia della letteratura. Ma d’altro canto, I should have known better.
Ad oggi devono aver scritto qualcosa come un fantastiliardo di questi romanzetti che riprendono, in chiave moderna, la trama di Orgoglio e pregiudizio, ma c’è modo e modo di fare le cose.

Come definire questo libro? Insipido, ingenuo, insoddisfacente … Non che mi aspettassi un nuovo classico contemporaneo, ma almeno mi auguravo che non avrei sbuffato di noia.
I personaggi sono superficiali fino allo sfinimento, i cliché ti cascano addosso a secchiate e nemmeno  l’amore adolescenziale risalta quel granché in quest’opera. Anche i comprimari più importanti, come Chase (moderno Bingley) e Webster (moderno Wickham) non sono che insignificanti comparse senza spessore o importanza. Come se non bastasse, i fatti e le vicissitudini che nell’opera maestra hanno portato alla naturale unione di Elisabeth e  Darcy, qui vengono stravolti, stiracchiati e impalliditi fino a farli perdere di spessore e rilevanza. O del tutto non accadono.
Lo stile di scrittura, poi, è tanto semplice da essere irritante … anche se c’è qualcosa di confortante nel sapere che le frasi fatte non sono una nostra prerogativa e sono tali anche nelle lingue straniere.

(descrivendo un bacio)
I got lost in him, and it was the kind of lost that’s exactly like being found.
An eternity went by. Or maybe it was a split second.

Insomma, io capisco le buone intenzioni, ma non ci siamo.
Ma forse è solo la mia aridità di spirito a dettare il mio giudizio… Meh.
In conclusione, se proprio siete in astinenza da Jane Austen e di bocca buona, provate pure a gettarvi nella lettura ma, sincerante, sono state scritte decine di romanzetti altrettanto leggeri e più godibili prendendo a spunto le avventure delle sorelle Bennet.


A presto!
Serena


lunedì 14 gennaio 2013

Recensione film: "The Amazing Spider-Man"

A volte succede. Talvolta ci ritroviamo a sputar sentenze un po’ così aggratis, per poi doverci rimangiare tutto. E questa volta è successo a me.
Non so se qualcuno se ne ricorda, ma ai bei tempi (quelli in cui postavo regolarmente e curavo tutte le rubriche, compresa Cinema&Comics) avevo scritto uno pseudo-articolo (più ‘parere personale’) sui vari adattamenti cinematografici di Spider Man. Il post si concentrava principalmente sulla trilogia di Sam Raimi, ma in chiusura avevo gettato un po’ d’infamia anche sul reboot, all’epoca ancora in lavorazione. (QUI il post)
E quindi cosa è cambiato da allora? Le mie opinioni sui primi tre film (quelli con Tobey Maguire per intenderci) non sono cambiate, soprattutto per quanto riguarda il terzo… ci vorrà ben altro per farmi cambiare idea su quello…. Ma non si può dire lo stesso del sopracitato reboot: The Amazing Spiderman.

(Vi starete chiedendo perché tutto questo giro di parole quando sarebbe bastato leggere il titolo del post. La risposta è: perché amo le intro.)


Per le anime pie che non avessero voglia di andare a ripescare il link del vecchio post, vi riassumo la mia precedente opinione: pensavo che fosse una pura e semplice operazione commerciale. Ben inteso che potrebbe anche essere un’opinione azzeccata, in ogni caso, almeno questo non ha portato alla realizzazione di un’apocalittica min****ta come temevo. Certo, il trailer non mi era stato molto d’aiuto… avevano messo tutte le scene più sbagliate possibili, che facevano fraintendere abbondantemente la piega che il film avrebbe preso. Ma magari è stata solo una mia opinione.

Trailer ITALIANO



Un paio di giorni fa mi sono finalmente decisa è ho affittato The Amazing SpiderMan in dvd.
Gran bel film.
E’ inutile girarci intorno, il film era bello. Per carità, aveva anche lui dei difetti, ma nulla di trascendentale.

Quest’ultimo adattamento si differenzia dalla precedente trilogia per il suo realismo. Oddio, ci sono sempre ragni geneticamente modificati e adolescenti che si arrampicano sui muri, ma sia i personaggi che le situazioni in generale hanno subito una forte modernizzazione, che ha reso il tutto ancora più piacevole e naturale.
I personaggi innanzi tutto non sono più stereotipati. La caratterizzazione di tutti i personaggi appare molto più attuale e rende ancora più facile calarsi nell’atmosfera ed immedesimarsi nel protagonista. Peter non è più il classico sfigatone con l’occhiale spesso che balbetta (no aspe, quello lo fa eccome…) e indossa maglioni imbarazzanti, ma ora appare meno macchiettato. Andrew Garfield rende Peter un po’ meno sfigato è un po’ più outcast, sempre tagliato fuori dal giro dei ragazzi popolari e snobbato dalle ragazze, ma in maniera meno comica è più realistica. E’ uno skater, se ne sta per i fatti sui, subisce del pesante bullismo, ma non appare più comico come ai tempi del buon vecchio Tobey. Magari qualcuno potrebbe non amare la perdita di sfigataggine di Peter (non esiste questa parola, vero?), invece io l’ho apprezzata. 
Anche zio Ben e zia May non sono più dei bisnonni che parlano per frasi fatte e sermoni, ma diventano due figure genitoriali credibili.

Anche la base della storia è stata modificata. All’inizio del film ci viene fatto subito capire che il padre di Peter era uno scienziato che lavorava ad una ricerca pericolosa, e proprio per questo è stato eliminato in un “incidente”. Io temevo che avrebbero montato su questa piccola modifica una specie di cospirazione mondiale contro la famiglia Parker, e invece (per ora) questo dettaglio viene usato solo per ‘legittimare’ la trasformazione di Peter. Mi spiego meglio: ora la trasformazione di Peter non avviene più in maniera totalmente causale durante una gita scolastica, ma avviene quando lui si reca alla Oscorp per parlare con un vecchio collega del padre. Insomma, sarà un dettaglio, ma trovo che dare uno scopo alla presenza di Peter nel luogo dove subisce la trasformazione sia un ottimo legante per la storia. Il fatto che poi sia stato punto dai ragni geneticamente modificati creati dal padre è solo la ciliegina sulla torta. In questo modo rimane un po’ quella patina di ‘predestinazione’ (molto virgolettata) che ci piace tanto nell’ambito supereroistico, ma allo stesso tempo perdiamo quella sensazione di smaccata casualità che invece traspariva dallo Spiderman di Raimi (e anche dal fumetto?). Speriamo solo che non calchino troppo la mano nei sequel previsti...


Il come avvenga la trasformazione è un po’ meno soddisfacente. Innanzi tutto: quanto è credibile che un ragazzino adolescente si intrufoli in una struttura iper-tecnologica e controllata, e cominci ad aggirarsi nei laboratori senza che nessuno gli chieda nulla? Un documento di identità, una spiegazione… Possibile che non ci fosse un cavolo di membro del personale che si sia fatto due domande nel vedere un ragazzino che gira ficcanasando nell’azienda? A quanto pare no. Peter quindi entra in un laboratorio segretissimo senza incontrare nessun ostacolo e si ritrova in un stanza piena di ragni (?? Ma… una teca? No? Lasciamo gli aracnidi così, liberi di infilasi in tutti gli stipiti e gli interstizi dell’edificio?). Dopo di che mette le mani dove non deve, viene punto ecc ecc…
Anche il processo di trasformazione vero è proprio l’ho trovato un po’ stridente. In realtà le scene erano molto ben fatte e divertenti, ma è proprio l’incipit a lasciarmi interdetta. Possibile che all’organismo di Peter basti un pisolino in metropolitana per adattarsi alla modifica genetica e manifestare i poteri ragneschi? Ok, poi c’è la scenetta da junkie in cui cerca di… mangiare una mosca e svariati cibi congelati, spacca e si attacca dappertutto, e tutto il resto… ma continuo a pensare che sarebbe bastato invertire un paio di scene per rendere tutto molto più scorrevole.
Ingresso trionfale dal water
Già sento qualcuno che si lamenta e invoca la sospensione dell’incredulità, e sono d’accordo: ma quando, pur dopo aver spento le sinapsi, ti trovi a storcere il naso mentre guardi un film di supereroi, vuol dire che in quel pezzetto c’è davvero qualcosa di poco azzeccato.

In compenso il resto è  filato una meraviglia. A partire dall’ ‘incidente’ della morte del povero zio Ben (eh sì… mettetela un po’ come volete, ma lo zio Ben deve morire anche qui), gli impacciati tentativi di approccio con Gwen Stacy, le scene di ‘allenamento’ (eh no, non c’è più il ridicolissimo “Vai ragnatela!” al quale eravamo tanto affezionati.. e ora che ci penso nemmeno la catch-phrase “Da grandi poteri derivano grandi responsabilità…. O meglio, zio Ben lo dice lo stesso, ma in maniera diversa.)… tutto molto ben fatto. E i combattimenti? Fantastici. Davvero davvero belli.
Anche lo scienziato lucertolone merita come cattivo. Molto appropriato il suo ingresso nella scuola di Peter …dal water.

Che poi ci sono sempre quegli espedienti un po’ così, che subito ci fanno pensare ai fumetti (equazioni magiche, costruzione casalinga di uno spara-ragnatele iper-tecnologico alla MacGyver, l’etichetta 10x10 con scritto “Proprietà di Peter Parker” con cui Lizard scopre l’identità di SpiderMan, la cartina del piano malefico di Lizard con tanto di X rossa stile Mappa dei pirati…), le evoluzioni prevedibili della trama e le scene epiche e inverosimili, ma che ti fanno allargare il cuore di una spanna (vi dico solo: gru). Insomma ok il realismo, ma non dimentichiamoci l’epic-ness.
In conclusione, questa nuova rivisitazione dell’uomo ragno, a dispetto di me stessa, mi ha davvero convinta e merita di essere vista.
 
Permettetemi un’ultima parentesi su Gwen Stacy. Iniziamo col dire che adoro Emma Stone. La Gwen di questa versione è davvero fantastica e batte la MaryJane di Kirsten Dunst. Badate bene, qui non sto parlando dei personaggi originali, ma della loro rappresentazione sul grande schermo e la loro funzione come leading lady. Gwen è credibile, adorabile e talvolta impacciata, come potrebbe essere una qualsiasi ragazza di 17 anni (più o meno…).

Per i puristi del fumetto: fatevene una ragione, credo che di originale qui ci sia poco. Ma, ad un certo punto, anche chissenefrega.


Vedremo nel prossimo film la comparsa di Henry e Mary Jane? Succederà a Gwen quello che temo succeda? Non vedo l’ora di scoprirlo.

P.S:da menzionare l’originale cammeo di Stan Lee in questo film. Uno dei migliori di sempre.

P.S. #2: credo che un quarto del copione di Andrew Garfield consistesse in balbettii … sul serio, tartaglia un sacco. Ma è adorabile.

A presto!
Serena

sabato 12 gennaio 2013

Sezione Biblioteca (31)


Non c'è nulla da fare, anche quando io mi impegno a non andare in biblioteca per evitare di ingigantire la pila di libri to-be-read, sono loro a venire a me. 
Questa settimana il solerte corriere della biblioteca mi ha portato: 


Chi è Mara Dyer
di Michelle Hodkin

E voi cosa state leggendo?
Serena

martedì 8 gennaio 2013

Sì, sì lo so: ricomincia l'uni (di nuovo)



Le vacanze sono finite, ricominciano le lezioni, ricomincio a fare attività fisica, ho un milione di materie da studiare… Insomma, come ogni anno in questo periodo, la vita riprende più frenetica di prima. Se non altro mi sono riposata durante le vacanze, di questo non mi posso lamentare.
Ma tutto ciò che ripercussioni avrà sul blog? In realtà non lo so ancora. Va da sé che non potrò più postare quotidianamente, ma credo di riuscire a mantenere un buon ritmo… Almeno tre o quattro post settimanali dovrebbero saltare fuori. La parte difficile sarà trovare tempo per leggere, e soprattutto per scrivere le recensioni…! In questo periodo mi sento poco ispirata. Ma ce la farò.
Quindi, come sempre:
A presto!
Serena

lunedì 7 gennaio 2013

Come direbbe qualcuno "Oh oh oh!" - Buone feste a me!

Finalmente, e ribadisco finalmente, qualcuno si è ricordato che dell'ennesima palla di vetro con la neve non me ne faccio nulla. Per fortuna quest'anno il Natale mi ha portato pochi regali e i più stupidi occupano poco spazio, quindi mi considero soddisfatta. 


L'unica, a sorpresa, a farmi dei regali davvero apprezzati è stata mamma. So cosa pensate, ma se considerate che in casa mia non si sono mai scambiati i regali, in nessuna circostanza, allora avrete la risposta alle vostre domande. In realtà i suoi regali non sono stati dichiaratamente 'natalizi', ma un po' così a random... però me li ha dati prima del 6, quindi conta lo stesso.
Ma quindi, cosa mi ha regalato? Ecco:

The complete novels of Jane Austen


Dietro le quinte della storia 
di Piero Angela e Alessandro Barbero


Grazie, GRAZIE, mamma.
Serena

domenica 6 gennaio 2013

Top Ten Film 2012

Oggi ultimo appuntamento della Top Week, e nella fattispecie parliamo di Film.

Come già nella Flop Ten Libri, anche questa volta non sono riuscita ad arrivare a 10 posizioni. Perché? Perché sono andata poco al cinema e ho visto poco la tv in generale, e perché la maggior parte di film che ho guardato era più che altro mediocre, tanto da non meritare di essere menzionata nella Top Ten, nemmeno in posizioni basse. E già così sono stata generosa… Ad eccezione delle prime posizioni, per quelle non ho quasi dovuto pensarci.

TOP TEN FILM


1.   The Avengers      (RECENSIONE)
2. 007 Skyfall      (RECENSIONE)
3.   Il cavaliere oscuro il ritorno      (RECENSIONE)
4.   Hunger Games      (RECENSIONE)
5.  Flypaper      
6.   Biancaneve e il cacciatore      (RECENSIONE)
7.  Dark Shadows      (RECENSIONE)
8.  Biancaneve      (RECENSIONE)


THE AVENGERS – Tre parole: Best. Movie. Ever.

007 SKYFALL – Uno dei migliori film dell’anno e uno dei migliori Bond di sempre. Per un attimo ha quasi spodestato The Avengers, poi però non ce l’ha fatta. Ma ci è arrivato vicino.

IL CAVALIERE OSCURO - IL RITORNO - Per questa posizione sono stata indecisa fino all’ultimo. Se uscita da cinema non avrei avuto titubanze nella mia scelta, sul lungo periodo ho cominciato a cambiare un po’ idea. Sia questo che il quarto classificato sono due film davvero belli e grandiosi, nulla da dire, ma alla fine è prevalso lui.

HUNGER GAMES - Gran bel film, straordinaria Jennifer Lawrence. Si è battuto strenuamente per il terzo posto, ma non ce l'ha fatta. Per poco. Davvero davvero bello.

FLYPAPER – Commedia americana di qualche anno fa passata completamente in sordina sia in patria che in Italia (titolo italiano Le regole della truffa). A parte Patrick Dempsey che si guarda sempre volentieri, è un film particolare, divertente e pieno di colpi di scena. Mi è davvero piaciuto. Piccola nota: in caso decideste di guadarlo  vi prego, guardatelo in lingua originale con i sottotitoli. Fatelo per me. Il doppiaggio italiano fa accapponare la pelle.

BIANCANEVE E IL CACCIATORE – Devo essere sincera, un po’ sotto le aspettative. Certo, il fatto che ci avessero massacrato con una campagna pubblicitaria monumentale, non ha fatto che far aumentare l’attesa a dismisura… Comunque si tratta di un film molto piacevole da vedere, con una straordinaria Charlize Theron e un impatto visivo davvero impressionante.

Gli ultimi due se la sono un po’ giocata, ma grosso modo il livello di gradimento è lo stesso. Entrambi carini,a tratti divertenti, ma nulla di epico.

A presto (con la programmazione regolare) !
Serena

sabato 5 gennaio 2013

Top Ten Telefilm 2012

Today Telefilm!

TOP TEN TELEFILM



1.   Castle
2. Arrow
3.   Fringe
4.   Revenge
5.  Bunheads
6.   How I met your mother
7.  Once Upon  a Time
8.  Grey’s Anatomy
9.   Melissa&Joey
10. Elementary
Fuori concorso:  The Big Bang Theory


Qui urge una precisazione.
Questa è la classifica che ho trovato più difficile da definire per diversi motivi. Il motivo principale è che per la maggior parte le serie televisive che seguo sono un tantino sottotono…. Insomma, chi di voi ha letto le mie recensioni televisive avrà notato che il gran numero dei post era piuttosto dissacrante, anche quando riguardava serie che seguo con costanza e dedizione. Allo stesso tempo però le serie che al momento risultano essere più ‘esaltanti’ e divertenti sono anche le stesse che non mi sentirei di spedire ai primissimi posti della classifica, perché comunque risultanto carentissime dal punto di vista di sceneggiatura, originalità o altro (qui leggi “Arrow”). Quindi che fare? Alla fin fine ho deciso di fare una specie di media ponderata, soppesando l’interesse mantenuto delle serie, le aspettative rispettate o meno, la prevalenza di episodi brillanti o noiosi… e ovviamente anche la shakerata data dalle new entries. Inoltre ho pensato, solo in questo caso, di corredare il tutto con due righe di spiegazione (negli altri casi avevo le recensioni che parlavano per me).
Dunque:

CASTLE – Qui ci hanno messo pesantemente lo zampino l’affetto e la fedeltà per la serie. La grande novità di questa quinta stagione è la relazione tra i due protagonisti, ma per quanto tenera, interessante e coinvolgente, non tutti gli episodi scoppiavano di salute. Quindi: questa rimane sempre la serie che seguo con più costanza e dedizione, ma spero in un’ulteriore sferzata per la seconda metà di stagione (e no, non sono incoerente, anche l’anno scorso era al primo posto nonostante un inizio di stagione super e una seconda metà così così… questo si chiama essere fedeli)

ARROW – Ragazzi, ne ho parlato e riparlato, e ancora non si è capita? A dispetto di tutte le mie intenzioni di andarci cauta e pensierosa per stilare la classifica, alla fine ho dovuto cedere e metterlo al secondo posto. Ok ok, ha mille difetti, carenze, ecc… ma porca miseria se intrattiene. Non ridevo (e sbavavo) così da tantissimo tempo. Questa inoltre è l’unica novità che continuo a seguire con costanza, a differenza delle dimenticabilissime altre serie (almeno la maggior parte). Quindi vaffa a integrità e obiettività, e viva gli addominali.

FRINGE – Sarò sincera, è già un po’ che ho dovuto interrompere la visione. Non perché le puntate fossero brutte -per carità- ma perché fisicamente non ce la facevo a sopportare un’intera settimana di attesa per sapere cosa sarebbe successo la settimana dopo. Era troppo straziante. Quindi mi sono fermata ad un episodio neutro e attendo di rimettermi in pari. Ma fin qui ho solo due parole di commento: ma mi****a!

REVENGE – Revenge è Revenge, e da lui ci aspettiamo di tutto e di più. Nonostante sia uno dei pochi show ad aver mantenuto un livello coerente con la stagione precedente, la comparsa di alcuni personaggi a capocchia (Aiden, cavoli, Aiden!) e di linee narrative pointless mi hanno spinta a lasciarlo giù dal podio. Ma sempre figo, va da sé.

BUNHEADS – Qui iniziano le grane. A sorpresa (anche per me) ho messo in 5° posizione questo telefilm: perché mi ricorda la commedia brillante alla “Una mamma per amica”, perché mi ha fatto ridere come non mai e perché mi ha sorpresa come novità. Con buona pace di tutti gli altri frontrunner che sono rimasti schiacciati nella parte bassa della classifica.

HOW I MET YOUR MOTHER – Per quanto mi riguarda la serie è rientrata nel tunnel. Big Time.
Sul serio, le puntate puramente e meravigliosamente spassose hanno lasciato di nuovo il posto ad una trama orizzontale che ha smesso di interessarmi un sacco di tempo fa: Robin&Barney. Per fortuna adesso si sono fidanzati ufficialmente e ci aspettiamo una seconda parte di stagione super. O almeno ci speriamo.

ONCE UPON A TIME – Non so bene motivare questo posizionamento così basso… Anche in questo caso ci sono degli episodi davvero davvero belli e altri davvero insulsi. Ma l’impressione generale è che tutta la prima parte di stagione sia stata un po’ dispersiva e piena di giri a vuoto… adesso che tutti i personaggi sono nella stessa dimensione (e che ci siamo libertati di Aurora e Mulan), riuscirà OUAT a riprendersi?

GREY’S ANATOMY – Ma chi voglio prendere in giro, ho smesso di guardarlo all'episodio 2. Ci sono rimasta troppo male per le morti celebri e ho bisogno ancora di un attimo per abituarmici. Inoltre il clima luttuoso delle prime tot puntate, per quanto lecito e giustificato, non mi attirava un granché  Ma nonostante tutto non ho avuto il cuore di metterla ancora più in basso. E poi, se sono riuscita a superare indenne la stagione con l’infausta presenza del fantasma/allucinazione di Danny, posso superare tutto.

MELISSA & JOEY – Altra sorpresa, altra sit com alla quale non avrei dato due lire, e invece.
Nonostante le ricorrentissime risate di sottofondo, nonostante le battute facili, mi ha divertita molto più di altre sit com. E quindi eccoci qui.

ELEMENTARY – E’ vero, all’inizio non ne ho parlato un granché bene, ma non è così male. E’ un bel, classico procedural con personaggio leader e spalla. Non eccelso, ma si lascia guardare con piacere, soprattutto se ti dimentichi che i due protagonisti dovrebbero essere Sherlock Holmes e Watson e li rinomini John Smith e Carol Whatever.


THE BIG BANG THEORY – Semplicemente poco interessante. Non solo ha smesso di farmi ridere, ma proprio di interessarmi un po’ di tempo fa. Di comune accordo ci siamo presi una pausa di riflessione e ci riconfronteremo più avanti.

A presto!
Serena

venerdì 4 gennaio 2013

Top&Flop Ten Libri 2012

Lo avevo annunciato ed eccoci al primo appuntamento con le mie personali classifiche del meglio e del peggio di quest'anno appena trascorso.
Oggi chiaramente si parla di Libri.


TOP TEN LIBRI


Qui di seguito cominciamo con la classifica dei 10 migliori libri del 2012. Va da sè che l'elenco include solo i libri che ho letto e che potrebbero essere stati pubblicati anche diversi anni fa...
Ho davvero fatto una gran fatica per decidere il podio, c'erano così tanti pretendenti...!
Ma ecco il risultato finale:



1.     Il canto della rivota          (RECENSIONE)
2.  Anna and the French Kiss          (RECENSIONE)
3.     Lemonade
4.     Green          (RECENSIONE)
5.    Citta’ degli Angeli caduti           (RECENSIONE)
6.      Amore immortale          (RECENSIONE)
7.    Speak          (RECENSIONE)
8.   La contessa segreta          (RECENSIONE)
9.     Sono nel tuo sogno  
10.Storia catastrofica di te e di me          (RECENSIONE)


FLOP TEN LIBRI

E ora è il momento della Flop Ten, ovvero i peggiori libri del 2012.
Ad essere sinceri ho fatto molta meno fatica a stilare questa classifica, ma non sono riuscita ad arrivare a 10 posizioni perché, nonostante i tanti libri mediocri letti, non me la sono sentita di includerli tra i 'peggiori' solo per far numero.
Ecco a voi:



1.     Se solo fosse vero          (RECENSIONE)  
2.  Non morta e nubile          (RECENSIONE)
3.     Il ritorno del giovane principe          (RECENSIONE)
4.      Alex          (RECENSIONE)
5.    Demoni, istruzioni per l’uso          (RECENSIONE)
6.      Angeli nell’ombra          (RECENSIONE)
7.    Un giorno questo dolore ti sara’ utile   (RECENSIONE)
8.   L’impero dei draghi          (RECENSIONE)

In chiusura mi pare d'obbligo una precisazione. Immagino che molti di voi ormai lo diano per scontato e non abbiano bisogno di leggere queste righe ma preferisco ribadire. Le mie classifiche (in particolare la Flop Ten Libri) non sono 'assolute' e 'immutabili', ma dipendono moltissimo dai miei gusti personali, dal momento in cui ho letto il libro e da altri 10000 fattori che non vi sto ad elencate. E' quindi più che lecito che un libro che a me ha fatto schifo sia piaciuto molto ad altri, o che un romanzo che ho adorato abbia fatto venire il latte alle ginocchia a molti. 
Insomma, perdonatemi l'inutile parentesi, ma quest'anno non l'avevo ancora detto... ^^


Buone letture!
Serena