lunedì 18 febbraio 2013

Pausa (again)

Salve a tutti, 
come avrete notato non sono stata per nulla attiva negli ultimi giorni. Ovviamente la causa sono gli esami...
Ho troppa roba da fare in troppo poco tempo, e soprattutto non ho intenzione di pubblicare post scialbi e approssimativi perché non ho la testa per curarli.
Quindi la programmazione del blog è sospesa per le prossime 2 settimane.
Ci si rivede il 2 marzo.
(E auguratemi buona fortuna!!)

Serena


martedì 12 febbraio 2013

Con buona pace di Jane Austen

Salve a tutti,
con questo post si inaugura una nuova rubrica.
In realtà non si tratta proprio di una rubrica, ma piuttosto di una categoria.
Sfogliando la lista di libri e (moltissimi) ebook ancora da leggere, mi sono accora che sono in possesso di una gran quantità di rivisitazioni, più o meno dignitose, delle opere di Jane Austen. Ne ho per tutti i gusti…. Ho recensito da poco uno di questi romanzetti moderni ispirati a "Orgoglio e Pregiudizio" e mi sono accorta che ce ne saranno tanti altri nel futuro… E poi ci sono tantissime iniziative su Jane Austen e i suoi romanzi che vorrei condividere con voi.
E quindi oggi nasce la nuova categoria dedicata.
Ho avuto qualche problema per il nome… Prima avevo pesato di chiamarla Austen-Wannabe, però mi sembrava un nome troppo denigratorio, mentre alcuni dei libri che ho letto sono invece molto carini. Poi avevo pensato a Austen-Fever, ma mi faceva venire in mente Justin Bieber e non mi sembrava il caso. Alla fine ho deciso di limitarmi ad un bottone (da apporre a tutti i post di interesse) con la scritta “Con buona pace di Jane Austen”, una delle frasi che pronuncio più spesso, soprattutto quando leggo certe cose. Ma non fatevi ingannare, come già detto, alcuni libri, film o iniziative sono davvero davvero interessanti.


Che ne dite, il progetto vi interessa?
A presto!
Serena

sabato 9 febbraio 2013

Sezione Biblioteca (33)


Qui di seguito il nuovo arrivo della settimana e, come sempre, grazie al fratello che va sempre in spedizione a ritirare i libri per me quando non ho tempo... ^^


"Quello che resta"
di Pamela Aidan

E voi, cosa state leggendo?
Serena

giovedì 7 febbraio 2013

Recensione: Biancaneve e il Cacciatore di Lily Blake


TITOLO: Biancaneve e il Cacciatore 
AUTORE: Lily Blake
EDITORE: Mondadori
PREZZO: € 16.00

TRAMA:
Re Magnus è in guerra contro un terribile nemico. Ma armi e battaglie non lo distraggono dal doloroso ricordo della moglie perduta. Di lei gli rimane solo la piccola Biancaneve. Fino al giorno in cui, nella Foresta Tenebrosa, il re incontra una donna bellissima, capace di farlo innamorare di nuovo: la malvagia Ravenna. È la regina del Male, che con le sue arti di magia nera, assorbe dal cuore delle fanciulle l'eterna giovinezza, uccidendole. La prossima vittima è Biancaneve. Ma sotto il candore della pelle e l'ingenuità dello sguardo, la ragazza cela un animo guerriero. Ed Eric, il cacciatore destinato a sopprimerla, si troverà di fronte una donna coraggiosa, affascinante, e decisa a combattere... nonché una banda di nani ribelli che darebbero la vita per lei. La perfida Ravenna ha i giorni contati...

RECENSIONE:
Devo averlo già detto, ma lo ripeto ancora. L’idea di scrivere un libro tratto da un film non è malvagia di per sé, ma tutti gli esempi che mi è capitato di leggere sin’ora variano dall'irritante all'insignificante.
Questa operazione avrebbe senso se i libri servissero ad approfondire la trama del film, soprattutto per quanto riguarda “l’introspezione psicologica” dei personaggi e via dicendo, ma così…
Questo libro, come altri che ho già letto, è solo una trascrizione scena per scena del film. Didascalica, non aggiunge nulla alla storia e anzi risulta essere piatta e poco coinvolgente.
Non parliamo poi delle descrizioni paesaggistiche. Dopo aver visto un film dall'impatto grafico di “Bianacaneve e il Cacciatore”, non ha senso cercare di descrivere le ambientazioni, non c’è descrizione che riesca a compete con le immagini.
Quindi questo “Bianacaneve e il Cacciatore” (il libro) si lascia leggere, ma avremmo potuto benissimo farne a meno.
 
Il giudizio della recensione può essere riassunto nelle righe precedenti, ma se avete voglia di scendere nei dettagli, continuate la lettura.
Il film mi era abbastanza piaciuto. C’è da dire che le mie aspettative erano altissime e non sono state del tutto rispettate, ma la parte grafica era meravigliosa e spettacolare. La storia risultava molto compressa e poco approfondita, mentre era fin troppo strascicata in alcuni punti poco importanti. A mio dire avrebbero fatto meglio a concentrarsi un po’ di più sui combattimenti e meno su boschi incantati, cervi dorati, canzoni dei nani, ecc… ma tutto sommato era un film piuttosto piacevole. (Recensione completa QUI)
Con la versione cartacea speravo in un minimo di approfondimento psicologico. Tutto quello che nel film non era evidente ma solo intuibile, speravo di trovarlo nel libro.
Insomma, Biancaneve viene svegliata dal bacio del Cacciatore, perbacco!
Delle domande sorgono spontanee: Perché? Da dove viene tutto ciò? Come è successo?
Non fraintendetemi, piuttosto che quel buono-a-nulla del duca/principe, il cacciatore mi va benissimo, ma forse avrebbero dovuto spiegarla un po’ meglio. Forse è addirittura più comprensibile nella pellicola piuttosto che nel libro.
Nel romanzo avrebbero potuto sfruttare l’occasione per mostrarci (dato che i narratori sono alternativamente Biancaneve e Eric/cacciatore) come nasca il sentimento o presunto tale. Aggiungere qualche frase, qualche pensiero qui e là che ci facessero capire, o almeno che ci mettessero nella giusta direzione…
E invece Biancaneve è scialba come non mai (l’avevo apprezzata di più anche quando interpretata da Kristen Stewart, a confronto), mentre dal punto di vista del Cacciatore, qualcosa si intuisce, ma sembra più un “affezionarsi” piuttosto che un “innamorarsi”.
Lei invece si sveglia di punto in bianco, in tutti i sensi.
Che sarebbe successo ce lo aspettavamo, è il come che non abbiamo capito. Così come Biancaneve.

Altra grossa pecca rispetto al film (non credevo che avrei mai scritto una frase del genere) è l’assoluta mancanza di carisma della Regina. Sarà pure stata uno dei personaggi principali, ma non aveva nemmeno lontanamente l’influenza, l’imponenza scenica, l’autorità  e l’inquietante fascino di Charlize Theron. E questo è un fatto.
E tutta la questione della “prescelta” e del legame magico tra Bianceneve e la Regina? Nel libro è appena accennata, quasi non pervenuta (mentre nel film veniva ribadito ogni tre scene…)

Quindi lo stile semplice, le frasi brevi e gli avvenimenti in rapida successione, non hanno fatto che aumentare la mia sensazione di libro buttati lì, senza scopo preciso. Non mi ha convinta. Non bruttissimo, per carità, si lasciava leggere… ma anche dimenticare subito dopo.



Perdonatemi un’ultima parentesi sul film. Mi domando per quale motivo non abbiano diviso la storia in due film. Questo era uno di quei (pochi) casi in cui una suddivisione avrebbe avuto più senso: avrebbero potuto aggiungere un po’ di caratterizzazione ai personaggi, molte scene di combattimento visivamente davvero appaganti e sfruttare fino in fondo un cattivo di peso come la Regina Ravenna.
Adesso nel sequel cosa si inventeranno? Perché, a parte il cliffhanger sentimentale non hanno molto materiale su cui lavorare… vedremo.

Serena

martedì 5 febbraio 2013

Series Finale: Fringe


Sono presenti spoiler su 5a serie e Series Finale. Adeguatevi.


Ho il cuore che mi batte al solo ripensarci.

Nel corso della sua breve e travagliata vita, Fringe ha subito diverse trasformazioni che sono sempre riuscite a spiazzare e coinvolgere…. almeno me. Gli ascolti non mi hanno mai dato troppa ragione.
Proprio per questo lo show nel 2012 è stato rinnovato, ma con un’ultima stagione ridotta di soli 13 episodi.
Anche questa volta, però, J.J. AbramsAlex Kurtzman e Roberto Orci, hanno deciso di far subire alla serie l’ennesima evoluzione che l’ha portata ad essere qualcosa di molto diverso da ciò che era stata finora.
Ora ci troviamo in un futuro quasi distopico, in cui gli Osservatori hanno invaso e colonizzato il passato (dal 2015) dopo aver quasi distrutto la Terra del loro Tempo.
E se vi sembra macchinoso questo, non avete idea di quello che vi aspetta negli ultimi episodi.
Quindi calma, e affrontiamo questo nuova, ennesima, linea temporale.

Olivia, Peter e Walter sono rimasti intrappolati nell’Ambra per 21 anni e ora ne riemergono, liberati da un’ormai adulta Etta, con lo scopo di distruggere gli Osservatori. Ma le cose non sono mai così semplici.
Oltre a tutti gli ostacoli tecnici e attuativi della distruzione di questa razza apparentemente superiore sotto tutti i punti di vista, i protagonisti devono anche scontrarsi con i traumi, le crisi e i fantasmi del passato: perché, così come i loro corpi, l’Ambra ha preservato anche i loro problemi.
Inizia quindi la caccia al tesoro più assurda, peggio documentata (VHS? Sul serio?!) e importante della storia dell’umanità: il piano per annientare gli Osservatori.

Ci sono tanti elementi in quest’ultima stagione di Fringe che mi hanno fatto attorcigliare le budella nella certezza di un finale tragico. Tanti punti in cui l’unico pensiero che gironzolava nella mia testa era: "...questo non può finire bene".
Per fortuna nella maggior parte dei casi si trattava di falsi allarmi, ma nel corso di questa stagione non sono riuscita a mantenere la lucidità necessaria per centellinare la preoccupazione.
Vogliamo parlare del “Bullet that saved the world” e della tragica e inspiegabile fine di Etta?
O dall’inquietante sguardo fisso del Peter-quasi–Osservatore? (che ringrazio abbiano levato di mezzo dopo un paio di episodi.. e lo so che tutti temevate la versione calva di Peter)
Per non parlare della tristezza e della tenerezza di Walter sotto acidi, terrorizzato e tormentato dal suo vecchio Io.
Qui ci sta una parentesi sacrosanta. Straordinario John Noble e straordinaria la bipolarità di Walter. Con uno sguardo, i suo lineamenti diventavano come d’acciaio, lui si trasforma in un’altra persona, la versione meno nobile di sé. Per tutti coloro che sentivano la mancanza di Walternativo.

Impossibile ignorare il meraviglioso parallelismo a specchio che ci richiama di tanto in tanto alle serie precedenti: una frase, un elemento accennato o intravisto qui e là negli episodi, giusto per ricordarci l’epica grandezza di Fringe. E quindi vediamo tornare alcuni degli esperimenti più strani e meravigliosi di Walter (porcospini umani volanti!!!) insieme alle gag che ci fanno morire di tenerezza per Walter, ma anche momenti profondi e toccanti che, come nella migliore tradizione Fringe, esplorano i legami e i rapporti più profondi e importanti: l’affetto, l’amore, l’appartenenza.
Ecco cos’è Fringe per me: fantascienza e profondità. Sembra quasi un ossimoro, ma loro lo hanno reso possibile.

Nell’ultimo episodio tutti i nodi vengono al pettine. Dopo aver finalmente svelato il piano misterioso (o più che altro, dimenticato) e aver raccolto tutti i pezzi mancanti del puzzle, rimangono solo da risolvere gli ultimi problemi tecnici (e qui: grazie Astrid, se non ci fossi tu…) e da superare gli ultimi scogli emotivi.
Dal Pilot a "An Enemy of Fate", torniamo sempre allo stesso punto: un padre e un figlio. Questa volta non Walter e Peter (che poi, non è vero: saranno sempre Walter e Peter), ma Donald e Michael.
Non ho altro da aggiungere: mi risulta impossibile spiegare esaustivamente tutti i meravigliosi richiami e le degne e perfette conclusioni alle questioni che ci hanno straziati (nel senso buono) nelle ultime cinque stagioni. Posso solo dire che finalmente tutti trovano il proprio posto e il proprio equilibrio, come è giusto che sia.

E ora spoiler sul Series Finale.

I didn’t see that coming. Lo so che molti penseranno che lo scambio tra Settembre/Donald e Walter fosse destinato al fallimento sin dall’inizio, ma io ci avevo sperato. È questo il brutto quando investi emotivamente così tanto in una serie, volente o nolente, una parte di te abbocca a tutto: amo, lenza e pescatore. Ci hanno illuso nell’ultimo episodio, per poi prenderci emotivamente a ceffoni negli ultimi minuti. Perché non era già abbastanza straziante di per sé.
Al labiale di Peter “I love you Daddy” io stavo già piangendo come una dannata fontana da dieci minuti.

Si conclude in maniera degna e quasi perfetta questa ultima stagione del mai troppo compianto ed amato Fringe. Una serie che ci ha regalato le performance di attori incredibili, storie divertenti e intriganti e riflessioni profonde sull’amore e sull'appartenenza.
Una serie da guardare e riguardare con occhi sempre nuovi.

Serena

domenica 3 febbraio 2013

Fiabe&Cinema: Il Cacciatore di Giganti

Buongiorno a tutti e ben ritrovati con l’incantevole rubrica Fiabe&Cinema.


Come avrete notato, è un po’ che F&C non vi delizia con la sua presenza, e questo non tanto per mancanza di notizie quanto per mancanza di tempo. Chiedo venia, ma non ci posso fare nulla.
Quello che posso fare, invece, è smetterla con le frasi introduttive e venire al dunque: il film di cui parleremo oggi è "Il cacciatore di giganti" (in originale "Jack the Giant Slayer").


(Devo dire che avrebbero potuto fare di meglio...)

La pellicola è chiaramente tratta (non so quanto liberamente) dalla fiaba di “Jack e il fagiolo magico”.
Stavolta devo proprio ammettere la mia ignoranza: non ho molto chiara la storia originale. So che dovrebbe cominciare con un povero ragazzino che al mercato vende la sua mucca in cambio di alcuni fagioli, e che da questi fagioli cresce una pianta magica che porta sulle nuvole… ma non so cosa succeda nel mezzo della storia, come vada a finire, e francamente non sono molto sicura nemmeno di quello che ricordo dell’inizio.
Qualcuno potrà pensare che sia vergognoso che io non mi sia ancora attivata per trovare una qualsiasi versione da leggere tramite le infinite risorse di internet ma: ehi! Quante volte devo ripetervi che non ho tempo? Mi spiace tanto, ma questo è tutto quello che sono riuscita a mettere insieme nel limitato tempo a mia disposizione.
(Vecchio post e trama QUI)



Il trailer… che dire del trailer? Mi pare piuttosto lontano da tutto quello che ricordavo della fiaba classica, ma in fin dei conti non mi ricordavo un granché, quindi non sono una risorsa affidabile.
Ho notato però che il protagonista maschile, il buon Jack, è interpretato da quel prezzemolino di Nicholas Hoult... non è lo stesso attore che interpreta R in "Warm Bodies"? (del quale non ho ancora parlato, ma rimedierò presto).
Il resto del cast è composto da: Eleanor TomlinsonStanley Tucci, Bill Nighy, Ewan McGregor e Ian McShane. 
L'uscita nelle sale italiane è prevista per il 28 marzo 2013, anche in 3D.
Da quello che ho letto, tra l'altro, si sono applicati in maniera quasi maniacale, con grande utilizzo di mezzi ed effetti speciali per fare sì che il tutto risultasse grandioso ma credibile (insomma, avete capito cosa intendo).

Insomma, ora tocca a voi. Cosa ne pensate? Quanto vi ispira il progetto in una scala da 1 a 10?
Sbizzarritevi e fatemi sapere la vostra.

A presto,
Serena