lunedì 29 aprile 2013

Amore e Psiche, la favola dell'Anima


Buongiorno a tutti,
quest'oggi salta il consueto appuntamento con la rubrica TV, a favore di qualcosa di leggermente più culturale... Questo weekend infatti sono andata a vedere una mostra a Palazzo Barolo (Torino) intitolata: 
"Amore e Psiche, la favola dell'Anima".

Il percorso della mostra comprende numerosi quadri e sculture, provenienti da diverse epoche storiche (c'è anche qualcosa di contemporaneo), che in qualche modo richiamano i grandi temi al centro della favola: la bellezza, la curiosità, l'amore... Tutte le sale sono dotate di pannelli che riportano sia la favola di Apuleio che le spiegazioni e gli approfondimenti riguardanti le varie sezioni e il significato delle singole opere.
I "pezzi forti" della mostra sono le sculture di gesso raffiguranti Amore e Psiche abbracciati con un farfalla in mano, che Canova utilizzava come base e prova per la scultura in marmo "Amore e Psiche, stanti".
Prima che qualcuno lo chieda: No, non c'è la più celebre statua di Canova (questa per intenderci) perché quella ovviamente si trova come sempre al Louvre.
Nonostante questo, consiglio a tutti gli appassionati di questa bella favola classica di andare a visitare la mostra: è davvero un approfondimento interessante.

Qui sotto lascio il link ad un volantino informativo e al sito di Palazzo Barolo con tutti i contatti dell'evento (che rimarrà in esposizione fino al 16 giugno 2013)



E già che ci sono vi ricordo che, nel mio piccolo, ho già parlato del racconto di Apuleio in questo post.

Besos!
Serena

sabato 27 aprile 2013

Teaser trailer italiano: "Thor - The Dark World"

Sempre per la serie "post che interessano solo alla sottoscritta" (meglio noti come Cinema&Comics), oggi vi propongo il teaser trailer nuovo di pacca del secondo film su Thor:


Anche questa volta ritroviamo Chris Hemsworth (Thor), Natalie Portman (Jane Foster), Tom Hiddlestone (Loki), Jaimie Alexander (Lady Sif)...same old, same old
Uniche novità (per quanto ci è dato da vedere per ora) l'ambientazione Asgardiana (e vai di green-screen come piovesse) e un nuovo cattivo, perché Loki francamente aveva già fatto la sua parte negli ultimi due film. 
Godetevi il Trailer:



A presto!
Serena

P.S.: non crediate di salvarvi. Ieri sera sono andata a vedere Iron Man 3 e a breve posterò la recensione ;-D

mercoledì 24 aprile 2013

Finalmente miei!!!

Oh boy.... Finalmente sono arrivati ^^
Ora, in questo momento, tengo tra le mani i biglietti per il concerto dei Muse del prossimo 29 giugno.
In realtà li ho comprati da un po', ma mi sono stati consegnati solo ora, ed averli in proprio possesso è tutta un'altra cosa.
So happy... ^^


lunedì 22 aprile 2013

Season Finale 2013 - The Carrie Diaries

Dopo molto tempo, o miei cari lettori, credo sia giunto il momento di dedicarmi di nuovo un po’ a voi e al blog. Quindi bando alle giustificazioni (Non ho tempo! Università! Lavoro! Weh…!) e via con la nuova tele-recensione.


Oggi arriva il primo Season Finale di quest’anno televisivo (un po’ precox a dire il vero), mentre le altre colleghe serie languono nelle pause pre-finale e preparano le chiusure col botto.
Ad aprire la strada (almeno per me) quest’anno è stato “The Carrie Diaries”, conclusosi lo scorso 8 aprile senza nessuna pausa pro-suspance, senza la certezza di rinnovo, e senza il botto, a dirla tutta.

Posso riassumere il mio precedente giudizio sui primi episodi della serie (qui il post intero) con un: “Carino, ma si può migliorare”.
Nonostante l’appartenenza alle scuderie CW, “The Carrie Diaries” aveva la possibilità (e il dovere morale) di distinguersi dal becero teen-drama qualunque, per elevarsi a qualcosa di più.
Perché Anna Sophia Robb è davvero deliziosa e ha carattere.
Perché in fin dei conti le basi piazzate avevano un ché di promettente.
Perché potete ripetermelo anche tutto il giorno che “il telefilm non nasce come prequel di Sex and the City, ma come adattamento di un libro della Bushnell. “, ma tanto è sempre lì che dovrete andare a confrontarvi.

E lo hanno dunque fatto?
Mah, insomma …
Ci sono stati alcuni momenti in cui la serie ha davvero cominciato ad avvicinarsi al suo potenziale: tutti i momenti festaioli nella City, le storyline Larissa-centirche, Interview Magazine, Bennet…
Ma anche tantissimi casi in cui i miei commenti più frequenti sono stati “Anche questo?” e “Ma anche basta”.
Quindi dichiaro un “Eccheppalle” convinto per:
-          Dorrit che fa la teenager-arrabbiata-ribelle-incompresa (che è poi la teenager media, solo con più ombretto) non-stop fino agli ultimi 4 minuti dell’episodio, quando sembra che stia costruendo un rapporto con Carrie, per poi ricominciare daccapo la puntata successiva.
-          Le sotto-storyline per nulla interessanti che devono fare da riempitivo per non parlare tutto il tempo di Carrie, ma che abbassano il livello a teen-darma toute la vie (Mouse e Maggie: siete due piaghe). Ok che non si può inserire Carrie in ogni inquadratura ma, sceneggiatori, mettetevi un po’ d’impegno!
-          I tira e molla con Sebastian.
Ragazzi, non avete fatto un tubaccio, tranne guardarvi nel corridoio di scuola, per più di metà serie, e poi nel giro di 1 episodio e 5 minuti siete riusciti a prendervi e lasciarvi 3 volte?! Può una coppia nausearmi nel giro di 47 minuti? Missione compiuta: non voglio vederli insieme mai più.

Mi hanno fatto sorridere i riferimenti alla futura Carrie in the City (i Cosmopolitan, le Manolo Blahnik, il forno come ripostiglio, …) ma come interpretarli? Ammiccamenti ben piazzati o colossale ingenuità per una serie che rifugge i confronti? 

Forse sarà l’effetto “maratona” (mi sono vista quasi tutti gli episodi uno in fila all’altro) ma mi pare che sia successo tutto insieme alla fine, senza nemmeno un gran senso logico.
L’ultimo episodio in particolare si chiude con l’ennesima inutile storyline di Mouse, un’epica minchiata di Sebastian e Maggie, Walt che accetta la propria omosessualità e Carrie che si trasferisce in città per l’estate.
Punto.

Quindi il mio giudizio è sempre quello: carino, spero di rivedere Anna Sophia Robb e il suo splendido sorriso alla prossima stagione, ma a questo punto è obbligatorio alzare un po’ il tiro.
Rinnovo permettendo, ovvio.

A presto,
Serena

giovedì 18 aprile 2013

Libri&Cinema: In arrivo "La Ragazza di Fuoco"

Buondì a tutti!
Mi scuso per la prolungata assenza, ma il lavoro e l'università chiamano e io non posso fare finta di non sentire.
Detto ciò, mi sono presa due minuti perché DOVEVO per forza pubblicare questo:

IL PRIMO TRAILER DI "The Hunger Games: La Ragazza di Fuoco"

Godetevelo:


A giudicare dalle prime immagini pare un'ottimo lavoro, come il primo d'altronde...
Ma aspetto ancora prima di perdere la testa, anche perché La Ragazza di Fuoco mi aveva lasciata tiepidina nei suoi confronti... Questo film riuscirà a farmi cambiare idea, o forse risentirà del mio giudizio negativo?
Lo scoprirò solo andando al cinema.

La data d'uscita sia negli States che in Italia è prevista intorno a novembre 2013 (possibile?? Così presto??), 
ma tutto può ancora cambiare.
Allora, che ne pensate??

Serena

giovedì 11 aprile 2013

Liebster Award

Buongiorno a tutti, 
faccio una breve incursione fuori-programma per dei doverosi ringraziamenti. 
Nei giorni (ormai settimane) scorsi mi è stato conferito il Liebster Award dalle gentilissime 


Ovviamente sono incredibilmente riconoscente per la considerazione che mi hanno riservato queste due gioie di blogger, ma mi vedo costretta a non rispettare le richieste del premio.
Ho letto con curiosità e con piacere i post di Clary e Vanessa, e ad alcune domande mi sarebbe effettivamente piaciuto rispondere, ma non ne ho assolutamente il tempo.
Non per battere sempre sullo stesso chiodo, ma passo 5 giorni alla settimana all'università, uno e mezzo a lavoro...e poi la settimana si conclude e la mia lista di cose 'da fare' si allunga sempre di più.
Tra l'altro le richieste di questo premio sono piuttosto lunghe...rispondere a 11 domande, scrivere 11 indiscrezioni su se stessi, premiare 11 blog, formulare altre 11 domante per i premiati... Una robetta impegnativa (soprattutto se fatta bene, come la vorrei fare io).
Quindi mi scuso di nuovo e ringrazio ancora e ancora Clary e Vanessa, ma stavolta mi fermo qui.

Un bacio enorme a tutti !!
Serena

martedì 9 aprile 2013

Series Finale: Gossip Girl

Questo post è stato scritto un bel po’ di tempo fa, subito dopo il Series Finale (dicembre 2012), ma ho deciso di pubblicarlo solo (ben) dopo l’uscita dell’ultimo episodio in italiano per non rovinare la sorpresa a nessuna (anche se non sono certo io ad obbligarvi a leggere gli spoiler) e permettervi di metabolizzare camionata di guano notizie che ci sono piovute addosso negli ultimi 42 minuti.
Comunque, lo ribadisco:
SPOILER
   

C’era una volta Gossip Girl: un telefilm trasgressivo, sexy e che creava dipendenza… L’ingenuo spettatore non vedeva l’ora di scoprire quale nuova meschinità avrebbero commesso i rampolli più amati della tv e quale altro intrigo sarebbe venuto alla luce nello sfavillante mondo dell’Upper East Side.
Poi, un giorno (diciamo intorno alla terza stagione), GG ha cominciato a subire una strana mutazione che, dapprima subdolamente e senza che ce ne accorgessimo, l’ha trasformato in un polpettone di eventi a casaccio (implicanti possibilmente del sesso con partner inappropriati) che tutti noi continuavamo a seguire per … Blair e Chuck. Che non sono nemmeno i protagonisti designati della serie, ma tutti volevamo sapere quante altre pugnalate alle spalle e rocambolesche riappacificazioni avrebbero coinvolto la nostra coppia preferita. Perché in fin dei conti erano gli unici che continuavano a tener vivo l’antico splendore degli albori della serie.
C’era anche qualcuno che, armato di fidato pallottoliere, si dilettava a contare i partner usa e getta che si avvicendavano tra ‘le grazie’ di Serena.
Nel frattempo tutti i personaggi hanno subito un percorso evolutivo/involutivo (esempio lampante: Jenny. Ok l’adolescenza, ma Taylor Momsen l’ha presa proprio brutta…), le dinamiche sono diventate ripetitive e tendenzialmente fastidiose, e i personaggi si sono rifugiati in un cantuccio tipizzato in cui ricoprivano lo stesso ruolo ancora e ancora.

La nostra protagonista: Serena. Era tornata nell’Upper East Side declamando a gran voce di essere cambiata, e come dimostrarlo se non andando a letto con chiunque e chicchessia? Certo non si può dire che non sia un personaggio profondamente democratico: i suoi amanti hanno spaziato in tutti i range di età, ceto, nazionalità e occupazione. Quando poi non c’erano meteorici amanti a disposizione (artisti, candidati, truffatori, professori, ex-galeotti, …), tornava all’amletico palleggio tra il disgraziatissimo Dan e l’inutile Nate.
Dan, designato protagonista maschile sprovvisto di spina dorsale. 
Ai bei tempi delle prima serie non ero così insofferente nei suoi confronti (nonostante il moralismo da quattro soldi che dispensava a piene mani ogni volta che Serena&Co ne combinavano una), ma dopo ha davvero perso ogni bussola di logica e coerenza. E come non parlare della sua naturale tappetinaggine nei confronti di Serena? Quando si dice non avere dignità.
E non dimentichiamoci di Nate, che può essere considerato una versione maschile di Serena, solo più inutile e smidollato. Uno di quei personaggi che, anche a posteriori, potremmo eliminare dalla trama, e nessuno se ne accorgerebbe.
Ogni tanto un po’ di gioia ci veniva dispensata da qualche antagonista con gli attributi (Georgina, zio Jack e, per un flebile periodo, Juliet) e dai tira e molla dei nostri beneamati Chair.
Vogliamo davvero aprire la parentesi Chair? Ma sì che vogliamo.
Ancora adesso ricordo con nostalgia la mitica scena della limo di Chuck (Episodio 1x07), che ha dato origine a tutto il resto. Dopo sono seguite dichiarazioni d’amore, fughe, tradimenti, sparatorie, sabotaggi, altri tradimenti, focose riappacificazioni, altri tradimenti ancora, meaningless sex, e non-poi-tanto-meaningless sex, e altro ancora… tra cui diverse capatine di Blair nell’alta società dal sangue blu, che l’hanno portata al matrimonio più breve della storia (sul serio, è fuggita prima del taglio della torta) e ad una disgraziatissima relazione ai limiti del contro-natura con Dan, che ancora ricordiamo con terrore e incredulità. Anche per gli standard di Gossip Girl.
Non sto nemmeno a dilungarmi sulla noia esistenziale che mi procuravano il personaggio di Vanessa, il principe monegasco, quel poveraccio del fratellino di Serena… Uff.

Ma ora concentriamoci sul finale.
Dopo nove episodi di nulla assoluto, ecco che arriviamo al quesito critico di tutta la serie: who am I? That’s one secret I’ll never tell.
Che poi, più o meno. Dopo essere usciti dalle superiori, la gente ha cominciato a infischiarsene beatamente di chi fosse Gossip Girl e il suo ruolo è stato relegato a semplice Radio Serva/ Sputtanatrice… senza contare che in questa stagione il suo trono è quasi quasi stato preso da quel cialtrone di Dan Humphrey e dal suo Inside 2.
Noi tutti ci immaginavamo che nella sesta serie si sarebbero concentrati sulla ricerca della famigerata blogger, invece quell’inetto di Nate molla subito le braghe alla 6x01 e, tra vendettucce personali, misteri equestri, complotti, stomachevoli relazioni di Ivy e resurrezioni (ribadisco: stramaledette resurrezioni. Perché a quanto pare Bart Bass ha passato gli ultimi quattro anni rapito da uno sceicco con Tylor di Beautiful per poi saltar fuori dal nulla alla fine della scorsa stagione), le febbrili indagini sono state riprese e portate avanti per la bellezza di dieci minuti dell’ultimo episodio da Nate e Sage (la fiamma di turno).
Però bisogna notare che, almeno in questo episodio, ci provano. Ci provano davvero a interessarci e a depistarci con qualche frase buttata qua e là, ma, inevitabilmente, la mazzata deve arrivare. Gossip Girl è…



Dan.
Dan?
Cioè Dan??
No, no, no, qui c’è qualcosa di profondamente sbagliato. La questione dell’outcast che si auto-invita nell’Upper East Side a suon di gossip ci può anche stare (anzi, forse risulta anche un po' banale...). Ma non se quell’outsider è Dan Humphrey.
Perché: o negli ultimi sei anni sono stata in coma e in realtà mi sono solo sognata tutti gli episodi di Gossip Girl, oppure gli sceneggiatori hanno lasciato una scimmia ammaestrata a scrivere i copioni e sono andati in vacanza. Una scimmia che non aveva nemmeno visto le puntate precedenti, per giunta.
Perché non ha senso. Io me lo ricordo benissimo quanto fosse patetico Dan quando cercava di architettare quei diabolici piani di vendetta da ottenne, che terminavano inevitabilmente in un fallimento con sputtanamento a seguito. Quanto fosse inutile e impotente alla mercé di Blair, Georgina, Chicchessia… 
Non potete improvvisamente dirmi che è Dio
Non è coerente. 
Nemmeno alla luce della sua grottesca bedass-aggine delle ultime puntate.

Non mi sono ancora dedicata alla ‘revisione totale’, ma ho idea che non sia nemmeno fisicamente possibile che sia lui. Quante volte ha ricevuto i messaggi da Gossip Girl mentre era in una sala gremita di testimoni? Come me lo spiegate? Dono dell’ubiquità? Poteri psichici? Ma soprattutto, voi ve lo immaginate quel tonto che maneggia tutto quel potere seminando il terrore tra i più privi di scrupoli? Seh, va beh…
Ma non è tutto. Per cercare di fare contenti tutti, in soli 42 minuti ci hanno infilato tutto il possibile.

-          Il matrimonio di Blair e Chuck. No, forse questo è il punto meno critico. In fin dei conti, anche se qualche fan potrebbe trovarlo insoddisfacente, ho pensato che le circostanze (per quanto infelici) fossero molto adatte ai due personaggi. Però l’hanno sempre liquidato in qualche minuto, ma va beh.
-          Archiviato come incidente. Chiedo scusa, come? Non conosco i dettagli della legge americana, ma sono abbastanza si cura che non funzioni così. Si archivia un caso come ‘incidente’ senza nemmeno uno straccio di indagine? Ma tutte quelle squadre di C.S.I. che infestano gli Stati Uniti, esattamente, che cavolo ci stanno a fare? Espediente alla “liquidiamo tutto in fretta e furia che sta finendo il tempo”.
-          Il matrimonio di Dan e Serena. Mah. L’incoerenza tra quei due regna sovrana ormai da molto tempo.
Dan è passato nel giro di 10 episodi dal giurare amore e eterno a Blair, all’abbindolare Serena per i propri comodi, al dichiarare di aver sempre e solo amato lei.
Serena, che fino a qualche puntata fa stava per sposare un altro, accetta senza un battito di ciglia le ripetute e clamorose prese per il culo e tutta la questione di Gossip Girl. Ribadisco: Mah.
Detto sinceramente, il loro matrimonio non era nella lista della cose che mi premeva vedere e sapere in quest’ultimo episodio. Ma per i fan questo ed altro.
-          You may be rid of an Dan Humphrey, but you’ll never be rid of me.
Ok, lo ammetto, a quel punto io ero già con la testa accasciata sulla scrivania in preda allo sconforto, quindi non sono riuscita a deprimermi ulteriormente per il finale semi-aperto.

In tutto questo non ho ancora non ho capito quale fosse l’utilità di Ivy o come capperi si sia risolta la questione, ma: ehi! Questo GG!

Tirando le somme, che dire? Non posso propriamente dirmi ‘delusa’ perché era ormai molto tempo che non riponevo più nessun investimento emotivo sulla serie, ma un po’ ci sono rimasta male per il raffazzonamento dell’identità di Gossip girl. Il resto, più o meno, lo posso accettare senza troppe storie, che tanto GG ci ha abituati a molto di peggio.
Penso che prossimamente passerò il mio tempo a pescare puntate a caso delle varie stagioni per vedere quante volte appare evidente che Dan Humphrey non può essere la famigerata blogger. Perché? Perché mi piace avere ragione.

A presto!
Serena

P.S.: forse non l’ho accennato all’inizio (o forse si), ma io ho smesso di seguire puntualmente GG a partire dalla 3° serie, quindi potrebbe essermi sfuggito qualche tassello fondamentale che rende improvvisamente chiarissimo il finale… In tal caso: fan di GG di tutto il mondo, smentitemi. Non attendo altro che i vostri commenti e le vostre impressioni. ;D

domenica 7 aprile 2013

Sezione biblioteca (34)


Dopo una vita, finalmente sono tornata a frequentare la biblioteca. Cominciavano a preoccuparsi.
Per il libro di oggi devo ringraziare Silvia per averlo segnalato nel suo blog  ...il piacere della lettura.
Grazie per il suggerimento! ;D



"Quattro giorni per liberarmi di Jack"

di Lauren McLaughlin


Mentre il secondo libro é:


"Il diario di una tata"
di Emma McLaughlin e Nicola Kraus

E voi cosa state leggendo?
Serena

venerdì 5 aprile 2013

Web Series: "The Lizzie Bennet Diaries"

Buongiorno a tutti,
oggi ci addentreremo ulteriormente nel meraviglioso mondo del "Con buona pace di Jane Austen".
Questa volta non ho intenzione di parlarvi di libri, film o telefilm, ma piuttosto di una Web-Series che ho scoperto grazie al blog Un te con Jane Austen.
A dire il vero è un campo ancora ignoto per me, infatti questa è la prima che guardo... Ma vi assicuro che ne vale la pena.


La serie in questione è "The Lizzie Bennet Diaries" che, come intuibile dal titolo, riprende le vicende del nostro amato "Orgoglio e Pregiudizio" trasponendole in chiave moderna.
Ora, questo tipo di idea non è esattamente una novità, infatti abbiamo tutte(i) già letto/visto un sacco di rivisitazioni più o meno stravolte e rimodernate... ma permettetemi di insistere: questa serie è davvero ben fatta, curata, ben recitata, intelligente e divertente. Nonché molto fedele alla trama originale.
Ora Lizzie è una studentessa di "Scienze della Comunicazione" che aspetta di finire l'università per lasciare la casa dei genitori e inaugura un video-blog sulle sue 'disavventure'; mentre le 5 sorelle Bennet si sono per questa occasione ridotte a 3 (Lizzie, Jane e Lydia... 5 sarebbero state un po' difficili da gestire...). 
Per quanto riguarda le controparti maschili, abbiamo un Bing Lee (...eh già) giovane, ricco ed appetibile studente di medicina e un Darcy C.E.O. di una grande azienda multimediale (Pemberley Digital !).
A partire dal 'taglio' delle sorelle, c'è anche qualche altra modifica di alcuni dettagli ed una crescente importanza del personaggio di Charlotte, tuttavia risulta tutto molto naturale e piacevole da vedere.

Avvertenza: il video sono tutti in inglese (la serie è americana), ma la maggior parte è anche sottotitolata (basta armeggiare con la barra dei tools dei video..). Nonostante la traduzione non sia perfetta, o presente in tutti i video, vi consiglio lo stesso di provare a cimentarvi... vedrete che alla fine non sarà così difficile!

Qui di seguito un video di presentazione della serie con intervista agli attori, realizzato da TheStylish:




... e il primo video:


La pubblicazione dei video ha avuto inizio la scorsa primavera e si è conclusa giusto la settimana scorsa con il 100° episodio. 
Se vi interessa e volete seguirlo dall'inizio (caldamente consigliato), qui sotto metto il link al canale su YouTube e alla pagina ufficiale. 


Sito ufficiale: www.lizziebennet.com

Da quel che ho capito, i produttori della serie stanno già lavorando ad un nuovo progetto (ovviamente sempre Jane Austen related) e la partenza è prevista intorno al prossimo luglio. Ma fino ad allora...
Buona visione!
Serena

mercoledì 3 aprile 2013

Recensione: "Warm Bodies" di Isaac Marion


A grande richiesta, ecco la recensione di “Warm Bodies”.

TITOLO: Warm Bodies
AUTORE: Isaac Marion
EDITORE: Fazi (collana Lain)
PREZZO: € 14.50

TRAMA:
R è uno zombie in piena crisi esistenziale. Cammina per un'America distrutta dalla guerra, segnata dal caos e dalla fame dissennata dei morti viventi. R, però, è ancora capace di desiderare, non gli bastano solo cervelli da mangiare e sangue da bere. Non ha ricordi né identità, non gli batte più il cuore e non sente il sapore dei cibi, la sua capacità di comunicare col mondo è ridotta a poche, stentate sillabe, eppure dentro di lui sopravvive un intero universo di emozioni. Un universo pieno di meraviglia e nostalgia. Un giorno, dopo aver divorato il cervello di un ragazzo, R compie una scelta inaspettata: intreccia una strana ma dolce relazione con la ragazza della sua vittima, Julie. Un evento mai accaduto prima, che sovverte le regole e va contro ogni logica. Vuole respirare, vuole vivere di nuovo, e Julie vuole aiutarlo. Il loro mondo però, grigio e in decomposizione, non cambierà senza prima uno scontro durissimo con...

RECENSIONE:

Questo romanzo fa parte della mia To-Read-List da diverso tempo, soprattutto date le ottime recensioni lette in giro per blog,  ma ammetto anche in questo caso è stata la produzione di un film tratto che ha dato la spinta propulsiva alla mia iniziativa.
Il protagonista e narratore della storia è lo zombie R. Immemore del proprio passato e del proprio nome, R vive in un aeroporto abbandonato, in un futuro post apocalittico in cui i pochi umani rimasti vivono rintanati in città fortezza.
Come intuibile dal fatto che è la voce narrante della vicenda, capiamo subito che R è molto più di un semplice zombie: ha pensieri articolati e sentimenti profondi che non riesce ad esprimere. Un po’ (diciamo molto) per limitazioni fisiche, ma anche per l’assenza di un interlocutore in grado di comprenderlo.
Tutto cambia quando durante una ‘battuta di caccia’ R incontra Julie e suoi giovani compagni. Preso dalla fame R uccide tutti, ma qualcosa lo spinge a salvare Julie e a portarla con se per nasconderla nel suo rifugio. Tra le vittime di R c’è anche il ragazzo di Julie, Perry, che impariamo a conoscere tramite i pensieri di R: infatti, quando lo zombie mangia i brandelli del suo cervello, la sua mente viene invasa dai ricordi della vita di Perry, compresi quelli legati alla sua relazione con Julie.

A questo punto abbiamo già a disposizione quasi tutti gli ‘strani elementi’ che vorrei analizzare del libro.
Il protagonista, oltre ad essere uno zombie, è un personaggio tenero, protettivo e dolce mente a confronto Julie (soprattutto all’inizio) appare sempre rude, scostante e determinata. Per carità, tutto lecito dal momento che sei stata rapita da uno zombie, ma questo atteggiamento ci fa pian piano capire che Julie è in realtà una ragazza ‘danneggiata’, con una triste storia famigliare alle spalle e una vita difficile.
Insomma, ci voleva una protagonista un po’ tosta per bilanciare la 'carineria' di R (ma anche un po’ meno sgradevole, l’avrei apprezzata). 
Anche le sue prime reazioni nei confronti di R sono tutto sommato logiche: se uno zombie mi dovesse mai rapire, prima cercherei di accoltellarlo e scappare, poi forse, potrei notare quanto è carino, premuroso, amorevole, ecc ecc…
La colonna portante di tutto il romanzo è chiaramente la classica storia d’amore, dove però i ruoli sono ribaltati e la disperazione tocca tutto al “ragazzo”. Questa predominanza della linea romantica non è esattamente una notizia scioccante, è una caratteristica del 100% degli ya in circolazione, ma la cosa particolare è appunto che il protagonista è uno zombie. Uno zombie, dico.
Ora, ok che ormai siamo famigliari con vampiri, licantropi, fate e sirene innamorate, ma lo zombie proprio mi spiazza. Insomma, l’essere che per definizione è più priva di sentimenti, pensieri ed autocontrollo, viene trasformata in una creatura profonda anche se imprigionata in un corpo morto. Questo elemento devo ammettere che ha contribuito a farmi leggere il tutto sotto una luce molto più positiva e ‘nuova’ di quanto non avrei creduto (dopo i sette milioni di ya già fagocitati).

E ora lo Spoiler (saltate all’ultimo paragrafo per le conclusioni finali spoiler-free)

Con il procedere della storia assistiamo a tutta una serie di avvenimenti più o meno improbabili che servono a fare avvicinare R e Julie, ma infilati nel tessuto della trama, abbiamo la persistente presenza di Perry.
Vi ricordate di Perry? Il ragazzo sbranato da R all’inizio della recensione?
Come già detto, quanto R ne mangia il cervello, riesce a rivivere i suoi ricordi in maniera nitida e intensa, ma la cosa (che è ben strana, ma posso ancora accettarla) non finisce qui. Anche dopo che R finisce il cervello (non credevo che avrei mai scritto una frase del genere), Perry rimane; è come se si aggrappasse alla mente di R e tornasse con insistenza a farsi sentire con altri ricordi, e poi con interi pensieri, conversazioni e allucinazioni, che ancora adesso non si capisce bene da dove provengano.
Se prima i capitoli di descrizione dei suoi ricordi sono separati del resto cella narrazione in paragrafi a parte, con il procedere della storia Perry  compare sempre più insistentemente ma in maniere più confusa, nella mente di R. Si arriva a non distinguere più chiaramente se determinate frasi sono da attribuire a R o a Perry.
Questo è il primo elemento che ha spinto il mio raziocinio a ribellarsi con un poderoso “WTF?!”.
Se devo essere sincera non sentivo la necessità dei pensieri deprimenti di un emo post apocalittico, con spiccate tendenze suicide. O meglio, lo accetto, ma senza tirarla troppo per le lunghe. E invece ecco che abbiamo allucinazioni e criptiche conversazioni con un tale che dovrebbe essere morto da un paio di settimane. Mah. Credo che ci fosse uno scopo se Isaac Marion ha insistito così tanto sulla presenza di Perry nella mente di R, ma ad essere sincera io non ho colto e ne avrei fatto anche volentieri a meno.
Ma torniamo al fattore zombie.
Lo stesso elemento di particolarità che ho lodato sopra, rientra però a pieno titolo anche nella categoria “Come prego??” e apre il fianco a tutta una serie di critiche da parte del lettore smaliziato.
Innanzi tutto non mi quadra la questione della Società degli zombie. Capisco che possano aggregarsi in un luogo comune, cacciare insieme, tentare di comunicare, formare un ordine gerarchico capeggiato dagli Ossuti… ma tutte le sovrastrutture di Chiesa-matrimonio-adozione?? Non è tutto un po’ troppo complicato? Nonostante abbia letto il libro in maniera rapida e coinvolta, c’era sempre una parte del mio cervello che, come prima, tentava di farsi strada sgomitano nella mia testa. Soprattutto nell’ultimo capitolo.
Leggendo delle varie vicende di R, appare molto evidente (e talvolta espresso esplicitamente) come R stia “cambiando”, stia diventando più umano, più vivo, grazie all’influsso di Julie e dei propri sentimenti, tuttavia, per quanto romantico questo possa essere, continuo a trovarlo obiettivamente strano.
Sei uno zombie. Morto per definizione. E no, non venite a citarmi i vampiri, che quelli sono un’altra roba.
Insomma, la prevedibilità e la piacevolezza dello svolgimento non diminuiscono il mio sconcerto obiettivo nel constatare che alla fine del libro, quando R e Julie si baciano, R torna vivo.
Come prego?
Cioè, io lo accetto perché è dolce, romantico e amo i lieto fine, però continuo a trovarlo strano.
Ancor di più se letto nell’ottica del finale complessivo.
Cosa succede durante la grande battaglia Umani-Zombie-Ossuti? Perché gli Ossuti, sebbene più forti e
numerosi, si ritirano? E perché improvvisamente iniziano a cambiare anche loro, e a diventare ancora più forti, cattivi e intelligenti?
State cercando di dirmi che l’evoluzione degli zombie (sì, perché a questo punto  ce ne sono diversi in via di “resurrezione”) ha provocato un’evoluzione/reazione anche negli Ossuti?
Come? Perché? Come è possibile?

A conti fatti però il libro mi è piaciuto. L’ho detto, è originale a suo modo, e se si riesce ad appellarsi alla sospensione di incredulità, si riesce anche ad apprezzarlo grandemente.
Ma non è certo un capolavoro, ben intesi.


A presto!
Serena

lunedì 1 aprile 2013

Cancellati senza speranza #2

Bentornati al secondo appuntamento con questa rubrica-nella-rubrica dedicata alle cancellazioni più o meno rimpiante del palinsesto televisivo.
Il menu di oggi prevede un mix di telefilm recenti e meno-recenti, che vanno a ripescare ricordi spesso traumatici della mia giovane vita da spettatrice, ma per voi questo ed altro.

Accidentally on purpose


Torniamo nel regno delle sit-com, ma questa volta con una svolta comedy.
Questa serie parla infatti della vita della 37enne Billie che, dopo la fine di una relazione senza futuro, decide di consolarsi dedicandosi per almeno una notte all’alcol e alle one-night stand, e a quest’ultima in particolare con il poco più che ventenne Zack. Peccato che il buon proposito della one night stand non venga mantenuto e che

It turns out condoms are not 100% effective unless you actually take them out of your purse.

Quindi Billie si ritrova incinta a convivere con il suo toyboy (che, da bravo ragazzo, decide di prendersi cura del bambino) e, per la maggior parte del tempo, anche con i suoi amici semi-fattoni.
Insomma, le premesse ricordano circa una decina di commedie americane girate nell’ultimo lustro, ma il risultato effettivo è molto migliore di quello che ci si aspetta. Jenna Elfmann è davvero spassosa, le situazioni, pur non essendo freschissime, riescono a divertire, e anche lo stereotipo degli amici spiantati e immaturi risulta molto divertente e meno fastidioso di quanto non potessi temere.
Questo sì che me lo guardavo con gioia, e ci sono rimasta male quando lo hanno cancellato. C'est la vie.




10 things I hate about you


Tratto dal celebre film del 1999 con Julia Stiles e Heath Ledger, a sua volta (molto liberamente) ispirato a “La bisbetica domata” di Shakespeare. Al centro della storia sono le due sorelle Kat e Bianca, una fin troppo seria e socialmente impegnata, l’altra più frivola e superficiale. Anche qui si ricorrono le stesse dinamiche liceali e adolescenziali che coinvolgono ragazzi, feste segrete, conquista della popolarità, litigi tra sorelle, ecc, ecc… No aspe’, adesso che riassumo la trama mi rendo conto che anche quel poco di trama tratta da 'La bisbetica domata' (eccezion fatta per qualche nome) è andata a farsi friggere in qualche punto in fase di scrittura.
Francamente ho visto di peggio, ma ormai non riesco più ad apprezzare l’ennesimo rifacimento dello stesso teen-drama.




Jane by design 
(già QUI)


Serie chiaramente indirizzata ad un pubblico adolescente, segue la doppia vita dell’aspirate stilista Jane che deve far convivere la sua vita quotidiana da studentessa di liceo e la sua seconda (falsa) identità come assistente in una famosa casa di moda. Anche qui, nulla di nuovo sotto il sole: beghe amorose da ragazzini, bugiucole, sotterfugi e miracolosi salvataggi per il rotto della cuffia, nonché il solito dilemma “siamo solo migliori amici o c’è dell’altro?”. Il tutto è condito con quella patina di inverosimiglianza che tende a infastidire lo spettatore che ha più di 16 anni come una sorta di ronzio di sottofondo.
Nonostante l’iniziale rinnovo per una seconda parte di prima stagione, la serie è stata cancellata al 18° episodio, con la consueta scena finale in cui sia la vita ‘sentimentale’ che lavorativa di Jane vengono lasciate in sospeso sull’orlo del baratro. Non sapremo mai come va a finire.




Partners



E’ una sit-com, e si sa che le sit-com seguono una legge naturale tutta loro. Due produzioni differenti con le stesse premesse (o quasi) possono avere esiti molto diversi. Dal momento che la sit-com vorrebbe far ridere, è importantissima una scrittura asciutta, rapida, efficace e brillante… ma anche attori bravi, adatti e in grado di interagire in maniera interessante. Questa invece langue nella mediocrità. Io personalmente non l’avevo trovata così aberrante (ne avevo parlato QUI), ma pubblico americano e network non dovevano essere della mia stessa idea, dal momento che la serie è stata letteralmente eliminata al 6° episodio.
Però una cosa è vera: non faceva ridere.




Emily Owens M.D.



A questo telefilm avevo già dedicato un post a suo tempo (QUI).
Non importa quanto sia brava Mamie Gumer, la storia è banale e priva di interesse, i personaggi sono irritanti e stereotipati (a partire dalla protagonista), i casi medici insulsi e anche lo pseudo-colpo di scena del 13° episodio è talmente trito da uccidere qualsivoglia sentimento positivo verso la serie.
Personalmente non ne sentirò la mancanza.




Alla prossima!
Serena