venerdì 31 maggio 2013

ONE PIECE


E' tornata la rubrica random ... !!!!!
*panico nelle strade*
(Ehm... )
Nelle ultime settimane mi è preso un trip esagerato di leggere One Piece. Sì, esatto, il manga...
Alle medie (e al liceo... coff coff...) guardavo i cartoni si Italia1, ma devo ammettere che leggere il manga è tutta un'altra cosa. E soprattutto: niente filler del cavolo!!
Questo mi ha fatto venire in mente che, qualche anno fa, mi era anche venuto fuori un 'periodo artistico' in cui disegnavo tutti i personaggi delle serie che guardavo... E a tal proposito:


Che dite? Meglio che abbandoni le velleità artistiche, vero?
Serena

mercoledì 29 maggio 2013

Recensione: "Chi è Mara Dyer" di Michelle Hodkin


TITOLO: Chi è Mara Dyer?
AUTORE: Michelle Hodkin
EDITORE: Mondadori (Chrysalide)
PREZZO: €16.00

TRAMA:
Era solo un gioco. Eppure Mara non voleva partecipare alla seduta spiritica con le sue amiche Rachel e Claire. Sei mesi dopo, Mara si risveglia dal coma in una stanza di ospedale. E le sue amiche sono morte. Cos'è successo quella notte al manicomio abbandonato? Perché Mara è l'unica sopravvissuta? Orribili allucinazioni iniziano a perseguitarla e un dubbio si insinua nella sua mente: e se fosse stata lei a causare quelle morti, come aveva predetto la seduta spiritica? L'incontro con il turbolento, bellissimo Noah potrebbe essere la sua salvezza o la sua definitiva condanna. Perché anche Noah ha un segreto, legato al grande mistero che la tormenta: chi è Mara Dyer?

RECENSIONE:

Mi sono avvicinata alla lettura di questo libro con aspettative incerte… a giudicare dalla quarta di copertina, mi aspettavo una sorta di thriller, cosparso di mistero nei punti giusti per attirare il(la) lettore(-ice) adolescente…
Ed effettivamente le premesse erano quelle.
Mara Dyer si risveglia in un letto d’ospedale con diverse ferite superficiali e una forte amnesia. Non ricorda nulla di quello successo nei giorni precedenti, e sono i suoi genitori a rivelarle che è rimasta coinvolta nel crollo di un edificio assieme a due amiche e al suo ragazzo, ma che lei è l’unica sopravvissuta. Schiacciata dal dolore, Mara riesce a convincere la famiglia a cambiare scuola, città, stato, per lasciarsi tutto alle spalle, ed è così che approda alla prestigiosa scuola privata Non-ne-ricordo-assolutamente-il-nome (scusate!!).
Se fino a qui abbiamo incontrato elementi di mistero (l’incidente, l’amnesia) e di introspezione nella psiche sconvolta di Mara, ora ha inizio la parte piuttosto banale: la nuova scuola.
Sembra che il richiamo dell’ambientazione scolastica sia irresistibile per tutti gli scrittori americani, vuoi perché l’adolescenza è un’età così delicata, vuoi perché ormai è un modello conosciuto in tutto il mondo, vuoi perché è così facile da scrivere… anche troppo.
Mara ovviamente è la nuova ragazza, presa di mira dalla solita stronzetta patentata, che si fa amico un ragazzo alternativo e un po’ ribelle, e che diventa il centro dell’attenzione del solito bello e strafottente (con il tipico nome da protagonista ya), Noah.
In un modo o nell’altro, tutti i tentativi di Mara di tenersi fuori dai guai non hanno esito alcuno, e in men che non si dica si ritrova catapultata tra le braccia del bello-e-strafottente che, guarda caso, in realtà è proprio un ragazzo dolce e sensibile, oggetto dei pettegolezzi infondati dei 'soliti noti' di scuola.
Cosa mi ha impedito in tutti i capitoli etichettabili come “dinamica scolastica” di prorompere in un liberatorio “Boooring!!” ? Il mistero, appunto.

Da qui Spoiler pesante, anche sul finale
(saltate al paragrafo finale per il giudizio generale)

Mentre vive le sue personali beghe sentimentali, Mara comincia anche ad avere delle allucinazioni: vede il volto del suo ex-ragazzo morto che la perseguita, e ha visioni di morti orribili che coinvolgono persone intorno a lei… Morti che realizzano puntualmente nell’esatto modo da lei immaginato.
È qui che il lettore ha:  1) la pelle d’oca,  2) la spinta a continuare la lettura.
Non importa quanto si impegni ad essere la tipica adolescente americana, Mara viene sempre perseguitata da visioni e allucinazioni, e seguita da una scia di morti inquietanti.
Se all’inizio lei cerca di auto-giustificarsi e rassicurarsi, pensando che sia lo stress post traumatico a giocare brutti scherzi alla sua mente, con il passar del tempo e il realizzarsi delle visioni, diventa sempre più convinta di star uscendo di senno.
Anche il lettore è spiazzato e coinvolto. Come spiegare tutto questo? E’ lei a commettere gli omicidi in stato
di trans? O sono solo scherzi della sua mente? C’è qualcun altro dietro quelle morti?
Sarà l’intervento del suo nuovo ragazzo a sbloccare la situazione.
Ecco, qui comincia ad accadere tutto insieme in maniera un po’ caotica.
Prima i due piccioncini vengono coinvolti in un tentativo di rapimento che non si capisce bene se avviene solo nella testa di Mara o nella realtà, poi c’è la visita ad uno sciamano (tanto, tanto caos e cose che non ho capito...) e infine tutti i tasselli del puzzle (spingendo un po’) iniziano ad andare al loro posto.
Con un’inaspettata svolta paranormal, scopriamo che sia Mara che Noah hanno dei poteri particolari, ma se lui ha un innocuo potere di guarigione, lei invece possiede il dono della ‘morte’. Quando, presa dal panico o dall’ira, immagina la morte di qualcuno, il suo potere interviene, plagiando la mente di chi le sta intorno o persino gli eventi naturali, per far realizzare quella morte senza un suo intervento diretto.
Potere peculiare, ma a questo punto era l’unica spiegazione rimasta.
2° volume
Man mano iniziano anche a riaffiorare i ricordi: il crollo dell’edifico era stato causato dal suo sforzo per difendersi dal tentato stupro da parte del suo ex-ragazzo.
Ovviamente Mara è sconvolta e disperata, e decide quindi di costituirsi alla polizia, ma proprio all’ultima pagina abbiamo un ritorno di potenza del genere thriller: una volta giunta al commissariato, Mara vede il suo ex-ragazzo, vivo e vegeto, che la guarda con aria beffarda. (Ok, questa volta non farò battute sugli sceicchi.)
Consentitemi un: “WTF??”.
Così si conclude il primo volume di questa serie di Michelle Hodinkin, ricco di mistero, poche spiegazioni tutte paranormali e tantissime domande senza risposta.


In conclusione…

E ora veniamo al giudizio. Questo libro mi è piaciuto? Devo essere sincera: mi è piaciuto più di quanto non credessi e meno di quanto avrebbe potuto.
Se si ignora la banalità delle dinamiche scolastiche e della scontata storia d’amore, tutta la parte di mistero era tutto sommato coinvolgente, anche se le spiegazioni fin qui sono state poche e poco chiare.
Abbiamo un sacco di punti ancora oscuri, ma anche un ottimo e promettente potenziale per lo svolgimento futuro.
Attendo con curiosità il seguito.

(facciamo 3 e ¾ ?)

Alla prossima!
Serena

lunedì 27 maggio 2013

Season Finale 2013: Arrow


Questa serie è letteralmente il Santo Graal di chiunque scriva recensioni in ambito televisivo.
E’ dotata di quella bellezza ignobile che mi permetterebbe di andare avanti a insultarla/lodarla per ore, ma credo saremo tutti d’accordo nel tagliare corto e ricapitolare solo i punti salienti di questa seconda parte di stagione.

Dopo le vacanze invernali Arrow è ripreso con il consueto carico di insopprimibile tamarraggine.
Una delle cose che ho notato molto (sì, oltre alla penosa carenza di scene shirtless di Stephen Amell) è l’aumento esponenziale dei flashback che avrebbero dovuto farci capire cosa sia successo su quella benedetta isola… Che poi, per essere un’isola deserta, era un casino abitata...
Dopo tutta una serie scene che non ricordo e doppi-tripli giochi, posso affermare con sicurezza che avremmo potuto evitarci la gran parte dei flashback e saltare direttamente all’episodio 23, in cui viene spiegato tutto: il cattivo-col-naso-storto vuole paralizzare l’economia cinese abbattendo tutti gli aerei merce diretti  in Cina bersagliandoli con missili dall’isola.
Ah. Questa è una delle cose più assurde che io abbia mai sentito.
Come è possibile che tutti gli aerei diretti in Cina passino lì sopra? E poi, dopo il primo attentato, non è che magari l’esercito potrebbe fare una capatina lì e sterminare tutti ‘sti terroristi babbei? Ma non facciamoci troppe domante che il bello deve ancora venire.
E Oliver? Oltre al sempre caro Pat Morita Yao Fei, Oliver si è fatto due nuovi amici: un agente speciale australiano (???) mandato lì non so bene per quale motivo, tradito dal compare d’azione e rimasto bloccato sull’isola, e la figlia karateca di Yao Fei, Shado.
Ovviamente, su quello scoglio con la densità di abitanti del Bangladesh non poteva mancare una presenza femminile e, ovviamente, la bella non poteva resistere a lungo senza allungare le mani su Oliver. Perché si può vivere senza elettricità, senza cibo reperibile e senza spazzolino da denti, ma se c’è una cosa che Olly non si fa mai mancare, è la gnocca.
Shado
Dal momento che Yao Fei si trova un tantino impegnato ad essere catturato/cambiare bandiera/essere ricattato/assumersi la responsabilità di un attentato/farsi sparare in mezzo alla fronte, i nuovi mastri di Oliver diventano proprio l’agente australiano e quella furbettona di Shado. 
Dopo un considerevole numero di tentativi di fuga falliti (alla faccia del Purgatorio inaccessibile), il nostro neo-gruppetto di Vendicatori riesce a sconfiggere il sosia cattivo di Owen Wilson ma rimangono bloccati sull’isola (credo).
In tutto questo, Oliver aggiunge alle sue innumerevoli handskills un corso di scuola radio-elettra con il quale aggiusta (solo in ricezione, ça va sans dir) la radio di un relitto aereo... Oh, e –finalmente- il tiro con l’arco.

Ma anche nel presente Oliver non sta con le mani in mano. Spezza colli, scocca frecce e svela la sua identità segreta a chiunque gli capiti a tiro. 
Ricordate il Pilot e la catch phrase "Nobody can know my secret" mentre spezzava la colonna vertebrale di un povero criminale?...beh, da allora ha detto la verità ad un sacco di persone...
Ok Diggle perché avevi bisogno di una sidekick moralista, ok Felicity perché eri morente e avevi bisogno di un passaggio, ma Tommy?? Per quale dannato motivo hai spifferato tutto a quel beone di Tommy, quando sarebbe bastato -che so-  puntagli addosso una freccia e minacciarlo per convincerlo a fare qualsiasi cosa?
Tommy, un casino offeso

Ora che ci faccio caso…: migliore amico, figlio dell'acerrimo nemico, che viene a scoprire la verità nel modo peggiore... aspettate, qualcuno ha detto "Osborne"? Eh sì, perché il buon Tommy è il figlio del cattivissimo arciere misterioso/capo della segretissima Associazione che tiene in pugno Starling City. Ma che culo.
Quando Tommy scopre la verità, la sua reazione non è delle più concilianti. Si stupisce un casino e si offende a morte, ma soprattutto si sente in diritto di entrare a far parte dell’affollatissimo Dopolavoro dei moralisti, che vanta come membri tutti personaggi del cast che non siano Olly o uno dei cattivi. 
Jeez che noia tutti questi sermoni.
E qui ho trovato un primo (seh, va beh…) plot-hole.
Rivedendo la prima puntata si nota che, durante il rapimento (nonché prima scazzottata di Oliver), Tommy in realtà era sveglio e aveva visto tutto. Il che potrebbe essere una di quelle correzioni in corsa che si giustificano per un pilot, se non fosse che alla grande rivelazione di Oliver, Tommy fa un commento del tipo “Ah, ma io ti avevo visto nel capannone mentre facevi il culo ai rapitori”.
Ma allora sei davvero coglione! Il tuo amico ricompare esattamente quando salta fuori il vigilante incappucciato, mena come un pugile, parla improvvisamente russo, scompare con tempistiche strane e circospette, e non hai fatto due più due?? Ma come cacchio hai fatto?

Ma ormai il finale di stagione si avvicina, e si sa che i disastri in questa stagione dell’anno di affastellano:

Oliver vede la sua vita andare in sfacelo. La madre è invischiata in qualcosa di losco e gli ha sparato (ok, in quel momento era travestito da vigilante, ma deve essere un bel trauma), la sorella è entrata nell’adolescenza dalla porta principale e cerca in tutti i modi di rimpolpare la propria fedina penale, la sua morosa-poliziotta viene ferita e decide improvvisamente di trasferirsi (sceneggiatori, questa è un po’ pretestuosa…), l’altra sua ex, Helena, è tornata più vendicativa e vestita da spogliarellista che mai, Laurel è fidanzata con l’offesissimo Tommy… 
Insomma, Oliver soffre tanto. Non lo da a vedere perché non riesce ancora a recitare, ma soffre tanto.

E ancora non si capisce un accidente di dove voglia andare a parare tutta la giga-cospirazione che stanno mettendo su da una decade.
Di sottofondo abbiamo la persistente ed inutile presenza di Laurel (due palle di personaggio, quasi quasi mi fa rimpiangere Lana Lang) e le disavventure amorose di Thea che, dopo essersi drogata con qualsiasi cosa e aver distrutto una macchina, si innamora di un teppistello di strada attraente, ribelle e praticante senza apparente motivo del parkourre.
grosso frullatore che scatena terremoti
Però… quest’ultima comparsa mi preoccupa. Se non fossi estremamente fiduciosa negli sceneggiatori di Arrow, avrei il timore dell’attribuzione di una calzamaglia onoraria anche a lui… Aspè aspè, cos’è che ho detto? Ma chi voglio prendere in giro: quel teppistello ha scritto in fronte futura sidekick grosso come una casa. Il caro Roy Archer.
Ma a parte tutto questo gran casino, mi ripeto: qual è il segretissimo e cattivissimo piano del signor Merlyn che ci ha straziato l’anima per tutti questi mesi? Udite udite: vuole causare un terremoto artificiale che rada al suolo tutto il quartiere ‘povero’ di Starling City per vendicare la morte della moglie.
A questo punto direi che è questa la cosa più stupida che abbia mai sentito... Ma in realtà: no, non è vero.
Quando finalmente Oliver lo capisce, pensa bene di andare a festeggiare facendosi (sì sì, proprio in senso biblico) la ex-fidanzata davanti ad una finestra, così che l’ormai ex-migliore amico possa vederli e rodere.
Ora, lo so che lo dico tutte le volte: ma quei due come coppia fanno davvero pena (Oliver e Laurel, dico). Non hanno nessuna chimica e lei è davvero, davvero, davvero una fregna moscia senza precedenti. Ma tant’è.

E ora il focus sul Season Finale (*spoiler*):

Dopo essere stato massacrato di botte per la seconda volta da Merlyn senior, Oliver viene incatenato (ovviamente senza maglietta e con gli addominali in favore di telecamera) ma riesce subito a liberarsi e a partire all’inseguimento del cattivone. Intanto, grazie ad un mea culpa pubblico durante una conferenza stampa, la madre di Oliver mette in allarme la città e avverte gli abitanti dei Glades di fuggire. 
E dopo questa  soffiata cosa volete che succeda? Roy, Thea, Laurel, Tommy e il detective Lance pensano bene di precipitarsi nel cuore del quartiere all’istante. Ovviamente l’unico ad avere un motivo valido per farlo è il detective che va a disattivare il dispositivo, mentre tutti gli altri fanno solo quello hanno fatto per tutta la serie: creare dei casini a Oliver.
Nel frattempo Oliver sta combattendo su un tetto con l’imbattibile signor Merlyn ma, grazie ad una mossa che ha chiaramente imparato guardando Bruce Willis in Die Hard 5, riesce a sconfiggerlo, giusto in tempo per vedere un il quartiere raso al suolo da un secondo dispositivo.
In tutto questo, cerchiamo di fare un piccolo bilancio della situazione:
·         La madre di Oliver è stata arrestata
·         Il quartiere è stato ugualmente distrutto
·         Thea e Roy non si capisce bene dove siano
·         Felicity, il detective Lance e Diggle si sono più o meno salvati
·    Laurel ha fatto la consueta minchiata della settimana, andando dove tutti le hanno detto di non andare e rimanendo bloccata sotto muro crollato.
·    Tommy è accorso a salvare quella stupida idiota Laurel ed è rimasto schiacciato e trafitto dalle macerie dell’edificio
·       Oliver ha fatto la sua seconda espressione della serie nel vedere l’amico redento e morente.

Ma nonostante tutto Arrow continua a stregarmi. Nonostante tutte le assurdità, le ingenuità e le grosse, grosse pecionate, proprio quando comincio a dubitare di lui e mi addentro in profonde meditazioni sul mio stile di vita, ecco che mi tira fuori dal cilindro una puntata fighissima, fracassona e con qualche nuova trovata tanto tamarra da essere geniale.

Voglio una prossima stagione (Arrow già rinnovato) e la voglio subito.

Ci piace ricordarlo così

Serena

sabato 25 maggio 2013

Sezione Biblioteca (36)


Anche questa settimana ho fatto una capatina in biblioteca e ho preso un altro paio di libri che non ho assolutamente il tempo di leggere... Ma come resistere?
A questo giro, romanticismo a tutto spiano!


"Il cavaliere d'inverno"
di Paullina Simons


"Ti prego lasciati odiare"
di Anna Premioli 

E voi? Cosa state leggendo?
Serena

mercoledì 22 maggio 2013

Recensione: "Firelight - La Ribelle" di Sophie Jordan

TITOLO: Firelight - La Ribelle
AUTORE: Sophie Jordan
EDITORE: Piemme (collana Freeway)
PREZZO: € 9.90

TRAMA:
Discendiamo dai draghi. Siamo dei mutaforma che hanno sviluppato la capacità di apparire umani per sfuggire ai Cacciatori. Viviamo nascosti nelle foreste remote, volando solo di notte, dispiegando le ali quando nessuno può vederci. Siamo Draki. Io mi chiamo Jacinda e sono il tesoro del mio branco, l'unica capace di soffiare ancora fuoco. Ma dopo aver infranto per l'ennesima volta le regole che proteggono la vita della nostra comunità, sono stata costretta a fuggire insieme a mia madre e mia sorella. Ci siamo sepolte vive in un'anonima cittadina, dove sono costretta a mantenere l'aspetto umano con il rischio di dimenticare la mia vera natura. Finché non mi sono ritrovata nella stessa scuola del mio Cacciatore. È possibile una simile coincidenza? Oppure questo bellissimo e pericoloso ragazzo non è quello che la sua famiglia vorrebbe far credere?

RECENSIONE:
A quanto si legge in giro per la rete, questo romanzo ha riscosso un indiscusso successo tra le lettrici -anche più scafate- di YA.
Qualche mese fa (parecchi ormai) mi sono avvicinata anche io alla lettura di "Firelight", convinta dal consenso trasversale ricevuto in ogni dove, ma allo stesso tempo insospettita da questi ormai troppo frequenti e sedicenti 'fenomeni editoriali'.

Se vi devo dire, questa volta mi trovo nel mezzo.
Capisco senza dubbio la fascinazione che la mitologia legata a questa storia possa esercitare: Jacinda non è la solita ragazzina finto-ordinaria, lei è straordinaria sin dalle prime pagine, e soprattutto, è una ragazza-drago.
Discendente da una razza di draghi mutaforma (che possono assumere forma umana), Jacinda è una forza della natura: splendida, coraggiosa, ribelle e al continuo inseguimento della libertà. In quanto unica 'sputafuoco' della comunità, Jacinda viene controllata e reclamata dalla stirpe leader del popolo-drago, che vuole, tramite lei, dare origine ad una nuova, potente stirpe di sputafuoco. Ma Jacinda desidera l'indipendenza e la libertà, non certo un 'matrimonio combinato' e per questo il suo più spavaldo atto di ribellione si tramuta ben presto nel suo più grande errore: per un attimo di leggerezza, viene scovata e inseguita da una pattuglia di 'Cacciatori di draghi', antichi e acerrimi nemici della sua specie. Proprio nel momento in cui tutto sembra precipitare, Jacinda viene invece risparmiata da un giovane cacciatore, affascinato, quasi stregato, dalla sua bellezza. 
Ma le conseguenze della sua avventatezza non si fermano qui: nonostante sia riuscita a salvarsi dai cacciatori, Jacinda è costretta a fuggire dalla comunità assieme alla famiglia e a trasferirsi in un anonimo e soffocante paesino americano, e quel che è peggio: a rinunciare alla sua natura di drago.

Ecco, sono questi gli elementi che più mi hanno affascinata di questo libro: innanzitutto la meravigliosa mitologia dei draghi utilizzata sapientemente dall'autrice nel creare questa razza di uomini-drago, i Draki.
E poi i vividi, disperati e frustranti sentimenti di Jacinda che, lontano dalla natura rigogliosa, sente affievolire ogni giorno di più quell'indomabile natura di drago che tenta disperatamente di preservare. Sentimenti profondi e ottimamente descritti, che il lettore riesce a sperimentare sulla propria pelle.

Ma ora arriva anche il pezzo che mi ha presa di meno: la storia d'amore. Nonostante l' "indiscutibile originalità" che tanto veniva decantata ad ogni recensione che ho letto, alla fin fine non sono riuscita a farmi coinvolgere più di tanto dall'amore di Jacinda.
Sono rimasta colpita dal forte senso di istintiva attrazione tra i due protagonisti, sensazione che viene anche confermata da alcune svolte e scoperte alla fine del primo libro... 
Eppure on mi ha presa. L'amore e le difficoltà che nascono tra i due protagonisti, sono ben descritti e nemmeno troppo stereotipate, nonostante il genere ya, ma ugualmente non sono riusciti ad attanagliarmi e coinvolgermi fino in fondo.
Ho terminato la lettura sentendomi 'monca' dal punto di vista sentimentale; ero riuscita a sperimentare l'amore per la libertà, la frustrazione e la paura di Jacinda, ma non la passione.

Mi vedo quindi costretta a non assegnare il voto altissimo che avrei inizialmente voluto a questo primo libro,  per un motivo che io stesso non so spiegare, nonostante le premesse fossero tutte davvero molto buone.

Però sono profondamente fiduciosa. Se Sophie Jordan è riuscita a farmi provare tutte queste emozioni potenti nel corso di "Firelight", non ho dubbi che riuscirà a anche a farmi innamorare di Will, come Jacinda, avendo un po' più di spazio a sua disposizione nei seguiti.

Attendo impaziente di avere tra le mani "Vanish".


Buone letture!
Serena

lunedì 20 maggio 2013

Season Finale 2013: Castle 5 / HIMYM 8

Oggi, altro appuntamento con i Season Finale di questa stagione, per la precisione: Castle 5 e How I met your mother 8.

Castle 5x24 Watershed


Questa volta eviterò il riassuntone delle puntate precedenti, primo perché non mi sembra il caso di ripetere il papiro dell'altra volta, secondo perché non c'è molto da dire. Per carità, questa quinta serie mi è piaciuta, e molto, ma non ci sono stati grandi sviluppi o trame orizzontali dall'inizio a settembre. Il tutto ha continuato a girare intorno alla relazione dei due protagonisti e al solito caso del giorno. A metà stagione, c'è stato anche  il solito doppio super-episodio, ma è mancato un filone o un caso irrisolto che potesse esplodere sul finale. Chiaramente gli sceneggiatori si sono inventati dell'altro, che credevate?.

SPOILER

In conclusione di serie, troviamo la detective Beckett alle prese con una difficile decisione: deve scegliere tra il lavoro dei suoi sogni a Washington D.C., e continuare la sua vita e la relazione con Castle a New York. 
Ovviamente, dal momento che i personaggi dei telefilm gestiscono le cose sempre nel modo peggiore possibile, Kate decide di tenere nascosto il colloquio e la conseguente offerta di lavoro fino a quando è troppo tardi. 
E ovviamente Castle si infuria. 
Insomma, come dargli torto? Lei, per paura, non si è nemmeno degnata, non dico di coinvolgerlo nella decisione, ma almeno di informarlo. 
Dopo la grande lite, Kate si sente ancora più costretta a decidere definitivamente tra il lavoro e la vita privata. Aggiungici poi che entrambi i protagonisti, anche se per motivi diversi, hanno grandi difficoltà a lasciar avvicinare il prossimo, e che la loro relazione è in una sorta di bolla, nella quale non si capisce quale sia la direzione da prendere o quanto serio sia il loro futuro insieme.... 
A questa domanda ci arrivano due risposte dai due personaggi. Da una parte, Beckett sceglie il suo lavoro. Soffre, le dispiace, ma di fronte all'incertezza con Castle, sceglie la certezza di un lavoro che desidera ardentemente. Dall'altra c'è Castle: riflette (non molto) a lungo, cerca di capire come e se vuole che proceda la loro relazione e alla fine ci semi-shocca tutti. All'inizio del loro colloquio sembra che la fine sia inevitabile "Ho deciso che voglio di più, entrambi ci meritiamo di più", ma lo spettatore smaliziato ormai sa leggere dietro a queste situazioni e un po' lo prevede/ci spera: Castle si inginocchia e chiede a Beckett di sposarlo.

Ora permettetemi i commenti personali. Per prima cosa, non sono mai stata una fan di questi grandi bivi, soprattutto quando puzzano di bruciato. Non fraintendete, sono convinta che una scelta come quella sia molto difficile e che abbia grandi conseguenze per la vita di molte persone, ma in questo caso non era necessaria. Insomma, lui è ricchissimo e fa lo scrittore, può svolgere il suo lavoro in qualsiasi parte del mondo, la figlia va già al college, dov'è il problema? Anche senza arrivare al matrimonio, quando una relazione è seria, queste sono scelta che si fanno. E che a lui non sarebbero costate poi molto... Capisco la rabbia quando ha scoperto di essere stato tenuto all'oscuro della decisione, ma una volta superata quella, direi che il passo successivo non è così inconcepibile.
Detto questo, capirete anche voi perché la fulminea proposta di matrimonio mi è sembrata un po' forzata... ma forse no. Io sono una persona profondamente razionale, ma, alla luce del carattere del protagonista, questo potrebbe essere il colpo di testa giusto. 
Bisognerà capire come gli sceneggiatori si giocheranno questa carta a settembre: una zavorra per Kate a New York o una possibilità per i due di partire verso nuovi lidi? Insomma, io credo preferirei la seconda opzione, per gusto personale... anche se capisco che ciò comporterebbe grandi cambiamenti e un enorme rischio per la serie. Dubito che vederemo un'ambientazione 'washingtoniana' molto presto... ma allo stesso tempo non sono per nulla entusiasta di dover assistere agli strascichi emotivi della cosa. Sempre ammesso che la proposta di matrimonio venga accettata, alla fine.
E infine, permettetemi di esprimere una mia personalissima scintilla di delusione come fan della coppia. In realtà è probabile che sarei rimasta con l'amaro in bocca qualunque fosse la decisione presa da Beckett: in questo caso il mio 'animo da fan', nell'altro il mio animo razionale. E' deprimente dover scegliere tra chi si ama e la propria realizzazione. E per una fan è ancora più deprimente vedere quale era stata la sua scelta.
Insomma, un finale di stagione che ci lascia sospesi in attesa del prossimo settembre (confermato Castle 6 dalla ABC), ma con un po' meno hype degli anni scorsi.

How I met your mother 8x24 Something new



SPOILERISSIMI


Lo dico subito, così mi levo il pensiero: questa stagione non mi è piaciuta un granché.
Non mi aveva fatta impazzire già la Premiere, e la serie ha continuato ad andare avanti così per tutto il resto dell'anno, almeno per quel che mi riguarda. Insomma, tutte le puntate avevano dei pezzi molto divertenti, ma anche alcuni molto irritanti o molto scontati. E poi, francamente, non ne posso più di Barney e Robin, ma soprattutto non ne posso più dei sentimenti irrisolti tra Robin e Ted. BASTA. Ne ho fin sopra i capelli! Continuano a fare tre passi avanti e due indietro. Ogni volta che la situazione sembra stabilizzarsi, ecco che ci buttano lì un episodio come il penultimo (8x23 Something old), in cui abbiamo di nuovo Robin e Ted che si guardano negli occhi tenendosi per mano sotto la pioggia. Uff...
sì, mi riferivo a questa scena
Stranamente in questo Season Finale non ci è stato ancora mostrato il famoso matrimonio di Robin e Barney, ma anzi ci si è interrotti mentre tutti vi si stanno dirigendo; ad ogni modo, gli sceneggiatori anche questa volta ci hanno dato tutta una serie di cliffhanger minori: Marshall ha ottenuto il lavoro da giudice (tra parentesi, mi ha divertita molto la telefonata con il tizio che gli comunicava dell'assunzione...finalmente una risata sincera), Lily è ancora convinta che partiranno per Roma la settimana successiva, Ted prova ancora qualcosa per Robin (e dov'è la novità?! Wait for it...) e sta per trasferirsi a Chicago... ma tutta robetta da nulla se paragonata all'ultimo frame.
Ancora adesso mi chiedo se l'ho visto sul serio o se ho preso una grossa grossa cantonata, come sono solita fare...
Quella è "LA mamma"?!?! 
(Foto qui)
Cioè, insomma... ci siamo sul serio? 
Finalmente una bella sorpresa! Ormai non ci speravo più, e dopo la delusione di questo "Something new" sono felice di aver ricevuto almeno un colpo di scena degno di questo nome.
Sempre che sia lei ... Su internet tutti ne sembrano certi, ma io non mi fido a fare proclami definitivi fino a settembre, anche solo per scaramanzia (però mi voglio sbilanciare nel dire che, se le cose rimangono così, io posso dirmi soddisfatta... lei sembra adorabile e una boccata d'aria fresca, finalmente)
Quindi, ragazzi, stupitevi insieme a me o fregatevene insieme al resto della popolazione mondiale, ma il quinto segreto di Fatima sembra finalmente aver visto la luce.

E voi, cosa ne pensate??

Alla prossima e buona visione!
Serena

giovedì 16 maggio 2013

Parto per... Roma!

Buongiorno a tutti,
come intuibile dal titolo, domani mattina partirò per Roma! ^^


Iniziavo ad essere un po' stressata per tutto il trantran universitario e lavorativo, quindi ho deciso di prendermi tre giorni di pausa in vista del grande rush di maggio-giugno.
Sarò già di ritorno per domenica sera, ma con tutte le probabilità non posterò nulla fino a martedì pomeriggio.
Non mi resta che augurarvi un buon weekend e darvi appuntamento a martedì 21 (probabilmente con la rubrica Tv: Season Finale 2013).

A presto!
Serena

martedì 14 maggio 2013

Season Finale 2013: Revenge 2


SPOILER

Iniziamo subito con una riflessione generale su quest'ultima annata di Revenge: è passato un anno, è successo di tutto, ma non è successo nulla.
La verità è che ogni due settimane circa, gli sceneggiatori ci hanno sbattuto in faccia qualche nuovo snodo narrativo, creandogli intorno un hype smisurato per cercare di spacciarcelo come il prossimo GRANDE EVENTO della serie...per poi ricordarci che, no, era il solito colpo di scena buttato lì un po' a casaccio.
Che poi è la caratteristica portante di Revenge: tanta di quella carne al fuoco da stordire lo spettatore con le esalazioni di monossido di carbonio.
E noi non ci lamentiamo, a patto che tutto questo porti a qualcosa di concreto, alla fine.
Sì, ti stanno spiando. Idiota.
C'è un po' questa continua e perpetua dualità altalenante: vengono messi su intrecci su intrecci di doppi-tripli-quadrupli giochi, e poi, talvolta, la soluzione del tramaccione di turno è talmente banale da lasciarti con l'amaro in bocca e gli zebedei al suolo. E qui penso a Victoria che irrompe nell'ufficio di Daniel rivelandogli tutti i suoi segretissimi segreti, senza nemmeno pensare che forse, quegli scaltroni della Initiative le hanno messe due cavolo di cimici...

E quindi  è trascorso un anno di storia e all'episodio 19 siamo ancora lì: alla festa del fidanzamento di Emily e Daniel. Perché lui è ancora fesso, e lei deve ancora vendicarsi. 
Altre grandi costanti del plot sono quella mina vagante di Amanda e il viscidume profuso dai Greyson.
questa la incorniciano sul caminetto
Amanda, per quel che mi riguarda, era interessante quando era il fantoccio/proiettile-impazzito legato da quello strano rapporto morboso con Emily. Nel momento stesso in cui è entrata nell'orbita dei Porter e ha cominciato a comportarsi come una normale piantagrane a ripetizione, beh, ha perso tutta la presa che poteva avere su di me. Per questo, quando si è inabissata con l'omonima barca, non ho fatto una piega. E poi improvvisamente scopro che Emily, in fondo in fondo, si era affezionata. E va beh. 
I Greyson invece perseverano nella loro generica cattiveria di famiglia, poco importa se per autodifesa o per semplice abitudine. 
Conrad è entrato in politica dopo essersi fatto soffiare la poltrona alla Greyson Global dal caro Daniel (un'impresa davvero notevole); Charlotte...beh, diciamoci solo che è un po' un personaggio né carne né pesce. Fa cose senza senso, tipo rinunciare al cognome di famiglia per prendere quello infamate dei Clarke, passare da brava ragazza a zoccolona un po' per sport (anche se che lo spacciano per 'lutto'), uscire con quell'altro personaggio inutile che è Declan (mamma quanto mi annoiano quei due). 
L'ormai celebre "faccia da cattivo"
L'altro pargolo Greyson invece si è impegnato a fondo per regalarci altri meravigliosi momenti televisivi. La sua credibilità come squalo della finanza  è... ma che ve lo dico a fare? Lo avete visto in faccia no? Dopo averci straziato l'anima con i suoi complottoni per uscire dall'ombra del padre, continua a: farsi fregare come una trota (dall'Inititive, dai genitori, da Aiden, dal gelataio...), farsi coinvolgere negli intrallazzi di famiglia, farsi infinocchiare di nuovo da Emily.  
E poi c'è Victoria, che tira fuori dalla pochette una nefandezza dietro l'altra, si versa un drink con una morta sul tappeto, mente e tradisce con naturalezza e genera figli segreti ogni volta che la trama lo ritiene necessario.
Nello scenario generale aleggia la mai doma Ashley, che gatta-morteggia a più non posso, cambia bandiera alla velocità della luce, e nonostante tutto la gente ancora le dà retta. Credetemi, non vedo l'ora di vederla alle prese con l'enorme cetriolo che prima o poi le toccherà subire... perché non si può essere così infami senza nessuna conseguenza. Ma fino ad allora, eccola che si lancia in un'improbabile alleanza con il più noioso maggiore dei Porter.
Poi ci sono altre ottomila sotto-trame fulminee ma inevitabilmente caricate di un'aspettativa esagerata, tipo tutto quello che riguarda i Porter (e non ce ne frega un tubaccio), Nolan&Padma (che son contenta sia stata eliminata solo perché rendeva Nolan un mollaccione senza speranza), la sorella scomparsa di Aiden, madri redivive, fratellastri ritrovati, hacker e figli segreti ...
Altro dilettante della "faccia da cattivo"
In tutto questo, le uniche trame a continuare ad avere un importanza orizzontale su tutta la serie sono: la vendetta di Emily (anche se sembra momentaneamente in fase di stallo visto che nel frattempo è successa QUALSIASI COSA ad ostacolarla) e il GRANDE COMPLOTTO dell'Initiative, che si è stagliato su tutta la serie un po' come un'apocalittica spada di Damocle.
Prima del focus sul finale, spendiamo ancora due parole su altri due maschietti della serie, entrambi irriducibilmente inutili e fastidiosi.
Jack ha ormai superato la fase del 'tedio' e ormai mi provoca prurito allergico dal fastidio. Non vi sto nemmeno a riassumere cosa gli succede perché sarebbe una cattiveria senza eguali da parte mia, vi basti sapere che è rimasto vedovo a meno di 12 ore dal matrimonio e che poi ha deciso di fare anche lui il vendicatore... ma alla tarallucci-e-vino, un po' come tutto quello che fanno i Porter.
vogliamo più di QUESTO!!!
E poi Aiden. Che non mi piace, mi è antipatico ed è inutile, anzi dannoso, ai fini della storia. Non solo è l'unico in grado di far rammollire Emily (e noi questo non lo vogliamo), ma adesso ha anche deciso di remarle attivamente contro. Perché ha scoperto che la vendetta in realtà non cambia le disgrazie della propria vita, e perché gli piace rompere le palle. Ma qualcuno lo ha informato sul titolo della serie?! Per un attimo, all'episodio 19, ho sperato che il buon Takeda lo avrebbe sfilettato come un nasello al grido di "No-no-no, Daniel Aiden-san!!!", e invece lui si è esibito in una parata improbabile ed è tornato indisturbato a mettere i bastoni tra le ruote ad Emily. Sempre perché lui la ama tanto, ovvio. Com'è che si dice? La strada per l'Inferno è lastricata di buone intenzioni. Qui, in tutti i sensi.

Questa volta per davvero:
Season Finale - 2x21/22 - Truth
In questo finale di stagione è successo DI TUTTO. Complice anche la durata doppia dell'episodio finale, succede veramente la qualunque nel corso di questi 83 minuti. 
Dal momento che ho già abbondantemente straparlato della serie in generale sopra, qui mi limiterò ad un elenco puntato (comprendendo anche qualche colpo di scena della puntata precedente, tanto per completezza), perché altrimenti mi viene un post delle dimensioni dell'Enciclopedia britannica.
Dunque...
  • Charlotte è incinta
  • Aiden ha ucciso Takeda
  • Il programma-super-cazzuto di Nolan è stato attivato
  • Conrad ha cercato di uccidere Jack
  • Regina è una psicopatica (chi?? cosa?? eh?? ma chissenefrega!)
  • Declan è morto per le conseguenze dell'esplosione progettata per Jack
  • Forse Daniel ha ucciso Aiden ?? (NdB: dai che forse ci siamo!!!!)
  • Conrad fa parte dell'Initiative dall'inizio della serie
  • Nolan è stato arrestato per l'attentato informatico (e tradito da un video di Padma)
  • Fa il suo ritorno (ma non lo vediamo) Patrick, il figlio segreto di Victoria
  • Jack tenta di uccidere Conrad durante il suo discorso per l'elezione
  • Emily rivela a Jack di essere Amanda
Un sacco di roba, vero? E ancora ho l'impressione di essermi dimenticata qualcosa...
Ma comunque. 
Non mi sono ancora soffermata a rifletterci molto, ma credo che molte (o almeno alcune) delle trame gettate in pasto allo spettatore nel corso della serie, abbian finito per assumere effettivamente un senso... e di questo mi compiaccio.
Le cose che più mi hanno stupita (nel senso buono, non me le aspettavo) sono la recita di Conrad per tutto questo tempo (quindi: è ancora più viscido di quanto pensassimo) e l'arresto di Nolan (noooooo!!).
Non so perché, ma una suora
ci sta sempre bene
Molto meno soddisfacente la confessione finale di Emily/Amanda: non poteva disarmarlo con una delle sue mosse di karate invece che raccontargli tutto? E poi, com'è che dopo averla avuta sotto il naso per due anni, Jack la riconosca proprio adesso? Mah.
Per ultimo, archivierei con un 'chissenefrega' il ritorno di Patrick (che sicuramente avrà una sua importanza nella prossima serie -Revenge 3 confermato!!!- ma per il momento non ci tocca più di tanto) e con un grosso, grosso PUNTO DI DOMANDA tutta la cospirazione dell'Initiative. Qui lancio un appello: qualcuno mi spiega quale fosse il loro scopo? Perché tramare nell'ombra per mesi per poi...togliere la corrente a Manhattan? Dov'è la grande catastrofe annunciata? E l'arresto di Nolan? Oltre a fare incazzare me, a cosa è servito? Ma sono l'unica a non aver capito un accidente?!
Ehm...scusate, e grazie in anticipo per le risposte ^^

Devo ammettere che questa serie è un po' calata nelle mie preferienze: a volte gira un po' a vuoto, a volte tira un po' troppo la corda, ma soprattutto a volte si dimentica qual è lo scopo di tutto: LA VENDETTA. Abbiamo tracciato ben poche X rosse quest'anno... Ma nonostante tutto, Revenge continua a farsi guardare con piacere. Com'è che si dice? Guilty pleasure?
E che dire, io me lo guarderò a settembre. E voi?

domenica 12 maggio 2013

Recensione film: "Pitch Perfect"

Salve a tutti,
oggi vi presento una recensione un po' fuori dai miei soliti canoni. Il film in questione è "Pitch Perfect", uscito qualche mese fa in America e previsto in Italia per il 6 giugno 2013 con il titolo "Voices"
Ho cominciato ad interessarmi a questo film questo inverno quando ero a Londra, infatti quasi tutti i bus a due piani avevano stampata sulla fiancata o la pubblicità del BluRay di "The Dark Knight Rises" o la locandina di questo film. Informandomi un po' in giro ho anche scoperto che questa commedia musicale ha riscosso un grande successo sia di critica (punteggio cinemascore A) che di pubblico, quindi ho deciso di darle un'opportunità (ovviamente l'ho visto in lingua originale...).
Qui sotto la trama (al fondo della pagina il trailer):

Beca è una ragazza che preferisce ascoltare quello che viene fuori dalle sue cuffie piuttosto che quello che le accade attorno. Arrivando nel suo nuovo college non trova alcuna comitiva a cui unirsi, ma in qualche modo è in sintonia con un gruppo che non avrebbe mai preso in considerazione: le Bellas, ragazze dolci e un po' strambe che hanno in comune un'unica cosa, la loro bravura quando cantano insieme...


RECENSIONE

Prima di tutto risponderò alla domanda che molti di voi si staranno facendo in questo momento: è un Glee lungo un'ora e mezza? Ecco, no. E nemmeno un High School Musical versione College.
Certo, si canta molto, ma il tono è decisamente un altro.

Vi giuro che per un pelo non spegnevo immediatamente il pc dopo ever visto il primo minuto. C'è stata una...come chiamarla? Gag? Insomma, una 'scena' talmente sopra le righe, e soprattutto inaspettata, che mi è venuto da pensare "L'ho visto sul serio o sono sotto l'effetto di acidi?". Ma poi è passata (più o meno).
La storia segue il primo anno di college di Beca, ragazza solitaria e amante della musica, che viene coinvolta quasi suo malgrado nel gruppo di cantanti a-cappella delle Bellas. Dopo una terribile figuraccia alle finali statali dell'anno precedente, il gruppo ha perso molti dei suoi membri e la poca credibilità che aveva, e le Bellas sono quindi costrette ad arruolare ragazze molto... ehm... 'eterogenee' per poter tornare ad esibirsi e arrivare di nuovo in finale.
Oh my, messa così ricorda sul serio Glee. Ma non è questo il punto, non lasciatevi ingannare dalla mia pochezza nel raccontare le trame.
La cosa che rende piacevole e diverte il film non è certo una trama ricca di colpi di scena, ma piuttosto l'insieme generale. Ecco, non c'è una caratteristica che svetti sul resto brillando di luce propria e nobilitando il film, ma piuttosto è la visione d'insieme ad essere ben riuscita. D'altronde, i cliché del genere ci sono tutti: stereotipi, storia d'amore, percorso di crescita, canzoni a tutta birra, gag demenziali made in U.S.A... il pachetto completo. 
Oltre alla protagonista Anna Kendrick, un altro personaggio che emerge è la 'Fat Amy' di Rebel Wilson. Io personalmente non stravedo per lei, ma è indubbiamente uno dei personaggi più divertenti.
Inaspettatamente, mi hanno fatto molto più ridere (e di cuore) i due assurdi presentatori che commentavano tutte le esibizioni canore: Elizabeth Banks e John Michael Higgins. Ok, saranno state 10 battute totali in tutto il film, però le ho trovate più divertenti delle gag sul vomito, per dire.
Anche il ritmo impostato dalle esibizioni sia on che off-the-stage era davvero buono, con canzoni per lo più modernissime, trascinanti ed eseguite alla perfezione.
A mio dire, il film ha cominciato un po' a perdersi nella parte di mezzo, quando si cantava di meno e si cercava invece di mettere su  un po' di trama (il che è strano...), ma nonostante tutto mi ritengo soddisfatta da questa commedia che mi ha intrattenuta, rilassata e divertita.





Buona visone!
Serena

venerdì 10 maggio 2013

Recensione: "Sono nel tuo sogno" di Isabel Abedi

Ommioddio, per quanto ho procrastinato di scrivere questa recensione?!?
Ha languito nella lista "Cose da fare" per mesi, ma alla fine mi sono decisa ad inserirla nel sondaggio dello scorso mese e ora l'ho finalmente scritta.
Subito dopo toccherà a "Firelight - La Ribelle", altro baluardo della mia personale pigrizia recensiva (ma vi eviterò la filippica introduttiva, in quell'occasione).
Non fraintendetemi, non è che questi libri non mi siano piaciuti, anzi, ma li ho letti tutti e due in un periodo in cui la mia creatività critica era in letargo, quindi sono rimasti da recensire. Quindi, negli scorsi giorni mi sono impegnata, ho recuperato i libri (grazie ad un'amica che li aveva tutti e due ho sveltito le pratiche), li ho risfogliati per ricordarmi di cosa parlassero, ed ora ecco qui le due recensioni belle e pronte. O almeno una, l'altra la tengo per la prossima volta.

TITOLO: Sono nel tuo sogno
AUTORE: Isabel Abedi
EDITORE: Corbaccio / TEA
PREZZO: €17.60 / €9.00

TRAMA: Aveva sentito come una lacrima, una lacrima insopprimibile, come se qualcuno le avesse strappato un capello con una pinzetta. Quel che resta a Rebecca, sedici anni, mamma ad Amburgo e papà a Los Angeles, è una strana sensazione di vuoto e di paura. Ma poi Lucian salta fuori dal nulla: un ragazzo senza un passato, uno che non sa chi è né ricorda da dove viene. Un tipo strano e bellissimo e che dà a Rebecca la rassicurante impressione di non essere più sola...



RECENSIONE:

ATTENZIONE 
L'ultima frase della recensione (separata dal resto da una riga di spazio) contiene del possibile SPOILER sul finale. Saltatela ASSOLUTAMENTE se non avete ancora letto il libro.

"Sono nel tuo sogno" è un romanzo particolare, che si distingue dalla media. In un periodo in cui gli YA piovono a secchiate sugli scaffali, privi di trama od originalità, questo libro si differenzia grandemente, sia per 'cosa' racconta, che per 'come' lo fa.
Non starò a riassumere la trama, perché penso di non essere in grado di rendere giustizia alla storia senza snaturarla, quindi accontentatevi di una recensione più 'generale'.
La cosa più particolare del libro, che lo caratterizza e lo imprime nel cuore del lettore, è la meravigliosa atmosfera. Anche un argomento già affrontato sotto diverse prospettive come 'gli angeli', appare originalissimo e speciale se raccontano nella giusta maniera. E Isabel Abedi sa il fatto suo. A parte lo stile impeccabile, l'autrice riesce a tratteggiare un'atmosfera struggente ed eterea al tempo stesso. 
La storia di Rebecca e Lucian è intensa e romantica, ma non scade mai nella banalità del 'già letto, già visto' e, anzi, controbilancia perfettamente le sensazioni di dubbio, incertezza, ma anche ansia e dolore, che il lettore inevitabilmente prova seguendo la storia di Rebecca. 
Un altro punto a favore è il mistero. Ci vogliono più di tre quarti di libro per capire a fondo cosa sia successo e cosa stia succedendo, ma quest'aura di mistero contribuisce ad immergere il lettore nell'atmosfera perfetta. 
Il dolore di Rebecca, i suoi dubbi, la sua confusione, vengono trasmessi in maniera efficacie e molto credibile (molto più che in altri lavori che ho letto, anche di recente). Proprio per questo il legame tra i due protagonisti, benché inizialmente inspiegabile, appare e  viene percepito dal lettore, come unico e indissolubile, non come un'attrazione posticcia ed artefatta. 
Se vogliamo cercare dei difetti, possiamo dire che senz'altro la storia ci mette un po' ad ingranare. La vita di Rebecca, della sua famiglia e delle sue amicizie viene introdotta con dovizia di particolare (forse anche troppi), ma tutta la pacatezza dell'inizio viene assolutamente ripagata continuando nella lettura.

Insomma, una storia dalla forte carica emotiva, caratterizzata da un perfetto utilizzo dell'elemento 'paranormale' e con un finale che spezza il cuore.




Alla prossima,
Serena

sabato 4 maggio 2013

Recensione film: "Iron Man 3"

Ok, lo so che avevo promesso di rispettare il volere dei lettori e di attenermi ai risultati del sondaggio ma...  capperi, sono andata a vedere Iron Man!!
Lo so che un 'ecchissene' generale si è alzato nella platea, ma se mi conoscete anche solo un pochettino, saprete che per queste cose io vado in brodo di giuggiole, quindi...

La prossima settimana, ricominceranno le pubblicazioni come da programma.


E dunque è giunto il momento.
questa volta ho temporeggiato un po' prima di scrivere la mia recensione perché, se da una parte la mia anima geek è tre giorni che urla incessantemente dall'eccitazione, dall'altra c'erano anche alcuni aspetti che vale la pena e vorrei sottolineare.

Partiamo dal trailer e dalla sua pesante azione di depistaggio. Non so voi, ma io mi ero fatta tutta un'idea particolare su come più o meno si sarebbe svolta la storia, e invece ho preso una cantonata dietro l'altra.
Che questa 'illusione' generale fosse in parte voluta? Ah, che mascherine... a me piace pensare di sì.

In questo terzo capitolo della saga assistiamo ad un cambio di tono. Il focus della storia non è più solo l'armatura, ma è Tony Stark. Ed infatti, per la maggior parte del tempo, Robert Downey jr. recita senza l'armatura.
Sin dall'inizio ci rendiamo conto che Tony non sta passando un bel periodo, a partire dalla voce narrante stile "coscienza" che ci introduce ad un flashback.
In questo spezzone ci vengono gettate le briciole dei fatti, apparentemente insignificanti, che hanno portato agli sviluppi attuali.

Nella prima metà del film ci sono due grossi ed ingombranti il problemi: il Mandarino e il disturbo post-traumatico di Tony dopo gli avvenimenti di New York Ma se il primo è un terrorista del quale Tony sta cercando di non occuparsi, il secondo è invece un nemico subdolo, dal quale non è possibile sfuggire.
Non fraintendetemi, Robert Downey jr rimane sempre il solito irresistibile mattatore ed inanella divertenti gag una dietro l'altra come solo lui sa fare, ma questa volta cerca anche di sottolineare il lato più umano del suo personaggio.
Ma io non sono qui per raccontarvi la trama, no? La mia intenzione, a partire da qui, è di commentare con un sacco di spoiler i (molti) pro e i contro di questo film.

A differenza di altri, io non ho trovato per nulla stridente la questione degli attacchi di panico (forse risolta un po' "alla buona", questo sì) e l'ho accettata senza pormi troppi problemi di sorta. Sono invece rimasta un po' spiazzata dallo spezzone intermedio con il ragazzino. Voleva essere una specie di profondo confronto con una sorta di giovane alter-ego, o solo un pezzo carino? Perché sì, mi ha strappato qualche risata, ma mi è anche parso un po' out-of-character. Apprezzabilissimo però il fatto che abbia evitato di cadere nei soliti cliché del genere... quando Tony ha mollato il bambino in mezzo alla strada pigliandolo per il culo, ho tirato un sospiro di sollievo.

Poi inizia la mia parte preferita: il clou dell'azione.
E qui abbiamo un grosso colpo di scena.
Ma quanto ci sono rimasta 'dimmerda' quando si è scoperta la vera identità del Mandarino? Cioè, nel senso buono, ma cionondimeno dimmerda.
Non l'avevo proprio vista arrivare, per nulla. Quindi tutte le speculazioni fatte fino a quel momento sono state ribaltate alla bruttissima: il vero super cattivo altri non è che Aldrich Killian.
Che poi, accetto di buon grado il virus artificiale, i soldati geneticamente modificati che si autorigenerano e fondono il metallo, ma anche sputare il fuoco, NO.

Come al solito, l'azione nuda è cruda riesce sempre bene ai quei bontemponi Marvel. I combattimenti (non importa che i pezzi di armatura coinvolti fossero pochi) erano sempre d'effetto e messi eccellentemente in risalto da un 3D discreto ed usato con perfetta misura.
Piuttosto scarsi invece sia il ruolo di Iron Patriot che gli scambi di battute con Rhodey. Capisco che i punti centrali del racconto e le scelte fossero altri, ma forse avrebbero potuto fare di meglio.
Subito dopo però si sono fatti perdonare alla grandissima con quella FIGATA EPICA di combattimento finale con una quarantina di armature. Meraviglia per gli occhi.
Che poi era un po' il significato di tutto il film, no? Di armature ce ne possono essere anche 50, ma di Tony Stark ce n'è uno solo.

Altro colpissimo di scena alla fine.
Oddio, forse non era poi così impredicibile a ben vedere, ma giuro che io ci sono rimasta davvero impietrita quando Pepper è precipitata tra le fiamme. Subito dopo il mio cervello mi ha ricordato di tutta la questione degli esperimenti Extremis ecc ecc, ma per un brutto attimo ho davvero abboccato come un luccio.
Mi ha anche divertita/piacevolmente sorpresa l'exploit finale di Pepper in versione violenta e corazzata.
Insomma, avevo già letto in diverse interviste che Robert Downey jr aveva insistito per far partecipare più attivamente la sua leading lady, ma da lì a consegnarle la distruzione del cattivo... beh, tanto di cappello!
Riguardo alla scena finale, non ho ancora deciso cose pensarne.
Notoriamente non sono una grande fan delle voci fuori campo, ma in questo caso cadeva bene come conclusione a chiusura del racconto... però non potete liquidarmi in 3 frasette delle cose come la guarigione di Pepper (1 frase) e la rimozione del reattore nel torace (2 frasi) !!!

Ma alla fine, mettetela un po' come vi pare: ci sono state delle sbavature, ci sono state delle imperfezioni, ma era obiettivamente una FIGATA PAZZESCA DI FILM.
E questo è quanto.


Nota #1: la versione cinese del film ha 4 minuti di girato in più di quella uscita nel resto del mondo, ma pare che siano tutte scene piuttosto insignificanti (con soli attori cinesi), quindi nulla di che.

Nota #2: Come sempre, dopo i titoli di coda, c'è la scena finale targata Marvel. Non spoilero, ma francamente sono rimasta perplessa. Divertente, ma perde un po' lo scopo di introduzione al capitolo marvel successivo che aveva sempre avuto... è un po' fine a se stessa.

Nota #3: non si capisce se e come Iron Man farà ritorno in un prossimo futuro. Ci sarà un "Iron Man 4"? Ci sarà Tony Stark in "The Avengers 2"? Ma soprattutto, ci sarà di nuovo Robert Downey jr?
Dico questo non tanto alla luce del finale di questo film, ma piuttosto pensando alla scadenza del contratto dell'attore protagonista... Insomma, chi vivrà, vedrà.

E voi? Avete visto il film? Cosa ne pensate? I commenti, come al solito, sono più che ben accetti qui di sotto.

Buona visione!
Serena

giovedì 2 maggio 2013

Sezione Biblioteca (35)


Salve a tutti,
quest'oggi anticipa leggermente la rubrica Sezione Biblioteca per due motivi principali:
1) mio fratello è andato a ritirare un paio di libri per conto mio proprio questa mattina. Che caro ragazzo ^^
2) sto preparando una recensione e non avevo il tempo per altri post elaborati

Quindi i 'nuovi arrivi' della settimana sono:


"L'orlo argenteo delle nuvole" 
di Matthew Quick


"Fire"
di Kristin Cashore

Già che ci sono ne approfitto per una piccolissima comunicazione di servizio riguardante le mie prossime letture. Quest'inverno le due autrici Francesca Verginella e Simona Giorgino mi hanno inviato molto gentilmente i loro libri da leggere e recensire... Beh, non mi sono dimenticata. Sono ancora lì, ma al momento non ho il tablet funzionante e non ho molto tempo per leggere al di fuori degli spostamenti, quindi chiedo sia a loro che a voi di pazientare ancora un po'. E scusate. 

Alla prossima, 
Serena