mercoledì 31 luglio 2013

Vacanze....


Fanciulli,
non ci avrei scommesso un penny bucato fino a 3 giorni fa, e invece vado in vacanza.
Una mia amica mi ha invitato nella sua casa all'Elba e penso proprio di approfittarne.
Il blog rimarrà quindi "chiuso per ferie" fino al 14 di agosto.
Besos a tutti!
Serena

lunedì 29 luglio 2013

Introduzione a "Doctor Who" (per me, mica per voi...)

Nuova stagione, nuova mania di Serena.

Anche questa  è arrivata del tutto inaspettata proprio mentre avevo abbassato la guardia (fine esami).


In realtà sono diversi anni che conosco la serie (e chi non la conosce?!), ma ne avevo sempre e solo visti dei pezzetti su Rai4, ad orari scoraggianti come le 2 di pomeriggio...
Insomma, non è che avessi questa gran voglia di cominciarlo, soprattutto considerando il fatto che hanno sfornato già 7 nuove stagioni...

Me povera profana.

Un giorno, senza nessun collegamento con nessun discorso in corso, una mia cara amica ha cominciato un discorso su quanto la annoiasse "Doctor Who", sul fatto che non capiva come potesse essere considerato un cult, ecc ecc... Ma nella mia testa sentivo solo:


E' come scattato un interruttore, e quindi ho cominciato.
Ok, lo ammetto, non dalla serie del 9° dottore perché l'idea di 7 stagioni incombenti sul mio futuro era troppo per la mia psiche quando ancora non sapevo se mi sarebbe piaciuto...
Matt Smith / Undicesimo Dottore
Alla fine la scelta è ricaduta sul primo episodio della 5a stagione, con l'introduzione (sort of) dell'Undicesimo Dottore/Matt Smith.

Risultato: mi sono innamorata perdutamente della serie e l'ho ricominciata senza indugio a partire dalla prima stagione del "nuovo millennio".

David Tennant /
Decimo dottore
L'aver visto per prima la 5a stagione e l'essermi abituata all'Undicesimo Dottore e alla delirante follia del buon Moffat mi ha fatto per un attimo temere che non avrei apprezzato altrettanto le serie precedenti (diretta da Russel T. Davies)... Poi però ho guardato il mio riflesso nello schermo del pc e mi sono risa in faccia da sola: ma chi voglio prendere in giro? Lo sappiamo tutti che sono condannata ad una nuova mania. Pff.

Dunque, dove sono arrivata so far?

Ho cominciato con calma con la prima stagione: Christopher Eccleston e Billie Piper. 
Devo ammettere che nonostante tutto non sono riuscita ad innamorarmi del Nono Dottore. Insomma, è il primo, è grande e tutto il resto, ma credo che l'idea che sarebbe durato solo una stagione e la prospettiva dell'arrivo i Tennant, mi abbiano impedito di legarmi troppo... Sapete no, come quando si guarda un film del quale si conosce già la fine.

Insomma, era un rischio che tenevo in conto avendo ri-cominciato la serie dopo averla scoperta in corsa.
Christopher Eccleston / Nono Dottore
Mi conosco, mascherina.

O forse non mi conosco così bene?
Perché nonostante ormai mi fossi rassegnata all'idea che non avrei mai preferito nessun Dottore a Matt Smith, all'arrivo di Devid Tennant mi sono dovuta ricredere. Big time.
Non c'è nulla da fare Tennant è talmente spettacolare che ci ha messo un nonnulla a farmi capitolare pietosamente. Del tipo che alla "mano da combattimento" ero già partita senza ritorno per la tangente. E si parla del 35° minuto del suo primo episodio, per dire.

Oddio, ancora non posso affermare con determinazione che sia il mio Dottore preferito (se la sta ancora combattendo all'ultimo sangue con Smith), però è impossibile non adorarlo ciecamente. 

Billie Piper/Rose Tyler
Al contrario invece speravo che la seconda companion sarebbe stata ancora migliore della Rose Tyler di Billie Piper. 
Non perché non mi piacesse -per carità- ma perché avevo voglia di vedere un bel cambiamento... Infatti mi ero per un attimo esaltata all'arrivo di Donna nello speciale di Natale "The Runaway bride"
Insopportabile, isterica Donna.. ma decisamente allettante dopo 2 stagioni dell'adorante Rose.
E invece arriva Martha, che aveva tutte le carte in regola per essere una grandissima companion (e penso che da molti sia anche considerata tale) ma io l'ho trovata troppo piagnucolosa. 
Come dire... Nonostante tutto quello che ha fatto di importante ed essenziale, ai miei occhi è sempre rimasta la hopeless rebound che invece ha cercato disperatamente di non essere. 

Freema Agyeman/Martha Jones
Mi sento una persona brutta e cattiva già solo a pensarle queste cose, figuriamoci a metterle per iscritto... 
Fan di Martha Jones di tutto il mondo: perdonatemi.


Ed ora eccomi qui: pronta ad affrontare la quarta serie, con grandi aspettative e un (altro) disastro del Titanic che mi attende.
Non vedo l'ora.




A presto, 
Serena

sabato 27 luglio 2013

Sezione Biblioteca (39)


Mi sto preparando per affrontare l'estate in maniera degna e sopratutto piena di letture, e quale modo migliore di andare in biblioteca a fare razzie?
Grazie allo speciale prestito estivo, ora posso prendere fino a 6 libri, quindi stamattina ne ho restituito uno e preso:


"Jonathan Strange & il Signor Norrel"
di Susanna Clarke



"Le vite perdute di Christopher Chant" 
di Diana Wynne Jones



"Il giro del mondo in 80 giorni"
di Jules Verne


E con questi sono 6.

E voi, cosa state leggendo?
Serena

venerdì 26 luglio 2013

(Parlando di BBC) Horrible Histories !


Forse qualcuno ha qualche ricordo d’infanzia legato ai libri di questa collana… ma per tutti gli altri:
Horrible Histories è una serie di libri per bambini ideata da Terry Deary che raccoglie in ogni volume tutti gli aneddoti e le curiosità più interessanti, truculente e possibilmente disgustose note agli storici. Ogni libro tratta in particolare un popolo o un’epoca storica in maniera semplice e divertente, e i libretti sono arricchiti dalle vignette e i disegni di Martin Brown.

Io avevo scoperto un paio di questi libri per puro caso quando facevo le elementari e ammetto senza vergogna che all’epoca mi facevano sbellicare dalle risate.
Poi sono cresciuta ma, anche se ormai il mio senso dell’umorismo è un po’ diverso, li trovo ancora decisamente simpatici.
Adesso ci pensa la serie televisiva a farmi sbellicare.

Nel 2009 infatti, la Cbbc (canale della famiglia BBC) ha dato il via ad una serie di 13 puntate con attori veri che portano in vita numerosi sketch in costume rifacendosi alle orribili curiosità descritte nei libri.

Di nuovo per puro caso, cercando informazioni sull’autore dei libri, mi sono imbattuta in uno degli sketch su Youtube… ed  stata una rivelazione senza precedenti.

La serie televisiva è ormai giunta alla 5a (e probabilmente ultima) stagione, ha vinto numerosi premi e riconoscimenti, è molto amata sia dai bambini che dagli adulti, e quando non è in onda porta in giro per il Regno Unito lo show con degli spettacoli teatrali.
Gli attori sono davvero bravissimi e caratterizzano i personaggi ricorrenti in maniera riconoscibilissima e folle.
Alcuni degli sketch inoltre fanno il verso a programmi moderni noti, rendendoli riconoscibili a tutti (Trailer, Wife Swamp, Creebs, Masterchef, Don’t tell the bride, …)
E le canzoni, ragazzi, le canzoni. Terribilmente orecchiabili: non ho trovato pace fino a quando non ho imparato tutta la Kings and Queens Song a memoria.

La cosa spettacolare è che, pur essendo tratta da libri per bambini, fa leva su una comicità universale che non può che contagiare anche gli adulti. Fidatevi.

Qui sotto vi carico un paio di sketch, in caso qualcuno volesse guardarli.


il cast
Avvertenza: la serie chiaramente è in inglese ed è ricca di giochi di parole e rime che non avrebbero senso altrimenti, quindi credo sia bene specificare che è necessaria una conoscenza almeno media dell’inglese. Ma se siete di quelli che si leggono i libri in lingua o si guardano i telefilm, una volta presa confidenza con la musicalità dell’accento non dovreste avere problemi.

Strange Tudor Laws



Spanish Armada



George IV's Windsor tombs tour




Caligula's declaration of war



Charles II and the Crow Jewels theft



Kings and Queens Song




Buona visione, 
Serena

giovedì 25 luglio 2013

Meme: Malattie letterarie

Salve a tutti,
oggi vi propongo un meme davvero interessante che ho rubacchiato dal blog di Clary, Book Time.
Si tratta di associare a delle malattie proposte un libro che secondo voi calza la definizione.

Pronti? Via!

Diabete: un libro troppo dolce


Una roba smielata fino all'inverosimile.
Non so nemmeno dove ho trovato la determinazione per finirlo.


Varicella: un libro che non rileggeresti mai più


Pomposo e noioso.
Ho detto tutto


Influenza: un libro che si diffonde come un virus


Questo è IL romanzo virale.
C'è qualcuno nell'universo che ne è rimasto immune? Non credo proprio


Malattia ricorrente: un libro che rileggi spesso o ogni anno


Questa è facile: lo rileggo ogni anno una volta in inglese e una (o due) in italiano.
Non riesco a smettere


Insonnia: un libro che ti ha tenuto sveglio


Sono rimasta sveglia fino a tardissimo per cercare di finirlo, poi è arrivato mio padre e me lo ha sequestrato per mandarmi a dormire.
Mi mancavano solo 3 capitoli alla fine.
Non vi dico che nottata ho passato.


Amnesia: un libro che hai letto, ma del quale ti sei dimenticato tutto o quasi


So di averlo letto perché è segnato nella mia Lista, ma credo non riuscirei a ricordarmi la trama nemmeno se da questo dipendesse la mia vita... Chissà di cosa parla.


Asma: un libro che ti ha tolto il fiato


Cominciato lentissimo (e per obblighi scolastici), dopo la metà non sono più riuscita a staccarmene.
Uno dei primi libri che mi ha fatto stare fisicamente male.


Malnutrizione: un libro privo di contenuti


Insulso e fastidioso. Sono successe un sacco di cose, nessuna delle quali con una parvenza di senso logico o scopo. Talmente raffazzonato che non mi ha lasciato nulla. Giusto un po' di fastidio.


Mal di mare: un libro che ti ha portato in un altro mondo


Anche qui, un classico.
Come scordare le sensazioni provate a 11 anni leggendo per la prima volta Harry Potter?


Con questo è tutto.
Sono stata concisa nei commenti per evitare di sfinirvi di chiacchiere, ma spero ugualmente che via sia piaciuto.
Siete d'accordo? Non siete d'accordo? Volete riprendere anche voi il meme?
Accomodatevi e fatemi sapere ^^

Serena

mercoledì 24 luglio 2013

Recensione: "Il più grande uomo scimmia del Pleistocene" di Roy Lewis




TITOLO: Il più grande uomo scimmia del Pleistocene
AUTORE: Roy Lewis
EDITORE: Adelphi
PREZZO: € 8.00

RECENSIONE:

Ragazzi, ma che gran libro.

Dalla presentazione di Terry Pratchett:
"Il libro che avete tra le mani è uno dei più divertenti degli ultimi cinquecentomila anni. Detto così alla buona, è il racconto comico della scoperta e dell'uso, da parte di una famiglia di uomini estremamente primitivi, di alcune delle cose più potenti e spaventose su cui la razza umana abbia mai messo le mani: il fuoco, la lancia, il matrimonio e così via. È anche un modo di ricordarci che i problemi del progresso non sono cominciati con l'era atomica, ma con l'esigenza di cucinare senza essere cucinati e di mangiare senza essere mangiati."

Questo di Pratchett è un'ottimo riassunto in prima battuta, ma c'è molto altro.
Questo libro è brillante, inaspettato e divertente, ma non nella maniera esplicita ed elementare che possiamo immaginare, ma in modo intelligente e incisivo.
Fruttero e Lucientino nella quarta di copertina l'hanno etichettato come "anacronismo a scopi comici", ed è proprio questa l'irresistibile e sottile forza del libro: sentire uomini del Pleistocene pensare e parlare con registro alto e citare espressioni in latino, mentre discutono della loro ultima rivoluzionaria scoperta: il fuoco.
C'è un che di impagabile nel sentire due uomini preistorici aver conversazioni del tipo: 
- (...) Con tutto questo fuoco in giro, il senso morale dell'uomo rischia di scomparire, oscurato dalla potenza tecnologica.
- E' una considerazione capziosa.

E zio Vania. Alla fine del libro tutti vogliamo almeno un po' bene a quel reazionario brontolone di zio Vania, e ridiamo con gli altri (e col senno di poi) delle sue rimostranze contro la 'scellerata evoluzione contro natura'. 
Ma, a ben pensarci, i suoi son solo vaneggiamenti retrogradi? O forse possono essere letti nel XXI secolo come degli ammonimenti fin troppo validi sul progresso tecnologico senza regole o limiti e le sue conseguenze?
E vogliamo parlare della svolta capitalistica dell'orda negli ultimi capitoli? Il concetto di proprietà esclusiva, superiorità...

Un libro che ho trovato irresistibile e geniale già nelle sue prime pagine...e con tanto di colpo di scena finale.

"Il celebre biologo naturalista Théodore Monod in seguito scrisse per segnalare uno o due errori tecnici, ma precisò che non importavano un accidente, perché la lettura dl libro l'aveva fatto ridere tanto che era caduto da un cammello nel bel mezzo del Sahara.
Sicché, sedetevi su qualcosa di stabile."
-Terry Pratchett


Buona lettura, 
Serena

martedì 23 luglio 2013

Comic-Con 2013: Teaser-Trailer "Veronica Mars"

Ragazzi, 
giorni di Comic-Con di San Diego. 
Un sacco di panel ricchi di novità, esclusive, sorprese per i fan... e a noi non resta che mangiarci le unghie fino ai gomiti e attendere impazienti le briciole diffuse via web.


Oggi vi propongo un primo teaser trailer (con tanto di dietro le quinte) di "Veronica Mars", l'attesissimo film tratto dall'omonima serie tv sovvenzionato dai fan tramite un progetto KickStarter.

Ormai le riprese devono essere terminate, siete pronti per il ritorno di Veronica?

Ecco a voi:




Buona visione, 
Serena

lunedì 22 luglio 2013

Comic-Con 2013: nuovo trailer per "Catching Fire"











Buongiorno a tutti,
oggi notizie dal Comic-Con. Qualcuno di voi avrà sicuramente già visto la notizia da altre fonti, ma per tutti quelli che se la fossero persa:  al panel dedicato a "Catching Fire" è stato presentato il nuovo trailer della pellicola.
Ragazzi, rifatevi gli occhi:





(Appena possibile aggiornerò con il trailer in italiano)


Buona visione ^^
Serena

domenica 21 luglio 2013

"Orgoglio e Pregiudizio" su LaEffe


Buongiorno a tutti, 
oggi post super-rapido per informare chi si fosse perso la notizia, che dal 21 luglio (stasera) ogni settimana andranno in onda su LaEffe gli episodi della mitica miniserie targata BBC "Orgoglio e Pregiudizio".
Sì, proprio quella lì che pensate voi. 
L'unica e leggendaria del 1995 con un giovanissimo Colin Firth nei panni di Mr Darcy.

L'appuntamento è
domenica dalle 22.00 su LaEffe (canale 50 del Digitale Terrestre)


 Serena




sabato 20 luglio 2013

venerdì 19 luglio 2013

Sezione Biblioteca (38)


Buongiorno a tutti, 
questa mattina mi sono svegliata e ho stabilito di essere ufficialmente in vacanza, e il fatto non è passato inosservato agli occhi del Fato. Nel corso della mattinata infatti mi sono arrivati un invito per l'isola d'Elba e ad una cena di compleanno. Evvai.
Ho deciso di 'festeggiare' il mio ingiustificato umore vacanziero con una visitina in biblioteca e, nella fattispecie, di darmi alle letture di "grande spessore":


Vita stregata
di Diana Wynne Jones

Streghe stregate
di Eva Ibbotson


L'intrepida Tiffany e i Piccoli Uomini Liberi
di Terry Pratchett


Brutte Storie - I cinici Celti
di Terry Deary

Che ne pensate delle mie letture 'avanzate'?

Serena

mercoledì 17 luglio 2013

Recensione: "La casa per Ognidove" di Diana Wynne Jones

TITOLO: La casa per Ognidove
AUTORE: Diana Wynne Jones
EDITORE: Kappa
PREZZO: €15.00

TRAMA:
Charmain Baker vive serenamente, trascorrendo le sue giornate tra i libri. Quando un bel giorno deve raggiungere il prozio William che giace a letto ammalato, sembra l'occasione per vivere una bella avventura. Ma la cose si complicano quando scopre che William è un potente mago e che la sua casa si sposta nello spazio e nel tempo. Charmain non è certo preparata ad avere a che fare con una casa magica! Aprendo una porta si può passare dalla sala alla cucina, ma anche trovarsi proiettati in una terra lontana. Fin dal suo arrivo, Charmain Baker farà una serie di incontri sorprendenti, ma la sua vita prenderà una piega davvero inaspettata solo quando incontrerà dei personaggi che ben conosciamo: Sophie, il demone Calcifer e, sotto mentite spoglie, il terribile mago Howl!

RECENSIONE:
Già dalla prime pagine di questo romanzo ci si sente di nuovo a casa. Bastano poche frasi per ri-catapultarci nella magica realtà del mago Howl e dei suoi compagni di avventure.
Cambia la città, cambia il regno, e la nuova protagonista, ancora una volta, non ha nulla dell'eroina: Charmain è una fanciulla ben educata ed intelligente, nonché completamente ed unicamente assorbita nei propri libri. Per tutte noi blogger librovore sembrerà la protagonista ideale, ma procedendo un poco nella lettura sarà sempre più evidente che anche la mite Charmain ha dei grossi difetti: completamente inesperta di tutto ciò che sta al di fuori delle sue amate pagine, non ha mai provato interesse per chi o cosa le sta intorno, e per questo è pigra, poco paziente e leggermente egoista. 
Dopo essere stata cresciuta nella bambagia, si trova a un giorno all'altro a dover badare alla casa magica di un vecchio prozio mago, a gestire incantesimi strampalati, accudire cagnetti mangioni, sopportare apprendisti imbranati e trattare con irritanti coboldi.
Ma sarà proprio il suo grande amore per i libri a farle fare la prima azione indipendente e attiva della sua vita: candidarsi come aiutante nella Regia Biblioteca. Ovviamente questo impiego  idilliaco e apparentemente tranquillo finirà col catapultarla nel mezzo di un'inimmaginabile avventura magica per sventare un complotto ordito ai danni del re.
E come sempre, con ineguagliabile solluchero, vediamo il ritorno della nostra famiglia magica preferita: la determinata Sophie, il piccolo Morgan, il mai-abbastanza-apprezzato Calcifer e l'irresistibile e pestifero How...Twinkle. 
Anche se un pochino meno coinvolgente dei precedenti capitoli, questo romanzo ci regala un'altra avventura fantasiosa, intrecciata e originalissima, che chiude la trilogia del castello errante e ci porta con sé -anche se solo per qualche ora- nella meravigliosa realtà magica di Diana Wynne Jones.


Buone letture,
Serena

domenica 14 luglio 2013

Acquisti recenti: "The Avengers"


Cioè, cercate di capirmi... Il dvd era lì, sullo scaffale, a 9.90€, con gli occhioni di Hulk che mi guardavano imploranti... Non potevo lascialo lì....



Serena


P.S: pazientate ancora qualche giorno. A breve sarò di nuovo in grado di pubblicare recensioni, approfondimenti e tutte quelle robine sfiziose che richiedono più di tre minuti per essere scritte in forma di post.

venerdì 12 luglio 2013

Meme: che lettore sei?

Salve a tutti,
oggi mi sono dedicata ad un MEME che ho preso dal blog Frannie's Café di Frannie Panglossa.
Sapete che di solito non partecipo ai meme (per questioni di tempo, sempre e comunque) ma questa volta ho deciso di dedicargli un po' ti tempo, anche perché mi sembra un ottimo modo per scoprire qualcosa di più sulla blogger dietro al blog, no?


Cominciamo:

Quanti libri ci sono in casa tua?
Sorprendentemente pochi per la media delle nostre letture. Un sacco di classici, questo sì... per non contare tutti i libri di autori greci/latini che si è dovuto sciroppare mio fratello al classico. Grandi lettori sì, ma non grandi compratori.

Quanti letti?
Da me, quasi nessuno. Tranne quelli in camera mia, i libri delle altre stanze sono degli illustri sconosciuti per me. Ma con i libri della biblioteca è tutta un'altra musica. Tra me e mio padre prenderemo in prestito almeno un centinaio di libri l'anno.

Quanti ancora da leggere?
Beh, in casa quasi tutti. E non credo di cimentarmi molto presto. Sarà perché non sono i miei libri, ma non mi attirano molto al momento.
In generale però la mia WishList ha superato le 600 unità. Per fortuna che ci sono le biblioteche, sennò sai che salasso!

Quanti libri hai "mezzo letto"?
Qualcuno sì, lo ammetto. Pochi in realtà. Alcuni erano molto noiosi, altri semplicemente intollerabili. Da una parte mi spiace, ma dall'altra penso:
1) Perché sprecare del tempo che potrei magari dedicare ad un libro bello?
2) Se il libro è solo un po' lento, lo rimando a momenti di maggiore ispirazione.

Da quali libri non potresti mai separarti?
In assoluto? Orgoglio e pregiudizio, Jane Eyre e Streghetta mia.

Cosa ne pensi degli appunti a margine? E delle dediche scritte ad inizio libro da amici/parenti?
Dediche: ok.
Appunti: assolutamente no. Sui libri non si scrive. E per questo che ho aperto il blog XD !

Fai le orecchie ai libri?
Assolutamente-no-2-La-vendetta.
Esistono i segnalibri, i post-it, gli strappi di carta igienica... tutto ciò che è piatto va bene. (Uh i righelli! ma quanti ne trovo in giro per i miei libri...?!)

Compri libri usati?
Non mi è mai capitato, ma non escludo di poterlo fare un giorno. Se sono ben tenuti, perché no?

Secondo te c'è un numero limite di libri superato il quale ospitarli in casa diventerebbe improponibile?
Dipende della casa e dal proprietario. Io non sento la necessità di possedere tutti i libri del mondo e mi basta avere sotto mano i miei preferiti. Ma se qualcuno preferisce riempire la casa di librerie, chi sono io per giudicarlo? Anzi, adoro le librerie (intese come scaffali....)!

Hai delle abitudini nei confronti dei libri?
Nulla di particolare.
Negli anni mi è un po' venuta la sindrome "Oddio-ora-che-ho-cominciato-non-posso-più-smettere", un po' scomoda quando si avrebbero altre 7000 cose da fare. Ma oltre a quello, nulla.
Anzi una cosa sì. Più una filosofia a dire il vero: mai cominciare un libro quando non sono ispirata. Rischio di rovinarmi una lettura che altrimenti sarebbe stata gradevolissima.

Ci sono libri che ti sono piaciuti molto ma dei quali non ti ricordi più la trama o quasi nulla?
Qualche volta capita. Per lo più a grande distanza di tempo e -lo ammetto- se ho anche visto un qualche film tratto che mi ha incasinato le idee. Ma per lo più succede con i libri "neutri" (né belli né brutti) non con quelli molto belli.

Quanti libri hai comprato con la speranza di leggerli, ma non li hai mai letti e forse non li leggerai mai? Di che genere sono?
Nessuno. Compro solo i libri che mi sono piaciuto moltissimo e per il resto mi affido alla biblioteca.

Come disponi i libri nella tua libreria? Se avessi a disposizione molto spazio, invece, come li riporresti sugli scaffali?
Libri in ordine di autore/serie e dimensione. Ovvero: i libri di una stessa serie sono sempre irrimediabilmente tutti vicini, e poi tento di posizionare i vari "blocchi" per ordine di grandezza (altezza a scendere da sinistra a destra). In un altro scaffale invece tengo i 'singoli' (sempre in ordine di dimensione... mi piace avere la libreria ordinata).

Quali generi prediligi nella lettura?
Classici, fantasy, qualcosa di romance (mai troppo e tutto insieme, altrimenti mi prende la sindrome da "odio le coppiette"), urban fantasy e paranormal romance stanno cominciando a cedere posto ad altri libri nelle mie preferenze; mi piacciono molto gli autori dallo stile originale e ironico come Terry Pratchett (in realtà, ho una venerazione per quell'uomo, ammettiamolo).

C'è un motivo per cui tieni ai tuoi libri al punto da pensare che siano oggetti preziosi da cui non potresti separarti?
Dal momento che compro i libri solo quando li ho davvero amati, è ovvio che tutti siano preziosi per me. Ognuno scatena delle diverse sensazioni e mi trascina in un'atmosfera diversa e unica, e se sono passati tanti anni da quando l'ho comprato, mi ricorda com'ero e come mi sentivo la prima volta che mi sono innamorata di quella storia.


Bene, è tutto. Spero che non vi siate annoiati troppo e che abbiate scoperto qualcosina di nuovo anche su di me.

Un abbraccio a tutti,
Serena

mercoledì 10 luglio 2013

Libri&Cinema: il punto di vista di una blogger-spettatrice qualunque

Premessa delle premesse.
Questo articolo nasce dalla proposta per una collaborazione avanzata da Daniela di Inchiostro Bianco per disquisire di Libri, Film e della loro (spesso disfunzionale) relazione. D'altronde si sa che quanto si tratta di sproloquiare e sparare a zero, io non mi tiro mai indietro.
Che questo argomento sia di mio gradimento già lo sapevate, in fondo ho creato una rubrica apposta … ma questo articolo mi da la possibilità di entrare più a fondo nell'argomento generale.

Partiamo subito con una botta di immodestia nell'affermare che sono riuscita a trovare il mio personale Eden della coesistenza tra Libri e Cinema: l’oblio.
Per giungere a questa felice conclusione mi ci sono volute tonnellate di letture, anni e anni e anni di clamorose delusioni cinematografiche, tanto sano pragmatismo e la mia ormai conclamata "Sindrome da Avvocato del Diavolo" (inventata da me in questo momento).

Ragazzi, ragazze, guardiamoci negli occhi e parliamoci chiaro: quante possibilità ci sono che un film soddisfi pienamente un’audience cinematografica e allo stesso tempo rispecchi esattamente tutte le caratteristiche del libro d’origine? Pressoché nessuna. Da qualche parte bisogna scendere a compromessi: il punto sta nel capire dove, e fino a che punto.
Non sono mai stata il tipo da spaccare il capello in quattro, quindi se leggo il libro delle avventure di Tizio, ma sul grande schermo Tizio ha i capelli mori anziché biondi, me ne faccio filosoficamente una ragione. Non sto lì ad indignarmi e a puntare il dito, a patto che il Tizio in questione sia in grado di recitare… perché altrimenti di gran cani con il colore di capelli giusto ne è pieno il mondo.

da Harry Potter
Un bel giorno poi ho scoperto che, per non fissarsi troppo ai dettagli, basta vedere un film parecchio dopo aver letto il libro d’origine. Ed ecco che l’oblio è servito. È una cosa che ho scoperto con gioia guardando la serie film di Harry Potter”, che mi ha accompagnata per tutta l’adolescenza. Mentre i miei amici si scandalizzavano di certi tagli di scene o di dettagli omessi/modificati, io mi godevo beata la visione del film, completamente immemore dei suddetti dettagli. Se poi mi capitava di rileggere il libro in questione, beh, in questo caso entrava il gioco il pragmatismo (e anche un po’ di buonsenso): quello che funziona in un libro non funziona in un film.
In un libro entrano in gioco mille fattori: lo stile dell’autore, l’immaginazione del lettore, l’atmosfera creata… nel film no. Non dico che non abbiano importanza l’impronta della regia o l’atmosfera evocata, ma tutto questo non sarà mai nemmeno lontanamente paragonabile a quello che ci immaginiamo nella solitudine della nostra stanzetta. E poi è chiaro: un film deve condensare in un paio d’ore centinaia di pagine di storia con tutti i limiti di realizzazione del caso. Non è possibile che ci siano tutti i dettagli di tutte le scene, esattamente come sono state descritte. Non si può. Quindi, io dico, ben venga qualche omissione di dettagli e modifica ad alcuni passaggi, ma a condizione che: 1) le modifiche siano indirizzate alla comprensione dello spettatore e non messe così a capocchia, 2) non ci siano delle modifiche radicali di personaggi e situazioni. A tutto c’è un limite.
Quindi basta fare i pistini del cavolo e cerchiamo di essere un po’ più elastici.

E la volete un’altra bestialità? Talvolta i film sono anche meglio di certi libri (raro, rarissimo, ma capita).

Ora però arriva la parte che preferisco, quella in cui posso parlare male dei brutti film.
La mia storia recente è piena di tutte le accoppiate possibili (bel libro-brutto film/bel film-brutto libro/libro-pre-film/libro-post-film, ecc ecc…), quindi preparatevi.

da Orgoglio e Pregiudizio
Cominciamo subito con il mio libro preferito in assoluto: Orgoglio e Pregiudizio”.
Qui so di sfondare una porta aperta: ci sarà un altro miliardo di ragazze che amano questo libro e ne conoscono ogni rilegatura, e io non faccio eccezione. Ma oggi lo cito perché fa davvero al caso di questo articolo.
Iniziamo con una confessione scottante: ho scoperto il libro dopo il film di Joe Wright.
Calma calma, postate un attimo forconi e torce e finite di leggere.
Non posso propriamente dire di aver visto il film prima del libro, perché la prima visione è avvenuta al liceo, quando la mia professoressa di inglese ha deciso di cercare di inculcarci qualcosa nelle teste di legno a suon di film in lingua originale. Va da sé che appena si sono spente le luci, è successo di tutto: si giocava a carte, si chiacchierava con l’amica, si messaggiava al cellulare … e di certo non si seguiva il film. Io ci ho provato, ma dopo quindici minuti non avevo capito né chi fosse la protagonista ne che capperi stesse succedendo. Con buona pace di Jane Austen. Vero è che il film mi aveva intrigato quel tanto che bastava per spingermi a prendere il libro… ed è stato amore incondizionato.
Nel momento in cui l’ho chiuso, sapevo di aver trovato la mia nuova Bibbia (nessuna blasfemia intesa). Solo allora ho rivisto il film e l’ho trovato meraviglioso. E dire che di cose cambiate ce ne sono eccome. Eppure, già avevo capito che non bisogna andare tanto per il sottile e giudicare in maniera più ampia e aperta il risultato. Gli attori sono bravissimi, l’atmosfera meravigliosa, c’è qualcosa di impalpabile che me lo fa amare … Quel film è ancora tra i mie preferiti.
Ogni volta che rileggo il libro mi viene voglia di vedere il film e ogni volta che vedo il film mi viene voglia di rileggere il libro.
da Orgoglio e Pregiudizio (1940)
Un giorno poi sono incappata nella versione del 1940. Non sono nemmeno riuscita a finire di vederlo. Non so cosa ci sia in quel film, ma non riesco proprio a farmelo piacere… E sono consapevole che la mia opinione possa non essere condivisa dai più, ma de gusti bus non disputandum est, e questo è quanto: ecco un esempio di adattamento che non mi è piaciuto.

Il problema è che questa è una categoria così varia… Vogliamo aprire una parentesi sulla cinematografia moderna? Mah sì, facciamolo.
Non è un mistero nemmeno per i più ingenui che moltissimi film vengono prodotti per puro amore del soldo. E sì, avete capito tutti di cosa sto parlando, ma non vi darò la soddisfazione di citarlo apertamente.
Io non dico che bisogna girare film no-profit per amore dell’arte, ma nemmeno produrre degli aborti solo per fare quattrini, insomma. Con tutti i soldi spesi e guadagnati, ce la vogliamo mettere un po’ di qualità da qualche parte?  Volgiamo assumere qualche attore che sia effettivamente in grado di recitare? Per favore!!! È una cosa che si può fare: gli “Harry Potter” non erano affatto male (almeno…quasi tutti), la trilogia de “Il signore degli anelli”, “Hunger Games… Ma per ogni film godibile, vengono prodotti almeno cinque pellicole scadenti, di quelle che fanno mettere le mani nei capelli già a partire dal trailer… ed è ancora peggio se il libro di partenza mi è piaciuto.
locandina Eragon
Le delusioni sono state tante e sonore (Volgiamo citarne una? Eragon. Quella è stata tragica). Ci sono cascata decine di volte: mi illudevo e mi emozionavo all’annuncio del nuovo film tratto da un libro che amavo. Purtroppo, però, 90 volte su 100 il film era un abominio e mi faceva perdere la fiducia nel genere umano. Oppure era assolutamente dimenticabile e non rendeva giustizia all'originale.
Questa triste tradizione mi ha lasciato addosso quella patina di cinismo che ormai mi fa fare spallucce alle notizie dei nuovi adattamenti … Almeno adesso aspetto il primo trailer per esaltarmi. Per questo motivo non mi sento di augurarmi nessun adattamento e mi limito a sperare nel futuro e in Hollywood (seh…)

Per quanto riguarda l’identificazione tra attore e personaggio, per fortuna non mi si è presentato spesso il problema. Mi è successo con gli ultimi Harry Potter, ma devo dire che la cosa non è stata tropo fastidiosa e me ne sono fatta una ragione. Di solito cerco di leggere i libri prima dei film, così da poter fare libero uso della mia immaginazione, e non sono nemmeno solita a rileggere i libri (tranne rarissime eccezioni).
Anche qui mi sembra il caso di inimicarmi qualcuno e fare dei nomi. Ho esempi per tutti i gusti.
da One for the money
Per la categoria “cani iscritti al sindacato come ‘attori’” abbiamo Katherine Heigl. Ultimamente ho visto One for the Money”, film tratto dal primo volume delle avventure di Stephanie Plum di Janet Evanovich e... tanto di cappello a Katherine Heigl: è riuscita a compiere uno scempio con il minimo sforzo. Non è stata nel personaggio per nemmeno dieci minuti. 
Per quanto riguarda i cromosomi XY invece, ancora ringrazio il Cielo di aver letto tutta la serie di “Twilight prima di vedere il primo film, altrimenti non sarei sopravvissuta a ben quattro libri. Non fatemi spendere altre parole a riguardo. Per quando non mi consideri una hater, qui non riesco proprio a farmi convincere a cambiare idea. Della stessa categoria abbiamo Alex Pettyfer (“Sono il numero 4”) e Ed Speleers (tornando alla disastrosa parentesi di “Eragon). Il mio unico commento è: Sul serio?!
In molti casi, poi, gli attori scelti, seppur bravi, non assomigliano per nulla a come ci eravamo immaginati i protagonisti del film, ma la cosa generalmente non mi turba più di tanto. Un caso recente è il cast di “The Help: libro che mi è piaciuto moltissimo, così come il film. Non mi sarei mai immaginata Emma Stone, Viola Davis e Octavia Spencer come cast principale, ma le ho comunque amate moltissimo nel film.
da The Help

Talvolta mi è capitato di leggere i libri dopo aver visto il film… Di norma cerco di evitarlo ma a volte capita. Anche qui, ci sono esempi nel bene e nel male. Tutto in realtà dipende dal film, perché, se un film è bello, non ha poi molta importanza il fatto che differisca dal libro. 
Nel caso di Se solo fosse vero ho preso un brutto abbaglio. Sono stata ingannata dal film che, per quanto non particolarmente brillante, era una modesta ed allegra commediola romantica, mentre il libro… era una ciucciata. Noioso e sdolcinato fino ad essere irritante. Bleah.
Totalmente diversa invece è stata l’esperienza con Il castello errante di Howl”. Ho visto il film d’animazione al cinema apprezzandolo moltissimo; solo successivamente ho letto il libro di Dianne Wynne Jones, e ne sono rimasta ancor più stregata. Il fatto che il libro fosse profondamente diverso dal film in molti punti non mi ha per nulla turbata.

Qui si apre un varco per introdurre una strana categoria che però ho trovato: film che non si capiscono fino a
da Se solo fosse vero
quando non si è letto il libro. E per lo più qui si parla dei classici.
Nella mia infinita ignoranza, non avevo mai letto Jane Eyre. Nonostante ciò, un paio di anni fa, sono andata a vedere il film (con Mia Wasikowska e Michael Fassbender) e non mi è dispiaciuto… ma certi pezzi non li avevo capiti. O meglio, avevo capito cosa stesse succedendo, ma non fino a che punto determinate scene fossero importanti.
Poi ho letto il libro. Anche qui: amore spassionato e giuramento di eterna fedeltà, nonché buon proposito di rivedere il film. E stavolta ho capito tutto. Eh sì, perché ci sono certe scene che hanno un’importanza fondamentale, anche se composte solo da sguardi o schermaglie apparentemente innocue. Questi passaggi nel libro sono molto particolareggiati e coinvolgenti, mentre nel film non sono chiarissimi. Solo rivedendolo sono riuscita ad apprezzare certe scene
particolari che prima non avevo colto, ma solo perché conoscevo il significato e la rilevanza che assumono nel libro.

da Il castello errante di Howl
Negli ultimi anni è nata anche una nuova categoria da includere: libri tratti da film.
Adesso c’è questa moda di scrivere i libri basati sulla sceneggiatura dei film… Allora, capiamoci: l’idea non era malvagia. Ma c’è un ma. Quest’idea avrebbe senso se il libro effettivamente aggiungesse qualcosa a quello che abbiamo visto sul grande schermo. Se desse più spessore ai personaggi, più spazio ai loro pensieri, e via dicendo. Ma purtroppo non è così. Io ne ho già letti due o tre, e non sono altro che la mera riscrittura discorsiva di quello che succede nel film. Di solito sono romanzetti piuttosto brevi e del tutto dimenticabili… Insomma, fate un favore all’Amazzonia e piantatela di scriverli. Queste descrizioni non hanno nessun merito perché di sicuro non sono in grado di surclassare le immagini nitide e potenti della pellicola, e  non fanno che annoiare non aggiungendo nulla. Esempi del caso: “Biancaneve e il Cacciatore e “Cappuccetto Rosso Sangue”.

Talvolta viene anche la balzana idea di trarre un telefilm da un libro. E qui si sa che davvero bisogna mettersi Pretty Little Liars, Gossip girl, The Vampire Diaries, ecc ecc…
da Jane Eyre (2010)
l’anima in pace. Per sua stessa natura, il telefilm non potrà mai rispecchiare il contenuto originale del libro nella sua forma esatta per tanti motivi. Innanzitutto i gusti televisivi sono diversi, e poi è la stessa forma del telefilm ad essere profondamente differente da quella letteraria: una serialità di puntate da 40 minuti che devono portare da qualche parte, ma senza svelare troppo e con l’obbligo lasciare lo spettatore con la voglia di vedere l’episodio successivo. Qui abbiamo tutto un elenco di esempi che parlano da sè:

In conclusione di questo interminabile articolo, non mi rimane altro che ribadire lo stesso concetto dell’inizio: bisogna essere elastici, comprensivi, (un po’ smemorati) e vivere tranquilli, ma allo stesso tempo non dobbiamo abbassarci ad accettare qualsiasi schifezza ci venga lanciata contro.
In fin dei conti, il telecomando dalla parte del manico ce l’abbiamo noi.

Serena