lunedì 30 settembre 2013

Recap - Settembre


E' un po' di tempo che mi frulla per la testa l'idea di fare un Recap periodico dei post. L'ho visto fare da molte altre blogger, sia in forma mensile che settimanale, e alla fine ho deciso di provare anche io.
Postarlo settimanalmente per me non avrebbe senso, pubblico troppi pochi post e non sono sufficientemente attenta per segnalare quelli di altre blogger, tranne casi speciali. Quindi ho optato per la versione mensile, nella quale farò un sommario dei post "di sostanza" che ho pubblicato nel corso del mese appena trascorso ed (eventualmente) indicherò anche dei post particolari di altri blog.
Per il momento il banner è questo, poi si vedrà.

Dunque, Settembre è appena finito e, anche se non sono stata molto attiva, ecco il primo Recap.

Questo mese su The Reading Corner abbiamo letto:


Ecco, questo è il riassunto dell'attività mensile del blog.
Che dite? Può essere un'idea utile o solo uno spreco di spazio cibernetico? Fatemi sapere ;-)

A presto,
Serena

domenica 29 settembre 2013

Fiabe&Cinema (Recensione) "Il cacciatore di giganti"


Quanto tempo! Erano mesi che non mi dedicavo alla sempre cara rubrica Fiabe&Cinema, ma finalmente ho trovato un film perfetto per la categoria. Oggi parliamo di:

"Il cacciatore di giganti"


Le premesse sono sempre quelle: il povero contadino Jack (per l'occasione con le piacenti sembianze di Nicholas Hoult) viene mandato al mercato a vendere il suo ronzino per qualche soldo ma viene "fregato" e torna a casa con dei fagioli magici. Solo che questa volta il "passaggio dei fagioli" avviene in buona fede e, mentre si aggira con aria da fesso per il mercato, Jack riesce anche a incontrare la bellissima principessa Isabel (Eleanor Tomlinson). Vengono cambiati vagamente i dettagli, ma anche questa volta i fagioli vengono accidentalmente buttati per terra e germogliano fino a far crescere un'enorme pianta che arriva fin'oltre le nubi.
La sfortuna e la sceneggiatura, però, vogliono che assieme alla pianta anche la principessa (intrappolata con un pretesto casuale nella capanna di Jack durante il suo tentativo di ribellione adolescenziale) venga trascinata verso l'ignoto.
A questo punto il re (vestito senza motivo apparente da Cavaliere dello Zodiaco) decide di mandare il capitano della guardia Elmont (un piacionissimo Ewan McGregor), il suo infido consigliere personale Lord Roderick ( un sotto-utilizzato Stanley Tucci) e il povero Jack a salvare la principessa.

Insomma, da qui il resto dello svolgimento ve lo potete immaginare benissimo da soli. Ma veniamo al commento.
In questo caso come in tutte le altre sceneggiature fiabesche, non è la storia di base a mancare di struttura o sostanza (in fin dei conti, è stata tramandata nei secoli...) ma è lo svolgimento a non essere all'altezza.
Parliamo subito della questione principale e leviamoci il pensiero. Come suggerito dal titolo, i giganti sono un ottimo metro di misura per farsi un'idea del film nel suo complesso: pagliacci in mediocre CGI. Ci basta guardarli per una manciata di minuti per renderci conto immediatamente di quale sarà il tono del film: sono per lo più stupidi e disgustosi, e con "disgustosi" faccio riferimento a tutti quegli atteggiamenti da basso livello umoristico come rutti e dita nel naso, che ormai fanno ridere solo i bambini più piccoli. I bambini, sono appunto il chiaro target del film (o se il target è in realtà un altro, posso dire che hanno preso davvero male la mira).
E possiamo anche notare che gli effetti speciali non sono dei più beceri, ma nemmeno all'altezza delle aspettative.
A parte l'umorismo infantile dei giganti, tutta la pellicola è permeata da questa atmosfera pagliacciosa (parola inventata N.d.B.) con gag, battutine e atteggiamento dei protagonisti, che non fanno che ricordarci quanto il film sia da bambini.
La storia di per sé semplice e lineare imbastita all'inizio occupa circa  la prima metà del film (il salvataggio della principessa), ma è seguita da tutto un altro pezzo con il ritorno e il tentativo di conquista dei giganti... il che va benissimo, però mi viene da pensare: con tutto quello che è successo, com'è che ripensando al film lo trovo essenzialmente noioso? Succede tanta roba in sequenza serrata, ma non coinvolge, non fa affezionare ai personaggi e viene a mancare il legame principale di empatia con i protagonisti che dovrebbe farci interessare e preoccupare per il loro destino. E invece anche gli occhi dolci tra Jack e la principessa Isabel lasciano il tempo che trovano.

*spoiler*
Concludiamo il tutto con un finale francamente sgradevole: capisco e apprezzo il lieto fine e l'idea del passaparola che trasforma il racconto nella leggenda che tutti conosciamo... ma quella pagliacciata finale dei gioielli della Corona? Davvero Londra ha bisogno di altre spade di Damocle pendenti sulla testa? Ma soprattutto, quel ragazzino con la faccia da ratto e la dentatura malconcia dovrebbe farmi venir voglia di seguire una nuova avventura? No, non credo proprio.
*

In conclusione dopo la visione di questo film non mi rimane molto, se non il ricordo della più numerosa serie di cadute fortuite della storia dell'umanità (la forza di gravità funziona solo con i personaggi secondari, a quanto pare), un paio di scelte azzeccate e un finale finto-aperto francamente superfluo.
Lo consiglio se vi piace il genere fiabesco nella sua accezione più semplicistica e se non avete grosse pretese per passare una seratina leggera leggera.



Buona visione,
Serena


sabato 28 settembre 2013

Segnalazione: "Cadabra, un buco nell'underground" di Francesco Radicci

Buongiorno a tutti, 
quest'oggi mi dedico ad una sezione del mio blog sempre un po' trascurata: la segnalazione di autori emergenti.
Sono recentemente venuta in contatto con Francesco Radicci, il batterista fondatore dei Cadabra, una delle principali band della scena rock-wave underground italiana. 
In occasione dei 15 anni di attività del gruppo, Francesco ha scritto una biografia/romanzo che racconta la sua adolescenza di giovane musicista sognatore fino al successo con i Cadabra negli anni Duemila.
Date un'occhiata:




Titolo: “Cadabra, un buco nell’underground”
Autore: Francesco Radicci
Casa editrice: EKT Edikit
Uscita: maggio 2013
Pagine: 342
Prezzo di copertina: 16 euro

Sinossi:
Contrariamente a quanto si possa credere, “Cadabra, un buco nell’underground” non è propriamente (o solo) la biografia di una band musicale. Il libro nasce come una biografia ma lo si può leggere come un romanzo. Scritto in prima persona dal batterista fondatore della band, ripercorre le vicende del protagonista dall’adolescenza, a Gioia del Colle (BA), negli anni Ottanta, fino ai giorni nostri. Racconta di ragazzini, cresciuti con certi miti e certe idee, catapultati in corpi di adulti. Sullo sfondo, l’underground musicale italiano, visto dapprima (nei primi capitoli) con gli occhi di un bambino che sognava di “bucarlo”, poi (nei successivi) con quelli di un adulto che quell’underground lo vive e lo respira dall’interno. È anche un libro di viaggio, di incontri, luoghi, fatti, persone, esperienze di vita in 15 anni di intensa attività on the road, girando in lungo e in largo la penisola (da Genova a Reggio Calabria, da Cagliari a Pescara). Alterna episodi divertenti (aneddoti, retroscena, curiosità del mondo musicale) e considerazioni più seriose (sulla musica, sull’underground, sulla vita stessa).  


Insomma, sembra essere un libro davvero interessante e particolare, che ci consente di dare una sbirciatina privilegiata dall'interno nel mondo della musica... Che ne pensate?

Qui sotto, vi riporto i collegamenti alla pagina ufficiale del libro:

Buona lettura!
Serena

venerdì 27 settembre 2013

Parliamo di roba intelligente: Q.I. (Quite Interesting)


Ultimamente YouTube la fa da padrone e mi fa scoprire un sacco di programmi interessanti.
Uno di questi è proprio il Q.I. del titolo, un panel show (ovvero un quiz televisivo) della BBC condotto da Stephen Fry (e se non sapete chi è Stephen Fry, shame on you). 
Al programma partecipano generalmente 4 concorrenti, tutti comici o comunque personaggi noti della televisione inglese, uno dei quali (Alan Davies) è un "ospite permanete". 
Le domande riguardano particolari curiosità o fatti insoliti di vari di campi (storia, società, invenzioni, zoologia, ecc, ecc...), tutte in maniera più o meno diretta riconducibili all'argomento principale scelto per l'episodio (es: Francia, Shakespeare, il corpo umano, ecc..). 


Il più delle volte le domande sono parecchio assurde, infatti il sistema di conteggio dei punti è piuttosto particolare e misterioso: vengono assegnati punti per ogni risposta corretta (generalmente poche) e anche per commenti arguti e risposte errate ma "interessanti". Dualmente, vengono tolti punti per le risposte non solo sbagliate ma anche banali, ed è previsto un particolare tipo di penalità chiamata forfait, accompagnata da un suono di sirena e schermate lampeggianti, che indica e penalizza le risposte penosamente ovvie (per esempio legate a giochi di parole, battute facili o luoghi comuni). 
Dal momento che i partecipanti sono tutti comici, le regole ovviamente non vengono prese molto sul serio, e i concorrenti spesso e volentieri non resistono alla tentazione della battuta dando ugualmente la risposta sbagliata per puro effetto comico (molte volte infatti i punteggi finiscono sotto zero).

Ed è proprio questo uno degli aspetti migliori dello show: oltre a tirar fuori fatti strani e curiosità scientifiche, riesce ad essere anche terribilmente divertente.

Purtroppo non sono riuscita a trovarne una versione sottotitolata in italiano, quindi per seguirlo è necessaria una conoscenza molto buona dell'inglese. Ciononostante, vi consiglio di guardarlo (se potete), it's quite interesting. ;D

Serena

mercoledì 25 settembre 2013

Season Première 2013: Castle 6 & HIMYM 9

E' tornato l'autunno e con lui la programmazione regolare delle televisioni americane.
E ovviamente, è tornato quel periodo dell'anno in cui il blog perde la sua connotazione letteraria e passa al lato oscuro della Televisione. Almeno per un po'.
Ma veniamo a noi e ricominciamo con i due classici show che da sempre riaprono la stagione di Season Prèmiere.

How I met your mother -9x01- The Locket


L'anno scorso mi sono per lo più annoiata durante la stagione, ma sono stata fugacemente illusa di aver apprezzato almeno qualcosa quando hanno finalmente mostrato il volto della mamma. La verità è che l'euforia è durata giusto il tempo di scrivere un post a riguardo e poi ha lasciato il posto all'indifferenza più totale.
Il punto è che anche questo primo episodio mi ha lasciato nello stesso stato di indifferenza con contorno di leggero fastidio della scorsa serie. Ted riesce a ricordarci quanto possa essere irritante il suo personaggio nel giro di due scene, e tutti gli altri non fanno nemmeno uno sforzo per farci distogliere l'attenzione. Robin&Barney, Lily&"la mamma", Marshall&la-signora-dell-aereo riempiono la puntata di scenette e gag telefonatissime e nemmeno poi così divertenti. E poi lo ripeto: sono stufa fino alla nausea dei sentimenti irrisolti di Ted per Robin e delle loro conseguenze.
Mi spiace, ma per me il primo episodio è bocciato senza appello.

(Si salva solo "la mamma" che non ha ancora fatto nulla per innervosirmi e che col tempo potrebbe anche essere il jolly che salva la situazione. Speriamo.)


Castle -6x01- Valkyrie
*spoiler*


Tutti i promo relativi alla stagione incombente si concentravano sulla fatidica domanda "Will she say 'yes'?".
La risposta è SI.
Bene, dopo aver liquidato l'annosa questione in circa due minuti, ecco che ci troviamo nel bel mezzo di quello che sarà effettivamente il resto della serie. Non fraintendete, la mia non è necessariamente una critica. Davvero non mi auspicavo che la tirassero per le lunghe con pause di riflessione e ripensamenti (per quello c'è sempre tempo), anche perché non ero rimasta così shockata dalla proposta di matrimonio nemmeno mentre guardavo la 5x24. Figuriamoci dovermi sciroppare tragedie come nella seconda metà della 4a stagione per altre settimane. No grazie.
Quindi adesso ci concentriamo sul come i due protagonisti cercano di far funzionare le cose: ora vivono in due città diverse, non lavorano più insieme e non possono nemmeno più parlare del lavoro di Beckett, perché la conversazione finisce inevitabilmente con l'arenarsi alla parola CLASSIFIED. Questo ovviamente non impedisce a Castle di sottovalutare la situazione e di intromettersi nel caso fino a cacciarsi nei guai fino al collo.
Insomma, niente expliot emotivo da première (come invece era successo nella scorsa stagione) ma almeno un bell'episodio solido e sufficientemente coinvolgente che viene promosso con solo una minima riserva (un pochino di emozione in più non ci avrebbe uccisi, ecco). 
Si spera che stiano salvando i fuochi d'artificio per dopo.


Lo so, lo so... quest'anno sono un po' tiepidina. Purtroppo due dei miei due soliti cavalli di battaglia si sono rivelati meno efficaci del previsto, ma la stagione televisiva e appena iniziata e queste sono solo 2 delle innumerevoli première che mi aspettano.

E voi? Avete visto gli episodi? Che ne pensate?
Commentate commentate! ^^
Serena

lunedì 23 settembre 2013

Web Series: The Autobiography of Jane Eyre


Stranamente, questa volta ho scoperto la serie per puro caso, mentre cercavo tutt'altro (un po' come succede con telecomandi e calzini spaiati nella vita di tutti i giorni).
Ho consciamente aspettato un bel po' di tempo prima del post per un semplice motivo (no, non la mancanza di tempo, la mia scusa preferita): non riuscivo a capire dove volessero andare a parare.
Che volessero modernizzare "Jane Eyre", come già successo con "Orgoglio e Pregiudizio" era intenzione manifesta, ma guardando i primi episodi non riuscivo a capire se questo sarebbe stato un tentativo riuscito o fallimentare.
Soprattutto all'inizio, alcuni video peccavano di una debolissima scusa di sottofondo e soprattutto mi spingevano alla noia. E per un video di soli 5 minuti è un traguardo per nulla invidiabile.
Inoltre in certi punti si percepiva proprio lo sforzo di adattare certe frasi o passaggi in un contesto moderno. Esempio: episodio 12. Ma vi sembra una conversazione normale tra due persone dopo che si sono sedute a tavola da 10 secondi, nel XXI secolo? Ehm, no.
Ho trovato molto più in character un Mr Rochester che risponde ai patemi d'animo di Jane con un sempre classico "I don't give a f*@k", piuttosto (qui, vedere per credere).

Però capisco le difficoltà nel mettere in piedi una versione web di questo romanzo rispetto all'opera della Austen: non c'è la stessa atmosfera rilassata, è molto più introspettivo, non ci sono tutti quei personaggi peculiari con cui interagire...

Non so a voi, ma a me ricorda Hitchcock
Alla fine però mi ha presa. Ci ha messo una ventina di episodi, ma ce l'ha fatta a farmi affezionare davvero.
Odd enough, ho cominciato a sentirmi davvero sulla stessa lunghezza d'onda della serie quando sono aumentate le interazioni con Mr Rochester e sono comparsi altri personaggi a movimentare la storia. 
Non so se a quel punto ci sia effettivamente stato un miglioramento nella gestione del racconto, o semplicemente  i miei filtri mentali si siano ricalibrati sullo stile del vlog.  
Forse all'inizio non ho trovato particolarmente riuscita la caratterizzazione introspettiva di Jane, ma ora sono davvero interessata a vedere come verranno trasposti determinati eventi del racconto, se verranno leggermente o del tutto modificati, a quale ritmo procederà la narrazione...e soprattutto come la caratterizzazione dei personaggi, che fino a qui era comunque molto buona, riuscirà a reggere agli strani eventi del libro originale.
Ma insomma, diciamo le cose come stanno: la verità è che adesso sono piuttosto catturata dalla serie e riesco di nuovo a sentire quella sensazione di impazienza nell'attesa del prossimo video... Che bello, era una sensazione della quale sentivo la mancanza. ^^

E' arrivato il momento della parentesi. Ormai avrete capito che non sono particolarmente incline al "fangirling", però mi sembra obbligatorio un approfondimento su questo Mr Rochester... che mi pare piuttosto sexy, o sono solo io in piena tormenta ormonale? Senz'altro mi stuzzica di più del buon William Darcy di The Lizzie Bennet Diaries, che sì, ci stava... ma non brillava per charme, ecco.
In questo caso, i vent'anni anni di differenza d'età dei protagonisti del libro sono stati ridotti ad una decina (mi sembra che Jane abbia 21 anni e Mr Rochester 30), ma non mi pare che la storia ne patisca, in ogni caso.
Mr Rochester ha una caratterizzazione peculiare, ma molto "verosimile", quindi mi ritengo abbastanza soddisfatta su quel fronte.

Tirando le somme, questo è un esperimento un po' diverso ma ugualmente molto apprezzabile, di modernizzare i classici che tutti conosciamo ed amiamo. Non so se la storia proseguirà in maniera soddisfacente come ha fatto finora o se andrà ad arenarsi in punti oscuri (che in questo romanzo, potenzialmente, non mancano), ma io continuo a seguirlo fiduciosa. Se le cose dovessero continuare con questo ritmo, c'è un'ottima probabilità che la serie diventi uno dei must-see di questo nuovo genere.

Quindi non mi resta che consigliarvi di darle un'occhiata e riportare qui sotto il primo video della serie e i contatti al canale e alla pagina ufficiale.








Buona visione, 
Serena

domenica 22 settembre 2013

All I need is _____*flat encephalogram"

Eccoci, siamo di nuovo qui.
Ancora una volta sono entrata nella fase di esaurimento totale post eccessivo-sforzo-intellettuale e ho solo una gran voglia di vedere roba becera in tv e leggere libri per bambini. Sul serio, non riesco nemmeno a concepire l'idea di fare qualcosa di più complesso.
E quindi finisce che rimango impalata davanti a tv/laptop a guardare le peggio baggianate della storia contemporanea... e son tanto mentalmente esausta che non ho nemmeno più il senso critico per bersagliarle di  commenti acidi, come sarebbe giusto.

Dopo l'indiscusso successo di Serena VS le commedia romantiche (Ha Ha, sono spiritosa), diamo quindi il via ad un nuovo round di mini-recensioni a Zero-Emissioni (intellettuali).

Il mio finto fidanzato

Ehm.
Cioè...
Ehm.
Iniziamo col dire che sono cresciuta con "Sabrina Vita da Strega", quindi non riesco a voler male a Melissa Joan Hart nemmeno mettendomi d'impegno. L'altra sera sono incappata in questa commedia romantica che, ammettiamolo pure, non ha un senso logico. O meglio, un senso logico lo avrebbe anche, se però consideriamo che lo script originale deve essere una trama che fa acqua da tutte le parti abbozzata su un tovagliolino di StarBucks.

Trama: Jennifer e Vincent si conoscono ad un matrimonio, non si sopportano, ma decidono mettere su un falso matrimonio per intascare i soldi e i regali di nozze, per motivi assolutamente privi di senso.
Dopo tutta una serie di scenette pescate a casaccio al gran mazzo dei cliché della commedia romantica (appiccicate insieme talmente male da risultare ciononostante inefficaci e prive di senso) Jennifer e Vincent si sposano e si innamorano sul serio. Punto. fine della trama.

Io non sto a questionare sull'idea, perché è assolutamente ridicola, ma non più strampalata di quelle legate ad altri film rosa di successo (tipo Ricatto d'amore), ma è proprio l'attuazione ad essere raffazzonata ed approssimativa. Un po' come se si fossero dimenticati di mettere alcune scene in fase di montaggio.
Però io sono troppo stanca e troppo emotivamente di parte per essere davvero critica, quindi me lo sono goduta con quel giusto grado di solluchero che ti viene quando ti trovi davanti ad un film con uno degli eroi della tua infanzia. Anche fosse uno spot della Lavazza, per dire.

P.S: Melissa Joan Hart e Joey Lawrence battibeccano con una tale affinità che qualche anno dopo hanno cominciato a girare insieme la sit-com Melissa e Joey. Che mi piace un sacco, per inciso.



Un amore a 5 stelle

Devo ammettere di aver visto questo film più volte (mooolto distanziate negli anni) e di essermelo goduta con uno spirito diverso. Non perché sia effettivamente più bello di altri (o anche solo 'bello'), ma solo perché ad un certo punto dell'ennesima ri-visione mi sono accora che il protagonista maschile è Voldemort : e questo dà una svolta da non sottovalutare al film. 

La trama: Marisa è una mamma single che lavora come cameriera in un grande albergo. Per una serie di equivoci (e che ve lo dico a fare?) viene scambiata da uno degli ospiti dell'hotel -il candidato al senato Christopher Mashall- per un'altra ricca ospite e i due cominciano a frequentarsi, mentre Marisa cerca in tutti i modi di nascondere la verità. 

Non sto nemmeno a dilungarmi nel riassunto, perché svolgimento e fine sono davvero la quintessenza del cliché dei film smielati romantici, per cui....
Ok, la trama è il solito minestrone di equivoci, scenette e sguardi languidi che tutti conosciamo (o comunque ci immaginiamo), ma questa volta me lo sono visto con un appiglio comico ed è stata tutta un'altra cosa. E comunque lo sguardo vitreo da pesce lesso in amore di Ralph Fiennes è tutto da vedere, Voldemort o non Voldemort.



La fontana dell'amore


E -sempre per la categoria "film di una bruttezza imbarazzante"- ecco un altro capolavoro di insulsaggine.

Trama: Beth (Kristen Bell) è una curatrice d'arte sfortunata in amore. Durante il matrimonio della sorella a Roma, decide di pescare da una fantomatica "fontana dell'amore" (chiaramente una fontana presa a casaccio, non quella di Trevi) delle monetine per "salvarle dalla solitudine". A quanto pare però la fontana è magica, infatti i proprietari delle monete raccolte si innamorano di lei e iniziano a perseguitarla per conquistare il suo cuore. Tra i pretendenti c'è anche l'ex-atleta Nick (Josh Duhamel), che cerca di convincerla che il suo amore per lei è sincero e non dovuto alla magia della moneta.

Si può volere tutto il bene del mondo a Kristen Bell, e questo comunque non la salverebbe dal pessimo giudizio per questo film. Una sequela di scenette assurde e poco divertenti in cascata. Altro che fontana.
So bad...



A quanto pare non riesco proprio a dare una votazione superiore alle 2 stelline e mezzo a questi film, manco mi si staccassero le dita...
Però chissà, magari il prossimo...

Serena

P.S: Mi sono accorta di essere passata spesso e indiscriminatamente dall'IO soggetto al pluralis maiestatis.... Non fateci caso.

sabato 21 settembre 2013

Sezione Biblioteca (40)


Ho una lista di recensioni da scrivere che potrebbe tranquillamente occupare i primi tre volumi dell'Enciclopedia Britannica, ma questo non mi ha fermata dall'andare in biblioteca a prendere nuovi libri.
Questa settimana ho preso:


Il buoi oltre la siepe
di Harper Lee



La diciassettesima luna
di Kami Garcia & Margaret Stohl



Agnes Grey 
di Anne Bronte


E voi? Cosa state leggendo?
Serena

venerdì 20 settembre 2013

Never Mind the Buzzcocks


Non so esattamente perché sto scrivendo questo post. Forse solo per mettervi al corrente della mia vita negli ultimi tempi dato che sono scomparsa per un po'... O forse perché mi piace tanto sommergervi di post random ;D

E' un periodo che non faccio altro che guardare video su YouTube. Seguo serie, canali di cinema, guardo video a casaccio... (ma non quelli con i gatti/cani che fanno robe pucciose, perché trovo non abbiano senso)
Ma vai a capire.
lo studio
Ultimamente mi sono vista tutte le puntate di Never Mind the Buzzcocks, un pop quiz britannico dove, con la scusa di portare avanti un quiz a tema musicale, tutto e tutti vengono bersagliati di battute cattivissime e politicamente scorrette. La formula è cambiata negli anni,  ma tendenzialmente c'è un conduttore che dirige il gioco e due team captains fissi (Phill Jupitus, Bill Bailey e in seguito Noel Fielding - spostati di prima categoria) che guidano le squadre formate ospiti che variano di puntata in puntata. Gli ospiti sono sempre comici e cantanti, e non viene risparmiato davvero nessuno.
E mi sono persino imbattuta su una puntata a tema Doctor Who presentata da Tennant (giusto quando pensavo che non potesse migliorare...).
i due team captain: 
Phill Jupitus e Noel Fielding
Oltre ad essere un punto d'orgoglio per la mia conoscenza dell'inglese (parlano davvero in maniera semi incomprensibile a volte, ma ormai ci ho fatto l'orecchio) mi fa morire dal ridere. Del tipo che in un paio di
occasioni ho dovuto fermare tutto e fare una pausa per ri-ossigenare i polmoni perché stavo rischiando la morte per asfissia.

Per il momento va così, e voi? Avete qualche passatempo cibernetico di cui mettermi a parte? Giochi, telefilm...vale tutto.

Serena

giovedì 19 settembre 2013

Tag: Che tipo di lettore sei?


Salve a tutti, 
oggi vi propongo un tag davvero carino che ho trovato sul blog Locanda dei Libri di Clody.
Più che altro è un articolo che elenca in maniera spiritosa tutti gli strani tipi di "lettore" possibili e immaginabili... però mi piace immaginarci tutti a fare grafici a torta e percentuali per decidere quale di queste tipologie ci rappresenta di più o di meno ^^
Per quel che mi riguarda, dopo lunghe e attente meditazioni, sono giunta a questo risultato:

30% The Cross Under
10% The Hoplessy Devoted
30% The 'It's Complicated' Reader
15% The Sharer
15% The Critic

.
Ecco le definizioni per voi:

1. The Hate Reader
Divora i libri, ma ne odia il contenuto al tempo stesso. Si lamenta di come scrive l’autore, si lamenta della trama, ma in realtà arriva sempre alla fine e in segreto ama ciò che ha letto.

2. The Chronological Reader
Lento, costante e metodico, comprare-leggere-comprare-leggere. Apprezza quasi tutto, e se abbandona, brutto segno per l’autore.

3. The Book-Buster
Distrugge i libri mentre li legge, forse troppa passione, forse troppo amore per la lettura. Si consiglia di comprare un Kindle e di non chiedere mai, per nessuna ragione, un libro in prestito.

4. Delayed Onset Reader (1)
Senza dubbio un amante dei libri, entra in libreria e compra perché non riesce a resistere. Purtroppo è molto impegnato, per cui crea pile infinite di libri da leggere, che crescono in modo esponenziale.

5. Delayed Onset Reader (2)
Non ama i libri, li compra solo per mostrare che ama i libri. Buone notizie, la cura c’è, ed è di facile applicazione: leggerli.

6. The Bookophile
Quasi un feticista dei libri, ne ama l’odore di stampa fresca, il colore di quelli antichi, quelli trovati per strada, quelli rubati ad un amico. Non farebbe mai del male a un libro.

7. The Anti-Reader
Inizia un libro, ma non supera la terza pagina. Non riesce a leggere fino in fondo gli articoli di giornale, a volte neanche i pay off pubblicitari. Anche per questo c’è una cura: iniziare a leggere racconti brevi.

8. The Cross-Under
Leggeva libri da adulti quando era bambino, ora si cimenta con tutto ciò che lo ispiri. Un vero lettore.

9. The Multi-Tasker
Lettore promiscuo. I libri li finisce, ma dopo tanto tempo perché ne legge 3-4 ma anche 9-10 contemporaneamente. Non è metodico, e rischia a volte di confondere autori, trame, personaggi. Ma quanto ama leggere…

10. The Sleepy Bedtime Reader
Impegnato, prende in mano il libro a fine serata, sul letto, ed inesorabilmente crolla prima della fine del capitolo. Il tenero lettore dentro ognuno di noi.

11. The Book Snob
Difficile da impressionare, estremamente critico sul valore dei best seller, legge solamente libri recensiti positivamente da recensori recensiti positivamente dagli dei dell’Olimpo.
Estremamente difficile da accontentare, cerca asilo nei classici, da Talete di Mileto in su.

12. The Hopelessy Devoted
Sceglie un autore, lo rende personale maestro di vita, e legge tutto ciò che ha scritto, romanzi, lettere, appunti delle superiori, disegni delle elementari.

13. The Audiobook Listener
Più che un lettore è un pilota che non vuole rinunciare alla lettura. A mali estremi, estremi rimedi.

14. The conscientious reader
Non legge solo per il gusto di leggere. Legge per conoscere e per scegliere sapientemente e così facendo sceglie le storie vere, il giornalismo, il report. Unico rischio, cadere nello snobismo.

15. The critic
Non si lascia impressionare facilmente, ma quando ama, ama alla follia. Il punto di incontro tra The Book Snob e The Hopelessy Devoted.

16. The Book Swagger
Lettore spavaldo, sempre aggiornato, ha una parola buona in ogni conversazione che riguardi i libri. Forse più innamorato della chiacchiera che della lettura in sé.

17. The Easily Influenced Reader
Ascolta tutti, ascolta troppo e finisce per fidarsi dei consigli di chiunque. Annota sul cellulare e corre in libreria, per poi restare con l’amaro in bocca quando si accorge di aver terminato l’autobiografia di Fabio Volo. L’impegno però, vale più di ogni altra cosa.

18. The All-the-Timer/Compulsive/Voracious/Anything Goes Reader
Legge tutto, legge sempre. In quelle rarissime occasioni senza un libro sotto braccio, legge le condizioni contrattuali dei biglietti dell’autobus. E in bagno, nel caso si fosse dimenticato l’Internazionale, legge gli ingredienti dell’Infasil (e a dirla tutta, chi non l’ha fatto almeno una volta nella vita?).

19. The Sharer
Deve condividere a tutti i costi, per cui chiama amici e parenti per descrivere la trama e le emozioni suscitate dall’ultimo libro letto. A volte rischia di rivelare il finale dei gialli, ma la sua passione per la lettura è senza tempo ed estremamente pura.

20. The “It’s Complicated” Reader
Non sa bene collocarsi in una categoria, ma ama la lettura con tutto se stesso. Cambia autori e generi, passando dal fumetto al saggio di antropologia analitica, dal giallo al calcioscrittore. Una mente aperta, senza dubbio.

20 + 1
Non è un vero e proprio lettore. A dirla tutta, non è neanche una persona. E’ semplicemente il tuo animale domestico (gatto, cane, canarino, elefante) che si riposa tra i libri e le riviste che hai lasciato in giro per casa. Buon segno, significa che leggi tanto, e che qualcuno apprezza.



E voi, cosa ne pensate? VI rispecchiate in queste definizioni o ne avete creata una tutta per voi?
Leave a comment ;)

Serena

mercoledì 18 settembre 2013

Recensione: "Diario di una tata" di E. McLaughlin & N. Kraus

TITOLO: Il diario di una tata
AUTORE: Emma McLaughlin, Nicola Kraus
EDITORE: BUR - Rizzoli
PREZZO: € 9.20

TRAMA:
Nanny, la protagonista di questo romanzo, è una tata. Ma non una tata come tante altre: una tata che ha il (discutibile) privilegio di lavorare per una ricchissima famiglia di Park Avenue, la zona più lussuosa di Manhattan. Per una paga ridicola e mai puntuale, deve badare al piccolo Grayer X, anni quattro, e soprattutto fare in modo che la signora X - che non lavora, non cucina, non fa le pulizie e non si occupa del figlio - trascorra serenamente le sue giornate. Quando il matrimonio comincia a sgretolarsi (il signor X ha un'amante), il coinvolgimento di Nanny nelle vicende della famiglia X supera ben presto i confini della decenza, e salvaguardare la salute mentale del povero Grayer sarà per Nanny una missione pressocchè impossibile.

RECENSIONE:

cover originale
Questo romanzo nasce dalla raccolta di esperienze realmente vissute delle due autrici durante i loro anni di lavoro nel campo del baby-sitting, e racconta le disavventure della laureanda 'Nanny' (ovvio pseudonimo) che, per mantenersi durante gli studi, decide di accettare un lavoro part time come baby-sitter del piccolo Grayer, per un'altolocata famiglia di Park Avenue.
Peccato che ben presto il lavoretto part time finisca per tramutarsi in un'enorme e spesso assurda montagna di lavoro e responsabilità che inghiotte Nanny fino al collo. Perché da una parte ci sono i due impossibili, snob e anaffettivi signori X (questo nemmeno ci prova a travestirsi da cognome), ma dall'altra c'è il dolcissimo ed indifeso Grayer, che continua a sperare ed essere deluso, ma ama incondizionatamente i genitori anche se lo lasciano sempre solo e lo sommergono di aspettative irrealizzabili sin dalla culla.

seguito
Nanny vorrebbe tanto mandare tutti al diavolo e abbandonare casa X senza guardarsi indietro, ma non riesce a voltare le spalle al piccolo Grayer. Quindi resiste e ad ogni nuova prepotenza della signora X si ripromette di andare via non appena le cose saranno migliorate per Grayer. Inutile dire che questo non farà altro che spingerla sempre più in profondità in un circolo vizioso che le farà trascurare tutto il resto della sua vita e dei suoi cari.
La cosa davvero notevole è che, per quanto ridicole possano sembrare, le situazioni in cui si ritrova Nanny sono tutte frutto di reali esperienze delle due autrici. Quindi tutta l'incredulità, la stanchezza, la frustrazione e il nervoso che Nanny racconta vengono efficacemente trasmesse anche al lettore che, almeno nel mio caso, il più delle volte strozzerebbe volentieri la signora X, il signor X e pure quella gran passeggiatrice della segretaria (possibilmente con le sue stesse mutandine malevolmente abbandonate in giro per casa X).

Oltre ai nervi che mi venivano nel leggere di tutti le ingiustizie subite da Nanny, ho trovato anche piuttosto deprimente pensare a che razza di crescita possa avere un bambino (non-)educato da genitori assenti e disinteressati.

il film
*spoiler* Il finale, poi, non aiuta molto a sollevare il morale riguardo alle sorti del pargolo. I signori X danno il peggio di loro stessi: giocano un ultimo tiro mancino a Nanny, la licenziano in malo modo e non le fanno nemmeno dire addio al piccolo Grayer.

Uh già, in tutto questo Nanny riesce anche ad infilarci una tesi di laurea da finire, una famiglia da andare a trovare e un boyfriend bello e intelligente, di quelli che si trovano solo nei libri. Non che tutto questo abbia molto spazio nel romanzo, perché tutte le relazioni di Nanny al di fuori del lavoro rimangono trascurate e in secondo piano, completamente schiacciate dalle onnipresenti esigenze della famiglia X.

Fino a qui ho solo parlato degli aspetti più spiacevoli della trama, quelli che i fanno riflettere ed empatizzare con Nanny, ma questo non toglie che tutte le situazioni -anche le più tragicomiche- siano raccontate in maniera ironica (a tratti persino sarcastica), briosa, divertente e -perché no- anche tenera.

Insomma, un libro a tratti molto divertente e spensierato, ma anche ricco di situazioni tristi e infelici, che fa ridere ma anche provare compassione per il piccolo mostriciattolo Grayer. Una lettura comunque rapida e, tutto sommato, leggera ottima per l'estate o i viaggi in treno.

Buona lettura,
Serena


P.S: mi sono già procurata il film tratto dal libro; presto in arrivo la recensione ;D

martedì 17 settembre 2013

Crisi d'astinenza da lettura


Attenzione, attenzione: allarme rosso.
Sono almeno 2 mesi che non leggo una cippa di nulla (se non si contano gli insopportabili tomi di elettronica).
Ho persino mollato a metà "Harry Potter e la Pietra Filosofale".

Mamma, che brutta persona che sono...

Purtroppo fino al 25 di settembre sarò messa in queste pietose condizioni, ma dopo non ci sarà più nessuno in grado di tenermi lontana dalla biblioteca... MUAHAHAHAHAHA!
Ora voi vi starete domandando qual è il senso di questo post randomico: beh, praticamente nessuno.
Abbiate solo pazienza se ancora per un po' le recensioni e gli approfondimenti sui libri saranno scarsini.
E se nel frattempo avete qualche consiglio di lettura o per un post futuro, fatevi sotto ;D.

Serena

domenica 15 settembre 2013

BBC's "Emma" Watch-Along #4

*Ups...*
Spoiler Allert

Quarto episodio di "Emma": ancora equivoci, qualche ingannuccio volontario e, finalmente, importanti chiarimenti.


L’episodio di oggi si apre con due momenti di fonte imbarazzo e altri malintesi.
Vengono organizzati un pomeriggio di “raccolta di fragole” a Donwell e una gita con pic-nic a Box Hill per trascorrere piacevolmente il tempo estivo tra amici, ma più Emma tenta di portare l’armonia nel gruppo, più le cose sembrano andar male.
Da una parte c’è l’insopportabile Mrs Elton che si impiccia degli affari di tutti, ed in particolare di quelli di Jane Fairfax, procurandole un lavoro che non aveva chiesto. Poi : lo strano atteggiamento di Jane che sembra sempre più  malinconica e restia alla compagnia, gli sbalzi d’umore di Mr Churchill e infine le sciocchezze commesse dalla stessa Emma. 
Durante la gita a Box Hill, in particolare, Emma si lascia spingere dalle smaccate attenzioni galanti di Mr Churchill a tenere un atteggiamento sgarbato e di scherno nei confronti della povera Miss Bates, che viene umiliata davanti a tutti, ma non più di Emma che, oltre ad aver fatto una pessima figura davanti a tutti i suoi conoscenti, ha un’altra intensa lite con Mr Knightley.
Mrs Elton
Proprio in  seguito a questa, Mr Knightley decide di lasciare frettolosamente Highbury e di andare in visita alla famiglia a Londra.
Finalmente per Emma ha inizio un momento di introspezione personale. Si sente imbarazzata e in colpa per l’atteggiamento tenuto con Miss Bates e per la lite con Mr Knightley. Ma le notizie più scioccanti devono ancora venire.
Dopo la morte della dispotica zia Churchill, finalmente Frank Churchill è libero di rendere pubblico il suo fidanzamento segreto con la modesta Jane Fairfax. 
La notizia stupisce profondamente tutti quanti, convinti che le sue attenzioni fossero rivolte ad Emma, e Emma rimane particolarmente amareggiata: oltre all'orgoglio ferito, non può fare a meno di pensare a quanto poco adeguato sia stato il comportamento del gentiluomo nei confronti di Miss Farifax, civettando così apertamente con lei davanti alla fidanzata segreta.
Ma non è ancora tutto. Già colpita da questa notizia, Emma scopre che Miss Smith si dichiara profondamente innamorata di Mr Kinightley e che, vista la gentilezza da lui dimostrata nei suoi confronti, è convinta di essere ricambiata.
Questo è il colpo di grazia per Emma: avvalorando il famoso detto per cui “non si capisce di avere una cosa importante prima di averla persa” Miss Woodhouse si rende finalmente conto (con un'epifania un po' piovuta dal cielo) che l'unico uomo degno delle sue attenzioni altri non è che il caro Mr Knightley ma, ormai convinta di averlo perso a favore di Harriet Smith, non può che rimpiangere la propria cecità.
Per fortuna ci penserà l’innamoratissimo Mr Knightley a mettere in chiaro le cose con la sua tenera dichiarazione d’amore.
Ok, sapevo benissimo come sarebbe andata a finire... Ma darei una terribile bugiarda se non ammettessi di essermi emozionata come una ragazzina al momento della dichiarazione di Mr. Knightley. 

Permettetemi una lamentela sull'episodio. Se è successo negli altri non me ne sono accorta quindi non mi sono espressa a riguardo, ma ho notato che dalla seconda metà delle’episodio sono stati effettuati tagli di numerose scene. Alcuni momenti in cui facevano veder Emma che cercava di recuperare il rapporto con Jane Fairfax e Miss Bates  e, soprattutto, alcune scene tra Emma e Mr Knightley, dopo la dichiarazione.
Non ne capisco francamente il motivo, ma tant’è…

Ma veniamo ad un mio commento un po' buttato lì sul parallelismo con il libro. Insomma, io l'ho letto una vita fa e non me lo ricordo molto bene. ma alla fine la conclusione non me la ricordavo poi così romantica.
Il romanzo finiva con il matrimonio di Emma e Mr.Kightley, ma la "vera" storia d'amore sembrava essere più quella di Jane Fairfax e Mr. Churchill, piuttosto... Erano loro quelli passionali: con i loro litigi segreti e Jane che stava male fisicamente tale era il suo patimento emotivo.

Vi riporto un paio di frasi che ho letto nell'introduzione ad opera di Ornella De Zordo che si trova nel Mammut delle opere di Jane Austen. 

Emma non si dimostra cambiata.
[...]
Invece del riconoscimento dei propri errori, (si ha) il trionfo di Emma che ottiene ciò che vuole e continua ad essere la prima signora di Highbury.
[...]
Emma si sposa per poter mantenere il suo prestigio; solo quando teme il matrimonio di Harriet e Mr.Knightley pensa per la prima volta alla sua unione.

… e forse è questo che non mi ha mai fatto apprezzare pienamente Emma fino ad ora. La mancanza di ardore, a scapito della riflessione e, in fondo, del vantaggio.
Emma è un grande esempio di eroina dell’ottocento, ma non di  eroina romantica. Non per me almeno.
Ad ogni modo, mi riservo di cambiare idea in seguito alla rilettura... anzi, spero proprio di farlo. Non sia mai che io tenga il muso ad un'opera della cara zia Jane.

Ciononostante ho trovato che l'intera mini-serie della BBC fosse davvero bella e ben fatta, sotto ogni punto di vista: attori, ambientazione, costumi, sceneggiatura.... Su quest'ultimo punto ribadisco che non ricordo molto i dettagli del romanzo, e forse proprio per questo sono riuscita a godermela appieno senza trovare molto da ridire.

Ma una cosa è certa: la mia prossima (ri-)lettura sarà senz'altro "Emma".



Serena

Episodi precedenti:



sabato 7 settembre 2013

giovedì 5 settembre 2013

Recensione film: "Shadowhunters - Città di Ossa"

Diciamoci la verità: fosse stato per me non sarei andata a vedere questo film. Sia perché ho letto recensioni altalenanti a riguardo, sia perché le mie aspettative di partenza erano proprio basse base... ma sopratutto perché -per citare il buon Roger Murtaugh di Arma letale- *I'm too old for this s-.
Però poi una delle mie migliori amiche mi ha chiesto di accompagnarla, e per giunta proprio l'amica che mi aveva fatto scoprire la serie a suo tempo... Non le si poteva dire di no.
E quindi eccomi lì, sabato sera, a comprare due biglietti per "Shadowhunters: Città di Ossa", provando anche un po' di vergogna con la cassiera perché, come già detto: *.
Ma non fa nulla, veniamo a noi.



Mah, vi dirò... Questo film mi ha fatto un effetto del tutto particolare. Inizialmente, appena uscita di sala, ho pensato che forse non era stato schifido come previsto... ma poi, nei giorni successivi, più passava il tempo, più ci pensavo e più mi incazzavo.

First things first: le ormai celebri sopracciglia della protagonista. Insomma, sarà che già avevo visto un paio di suoi film e ci avrò fatto l'abitudine, ma sono riuscita ad ignorarle bellamente per tutto il film, quindi smettiamola di considerarle la causa di tutti i mali del globo (chissà perché tutti in sala si sono sentiti in dovere di esternare i loro pensieri a riguardo...). Sono sopracciglia, facciamocene una ragione. E soprattutto concentriamoci sui veri problemi del film, che ci sono e non sono pochi.
I
niziamo da una considerazione generale: luuuuuungo
Superata la metà non sapevo più come piazzarmi su quel sedile e speravo che tagliassero via brutalmente pezzi di storia solo per arrivare alla fine. Anche se effettivamente il risultato sarebbe stato ancora più caotico di quanto già non fosse.... ma anche 20 minuti in meno non sarebbe stato male.

Per quanto riguarda la storia in generale: mah.
Per ovvi motivi la storia non poteva essere aderente in tutto a per tutto al libro; il regista si è preso delle grosse libertà narrative, ha tagliuzzato e scorciato di qui e di là, ma non è quello il problema di fondo. Avrei accettato completamente lo stravolgimento dell'ordine degli eventi della pellicola se questo fosse effettivamente servito a rendere giustizia alla storia di Cassandra Clare, ma non è questo il caso.
Dal mio punto di vista il peccato di regista e sceneggiatori non è tanto quello di aver rimescolato le carte in tavola, quanto l'aver perso completamente l'atmosfera caratteristica dei romanzi. Era quella la vera perla da preservare. E invece nulla, ci si butta in uno svolgimento patchwork che non so quanto possa risultar chiaro ai neofiti della serie.
A ben guardare, io sono forse la spettatrice ideale per questo film (almeno sotto certi aspetti): ho già letto il libro, quindi capisco determinati aspetti anche quando non sono perfettamente spiegati, ma l'ho letto una vita fa, quindi non mi ricordo tutti i dettagli e non mi metto a gridare allo scandalo con troppa facilità. Ma non per questo non mi accorgo quando lo spirito della storia viene dimenticato in guardiola. 
Obiettivamente parlando, penso proprio che avrebbero potuto infilare una paio di scenette in più per spiegare alcune questioni pratiche (stilo, spade angeliche, rune, ecc...) in maniera più chiara, ma in realtà -per i motivi scritti prima- non riesco davvero ad esser giudice di quanto fosse chiara la storia di fondo per quelli che non hanno mail letto il libro.

Ora parliamo degli attori.
Non mi sembra che nessuno abbia peccato di "cagnaggine recitativa" ad estremi livelli, ma la caratterizzazione dei personaggi non era proprio il massimo della vita.

  • Clary/Lily Collins - la frase che ho pensato più di frequente durante il film è stata "Ma perché non scappa?". Alla comparsa del demone assassino di turno, lei stava lì con gli occhi sbarrati, gridava un po', faceva assurdità tipo cercare tra i prodotti delle pulizie qualcosa di infiammabile per farlo esplodere in faccia al cattivo (...??), e poi rimaneva ancora lì a guardarlo ricomporsi. E poi lo so anche io che deve essere continuamente salvata. Che poi, capisco lo shock all'inizio del film, ma dopo la metà ormai devi aver fatto un po' il callo alla questione dei "demoni che ti vogliono uccidere" ed è il caso che cominci a far funzionare quelle gambette... Ma, reazioni umane assurde a parte, non mi è dispiaciuta troppo. Non esattamente la Clary che speravo, ma posso accontentarmi.
  • Jace/Jamie Campbell Bower - la mia amica a passato il tempo a farmi notare quanto sembri denutrito il fanciullo. Insomma, effettivamente qualche chiletto di muscoli in più non avrebbero guastato... non dico pomparlo come Batista, ma almeno farlo sembrare un guerriero in salute... Va beh.
Non sono particolarmente entusiasta della sua versione di Jace (forse perché ho un ideale troppo alto di Jace dal libro...). Gli mancava qualcosa... un po' di carisma, almeno. L'ho trovato piatto; non pessimo, ma piatto. Quindi per nulla come Jace.
Ah, aspettate un attimo. Nessuno ha fatto caso allo scempio linguistico avvenuto in traduzione? Jace non azzeccava una consecutio temporum nemmeno a pagarlo. Capisco che i doppiatori avessero un bel daffare a tradurre le cortissime frasi inglesi in italiano e sincronizzarle con il parlato originale, ma santa miseria, è il loro lavoro!

  • Alec - perfettamente inutile. Poteva esserci o non esserci e non avrebbe fatto alcuna differenza.
  • Simon - ecco, Simon mi piace. In realtà nel libro lo trovavo un personaggio per lo più lagnoso (almeno fino ad un certo punto della storia) mentre qui aveva un suo perché. E poi scappava quando doveva scappare, faceva le cose fondamentali quando gli veniva urlato di farle e non e ne stava in giro anche lui pietrificato con gli occhi sbarrati. Evvai Simon. 
  • Valentine - un misto tra Gengis Kahn, un pirata con l'eyeliner e un tale decisamente troppo giovane per avere due figli adolescenti; aveva senso fino ad un certo punto. Hanno fatto un gran casino con la sua storia e tutto il resto, e lui sembrava ancora più toccato dello strettamente necessario. Di nuovo: non aveva praticamente nulla a che vedere con Valentine. 
Gli altri personaggi, per quel che mi riguarda, non spiccano nel bene o nel male, e forse di questo dovremmo tutti essere grati.

E ora veniamo alla spinosa questione spoiler (che potremmo ribattezzare "Hodge-gate")
Il tanto condannato spoiler di Hodge secondo me aveva un senso. 
No, no, aspettate: non ho detto che lo approvo, solo che capisco il perché ce l'abbiano così forzatamente infilato. Pensando dal punto di vista commerciale del film: potevano davvero lasciare gli spettatori a far credere di aver assistito ad un rovente incesto, senza spiegare le cose? Una questione è in un libro, ma un film per la grande distribuzione è tutta un'altra cosa.
E quindi mi sento di condannarlo fino ad un certo punto perché, in ogni caso, i problemi per me sono altri.
E poi, lo spoiler non è nemmeno stato recepito così chiaramente, dato che dietro me al cinema erano sedute 3 ragazzine che -nonostante la chiarissima frase di Hodge- alla fine si sono esibite in un coro di "Che schifo! Ma quindi ha baciato suo fratello!!".
Ecco perché 'sti film me li devo vedere in dvd...

Una cosa che hanno davvero trattato con i piedi, però, è la spiegazione del perché loro effettivamente credevano di essere fratelli. Insomma, Clary non ha mai visto suo padre e va bene, ma Jace? Lui ci è cresciuto con suo padre... che poi era Valentaine che usava un altro nome, ma lo ha visto! Dal film sembra quasi che Valentine abbia fregato Jace con una specie di trucco Jedi mentale, il che non avrebbe senso; mentre se invece la storia è come quella del libro, beh, non è affatto spiegata.

Ci sono ancora tutta una serie di rimostranze che potrei fare. La mia personale incredulità è andata soprattutto a:
  • Clary che usa le rune per ordinare la stanza. Abbastanza ridicola come cosa, non aiuta a capire quello che sono sul serio le rune, ma posso limitarmi ad un'alzata di spalle e fregarmene.
  • I giochini idioti con il portale. Espedienti troppo scemi sia per fare il galletto con la dama che per battere il cattivo. No no no... non ci siamo.
  • La melensa e ridicola scena della serra. Quella è proprio stata rovinata alla radice. Pun not intended.
  • Le musiche di sottofondo. Scelte a casaccio: soprattutto quella canzone tutta "tunza-tunza" del combattimento con i vampiri. Bah.
  • Le rune tatuate col pennarello indelebile... (cioè, fatele un filo meglio, no?)
Però ci sono anche alcune cose che mi sono piaciucchiate... tipo le scene d'azione. 

Il problema è che gli elementi positivi (e vi giuro che c'erano e che per i primi 15  minuti ci ho sperato sul serio che potesse essere un gran film) non sono molti e non spiccano rispetto a quelli negativi, o semplicemente stupidi. 

Quindi, tirando le somme, abbiamo un film partito con un buon potenziale, qualche scelta azzeccata, un cast non dei peggiori ma decisamente carente, una storia nel complesso quasi godibile ma solo se non si è familiari per nulla con il materiale d'origine, e con una marea di ingenuità e modifiche confusionarie.
Ma per tutti quelli che amano la serie d'origine: uno scempio.



Buona visione, 
Serena