mercoledì 30 ottobre 2013

Recensione: "Agnes Grey" di Anne Brontë

TITOLO: Agnes Grey
AUTORE: Anne Brontë
EDITORE: /

TRAMA: Agnes Grey, la protagonista dell'omonimo romanzo del 1847, opera prima e in parte autobiografica di Anne Brontë, fa la governante presso due famiglie della facoltosa borghesia inglese di età vittoriana. La sua famiglia è caduta in disgrazia e prendersi cura dei figli dei ricchi, indisciplinati e viziati, è l'unica scelta rispettabile che la ragazza possa fare per sopravvivere. Con una prosa elegante e scorrevole, la minore delle sorelle Brontë mette a confronto la grettezza della nobiltà dell'epoca, del tutto priva di scrupoli e di valori, e i sani principi morali di una giovane timorata di Dio, che cerca in ogni modo di smascherare il lato oscuro delle persone "perbene".


RECENSIONE:
Era un po' che facevo il filo all'ultima sorella Brontë e finalmente sono riuscita a recuperare questo piccolo e dimenticato classico. 
E' un romanzo breve e pacato, molto lontano dal passionale Cime Tempestose (assieme al quale era stato inizialmente pubblicato) ma anche profondamente diverso dal celebre Jane Eyre. Forse è anche un po' ingiusto cercare similitudini con i lavori delle altre due (più famose) sorelle, ma credo anche che il paragone venga naturale, che ci piaccia oppure no, in maniera quasi inconscia.
Agnes è una ragazza calma e riflessiva, ma anche curiosa e affamata di vita. Spinta dal desiderio di aiutare la famiglia in difficoltà economiche, Agnes decide di intraprendere la professione di istitutrice, convinta di essere portata per l'insegnamento e l'educazione dei bambini. Già questa decisione comporta una prima "lotta" per Agnes, che deve convincere i genitori a consentirle di lasciare il nido per cercare la propria strada. Ed è proprio qui che iniziamo a farci un'idea della natura della nostra giovane protagonista: nonostante sia determinata a seguire le proprie decisioni, non si abbassa mai a capricci, liti o tragici isterismi ma, al contrario, propone e ripropone l'idea con costanza, portando uno dopo l'altro i suoi famigliari a vedere la ragionevolezza della sua scelta e a concederle fiducia.
Quello che Agnes ancora non capisce, però, è quanto sia limitata e idilliaca la sua conoscenza del mondo. Già dal suo primo incarico si rende conto che le cose non sono facili come se le immaginava. Nonostante tutti i suoi sforzi e la buona volontà, Agnes si trova a dover affrontare bambini capricciosi, viziati, bugiardi e persin cattivi, e a cercare di compiacere genitori troppo indulgenti, disinteressanti, arroganti e ignari.
Dopo essere stata mandata via dalla prima famiglia, Agnes viene presa a servizio da una seconda nella quale i genitori sono altrettanto ipocriti e incapaci, i bambini esagitati e bugiardi e le bambine sciocche e frivole o maleducate come degli stallieri. In questa seconda famiglia la giovane Agnes riesce a barcamenarsi meglio, grazie anche all'esperienza acquisita e al rafforzamento del proprio carattere. Cerca di fare quello che può rinunciando all'idea di costruire relazioni sincere o di inculcare qualcosa nelle teste delle sue allieve. Anche Rosalie, la sua allieva più (diciamo) """"affezionata"""" si dimostra spesso stupida, meschina, opportunista e vanitosa. 
In tutto questo Agnes si barrica nel silenzio. 
Non può parlare con i ragazzini che non la ascoltano, ma nemmeno con i genitori che rimangono ostinatamente ciechi di fronte alle cattive disposizioni di carattere dei figli. La povera Agnes non può nemmeno sfogarsi con la famiglia, per paura di gravarli di un'eccessiva preoccupazione, e quindi tace, ma osserva tutto e ha una mente sveglia che impara e analizza tutto quello che la circonda. 
A coronamento di questo romanzo c'è anche una storia d'amore. Agnes, quasi senza volerlo, si innamora del parroco Edward Weston, un uomo buono e caritatevole ma anche forte e pieno di passione per il suo credo. Non è un amore rocambolesco, passionale e manifesto, anzi è nascosto e quasi sminuito dalla stessa modestia di Agnes, ma non per questo non riuscirà a trionfare e a scaldare il cuore del lettore.

Insomma, forse questo libro non è ricco di avvenimenti o di amori tempestosi, ma è senz'altro un romanzo che ha saputo soddisfare pienamente quella nostalgica voglia di classici che ogni tanto mi prende. 



Buone letture,
Serena

martedì 29 ottobre 2013

Primo trailer "X-men : Days of Future Past"

Salve a tutti,
anche oggi si parla di cinema.


E' da poco uscito il primo trailer di X-Men: Days of a Future Past, ambiziosa pellicola di Brian Singer che unisce i due diversi aspetti del franchise: personaggi della prima trilogia e personaggi "vintage" di X-men: L'inizio. Ovviamente sono coinvolti moltissimi attori già noti per aver interpretato i personaggi classici (Hugh Jackman, Halle Berry, Anna Paquin, Ian McKellen, Patrick Stewart, ecc) e anche le "nuove aggiunte" nei panni della loro versione più giovane (James McAvoy, Michael Fassbender, Jennifer Lawrence, Nicholas Hoult, ...). 
La parola d'ordine è: viaggi nel tempo.





X-men: L'inizio era stato una grande sorpresa per me; non mi sarei mai aspettata che mi piacesse così tanto... E questo secondo capitolo sembra avere tutto il potenziale per essere una grande figata o una cagata pazzesca (spero vivamente che sia la prima).
Cosa vi sembra a giudicare dal primo trailer?

Serena

lunedì 28 ottobre 2013

Final trailer : "La ragazza di fuoco"

Buongiorno a tutti!
Per oggi era previsto un post dedicato ad alcune serie tv novità di quest'anno, ma all'ultimo ho preferito optare per il final trailer de "La ragazza di fuoco" appena pubblicato.


Lo so, è in inglese... ma ormai lo sapete che preferisco seguire le notizie americane "fresche fresche" piuttosto che aspettare che si sveglino anche in Italia...
Ecco a voi:



Devo proprio dirlo: promette dannatamente bene.
Voi cosa ne pensate?

Vi ricordo che l'uscita de "La ragazza di fuoco" in Italia è previsto per il 27 novembre.
E io senz'altro andrò a vederlo. Di corsa.

Serena

domenica 27 ottobre 2013

Mini-recensioni cinematografiche


Anche oggi, altre 3 mini-recensioni un po' per tutti i gusti.
Enjoy ^^


I tre moschettieri


Inizialmente pensavo di dedicare a questo film un post a parte, ma al termine della visione mi sono resa conto di non aver molto da dire, in bene e in male. 
Capiamoci, ci sono un sacco di trovate ridicole e inverosimili (anche per lo standard del film) sulle quali mi piacerebbe tantissimo accanirmi, ma la verità è che, alla fine della fiera, se non altro è riuscito a intrattenermi quel tanto che basta per arrivare alla fine con un minimo di interesse.
Ad ogni modo mi è impossibile dimenticare i cliché di tutti i tipi, l'abuso del rallenty, le gag con la cacca e la cotonatura da Elvis di Orlando Bloom.... e anche le scene d'azione che più sarebbero dovute essere appassionanti e stupefacenti erano però supportate da eventi ridicoli e chiare violazioni delle leggi della fisica. Troppo evidenti per poter sorvolare.
Ma ribadisco: si lascia guardare senza sforzo (e con un minimo di gusto se vi piace criticare ed essere spietati), e poi se ho dato 3 stelline a "Una notte da leoni" come evitare di darlo anche a questo giocattolone di film?




Scott Pilgrim VS The World


Un film che dire "strano" è dire poco.
Ha proprio uno stile tutto suo, un po' fumetto, molto videogioco... con riferimenti a videogiochi che sono troppo giovane per aver giocato, ma che ugualmente non mi hanno impedito di godermi il film. 
Sorprendentemente le scene di combattimento erano fatte davvero bene, meglio del 90% dei film che passano alla televisione. 
E vogliamo parlare della Lega dei Malvagi Ex-Fidanzati? Uno più idiota dell'altro... Insomma, un film divertente e originale, anche se ha fatto qualche piccola scivolata che ha abbassato un pochino il punteggio da 3½ a 3. Ma questo è perché sono io ad essere difficile. 
Però mi è piaciuto.
Consigliato per chi cerca un film un po' diverso.




Quello che so sull'amore


E' passato qualche giorno da quando ho visto questo film e, nella mia mente, la perplessità la fa ancora da padrona.
A suo tempo avevo deciso di guardarlo per puro spirito di contraddizione con gli statunitensi (che lo avevano bocciato con incassi miseri e un 4% di gradimento su Rotten Tomatoes) ma, in tutta sincerità, non me la sento di difenderlo. D'altronde avrei dovuto immaginarmelo: il regista è Gabriele Muccino, contro il quale non ho nulla... ma anche il so film più osannato (La ricerca della felicità) mi aveva fatto venire il latte alle ginocchia, quindi....
La storia di questa commedia ruota intorno a George Dryer, un ex giocatore professionista di calcio, che cerca di riguadagnarsi un posto nella sua famiglia, allenando la squadra del figlioletto. 
E' una sorta di "percorso di formazione"  durante il quale George tenta di smettere i panni di ragazzone incapace di prendersi delle responsabilità e diventare uomo.
Insomma, una davvero basilare ma onestissima trama di partenza... peccato che il film sia caratterizzato da una serie infinita di giri a vuoto. Sapete bene come la penso riguardo alle trame prevedibili, ma in questo caso la storia non porta mai dove sembra naturale e invece butta spunti in 150 direzioni senza seguirne nessuna. Praticamente ogni comprimario e ogni azione/scena che avrebbero dovuto portare ad uno sviluppo di qualche tipo, vengono invece lasciati penzolare a metà, senza uno scopo ultimo. Mi chiedo perché darsi la pena di inserire 5 o 6 personaggi secondari e scritturare altrettanti noti (e probabilmente costosi) attori, se non si ha intenzione di dar loro nessuna utilità. Avrebbero potuto eliminare tranquillamente tutti i comprimari e le sotto-trame monche ottenendo un film con lo stesso "edificante" finale e ugualmente privo di eventi.
Sono rimasta davvero stranita, perché non ho assolutamente capito quale fosse lo scopo di Muccino.
Mi sembra di aver capito che ci sian stati parecchi "disaccordi" con gli studios che hanno influito sul prodotto finale... ma il risultato rimane comunque blando e dimenticabile.



Serena

sabato 26 ottobre 2013

Sezione Biblioteca (42)


Anche questa mattina sono passata casualmente davanti alla biblioteca e ne ho approfittato per recuperare qualcosina.
Il primo libro proviene da una prenotazione fatta diversi mesi fa della quale mi ero completamente dimenticata, mentre ho scelto il secondo seguendo un consiglio dal blog LaLeggivendola.
E l'ultimo? Beh, ormai sono entrata nel mio periodo "Calvinista" (scusate il gioco di parole), per cui...



Ragazzo da parete
di Stephen Chbosky



Il caso Jane Eyre
di Jasper Fford



Il cavaliere inesistente
di Italo Calvino


E voi? Cosa state leggendo?
Serena

venerdì 25 ottobre 2013

Shelf #1

Buondì a tutti!
Oggi ho deciso di fare una cosa un po' diversa e cominciare una specie di tour a tappe della mia camera. Non so se e quando effettivamente il tour andrà avanti, però mi sembrava carino farvi dare una sbirciata nel mio habitat naturale...

Si parte da uno degli scaffali della mia libreria. Non è molto, lo so... ma non è che la mia camera nasconda chissà quali meraviglie...!




Alla prossima tappa! (forse)
Serena

giovedì 24 ottobre 2013

New Series 2013: Once Upon a Time in Wonderland

Qui di seguito sono riportate -abbastanza a caldo- le mie impressioni riguardo a Once Upon a Time in Wonderland e, sì, sono negative. Fan della serie e deboli di cuore: astenetevi dalla lettura.


Tra tutte le novità di quest'anno, la mia parte più cinica e crudele stava aspettando con ansia una serie da ritenere davvero brutta, di quelle non si riescono a guardare per tutti e 42 minuti senza provare un profondo senso di vergogna per gli sceneggiatori... E finalmente è stata accontentata.
Penso concorderemo tutti nell'affermare che questo spin-off, sin dal suo annuncio, si porta dietro quell'aria di "non necessario" e "francamente superfluo" (per non dire "non ne sentivamo davvero l'impellenza"), ma mai nei miei sogni più fervidi di terribile menagrama avrei potuto immaginare un'attuazione più deludente, svogliata e scadente.
Il Pilot si apre con una breve scena introduttiva (tanto per ricordarci la favola di base) e subito ci catapulta in medias res, quando un'Alice già giovane donna si trova rinchiusa in un manicomio a causa delle sue "allucinazioni e menzogne".
Jafar
Tramite i flash-back dei suoi ricordi (che qui vengono utilizzati nello stesso identico modo di OUAT) ci viene mostrato il suo passato: tornata nel Paese delle Meraviglie per cercare delle prove da mostrare al padre, incontra per caso il genio della lampada Cyrus (che, con mio sommo disappunto, non è blu, non è simpatico e non è doppiato da Gigi Proietti) e se ne innamora. Ma i due sfortunati fidanzati vengono braccati e infine catturati dalla cattivissima Regina Rossa (che ha penosi problemi di dizione dovuti a quei canotti che si ritrova al posto delle labbra) e da Jafar. Alice è dunque convinta che il suo genio sia morto bollito, e invece ecco spuntare nel mezzo del manicomio il Bianconiglio (accompagnato da un riluttante Fante di Cuori) che la invita a seguirlo perché -toh- Cyrus è vivo! (*musica di Carramba in sottofondo*).
patetico green screen/Wonderland
A questo punto la cara Alice, da "ragazza spezzata", si trasforma istantaneamente in una Xena vittoriana al solo menzionare del suo amato Cyrus. Dopo una scazzottata (che per quanto ridicola è stata il momento più alto dell'episodio) Alice, il Fante e il Bianconiglio si ritrovano a Wonderland, o meglio: davanti ad un green-screen che non si impegna nemmeno troppo per assomigliare a Wonderland.

Ora, mi rifiuto di etichettarlo come spoiler, ma lo abbiamo capito tutti che il Coniglio è un bastardello traditore, vero? Ricattato e tutto il resto, ma pur sempre traditore.

Passerei volentieri il resto della giornata ad infierire sui patetici effetti visivi, la dolorosamente evidente CGI e l'impossibilità di relazione in maniera decente persone e ambiente, ma mi limiterò ad una lapidaria sentenza :
Se non hai i mezzi per ricreare decentemente Wonderland, non fare un telefilm su Wonderland.

Detto questo, posso concentrarmi su altri aspetti ugualmente fallimentari e fastidiosi della serie: i personaggi.
Alice non è simpatica né in versione innocente e svenevole dei flashback, né in versione badass del presente, e diciamo pure che la recitazione di Sophie Lowe è quantomeno approssimativa.
Poi abbiamo il pacchetto convenienza dei cattivi "pacchetto prendi 2 paghi 1" di Jafar e Regina Rossa (con tanto di sgherri truccati da... David Bowie??!), con annesso il coniglio back-stabber (che ciononostante si becca il ruolo di narratore della superflua sigla/intro d'inizio puntata.)
E poi c'è lui. Istantaneamente antipatico e con un accento inspiegabilmente fastidioso: il Fante di Cuori. Vorrebbe essere il personaggio cool-cinico-ma in fondo buono, ma lo trovo solo irritante, stupido e banalmente prevedibile.
Mi è stato antipatico a pelle sin dalla prima inquadratura e dopo non ha fatto nulla per farmi cambiare idea...
Ma soprattutto: perché continua ad inserire ossessivamente in tutte le frasi l'interiezione "bloody"?! Ho la sensazione che questa abitudine potrebbe dare il via ad un interessante drinking game "Fatti uno shottino ogni volta che lo senti ripetere 'bloody' ".

*dalla regia mi dicono di sconsigliarvi di fare un gioco alcolico guardando questo telefilm... ma anche di guardare il telefilm, a dirla tutta*

E come ciliegina sul cumulo di difetti di questo Once Upon a Time in Wonderland : la storia non è interessante.
E dire che, come base di partenza, potrebbe avere un potenziale straordinario tra le meraviglie di Wonderland e le possibili interconnessioni con gli altri mondi... Invece non mi interessa un accidente di dove si trovi Cyrus, come abbiano fatto a innamorarsi, quali siano i piani dei cattivi e quali ostacoli incontrerà Alice nella sua ricerca. Davvero un tubo.

Ho poi visto anche il secondo episodio, per capire se la montagna di difetti che ho notato era solo dovuta ad un'iniziale confusione tipica della "Sindrome da Pilot" e se la storia si sarebbe invece avviata verso uno svolgimenti più intrigante... ma gli sviluppi -anche all'interno del singolo episodio- sono talmente banali, noiosi e privi di immaginazione (soprattutto considerato che dovremmo essere nel Paese delle Meraviglie) che non credo la storia andrà a migliorare con il tempo.
O forse in futuro affronterà una svolta incredibile che lo redimerà del tutto, ma l'unica cosa certa è che io non sarò tra il pubblico per vederlo.

Serena

mercoledì 23 ottobre 2013

Recensione: "Ti prego lasciati odiare" di Anna Premoli

TITOLO: Ti prego lasciati odiare
AUTORE: Anna Premoli
EDITORE: Newton Compton
PREZZO: € 9.90

TRAMA: Jennifer e Ian si conoscono da sette anni e gli ultimi cinque li hanno passati a farsi la guerra. A capo di due diverse squadre nella stessa banca d'affari, tra di loro la competizione è altissima e i colpi bassi e le scorrettezze non si contano. Si detestano, non si sopportano, e non fanno altro che mettersi i bastoni fra le ruote. Finché un giorno, per caso, i due sono costretti a lavorare a uno stesso progetto: la gestione dei capitali di un facoltoso e nobile cliente. E così si ritrovano a passare molto del loro tempo insieme, anche oltre l'orario d'ufficio. Ma Ian è lo scapolo più affascinante, ricco e ambito di tutta Londra e le sue accompagnatrici non passano mai inosservate: basta un'innocente serata trascorsa a uno stesso tavolo perché lui e Jennifer finiscano sulle pagine di gossip di un giornale scandalistico. Lei è furiosa: come possono averla associata a un borioso, classista e pallone gonfiato come Ian? Lui è divertito, ma soprattutto sorpreso: le foto con Jenny hanno scoraggiato tutte le sue assillanti corteggiatrici. E allora si lancia in una proposta indecente: le darà carta bianca col facoltoso cliente se lei accetterà di fingersi la sua fidanzata. Sfida accettata e inizio del gioco! Ma ben presto portare avanti quello che per Jenny sembrava un semplice accordo di affari si rivela più complicato del previsto.

RECENSIONE:
Quest'estate il romanzo della Premoli si è gettato nella mischia letteraria con gran squilli di tromba, forte di una campagna marketing piuttosto incalzante.
Anche questa volta mi sono avvicinata alla lettura dopo aver raccolto pareri molto discordanti a riguardo: c'è chi lo ha etichettato come la più becera fanfalucca commerciale e chi lo ha elogiato per originalità e verve assegnandogli 5 stelline (o fiorellini, o cuoricini... insomma, avete capito).

Ancora una volta mi trovo nel mezzo.

primissima copertina
Partivo già da una base solida perché non mi aspettavo "il caso letterario dell'anno" (come invece spesso pubblicizzano le fascette attorno ai libri...) e per questo ho cercato di godermi quello che veniva senza aspettarmi rivelazioni sconcertanti.
Questo è un romanzo davvero molto carino. E non inteso come quell'aggettivo un po' neutrale che spesso uso (l'equivalente di "simpatico" per le persone che non si sa come inquadrare), ma proprio nel senso di: piacevolissimo da leggere, leggero e vivace, a tratti coinvolgente e spesso persin difficile da posare.
Ma rimane sempre l'equivalente cartaceo di una commedia romantica, e in quanto tale ha limiti e difetti piuttosto comuni.
La storia parte da una situazione di reciproca e manifesta antipatia -praticamente odio- che sappiamo tutti sin dall'inizio sfocerà in un'irresistibile attrazione e poi in amore. E va benone così.
Jenny e Ian si odiano apertamente: si giocano tiri mancini, ripicche, si insultano spesso e volentieri, e sono anche arrivati alle mani. Ma ovviamente sono anche le due punte di diamante dell'agenzia, quindi si trovano a dover collaborare per un cliente particolarmente importante ed esigente.
A questo punto iniziano le varie situazioni costruite ad artem per portare questa coppia apparentemente incompatibile verso l'ammmore: costretti a passare molto tempo assieme, i due cominciano a vedere altri "lati della loro personalità" ma soprattutto a provare una forte attrazione reciproca.
l'autrice
Jenny -nostra ironica e pragmatica voce narrante- cerca di ignorare, reprimere e combattere quest'attrazione il più a lungo possibile, mentre Ian non pare affatto turbato dal proprio improvviso cambio di rotta.
La cosa carina della narrazione è che, anche quando ormai "si giace" nel senso biblico senza più remore, l'interesse e l'ironia del lettore rimangono accesi, perché Jenny cerca in tutti i modi di nascondere questa improbabile relazione al resto del mondo mettendo su un teatrino per il segreto di Pulcinella per eccellenza (con grande divertimento di colleghi e amici, affatto imbecilli).
Fino a qui, quindi, la verve e il brio del racconto sono riusciti a sopperire all'inevitabile mancanza di originalità di certi punti e alla presenza di mega-galattici stereotipi nei personaggi.
La mia soddisfazione però ha cominciato a calare dopo questo punto, perché la lite pretestuosa, la rottura e la ridicola sceneggiata al ristorante dell' "uomo distrutto dall'ammmmore" mi hanno fatto un po' cascare i braccetti.
Perché ok l'attrazione fisica che a volte accade e basta, e che si può sviluppare nel tempo per diventare qualcosa di serio... ma potevano anche risparmiarmi l'ammmmmore da telenovela.

In con conclusione questo romanzo funziona -e molto bene anche- come leggera e piacevole distrazione, per lasciare campo libero alla nostra parte più romanticosa e femminile... anche se non è certamente esente da difetti e (soprattutto alla fine) soluzioni un po' esagerate e abusate.



Buone letture, 
Serena


domenica 20 ottobre 2013

Promo "Doctor Who - 50th Anniversary Special"


Buondì a tutti,
qualche ora fa è stato pubblicato il primo promo BBC dedicato allo Speciale per il 50° Anniversario di Doctor Who, intitolato "The Day of the Doctor".
Senza frapporre indugio, ecco a voi:


Non preoccupatevi -nonostante io sia super-emozionata al solo pensiero- non vi sommergerò di post ma mi limiterò a postare di tanto in tanto un reminder o un aggiornamento con le coordinate per seguire l'episodio in diretta il 23 novembre (non appena si avranno le conferme ufficiali da parte di Rai4).


Ma di certo non potrò esimermi dal recensire lo Speciale, ça va sans dire. ^^

A presto, 
Serena

sabato 19 ottobre 2013

Acquisti recenti: "Jane Eyre" di Cary Fukunaga


Ancora una volta, galeotta fu Mediaworld.
Ci sono andata per comperare dei banali auricolari e sono uscita con le tasche alleggerite di  €6.90 extra rispetto alle previsioni. 
C'est la vie.


Serena

venerdì 18 ottobre 2013

E-book Time - Aggiornamento


Salve a tutti,
oggi piccolo aggiornamento riguardo alla rubrica E-book Time.
Se qualcuno di voi si ricorda gli ultimi post relativi all'argomento (di luglio, direi) probabilmente scoppierà a ridere, perché all'epoca ho fatto un interminabile mea culpa per aver abbandonato la rubrica, poi vi ho proposto un sondaggio per scegliere le mie successive letture... e infine ho rimesso tutto in stand-by.
Beh, a questo punto penserete che sono falsa come Giuda, ma : no.
Questa estate è stata un po' soffocante e mi sono ritrovata a leggere 0 libri per più di due mesi, ma adesso sto recuperando. Lo so, lo so, lo dico tutte le volte ma stavolta sono seria e determinata perché: ho già letto il primo libri del sondaggio e sono attualmente a metà del secondo.
Incredibile, eh? Vero?? Quasi quasi non ci credo nemmeno io.
Quindi, il succo di questo post è: stanno arrivando. Ci sto mettendo un tempo equivalente alla gestazione di un piccolo mammifero, ma sto effettivamente scrivendo le recensioni degli E-book (e non solo). 
E, se Dio vuole, finito questo comincerò finalmente anche i libri degli autori emergenti che mi hanno contattato un annetto fa.
Incrociate le dita.

Serena

mercoledì 16 ottobre 2013

Season Première 2013: Arrow 2 & Elementary 2

Oggi parliamo di altri due ritorni -chi più, chi meno apprezzato dalla sottoscritta- nei palinsesti televisivi americani. La domanda è solo una: avrò la voglia di seguirli anche quest'anno?

Arrow 2

Su dai, lo sapevamo tutti che prima o poi sarebbe arrivato questo momento.
Arrow è ricominciato e, dopo aver temporeggiato un pochettino per cause di forza maggiore, ho finalmente potuto reimmergermi nella meravigliosa atmosfera fracassona e mirabolante di questo piccolo gioiello d'intrattenimento.
Avevo qualche dubbio riguardo al clima luttuoso che temevo di trovare dopo la dipartita di quel pallosissimo  individuo di Tommy, ma per fortuna il buon Oliver ha subito messo le cose in chiaro salvando a torso nudo "a bordo" di una liana quella deliziosa creatura che è Felicity, piazzatasi proprio sopra una mina anti-uomo. Insomma, in lutto sì, ma sempre con gli addominali in mostra.
Il resto ve lo immaginate: cattivi di turno, magheggi aziendali, la canonica lite tra Thea e *inserire il nome di un membro della famiglia Queen a caso*.
Il tema portante della puntata è stato l'inizio del processo di trasformazione da vigilante ad eroe ma, se pensate che non ci abbiano battuto abbastanza in questi primi 42 minuti, non vi preoccupate: ho idea che non faranno altro per i prossimi 10 episodi.
E poi ancora: Laurel che si lagna (ommioddio che novità...), nuova bat- arrow-caverna per Oliver, nuova sidekick in arrivo, ecc, ecc...
Le intenzioni del telefilm per questa nuova stagione i sembrano chiare: non fare un passo in nessuna direzione. E francamente, mi sembra l'idea migliore che possano escogitare.
Per quel che mi riguarda Arrow va benone così: ci si picchia, si mettono in mostra gli addominali, si fanno cose assurde senza motivo, ci si scioglie in lacrime da coccodrillo ogni 3x2 e ogni tanto si cerca di imbastire una storia, tanto per fare andare un po' avanti la puntata. Evvai così,

E grazie tantissime a Felicity che ri-arredando il quartier generale ha lasciato in bella vista l'attrezzo per gli addominali: ora che la serie è completa.


Elementary 2

Prima di abbozzare questo post sono andata a rileggere i miei vecchi scritti riguardo questa serie... ed effettivamente il mio ricordo era giusto: all'inizio non mi aveva particolarmente convinta.
Col passare del tempo però mi sono ritrovata ad apprezzarla sempre di più e a seguirla con interesse. Ovviamente rimane sempre valida la mia strenua intenzione a relegare in un remoto angolino della mia memoria l'idea che si tratti di una "rivisitazione" di Sherlock Holmes. Perché davvero, non aggiunge nulla alla serie di per sé.
Il mio interessamento e la mia fiducia negli scorsi mesi sono stati ricompensati con un finale di stagione doppio davvero notevole (con un capovolgimento rispetto alla trama originale piuttosto importante ma, trovo, intelligente. E comunque, ormai...).
Quindi era ovvio che quest'autunno nutrissi delle buone aspettative verso la nuova stagione.
Con il primo episodio c'è stata una ripartenza interessante, forse non scintillante quanto avrei sperato, ma assolutamente soddisfacente. La comparsa di Mycroft mi ha dato un pizzico di gioia (ho un debole per tutti "i Mycroft", anche se non so per quale motivo ^^) e il caso era quell' "insolito ma vagamente plausibile" che rende le indagini interessanti e complicate, ma non ridicole, e ho anche riso un sacco all'ultimo "confronto" tra i fratelli Holmes. 
E poi, ora che Joan Watson è diventata un personaggio con una sua personalità -appunto- più definita, l'intera serie risulta essere molto più bilanciata rispetto ai primi episodi. 
Insomma, questo Elementary si conferma quella "piacevole abitudine" del venerdì che si era rivelata essere lo scorso anno, e per questo continuerò a seguirlo con fiduzia anche questa stagione.

Serena

martedì 15 ottobre 2013

Sono un tantino arenata...

Ragazzi, mi sono arenata.

Come avrete (forse) letto nell'episodio 40 della mia Sezione Biblioteca, qualche settimana fa ho preso in prestito "La diciassettesima luna" di Kami Garcia & Margaret Stohl. Dal momento che è arrivato con il corriere da un'altra biblioteca mi sono affrettata a cominciarlo ma... lo sto trovando di una noia pazzesca.
Per il momento sono impantanata in un pezzo in cui Ethan Wade non fa che lagnarsi da un centinaio di pagine, e tutto il mio possibile interessamento per gli avvenimenti che si susseguono nel frattempo viene inghiottito dalla pesantezza dell'umore di Ethan.

Sono fortemente tentata di restituirlo senza terminarlo, ma allo stesso tempo mi scoccia tantissimo.


Qualcuno di voi (magari che lo ha già letto) ha una frase d'incoraggiamento per spingermi ha superate questi capitoli "di bonaccia" e concludere il romanzo?


Besos, 
Serena

lunedì 14 ottobre 2013

Recensione: "Anna vestita di sangue" di Kendare Blake

TITOLO: Anna vestita di sangue
AUTORE: Kendare Blake
EDITORE: Newton Compton
PREZZO: €12.90

TRAMA:
Cas Lowood ha ereditato una strana vocazione: uccidere i morti... Suo padre lo faceva prima di essere ucciso dal fantasma che stava cercando di annientare. E ora Cas, armato del misterioso pugnale athame, continua la missione: viaggia di città in città insieme alla madre, una strega, e al suo gatto fiuta-fantasmi, alla ricerca di spiriti malvagi. Quando arrivano a Thunder Bay per eliminare quella che la gente del posto chiama "Anna vestita di sangue", Cas non si aspetta nulla di diverso dal solito. Si trova invece di fronte a una ragazzina posseduta dalla rabbia e vittima di maledizioni, uno spirito diverso da quelli che è abituato a distruggere. Indossa ancora il vestito che aveva quando fu assassinata, nel 1958. Dal giorno della sua morte, Anna uccide chiunque osi entrare nella dimora vittoriana vecchia e cadente in cui un tempo viveva. Gli spiriti delle sue vittime penetrano il legno marcio delle pareti, strisciano sul pavimento ammuffito e viscido delle cantine, senza trovare pace... Per qualche strano motivo però, Anna non uccide Cas. Anzi, si rivela l'unica in grado di aiutarlo a trovare il fantasma maligno che lo ha privato del padre. Così, insieme agli altri strani amici del giovane, streghe e stregoni in erba, formeranno una squadra disposta ad affrontare ogni pericolo. Ma Cas dovrà risolvere un problema ancora più difficile di questo: quale sarà infatti il destino di Anna?

RECENSIONE:

E finalmente dopo una anno ecco la recensione! Hurray!
Ragazzi, lo so che avevo promesso questa recensione diversi mesi fa, ma... non ci riesco.
Ogni volta che mi metto al pc (o al blocco-appunti) per buttare giù due righe, rimango inevitabilmente impantanata nel nulla. E' come se questa recensione non volesse uscire fuori... Ma adesso basta: si scrive.

Chissà perché tutta questa fatica. Forse perché le aspettative erano tante e tali... e diciamocelo: non sono state del tutto soddisfatte. 
Se devo essere sincera, prima di cimentarmi -finalmente- nella scrittura di questa recensione, mi sono fatta un giro in rete per sondare i pareri delle mie colleghe blogger: nel 90% dei casi mi sono trovata di fronte a recensioni costellate di stelle come il firmamento. Ma la cosa davvero strana è che più leggevo di tutti gli elementi così apprezzati in quei post entusiastici, più mi ritrovavo spaesata. 
Ma ho letto anche io lo stesso libro?
Con questo non voglio dire che il libro fosse brutto o noioso, ma nemmeno lo reputo così memorabile.

Per prima cosa: l'elemento horror. Effettivamente le descrizioni di fantasmi, mostri, ecc erano piuttosto vivide, ma da lì a definirle "horror"... Non ricordo di essermi soffermata nemmeno 5 minuti su quell'aspetto, nemmeno l'ho preso in considerazione.
Cover del seguito
Poi c'è la questione dei personaggi. Non mi ha convinta particolarmente Cas, e lo hanno fatto ancora di meno i suoi due amici. A mio dire Cas era un banale diciassettenne (beh, se non consideriamo la sua occupazione...) con un ancor più banale senso dell'umorismo ; i suoi amici variavano dall' 'inutile' al 'fasidioso'. 
Anna già mi ha convinta di più, e soprattutto ho apprezzato che fosse effettivamente un' "assassina", senza andare a cercare improbabili scappatoie tipiche degli YA. Che poi, ok, hanno tirato acqua al mulino di Anna con la questione della maledizione e del flash-back della sua tragica morte (quello si che era inquietante!), ma va bene così.
E la storia d'amore? Bah... non mi sono ritrovata una sola volta a girare le pagine tra sospiri e strette al cuore, quindi direi che non mi è proprio arrivata. 
La conclusione a sorpresa ha aggiunto un po' di coinvolgimento e pepe in più alla storia, assieme anche tanti elementi random che non saprei bene come collocare.

Insomma, una lettura piacevole e scorrevole, più originale della media degli YA, ma assolutamente non all'altezza delle mie (probabilmente esagerate) aspettative. 
Però non biasimatemi, con una copertina così meravigliosa cosa avrei dovuto pensare? 


Buone letture, 
Serena

domenica 13 ottobre 2013

Recensione film: "Beautiful Creatures - La sedicesima luna"

Sono una spettatrice volubile ed imprevedibile, ormai avrei dovuto farci l'abitudine.


Come spesso accade con gli adattamenti dei romanzi (soprattutto negli ultimi anni), mi sono avvicinata alla visione del film con tutti i pregiudizi possibili e immaginabili. Mi sono persino preparata il Block-notes con tanto di penna affianco per segnarmi ogni abominio e stupida banalità che avrei visto durante il film.
E invece.
Oddio, in realtà di cose ne ho scritte, e ne ho scritte parecchie, ma al momento di estrarre il dvd non posso negare di aver pensato "Questo film mi è piaciuto".

Cominciamo con due considerazioni sul libro. L'ho letto circa un annetto fa e mi ha fatto un effetto strano. Sul momento ero abbastanza presa, e mi ero anche convinta che mi fosse piaciuto... ma guardandomi indietro non riesco in realtà a ricordare con chiarezza né la storia, né le sensazioni che mi ha fatto provare. Talvolta mi capita, ed è un segnale che, in fin dei conti, quella lettura non ha propriamente lasciato il segno. Continuo a pensare che sia un bel libro, ma non bello quanto credevo.
Non so se mi spiego.... Forse per voi sto solo farneticando, ma questa è la maniera migliore che mi viene in mente per cercare di rendervi partecipi delle mie idee.
Comunque. Il punto è che non ho né la memoria né l'attaccamento emotivo per mettermi a stracciarmi le vesti ogni volta che cambiavano degli avvenimenti nella trama. A dire il vero, penso di essermene a malapena accorta.

Ciò non toglie che il mio occhio cinico e disilluso abbia individuato parecchie falle nella storia, soprattutto all'inizio.
Innanzitutto ci ho messo una buon quarto d'ora e tanta meditazione per convincermi che Alden Ehrenreich è un liceale sedicenne. Cioè, no.
E poi parliamo di Lena. Non ho assolutamente nulla contro l'attrice, anzi mi è abbastanza piaciuta... però non mi ricordavo che il suo personaggio all'inizio fosse così sgradevole. Insomma, ok che sei nuova e ti senti emarginata, ma non è il caso di fare la stronza maleducata anche con chi cerca di essere civile. C'è anche da dire che il buon Ethan Wade sparava frasi fatte come una mitragliatrice, ma non è comunque questo il modo di comportarsi.
Che poi, tutto sommato, anche "la resa" del personaggio di Ethan non mi è dispiaciuta. Era decisamente meno lagnoso di quanto non me lo ricordassi dal libro e, quando non diceva banalità da Bacio Perugina, lo trovavo anche piuttosto gradevole e convincente.
Tutta la parte iniziale però mancava un po' di uniformità. E' stato tutto troppo compresso nei primi venti minuti; scelta comprensibile visto che dopo c'era tutta la storia magica da sviluppare, ma allo stesso tempo si è sfociati ugualmente nel cliché dei film per adolescenti: storie d'amore nate in due sguardi senza un perché e senza un fondamento. Se non altro qui avevano la spiegazione bell'e pronta del "destino" da mettere in campo.
Ma passata la prima mezz'ora ho cominciato davvero a godermi il film. Questa volta, nel perenne tentativo di far capire a tutto il pubblico la storia, il regista è riuscito ha farmi effettivamente capire tutta la trama. Che probabilmente era parecchio diversa da quella del libro, ma amen.
Insomma, nella mia infinita smemoratezza l'ho percepita solo come molto semplificata rispetto al libro, e non è necessariamente un male. Tutta la questione delle visioni, la maledizione, i tira e molla di Lena e la mancata Reclamazione/scontro finale mi erano sembrati piuttosto intricati... e invece qui era tutto chiaro come il sole, e in caso contrario ci pensavano i personaggi a spiegare tutto ad alta voce tra dialoghi e voce fuori campo. E per una volta la cosa non mi ha irritata, anzi.
Anche il modo di far svolgere i fatti e di sistemare le cose nella parte finale, trovo che fossero sensati e addirittura abbiano giovato ad una trama che altrimenti sarebbe risultata caotica e pretestuosa (coff coff Shadowhunters coff coff). 
Qui i fan puristi della saga devono aver pazienza e comprensione con me: non intendo tutto questo come critica alla trama del libro, ma penso che -dato che dovevano per forza effettuare tagli e stravolgimenti al libro- in questo caso siano stati fatti in maniera abbastanza azzeccata.
Perché davvero mi è piaciuto. Ho finito di vederlo soddisfatta e interessata, avendo dimenticato del tutto tutte le critiche cattive che mi ero segnata nella prima metà di film.
Un film che non è perfetto, ma trova i giusti equilibri per creare un mondo e una storia che catturano a convincono, senza far necessariamente richiamo ad altri cinquemila libri e storie d'amore che abbiamo già letto.
Anche il finale, per fortuna, aveva un suo perché. Aperto quel tanto che basta da farci stare un eventuale seguito (che non credo vedrà mai la luce) ma anche sufficientemente autoconclusivo da farci terminare la visione con un senso di appagamento da "quasi lieto fine" e senza quel terribile fastidio creato dai cliffhanger a sproposito.



E voi cosa ne pensate? So che ci sono pareri molto discordi a riguardo, ma voglio sentire la vostra. Commentate commentate! ^^

Serena

sabato 12 ottobre 2013

Sezione Biblioteca (41)


Questa settimana nuovo carico di libri.
Il primo l'ho preso perché CHIUNQUE in rete ne parla benissimo e mi sento sempre più in colpa per non averlo mai letto... Il secondo invece mi è stato "imposto" dalla mia migliore amica, che ha deciso di indottrinarmi su Calvino (Italo, of course), mentre l'ultimo è una mia scelta personale, perché mi andava così.



L'ombra del vento
di Carlos Ruiz Zafòn



Il visconte dimezzato
di Italo Calvino



Vittoria. Le passioni di una donna, il destino di un'imperatrice
di Philippe Alexandre e Béatrix de l'Aulnoit


E voi cosa state leggendo?
Serena