sabato 30 novembre 2013

Acquisti recenti: Il cavaliere d'inverno


Salve a tutti,
ieri sono passata nella mia libreria di fiducia e proprio non sono riuscita a resistere alla tentazione di portarmi a casa qualcosa (spesa totale: €10.90):


Recensione in arrivo, fanciulli.

Serena

giovedì 28 novembre 2013

Recensione: "Ragazzo da parete" di Stephen Chbosky

TITOLO: Ragazzo da parete (Noi siamo infinito)
AUTORE: Stephen Chbosky
EDITORE: Sperling & Kupfer
PREZZO: €16.90

TRAMA:
Fra un tema su Kerouac e uno sul "Giovane Holden", tra una citazione da "L'attimo fuggente" e una canzone degli Smiths, scorrono i giorni di un adolescente per niente ordinario. L'ingresso nelle scuole superiori lo lancia in un vortice di prime volte: la prima festa, la prima rissa, il primo amore - per la bellissima ragazza con gli occhi verdi che quando lo guarda fa tremare il mondo. Il primo bacio, e lei gli dice: per te sono troppo grande, però possiamo essere amici. Per compensare, Charlie trova una che non gli piace e parla troppo: a sedici anni fa il primo sesso, e non sa neanche perché. Allora lui, più portato alla riflessione che all'azione, affida emozioni, trasgressioni e turbamenti a una lunga serie di lettere indirizzate a un amico, al quale racconta ciò che vive, che sente, che ha intorno. Dotato di un'innata gentilezza d'animo e di un dono speciale per la poesia, il ragazzo è il confidente perfetto di tutti, quello che non dimentica mai un compleanno, quello che non tradisce mai e poi mai un segreto. Peccato che quello più grande, fosco e lontano, sia nascosto proprio dentro di lui.

RECENSIONE:
Dopo le scoraggianti esperienze con "Un giorno questo dolore ti sarà utile" e "L'orlo argenteo delle nuvole", forse ci siamo finalmente.
Notoriamente sono piuttosto refrattaria al coinvolgimento emotivo quando affronto questi romanzi introspettivi o di formazione, tanto che avevo cominciato ad accarezzare l'idea di abbandonare il genere in toto... E invece eccolo: un romanzo tenero, intenso e toccante.
Charlie è un protagonista davvero speciale, ha una sensibilità ed un'intelligenza fuori dal comune che lo rendono diverso da chiunque altro. Sentendosi incapace di fondersi tra i suoi coetanei ma allo stesso tempo desideroso di un contatto umano, Charlie finisce col legarsi ad un gruppetto di "outcast", tra i quali troviamo quelli che saranno i suoi migliori amici, Patrick e la bella Sam
C'è una cosa però che "disturba" il lettore: con lo scorrere della storia appare sempre più chiaro che c'è qualcos'altro nel passato di Charlie, qualcosa di nascosto e probabilmente traumatico che influisce pesantemente sul sul presente, senza che nemmeno lui se ne renda conto. Charlie ne sembra all'oscuro tanto quanto noi ma, man mano che esce dal suo guscio di solitudine, anche i suoi ricordi cominciano a riversarsi in quelle lettere sincere che scrive all'ignoto destinatario.
Per affrontare i rapporti con gli altri e il resto della sua vita Charlie deve prima affrontare il proprio passato.

Non sto ad aggiungere altro, perché questo è un romanzo da leggere, non da raccontare. E' in grado di trasmettere una grande tristezza e una strana tranquillità, ma anche quella gioia infantile che ci fa apprezzare le piccole cose, come Charlie.

Vedere il mondo attraverso gli occhi di Charlie, con il suo candore e la sua ingenuità, è un'esperienza del tutto particolare, che non posso che consigliarvi.


Serena

mercoledì 27 novembre 2013

Prime volte & amazon

Ma che avete capito... malandrini.
Non è che improvvisamente il blog ha deciso di emulare "50 sfumature di grigio", molto semplicemente oggi ho fatto il mio primo acquisto su Amazon, come una bimba grande. 
Diciamo che mi sono fatta un auto-regalo di Natale (dato che comunque nella famiglia non si usa scambiarsi i regali...) e ora mi sento abbastanza orgogliosa della mia competenza informatica (già sento le risate in lontananza).



E ora incrociamo le dita e speriamo fili tutto liscio.

Serena

domenica 24 novembre 2013

CdS: L'epicness mi paralizza

La regolare pubblicazione dei post è momentaneamente sospesa 
causa eccessiva epicità dello Speciale di Doctor Who.




Le pubblicazioni riprenderanno al più presto


Serena

sabato 23 novembre 2013

Stasera: "The Day of the Doctor" - Speciale 50° Anniversario su Rai4



Fanciulli e fanciulle: preparatevi.

Molti di voi si saranno mangiati le mani fino ai gomiti per tutta l'estate e molti altri non avranno la minima idea di cosa io stia dicendo, ma finalmente ci siamo!
E' arrivato il 23 novembre e questa sera verrà trasmesso -in contemporanea in molti paesi europei e non- lo speciale per il 50° Anniversario di Doctor Who.
Per chi si fosse perso i post precedenti e le varie notizie che fioccano dalla rete, vi ricordo che Rai4 (che non ho mai stimato tanto prima d'ora) ha acquistato i diritti e trasmetterà l'episodio doppiato in italiano (e incrociamo le dita sperando in una traduzione fatta come si deve).
Dal momento che siamo in Italia, siamo piuttosto fortunelli e la diretta avrà inizio alle 21.10, con circa 20 minuti di ritardo dall'originale.
Per un breve periodo ci eravamo illusi che lo speciale potesse essere trasmesso con il doppio audio (italiano/inglese), ma purtroppo per "motivi tecnici" dovremo accontentarci dell'audio italiano. Beh, grazie lo stesso per il tentativo. ^^
The Day of the Doctor verrà inoltre trasmesso in replica domenica alle 23.10.

Inutile ricordarvi quante e quali siano le gigantesche aspettative per questo evento : 50° anniversario, dopo un grosso cliffhanger alla fine della 7a serie, con partecipazione prevista di Billie Piper, David Tennant e John Hurt, con la Dodicesima rigenerazione quasi alle porte, girato in 3D, della durata di 75 minuti e trasmesso in molti cinema Britannici...
...Oh boy... *Serena si sventola con un cartoncino*

gif biecamente rubata da The Bookshelf...


Bene, io la mia buona azione settimanale l'ho fatta ricordandovi tutti i dettagli per la visione.
Ora, se non vi spiace, vado a minacciare di morte chiunque voglia occupare il divano questa sera... ma prima vi lascio con questa meravigliosa animazione fanmade segnalata qualche giorno fa sulla pagina FaceBook di Doctor Who.it




Non mi resta che augurarvi una buona visione ^^
Serena

venerdì 22 novembre 2013

Sezione Biblioteca (44)


Buongiorno a tutti!
Quest'oggi vi mostro due libri freschi freschi di corriere (della biblioteca, ovviamente). Li avevo prenotati un mesetto fa e sono arrivati giusto ieri:


Shopping con Jane Austen
di Laurie Viera Rigler



Incantesimo tra le righe
di Samantha Van Leer

Ho preso solo questi due, senza gironzolare per la biblioteca (altrimenti averi sicuramente trovato qualcos'altro) perché ho già altri 8 libri in attesa... Dove troverò il tempo per leggere e recensire tutto?!

E voi invece? Cosa leggete di bello?

Serena

mercoledì 20 novembre 2013

E-book Time (Recensione): "The Goddess Test" di Aimée Carter

Visto?? Avevo promesso e ho mantenuto! Ok... se proprio vogliamo fare i pignoli avevo promesso questa recensione circa 6 mesi fa... ma lo sapete che il tempismo non è il mio forte.
Ad ogni modo, pian piano sto riprendendo la rubrica E-book Time e rispettando i sondaggio che avete votato quest'estate *so proud of me...!*
E ora tagliamo corto l'intro e passiamo alla recensione.




TITOLO: The Goddess Test
AUTORE: Aimée Carter
EDITORE: Harlequin Teen

TRAMA: 
Every girl who had taken the test has died.


Now it's Kate's turn.

It's always been just Kate and her mom - and her mother is dying. Her last wish? To move back to her childhood home. So Kate's going to start at a new school with no friends, no other family and the fear that her mother won't live past the fall. Then she meets Henry. Dark. Tortured. And mesmerizing. He claims to be Hades, god of the Underworld - and if she accepts his bargain, he'll keep her mother alive while Kate tries to pass seven tests. Kate is sure he's crazy - until she sees him bring a girl back from the dead. Now saving her mother seems crazily possible. If she succeeds, she'll become Henry's future bride and a goddess.

If she fails...

RECENSIONE:
Anche questo libro, come molti altri prima di lui, è stato aggiunto alla WIshList sotto l'influenza delle stellatissime recensioni scritte da altre blogger. Ormai però mi conosco a sufficienza per sapere che quando si ha a che fare con uno YA bisogna tenere le aspettative a bada, per cercare di goderselo il più possibile ed evitare cocenti delusioni. Non pensate che sia partita prevenuta, affatto! Però senz'altro ero cauta...

Kate è la protagonista del nostro libro. Vive una situazione difficile -da anni si occupa della madre ormai malata terminale- ed è una ragazza solida  nemmeno fosse una sedia  altruista ed abituata a mettere i bisogni degli altri davanti ai propri. Queste sono tutte belle caratteristiche per la protagonista di un libro... ma la verità è che Kate è anche abbastanza passiva. Accetta tutto quello che le accade -e sono cose ben strane e destabilizzanti- con una mitezza persin esagerata, e se qualche volta punta i piedi, la cosa non dura molto.
Una cosa in sua difesa però va detta: quest' "immobilità" non è da imputare tutta ed esclusivamente a lei; gli avvenimenti stessi della storia, a ben vedere, non lasciano spazio a nessun tipo di "azione", intesa proprio come "fare cose". La storia si svolge tutta in un ambiente unico (villa+giardino di Henry) che, per quanto grande, rimane un'ambientazione un po' claustrofobica per un romanzo.
Parliamo poi di Henry. Questo è il nome che si è scelto, ma lui è Ade, il sovrano degli Inferi, e da millenni ormai regna da solo, dopo che la sua amata Persefone lo ha abbandonato. Quindi Henry è cupo, intenso, affascinante e solo... Peccato che scopriamo tutto questo perché ci viene detto dall'autrice, non perché traspaia dalla storia. In realtà Henry non è particolarmente affascinante, brillante o carismatico, ma anzi è un personaggio, piatto, incolore e tendente al lagnoso... soprattutto se consideriamo che dovrebbe essere una divinità!
Altri personaggi? Praticamente non pervenuti. Verranno nominate in tutto una dozzina di persone, e le tre o quattro che compaiono più di frequente peccano comunque di una mancanza di approfondimento e di una caratterizzazione superficiale, per non dire banale. Ma questo è un punto sul quale ritorneremo nella sezione spoiler.

Se nella prima parte del libro gli avvenimenti si susseguono con ritmo abbastanza sostenuto, a partire dall'ingresso pretestuoso di Kate nella villa, la storia comincia a dilungarsi senza che si verifichi praticamente nessun avvenimento rilevante. Le poche situazioni notevoli si contano sulle dita di una mano (e ho idea che una o due rimangano disoccupate...). Ci sono lezioni di mitologia, passeggiate nel giardino, battibecchi su quanto siano scomodi i vestiti, chiacchierate notturne, per non parlare dei festeggiamenti di Natale, nota festività pagana di origine greca... No? Ah davvero?! No, perché mi sembrava...
Qualcuno potrebbe obiettare che dicendo che in questa fase l'autrice si è voluta concentrare sui sentimenti nascenti dei due protagonisti... e non avrei nulla in contrario se non fosse per 2 fattori:
1) Qualcosa in più dovrebbe succedere. Vi ricordate le famose 7 prove? Vengono nominate, ri-nominate, sono oggetto di intense pippe mentali da parte della protagonista e danno il titolo al libro.... ma a quanto pare hanno deciso di nasconderle dietro ad un conveniente "Sosterrai le prove, ma non te ne accorgerai". Ah beh.
Che poi, potrei anche accettarlo se i test fossero gestiti in maniera astuta e interessante... ma per me non è questo il caso, e ne riparleremo nella sezione spoiler.
2) Ancora una volta, tutti questi amori intensi e travolgenti non vengono percepiti dalla sottoscritta. Apprezzo molto che la Carter non si sia rifugiata dietro al banale colpo di fulmine e abbia cercato di far sviluppare il sentimento... però non sono riuscita a farmi coinvolgere dal loro amore nascente, nonostante tutto. Il fatto è che le famigerate chiacchierate notturne tra Henry e Kate sono "nominate" più che "raccontate" e, anche le poche che invece vengono trattate nei dettagli, non aggiungono poi molto a quello che già sapevamo o avevamo intuito. Potremmo riassumerle con: Henry amava Persefone che invece non lo contraccambiava nemmanco per la cippa (termine tecnico); Henry si sente solo, stanco e si sente in colpa per tutte le ragazze morte durante le prove precedenti; Kate si preoccupa per ________ *inserire un nome qualsiasi a scelta: sua mamma, Henry, Ava, Spongebob, ...*. Insomma, non sono sufficienti per farmi partecipare emotivamente al loro legame.

E ora passiamo alla zona spoiler.
Ci sono ancora due punti che vorrei toccare prima di tirare le somme: il mistero dell'assassino e -finalmente- i test.
Partendo dal presupposto che mi domando quanto possa essere difficile trovare un killer seriale quando le persone a contatto con le ragazze sono 12 (se ci fosse stata la Divinità in Giallo avremmo avuto molte meno vittime...), davvero hanno deciso di giocarsela così? Una divinità gelosa che ama Henry di un amore non corrisposto? Che poi a questo giro i tentativi di omicidio sono stati un po' sciatti... nonostante siano stati notevolmente aiutati dalla cretineria di Kate in alcune occasioni (Stanno cercando di uccidermi e trovo un pacchetto anonimo? Ma apriamolo subito!!).
La questione dei 7 test invece viene risolta proprio sul finale, con tanto di colpo di scena in allegato.
Alla fine si scopre che tutte le persone che Kate ha conosciuto negli ultimi mesi, tutte, sono in realtà le misteriose divinità. E ci credo! Avrà parlato sì e no con 10 persone!! 
Quindi era tutta una candid-camera: la città di Eden non esiste, tutti i suoi (12) abitanti sono divinità -compresa la madre di Kate...questa sì che non l'ho vista arrivare fino all'ultimo!- e tutti i tragici e drammatici eventi susseguitisi fino ad ora erano una farsa.
E le famose prove? Erano delle emerite cagate. Non erano subdole e argutamente concepite come speravo, ma dei trucchetti di una semplicità elementare, fin imbarazzante.
Ma poi, qualcuno mi spiega cosa hanno a che fare i 7 peccati capitali con gli dei dell'Olimpo?
Fine spoiler.

SCUSATE, NON HO POTUTO RESISTERE

Nel complesso questo romanzo soffre dei classici punti deboli degli YA : prevedibilità, tantissimi luoghi comuni ed eccessiva linearità, eppure in qualche modo si lascia abbastanza leggere. Scorre più o meno tranquillo senza spingerci a lanciare il libro (il tablet, nel mio caso) contro il muro... ma è anche causa di tanti, tanti poderosi facepalm e a tratti di noia incipiente.
Tutto sommato le debolezze strutturali erano in qualche modo controbilanciate dal desiderio di capire come funzionava la storia (la questione dei test, intendo...). Peccato che alla fine sia stato buttato tutto un po' in caciara. Il che, col seno di poi, fa perdere tantissimi punti al libro.
Ma c'è una cosa che, più della banalità diffusa, lascia l'amaro in bocca: la mitologia greca viene usata in maniera inizialmente quasi interessante ma in definitiva superficiale e insufficiente. Siamo di fronte ad un potenziale quasi infinito costretto in poche trovate, nemmeno originalissime. Spero davvero che la Carter riesca a sviluppare meglio le sue idee nei seguiti, perché: sì, ho intenzione di riprovarci. Against my better judgement.

Per il momento diciamo 2 stelline e mezzo e tanta speranza per il futuro?


Serena

New Series 2013: Dracula & Betrayal

Buongiorno a tutti,
è di nuovo Tv-Time!
Lo so, lo so, sono indietro con le recensioni dei libri.... ma ci vuole un sacco di tempo! Molto di più di quello che impiego a recensire le serie tv. Quindi, mentre prendo tempo per finire i post "seri", portate ancora pazienza e beccatevi 'ste due recensioni.


Partiamo da Dracula.

Il Pilot è di una lentezza e di una noia soverchianti. La trama del resto della serie è abbozzata tramite pompose conversazioni-spiegone e non risulta nemmeno tanto chiara.... o sono io a non aver prestato attenzione? Non mi stupirebbe visto quanto mi ha annoiata.
Un accenno quasi inesistente di storia classica, atmosfere oscure e misteriose, una traccia di azione, un pizzico di stempunk e Jonathan Rhys Meyers erano messi lì apposta come esca per il pubblico... ma diciamoci pure francamente che il prodotto finale non porta a casa l'affare.

Jonathan Rhys Meyers, non importa quale ruolo ricopra, è sempre caratterizzato da quel suo modo di recitare melodrammatico che però risulta accettabile dato che deve fare Dracula (alias il ricco e misterioso imprenditore americano Alexander Grayson).
Jonathan Harker invece dovrebbe essere un astuto giornalista, ma ha una faccia da impiegato del catasto arrivista (il che pare una contraddizione in termini.... e spero non me ne vogliano gli impiegati del catasto). E poi abbiamo Van Helsing professore universitario e alleato con Dracula in cerca di vendetta  contro una segretissima Organizzazione-di-Qualcosa e la splendida Mina Murray, che abbiamo già visto nei panni della lady-vigilante vestita da spogliarellista in Arrow... Più tutta una serie di personaggi secondari dei quali non mi sono data la pena di memorizzare i nomi, data la velocità con cui vengono dissanguati o decapitati. In tutto ciò, l'unico a suscitare la mia simpatia è l'assistente di colore di Dracula...e no, non per essere politically correct. Diciamo "questione di feeling".
Il secondo episodio è noioso tanto quanto il precedente e gli unici eventi vagamente significativi si verificano verso la fine... salvo poi essere risolti in un nulla nell'episodio successivo.
La puntata numero tre comprende flash-back, visioni da assenzio, omicidi rituali (con modalità davvero poco pratiche, come solo i sacrifici rituali sanno fare), cervelli spappolati e suicidi... e nonostante tutto riesce ancora a risultare piuttosto lento.
Giunta a questo punto della visione mi sono domandata : questo telefilm comincerà finalmente ad accelerare un po' il passo o continuerà con questo lento trascinarsi della trama?
Onestamente non sono sicura di volerlo scoprire. Una parte di me vorrebbe perseverare nella visione e vedere dove porta la fumosa trama orizzontale alla base, ma del resto non mi va di sprecare il mio tempo quando avrei ben altri telefilm da seguire. Diciamo che per il momento l'ho accantonato nella pila dei "forse", quei telefilm che forse riprenderò durante le settimane di interruzione della programmazione statunitense.


E ora passiamo a Betrayal : uno show che definire insulso è esser gentili. 

moglie e amante
Il trailer vendeva già chiaramente tutti gli elementi cruciali della trama: bella moglie di altrettanto bell'avvocato rampante si fa travolgere dalla passione con un affascinante sconosciuto, ma -sorpresa!- l'amante clandestino altri non è se non l'avvocato avversario del marito in un importante processo per omicidio. Tutto questo salta fuori entro il termine del Pilot.

Ma partiamo dalle premesse. Lei (Sara - Hannah Ware) si sente trascurata dal marito (Drew - Chris J. Johnson), che lavora troppo e non è particolarmente simpatico, ma in realtà non è poi così negligente come marito. Lui (Jack - Stuart Townsend) si invaghisce in un nanosecondo della giovane donna e si lancia in un fulmineo corteggiamento fatto di frasi fatte (I can't stop thinking about you...) e stalking, tradendo una bella e ricca moglie (Elaine - Wendy Moniz) che non ha fatto assolutamente nulla per meritarselo. 
Nel frattempo si svolgono tutte le indagini e gli intrallazzi legati al caso d'omicidio, che ovviamente vede coinvolta una famiglia di semi-mafiosi e che vede contrapporsi il marito procuratore e l'amante (cognato dell'accusato) della protagonista. 
moglie e marito
Sono due i filoni principali: caso giudiziario e intrallazzoni si intrecciano inevitabilmente con la torrida relazione extraconiugale. 

Il problema è che non mi interessa un tubo del caso e ancor meno della relazione... che per altro dovrebbe essere il fulcro della serie. Questa volta parlo con cognizione di causa, perché ho visto ben 5 episodi nel corso dei quali le relazioni sono già saltate fuori, ma in compenso non è saltato fuori il mio interesse per il tutto. 
Quindi basta, mi arrendo e sospendo la visione.



Come sempre, condividete pensieri e critiche nei commenti. Sono curiosa di sapere anche il vostro parere. =D

Serena

lunedì 18 novembre 2013

Doctor Who - serie 7

Questa volta ho deciso di dividere il 'commentone' in due parti: la prima dedicata alle ultime puntate con i Pond, e la seconda che invece vede dell'arrivo dell'impossibile Clara.
Siete pronti?
(ovviamente spoiler allert)


Alla fine dello Speciale di Natale (The Doctor, the Widow and the Wardrobe), assistiamo al ritorno del Dottore sul pianerottolo dei Pond.
Amy e Rory hanno continuato a vivere la loro vita dopo The Wedding of River Song, e si sa che la vita è complicata. Ma non preoccupatevi: in Asylum of the Daleks abbiamo un Dottore in formissima che combatte Daleks, cerca di salvare (e viene salvato) dalla graziosa Oswin e risolve i problemi coniugali dei Pond. Finalmente ricominciano le avventure di Amy, Rory e il Dottore: dinosauri, Far West, l'invasione dei Cubi...
Tuttavia le cose sembrano essere leggermente cambiate: come già Martha Jones prima di loro, i Pond iniziano a contemplare la possibilità di una vita "normale", con gli amici, la famiglia e gli impegni lavorativi, senza il TARDIS o i folli viaggi con il Dottore... Ma la titubanza dura giusto il tempo di un'invasione aliena : basta poco per ricordare ad Amy perché aveva atteso il Dottore quella notte da bambina, e perché in realtà non ha mai smesso di farlo.
Il culmine e la conclusione di questa prima parte della settima stagione però si ha in The Angels take Manhattan, uno degli episodi di Doctor Who più belli e intensi che abbia visto fino ad ora.
Ancora una volta i companion subiscono le conseguenze della vicinanza con il Dottore : rimangono intrappolati nel passato (anni '30) per colpa di un Angelo sopravvissuto, con una scena finale che mi ha spezzato il cuore in mille modi diversi.
Non vi sto nemmeno a descrivere la mia commozione e i lacrimoni a fine episodio, perché tanto ve li potete immaginare da soli.

Finisce quindi la storia di nostri amati Pond.

Ma visto che quest'anno siamo stati buoni, la nuova compagna di avventure del Dottore viene (ri-)presentata nel corso di questo secondo Christmas Special. Eh sì, perché quando compare la deliziosamente sfacciata locandiera/tata in The Snowmen, ci accorgiamo che assomiglia un sacco ad un certo Dalek amante dei soufflé di nostra conoscenza...


Ed eccola qui la nostra soufflé girl, che ben presto cambierà nick name in the impossible girl.
E per un valido motivo, direi. Ma non precipitiamo le cose e andiamo con ordine.

A partire da The Bells of Saint John Clara diventa l'assistente ufficiale del Dottore: intelligente, ironica, esuberante, arguta e brillante... insomma, fin troppo perfetta. per non dire impegnata in un testa a testa con Rory The Roman nella competizione a "chi muore di più".

[...] And now she's back, and we're running together and she's perfect. 
Perfect in every way for me.
[...]Clara. My Clara.
Always brave, always funny, always exactly what I need.
Perfect.
Too perfect.

Il mistero dell'impossible girl è il tema ricorrente di quasi tutti gli episodi; ogni volta viene fatto un chiaro riferimento al fatto che il Dottore stia continuando ad indagare e che, per quanto adorabile, intrigante e magnifica Clara possa essere, una piccola parte di lui non si fidi completamente.
Le avventure di questa seconda metà di stagione spaziano tra stelle-divinità mostruose, età vittoriana, case infestate, sottomarini, pianeti semi-abbandonati e -nientepopodimeno che- il centro del TARDIS... ma, mi duole dire, non sempre convincono appeno.
Ok, d'accordo, io sono senz'altro diventata terribilmente esigente... ma non venitemi a dire che Cold War non vi ha annoiati nemmeno un pochino.
Nel complesso gli episodi funzionano, ma non brillano (non tutti almeno) e la questione che pesa di più in ogni episodio (almeno come "rilevanza" agli occhi dello spettatore), più ancora del "cattivo di turno" è il mistero di Clara.
Ci sono sempre stati degli episodi in cui è la companion a brillare più che il Dottore, sia perché anche loro meritano il loro sacrosanto spazio, sia perché un Dottore che aggiusta e capisce tutto al primo colpo sarebbe poco divertente e un po' noioso. Anche Clara, come la grintosa Amy Pond prima di lei, non fa tanti complimenti e si guadagna il suo posto di companion aiutando in maniera essenziale il Dottore più di una volta... fino a che, ad un certo punto, l'idea che sia too perfect non è soltanto una frase pronunciata dal Dottore ma diventa una netta sensazione che germoglia in autonomia nello spettatore.
Ma è proprio lì il bello: proprio quando la cosa inizia a diventare palesemente evidente e appena prima che diventi fastidiosa -bem!- ti becchi una spiegazione talmente grandiosa che non puoi fare altro che inchinarti e ammettere "Non poteva essere diversamente".

O forse no? Perché in The Name of the Doctor (spettacolare, meraviglio, magistrale) scopriamo tante cose, soprattutto perché Clara sia comparsa così tante volte nel passato del Dottore... ma non c'è nessuna spiegazione manifesta del perché sia "così perfetta".
Ora, io ho una mia arzigogolata teoria che mi fa dormire tranquilla la notte ma, conoscendo quel satanasso di Moffat, è assai probabile che sia sbagliata.

E' arrivato il momento del mio parere personale : mi piace Clara come companion? Beh, ovviamente sì.
Clara è un personaggio che ho trovato assolutamente grandioso nelle sue interazioni con il Dottore, talmente azzeccata che sono riuscita ad apprezzarla moltissimo nonostante abbia avuto la sfortuna di comparire subito dopo il trio schiacciasassi Amy-Rory-River Song, quindi non vedo l'ora di rivederla in The Day of the Doctor e -possibilmente- nell'ottava serie.

E per finire, non poteva mancare la parentesi River Song. Come testimoniano i kleenex appoggiati vicino al mouse, anche The Name of the Doctor mi ha ridotta ad uno stato di instabilità emotiva estremo. Sono bastati pochi minuti di screen-time di River Song per ricordarmi perché è -a mani basse- il mio personaggio preferito in Doctor Who (escluso il Dottore, ça va sans dire) e perché tutte le lacrime versate sono assolutamente giustificate e guadagnate.

Insomma, questa settima serie -almeno nella seconda metà- a par mio ha un po' abbassato il tiro... salvo poi farmi esplodere il cervello con un episodio finale maestoso, di una bellezza assurda, che risponde ad un paio di domande e ne pone altre dieci.


Voglio il 23 novembre, e lo voglio ADESSO.

Serena

domenica 17 novembre 2013

Bibbia&Cinema (?!) : primo trailer per "Noah"

Buongiorno a tutti.
Non credevo sarebbe mai arrivato il giorno in cui avrei intitolato un post "Bibbia&Cinema" e invece...


Ma, riflessioni futili a parte, oggi parliamo di "Noah" racconto epico della storia di Noè secondo la visione di Darren Aronofsky, regista de "Il cigno nero" (o almeno questo è quello che riporta il sito Screenweek nella pagina dedicata

Ecco il trailer in tutta la sua "biblicità":



Ora, io senza dubbio sono una persona prevenuta e tutto il resto, ma c'è una parte di me che davvero non riesce a farsi una ragione del Russell Crowe/Noè... Al suo segnale scatenate... l'Alluvione?! Chiedo scusa, mi vergogno profondamente per la mia battuta.
Per il resto, nel cast troviamo anche: Anthony Hopkins (Matusalemme), Emma Watson (Ila), Logan Lerman (Cam), Douglas Booth (Sem) e Jennifer Connelly (Naameh).

L'uscita nelle sale Statunitensi è prevista per il 28 marzo 2014, mentre in Italia arriverà il 10 aprile 2014.

Allora, cosa vi sembra? Una pellicola epica (o meglio, biblica) ed imponente, o forse un fiasco annunciato?

Serena

sabato 16 novembre 2013

Acquisti Recenti : "Dialogo tra credenti e non credenti"


Nuovo acquisto (di mia madre, a dire il vero), perché ogni tanto ci piace leggere qualcosa di più impegnativo:


Non so esattamente tra quanto tempo leggerò questo libro: 1) perché prima dovrà passare tra le mani di tutto il resto della mia famiglia, 2) perché per affrontare una lettura del genere bisogna aspettare di essere ispirati e concentrati.
Vedremo.

Serena

venerdì 15 novembre 2013

E questo cosa ci fa qui??

La vita è strana, e la libreria di casa mia è peggio.
Chi mi segue da un po' saprà che io non compro libri molto spesso, ma faccio un massiccio ricorso a tutte le biblioteche della provincia. Questo non toglie che in casa mia ci siano un tot di librerie, perlopiù piene di classici o libri che non ho assolutamente idea di cosa siano... Poi, ogni tanto, inizio a spulciare di qua e di là e riscontro degli strani fenomeni, tipo: n copie di "Ultime lettere di Jacopo Ortis", 2 diverse edizioni de "La gabbianella e il gatto che le insegnò a volare" e questo:



Mi ero riproposta di leggere questo libro da un po', ma stamattina ho avuto una specie di ricordo flash in cui la mamma di un'amica mi regalava alcuni libri di cui aveva i "doppioni"... tra cui questo.
A quanto pare "Il trono di spade" viene spostato da uno scaffale all'altro di casa mia sin dal glorioso 2006 e ha le pagine talmente ingiallite che provo lo strano impulso di indossare una mascherina anti-muffa ogni volta che lo prendo in mano (manco fossero passato 3 secoli, invece di 7 anni...).

Boh, questo mi è successo oggi e mi andava di condividerlo con voi.

E Dio solo sa cosa troverò la prossima volta nella libreria del salotto.

Serena

giovedì 14 novembre 2013

Fiabe&Cinema: Primo trailer per "Maleficent" !


Buongiorno a tutti,
ho lezione tra qualcosa come 7 minuti, quindi mi limito ad un post di presentazione di un trailer. Giusto ieri è uscito il primo trailer di "Maleficent" nuova retelling fiabesco dedicato alla Bella Addormentata, o meglio alla perfida Strega Cattiva Malefica (nella versione italiana del cartone Disney).


Nei panni della malvagia antagonista/protagonista troviamo Angelina Jolie, mentre Aurora è interpretata dalla star nascente Elle Fanning.

Diamo un'occhiata insieme:



L'uscita nelle sale italiane per il momento è prevista per il 28 maggio 2014.

Mentre qui sotto potete trovare la versione italiana del trailer presa dal sito www.alfemminile.com




E dunque, cosa ne pensate?

Serena

martedì 12 novembre 2013

E-book Time(Recensione): "Obsidian" di Jennifer L. Armentrout

Ommioddio non ci posso credere nemmeno io. Finalmente inizio a tenere fede alle promesse fatte e a postare le recensioni che voi mi avete richiesto (il sondaggio... ricordate? QUI).
Ok, non tocca subito alla prima classificata, ma quell'ebook lo sto ancora finendo. Ancora un attimo di pazienza.



TITOLO: Obsidian
AUTORE: Jennifer L. Armentrout
EDITORE: Giunti
PREZZO: € 12.00

TRAMA:
Kathy è una blogger diciassettenne con un grande sense of humour, si è appena trasferita in un paesino soporifero del West Virginia, rassegnandosi a una noiosa vita di provincia, noiosa finché non incrocia gli occhi verdissimi e il fisico da urlo del suo giovane vicino di casa. Daemon Black è la quintessenza della perfezione. Poi quell'incredibile visione apre bocca: arrogante, insopportabile, testardo e antipatico. Fra i due è odio a prima vista. Ma mentre subiscono un'inspiegabile aggressione, Daemon difende Kathy bloccando il tempo con un flusso sprigionato dalle sue mani. Sì, il ragazzo della porta accanto è un alieno. Un alieno bellissimo invischiato in una faida galattica, e ora anche Kathy, senza volerlo, c'è dentro fino al collo. Salvandola, l'ha marchiata con un'aura di energia riconoscibile dai nemici che li hanno aggrediti per rubare i poteri di Daemon. L'unico modo per attenuare questo pericoloso marchio è che Kathy stia più vicina possibile a Daemon. Sempre che lei non lo uccida prima...

RECENSIONE:
Obsidian è un romanzo che molte di noi conoscevano già dalla pubblicazione americana e che tutte noi blogger abbiamo richiesto e aspettato per diversi mesi. Proprio per questo le aspettative e le speranze risposte erano piuttosto alte... ma erano anche ben riposte?
Io non ho nemmeno atteso l'uscita in Italia (per Giunti Y) e ho direttamente letto l'e-book in lingua originale (mica è Shakespeare...). Quindi, cerchiamo di mettere qualcosa per iscritto (io e chi?).
La nostra protagonista è Kathy, lettrice e blogger incallita, personaggio molto ironico e di facile immedesimazione. Beh, detto tra me e voi, per quanto simpatica, divertente e intraprendente, Kathy non è riuscita completamente a conquistarmi. Mi piace, è simpatica, e senza dubbio era il personaggio meno "destabilizzante" del romanzo, ma non la adoro. E' un po' strano, perché dappertutto ho letto pareri molto diversi dal mio, ma per quanto io stessa blogger, il suo amore per i libri e per il suo blog non hanno avuto molto perso nella mia opinione del personaggio.
Altro personaggio femminile è Dee, che un po' mi fa pena per la sua solitudine, e un po' mi stranisce per quanto sia facilmente influenzabile e soggiogabile.
E il sexy protagonista maschile? No, non l'ho dimenticato. Adesso parliamo anche di lui : Daemon.
Daemon che compare nella prima scena a torso nudo per sottolineare quanto sia attraente e sicuro di sé. Daemon che già alla fine di quella stessa scena si riesce a far odiare con ferocia bruciante.
Dai ragazzi, non sto a far tanti altri giri di parole: il mio gran desiderio di prenderlo a calcioni per tutto il libri parla da sé. E lo so che lo scopo iniziale della Armentrout era proprio quello di mettere in in contrapposizione l'aspetto aitante di Daemon (e spesso le sue stesse azioni) con il suo atteggiamento irritante... ma cavoli! Arrogante, astioso, offensivo, sprezzante e villano, Daemon è riuscito a dare la scalata alla mia personale classifica "I più cogl***i della letteratura" in pochi capitoli.
Ma sapete qual è il vero problema, nel mio caso? Che dopo un atteggiamento così odioso, ci vuole ben altro che un paio di buone azioni e qualche scena rovente per farlo uscire dalla Lista Nera. Adesso, non per citare Mr Darcy a casaccio, ma "la mia stima, una volta perduta, è perduta per sempre" è una frase che si adatta fin troppo bene al mio carattere di lettrice.
Per quanto riguarda la trama, la Armentrout è riuscita a mettere insieme un mix di "noto" e "originale" che si tiene dignitosamente in piedi da solo e intrattiene a sufficienza, senza essere troppo tirato per i capelli...anche se ormai siamo tutti troppo esperti per non notare alcuni punti deboli e carenze strutturali che azzoppano certi punti.

Avete letto fino a qui?
Bene, adesso scordatevi tutto.
Forse non ho amato tutti i personaggi, non mi hanno convinta certe scelte e non sono rimasta sconvolta dalla trama, ma la verità è che la storia è incredibilmente, irresistibilmente trascinante e coinvolgente. Tutti i buchi e le incertezze non hanno potuto nulla contro il ritmo del racconto, che mi ha presa per un polso e trascinata alla velocità della luce attraverso le sue pagine. L'ho cominciato e terminato in un giorno e mezzo, incapace di posarlo e facendo pause a malapena per mangiare e dormire.


Quindi il mio consiglio è questo: prendetelo e lasciatevi rapire, tralasciando tutte le perplessità e i déjà vu. Chi si ferma è perduto.




Buona lettura,
Serena

lunedì 11 novembre 2013

Season Première 2013: The Carrie Diaries 2

Buongiorno a tutti,
anche oggi si parla di serie tv, con l'ennesima serie targata CW... ma in senso buono =P

Un po' in ritardo rispetto alle colleghe, è ricominciato anche The Carrie Diaries, teen drama dedicato alle prime avventure sentimentali di Carrie Bradshaw, tratto dall'omonimo romanzo prequel di Candace Bushnell.
Quest'autunno troviamo Carrie alla sua prima esperienza da vera newyorchese, tra feste, Interview Magazine e altre feste.
Tutto lo scintillio della Grande Mela però non sembra sufficiente per farle dimenticare il suo primo amore, Sebastian, e la sofferenza del primo tradimento. 
Insomma, The Carrie Diaries continua anche quest'anno sulla falsa riga della precedente stagione confermandosi uno show grazioso, divertente e leggero, in grado di tenere un'eccellente compagnia in questi sabati uggiosi.
Ci sono tuttavia ancora un paio di cose che vorrei sottolineare. 
Tralasciando il commento dettagliato dei primi episodi (che scorrono lisci come l'olio e sono una gioia per gli occhi) ho però constatato con mio grande disappunto che Mouse e Maggie sono gli stessi due personaggi inutili e fastidiosi dell'anno scorso. Da quello che vedo gli sceneggiatori sono perfettamente soddisfatti della dimensione di queste due co-protagoniste (seh, gli piacerebbe...) e non hanno intenzione di cambiare strada. Too bad, perché io non le sopporto.
Adesso però permettetemi di sbilanciarmi: sono pronta a sopportare tutte le ridicole Mouse e le insopportabili Maggie che possono lanciarmi contro, in cambio di una davvero spettacolare Samantha Jones. E se le premesse sono quelle dei primi 2 episodi, non posso che sorridere al futuro della serie =D
Questo è però vero solo se si decidono a gestire tutto il Sebastian-gate in maniera meno sciatta dell'anno scorso. Se ricordate, infatti, la scorsa stagione ero stufa fino alla radice dei capelli dei tira e molla di Carrie e Sebastian. Adesso sono trascorsi quasi 6 mesi e mi sento in vena di concedere di nuovo un po' di credito alla coppia... sperando che, con il rientro a scuola, non abbia di nuovo inizio lo stesso insulso balletto dell'ultima volta. 
Ma ora veniamo all'ultima questione: Carrie VS Carrie. Si dà il caso che abbia recentemente ripreso a vedere Sex and the City (prima ero ferma alla prima serie) e mi sia posta una domanda: riconosco nella Carrie di The Carrie Diaries la stessa futura Carrie di Sex and the City
La risposta è no, non ancora.
Per carità, non mi stancherò mai di ripetere quanto Anna Sophia Robb sia splendida e deliziosa, e mi piace sempre di più anche come Carrie... ma ancora non riesco ad inquadrarla come quella Carrie. 
Che poi, ok, possono ripetermi fino alla nausea che le due serie sono scollegate ed è inutile paragonarle... ma davvero si aspettano che noi spettatori non proviamo, anche un po' involontariamente, a ritrovare qualche somiglianza in questa giovane Carrie? 

Io voglio essere fiduciosa nel lavoro degli sceneggiatori (nonostante il marchio CW impresso a fuco sulla fronte della serie e i bassi ascolti) e soprattutto nell'arrivo dell'uragano Samantha Jones. 

Buona visione, 
Serena

P.S: se volete leggere i miei pareri sulla prima stagione, li trovare QUI e QUI.