sabato 11 gennaio 2014

Doctor Who 50th Anniversary Special Part 2

Buongiorno a tutti!
Vi ricordate ieri, quando vi ho abbaiato di andare immediatamente su The Bookshelf per leggere la prima parte dello Speciale?
Beh, spero che lo abbiate fatto, perché questa volta tocca a me ospitare la seconda parte!
Ancora una volta vi ricordo che il post che state per leggere è frutto del lavoro congiunto mio e delle due lovely Mel e Mys, unite in un trio Whovians di tutto rispetto.
E, senza frapporre ulteriore indugio, ecco a voi la parte conclusiva dello Speciale.


La meravigliosa discussione su The Day of the Doctor (così come qualsiasi conversazione tra Whovians che si rispettino) è andata ad infrangersi con un bel frontale sulla spinosa questione : Moffat.
Il solo menzionare il suo nome fa schiumare qualcuno e gongolare qualcun'altro, quindi -dato che ieri abbiamo a malapena toccato la punta dell'iceberg- oggi ci sembrava necessario aprire la famigerata parentesi Moffat.
Abbiamo già accennato ad alcune caratteristiche di scrittura che portano il sigillo araldico di Moffat, ma qui non siamo tutte d’accordo nei nostri punti di vista.
Come già detto (qui), uno dei segni distintivi di Moffat è il ricorso reiterato al Bottone del Reset. E qui le diverse scuole di pensiero si danno alla guerriglia. 
C’è chi questi espedienti proprio non li digerisce. E’ un modo molto comodo e paraculo di far andare tutto avanti per un'altra via, tutta fiorellini, stelline, allegria e tanta gente che non sente il peso delle conseguenze e, soprattutto, NON MUORE. Oppure muore, ma nel passato, dopo aver trascorso una vita lunga e felice. Mentre altri preferiscono alle pur bellissime storyline lineari di R.T.Davies il modo intelligente ed articolato di Moffat di condurre la storia. Non si può evitare di considerare che, per quando “comodo”, il suo sia un modo anche estremamente scaltro e spesso geniale di far procedere la storia in mille direzioni diverse senza andare da nessuna parte, a meno che non sia lui a volerlo.
Ma che voi siate pro o contro Moffatt (noi abbiamo scambiato una mezza dozzina di mail sull'argomento) non si può rimanere ciechi fino al punto di non vedere quando gli espedienti del Moff non calzano perfettamente con la storia pre-esistente. Perché nelle sue serie (5, 6 e 7) Moffat ha dovuto giocare solo con i suoi giocattoli, ma adesso che si è trovato con le mani nella melassa di Davies, effettivamente ci sono un paio di cose che non tornano (e qui si torna alle perplessità sulla Time War, sempre qui).
Un altro punto contestato è la sua gestione dei personaggi dal punto di vista dello sviluppo umano. Non li mette davanti alle conseguenze delle sue azioni (esempio: ad Amy viene portata via sua figlia. Nell'episodio successivo, Amy sta bella tranquilla, senza traumi né tristezza). Però, anche questa volta, possiamo suggerire un punto di vista alternativo: quello che si è sempre visto, anche nei companion precedenti, è che il Dottore cambia le persone. Ho sempre pensato che le reazioni spesso assurde dei personaggi fossero in armonia con l'assurdità della vita dei companion dopo aver incontrato il Dottore. Non puoi vivere le esperienze in cui ti coinvolge il Dottore senza diventare almeno un pochino un mad man (without a box) Soprattutto nel caso qui citato dei Pond, che hanno passato decenni della loro vita sotto l'influenza on&off del Dottore.
Però, effettivamente, risulta chiaro che Moffat non ama molto l'introspezione psicologia. A volte ci suggerisce l'idea del dolore dei personaggi, ma non indugia mai tanto a lungo da approfondire. Sarà anche per questo che, nelle stagioni scritte in collaborazione con Davies, i suoi episodi spiccano in quanto a genialità: basta dargli dei personaggi con una buona base ed una buona psicologia già tratteggiata e il Moff fa meraviglie. Quando si tratta di sbrogliarsela da solo, invece, credo proprio che vada in difficoltà. Ha così tante cose da dire che quaranta minuti o poco più non gli bastano, quindi taglia le lagne e i problemi di origine psicologica. Basti pensare alla frequenza con cui ricorre al famoso Bottone del Reset (da alcuni così duramente deprecato…)
Se Davies era tutto cuore, il Moff è senz'altro tutto cervello.
Forse anche Moffat “doesen’t likes endings”?



E ora passiamo a qualche considerazione generica su extra e conseguenze legate alle celebrazioni dell’Anniversario.
Per prima cosa affrontiamo l’annosa questione della numerazione dei Dottori e poi non parliamone più. C’è chi si è armato di pallottoliere e repliche per mettersi a contare tutte le possibili rigenerazioni sfuggite: perché adesso bisogna considerare anche il War Doctor (che potete chiamare come volete: Dottore, chiropratico, quel-tale-con-la-barba…. Ma rimane sempre una rigenerazione), e poi c’è Tentoo… e le rigenerazioni di River valgono? E quando One parla di “ringiovanimento” invece ce di “rigenerazione”? E cosa dire di quello che ha detto River in Silence in the Library? Ma soprattutto, ha davvero importanza? Come ha molto giustamente detto Neil Gaiman rispondendo a questa domanda, noi numeriamo i Dottori per la comprensione, e un po’ per tradizione… che senso avrebbe modificare tutta la numerazione adesso? E per quale scopo? Non so voi, ma io mi trovo benissimo nel considerare Matt Smith come l’Undicesimo Dottore e David Tennant come il Decimo, e via dicendo. Tutto il resto è ininfluente perché -non ci stancheremo mai di ripeterlo- il Dottore è UNO, l'aggettivo numerale lo aggiungiamo NOI per fangirlare discutere.
E poi, come dice Matt Smith, “never apply logic to Who”.


(Ad ogni modo, vi basterà guardare lo Speciale di Natale : The Time of the Doctor per chiarire ogni dubbio residuo)

Possiamo poi dedicare due righe al doppiaggio italiano? Italians do it … meh. But at least they do it.
Qui siamo tutte delle puriste anglofone brutte e cattive, ma il doppiaggio italiano era onestamente inascoltabile. E non parliamo della scelta dei doppiatori, né del loro talento (per carità, in Italia abbiamo il migliore sistema di doppiatori del mondo intero). Il problema è proprio l'adattamento. "Problemino col tempino" a tradurre "Timey wimey" ci ha fatto pensare a una possibile implicazione di Ned Flanders nella direzione. E che dire della “lacrima nella fabbrica del tempo” per tradurre “a tear in the fabric of time”?


Purtroppo, però, probabilmente non avrebbero potuto fare altro. Insomma, nessuna lingua è la traduzione perfetta di un'altra e non si potrà mai rendere il Doctor Who originale in doppiaggio. A questo punto mi limiterei ad apprezzare la buonissima volontà di Rai 4 che ha reso possibile la visione dello Speciale in contemporanea con il Regno Unito. E non mi sembra poco.
Aggiornamento: pare che il doppiaggio italiano dell'episodio sia stato rivisto e leggermente corretto in previsione di repliche e dell'uscita del dvd... non è la perfezione, ma è meglio di prima.

Altri Dottori coinvolti nella Celebration che bisogna omaggiare sono:
·         Peter Capaldi e il suo inaspettato e mind-blowing cammeo. A quel punto a Sere è venuta un pochino di tachicardia e Mel e Mys hanno iniziato a spintonarsi come due cretine e ha lanciare gridolini muti.


·         L’Ottavo Dottore. Siamo estremamente contente che sia stato coinvolto e di COME sia stato coinvolto con il minisode The Night of the Doctor. Molti si lamentano del fatto che Moffat, invece di usare lui come "War Doctor", si sia inventato un altro personaggio, togliendo a Eight la possibilità di avere un po' più di spazio, cosa che i fan stanno aspettando dal 1996. Noi però siamo contente, invece. E' vero che non avremo la possibilità di vedere Eight sullo schermo, ma Moffat gli ha fatto rendere canon tutte le storie radiofoniche della Big Finish e dei libri! Quindi Eight ha già il suo storyline. Non era giusto interferire (stesso discorso di Rose). Ma, intanto, gli ha dato un ruolo decisivo.


·         E poi, come non citare il sensazionale cammeo del leggendario Tom Baker? Mio DIO. Tutto lo speciale, malgrado i difetti, è diventato epico quando è apparso Tom Baker! Il suo ruolo è ambiguo ma, se è come abbiamo capito, la spiegazione ce la dà Eleven poco prima che arrivi il Curatore : altri non è che il Dottore stesso, quando se ne andrà in pensione. Eleven che dice "Potrei essere Curatore di questo posto", Baker che dice "Se io fossi te... be', forse io ero te, o tu sei me. Congratulazioni!" e, soprattutto, le "round things" sul muro sullo sfondo (a indicare che, probabilmente, la National è il TARDIS!), torna tutto! Se non è questo un colpo di GENIO! A parte l’interpretazione della situazione, una parte del nostro cervello continua a chiedersi "Se lui è il 4° Dottore, come fa ad essere il futuro Dottore in pensione?"... ma forse la spiegazione sta in quel primo scambio di battute: 
-I never forget a face.
-I know you don't, and in years to come, you might find yourself revisiting a few. But just...the old favourites, eh? 
In ogni caso l'intero incontro tra i due è talmente epico che non riesco a smettere di sorridere nemmeno adesso, ripensandoci. Assolutamente perfetto.


THE FIVE(ISH) DOCTORS, AN ADVENTURE IN TIME AND SPACE, THE NIGHT OF THE DOCTOR.
Molti (Mys e Mel per prime) si sono lamentati del modo in cui Moffat ha gestito il 50° Anniversario.
“E’ una celebrazione del Dottore” ci dicevamo, indignate. “Non solo di Ten e Eleven! Avrebbe dovuto chiamare tutti!”. Un po’ impossibile, non solo perché qualcuno è morto, ma anche perché ne sarebbe venuto fuori un qualcosa completamente inutile ai fini della trama.
Il mini-episodio con Eight ci era piaciuto, ovviamente, ma ancora non riuscivamo a vederlo come una parte della celebrazione (capiteci: per noi era un assaggio di quello che ci aspettava!). Solo a conti fatti e a mente lucida siamo riuscite a vedere il grande gigantesco disegno della BBC.
La celebrazione del 50° anniversario non si è limitata allo speciale andato in onda il 23 Novembre, ma ha compreso anche altri piccoli speciali satelliti, più o meno seri e apparentemente scollegati tra di loro.

Il primo, e ne abbiamo già parlato prima, è The Night of the Doctor, mini-sode di una decina di minuti in cui Moffat spiega un po’ la nascita del War Doctor e, soprattutto, ci dà la rigenerazione mancante di Eight. Come se non bastasse, quel gran bastardone ha pure reso canon tutte le avventure radiofoniche di Paul McGann, i libri e tutto quello che dal 1996 al 2005 sono stati in grado di sfornare. Fantastico, vero?

Il secondo speciale satellite è An Adventure in Time and Space, un bellissimo e strappalacrime documentario che racconta le origini della serie, i primi sviluppi e la decisione di far rigenerare il Dottore. Il cast, come al solito, comprende buona parte dell’élite della BBC (in pratica la metà degli attori che normalmente hanno a disposizione), molti dei quali comunque già apparsi in Doctor Who. Basti pensare che il primo Dottore è interpretato da David Bradley, comparso nell’episodio Dinosaurs on a Spaceship (e Gazza nei film di Harry Potter).

Il terzo e ultimo speciale è The Five(ish) Doctors Reboot, che riprende il nome da The Five Doctors, episodio in cui comparivano i primi cinque Dottori.
Scritto e diretto da Peter Davidson (in lizza per diventare il secondo Dottore preferito di Mel), racconta le (dis)avventure del Davidson stesso, di Sylvester McCoy (Settimo Dottore) e Colin Baker (Sesto Dottore) mentre tentano di infiltrarsi nelle riprese dello speciale del 50° Anniversario.
Dura solo 30 minuti, eppure vede comparire buona parte degli attori che hanno contribuito a rendere Doctor Who un fenomeno così longevo. Per citarne alcuni: John Barrowman, Georgia Moffet, Paul McGann, Russel THE Davies, David Tennant, Matt Smith, Jenna Coleman, le famiglie stesse dei Dottori e, in più, qualche cameo d’eccezione di personalità del calibro di Peter Jackson e sir Ian McKellen (nel caso non lo sapeste, vogliamo informarvi del fatto che Sylvester McCoy ha girato Lo Hobbit).
Che dire? E’ spettacolare. Riesce ad essere divertente e celebrativo allo stesso tempo, così tanto che alla fine, probabilmente, vi ritroverete con le lacrime agli occhi senza sapere il motivo preciso.
Quindi, non possiamo che richiedere un monumento all’intelligenza e alla lungimiranza della BBC, che è riuscita a dare a ciascun fan quello che voleva.


Critiche a parte, non c’è proprio niente da dire: miglior celebrazione di sempre e c’è piaciuta così tanto che non vediamo l’ora di replicare per il centesimo anniversario.


Immaginateci: tre vecchiette con brown suit, bowties e fez vari e scambiarsi email contrastanti e a sospirare “Ah Moffat, quasi ci manchi!”.

Ed ora l'ultimissima parte: l'elenco dei riferimenti.
Questi sono solo i riferimenti che abbiamo notato e che ci siamo ricordate, ma probabilmente sono molti di più...
1.       La sigla Classica
2.       A inizio episodio il cartello “Totter’s Lane” dove nel primo episodio era parcheggiato il TARDIS
3.       Il riferimento alla scuola di Susan Foreman e ai primi companion del Dottore
4.       La moto di Clara (che ricorda molto quella  di The Bells of Saint John)
5.       Il “NO MORE” sulla lavagna riferimento sia a The Night of the Doctor  sia … a tutto il resto dell’episodio, oltre che parte della frase “Waste no more time arguing about what a good man should be. Be one”, che è un po’ il succo dell’intera questione, no?
6.       L’orologio inquadrato che segna le 17.16, orario della trasmissione del primo episodio.
7.       Gli occhiali di Amy Pond
8.       Il numero di telefono del Dottore: 0700 900461 (come in Stolen Earth)
9.       Kate Lethbridge-Stewart
10.   I corvi meccanici (The Power of Three)
11.   La sciarpa, ovvio
12.   BAD WOLF!
13.   Le strane macchine che fanno “ding” (mi ricorda un po’ quella di Blink)
14.   Il fez che non può mai mancare
15.   Per risolvere tutti i problemi: invertire la polarità! (Per la cronaca, nella vita di tutti i giorni vi assicuro che è una pessima idea, a meno che non siate il Dottore)
16.   La battuta del War Doctor “They’re screwdrivers! What are you going to do, assemble a cabinet at them?(somiglia molto a quello che dice River Song alla fine di Day of the Moon)
17.   Ten che fa il finto tonto quando il War Doctor si lamenta dell’espressione “Timey-Wimey”
18.   3 Dottori insieme: ci sono dei precedenti (2°, 3° e 4°… credo al 10 Anniversario)
19.   Il Ten che si lamenta della nuova consolle del TARDIS (così come aveva fatto Two nel 10° anniversario)
20.   17 16 23 11 63 codice del Vortex Manipulator (ora e data della trasmissione del primo episodio)
21.   Il riferimento al Capitano Jack e al suo Vortex Manipulator “bloccato” dal Dottore
22.   Nel Black Archive: le scarpe rosse di River Song (Time of the Angels) e praticamente tutto quello che si intravede.
23.   Finalmente scopriamo cosa è successo con la Regina Elisabetta I (questione citata in The Shakespeare Code, The End of Time – Part I, The Beast Below, ecc..)
24.   La battuta su tutti gli sbaciucchiamenti futuri del Dottore a partire dalla Decima Rigenerazione
25.   Il cameo inaspettato di Peter Capaldi
26.   La battuta sulle orecchie del War Doctor (una delle prime cose notate da Nine in Rose)
27.   Le ultime parole di Ten
28.   TOM BAKER!

E con questo termina la nostra personalissima celebrazione dei 50 anni di Doctor Who.
Speriamo che i nostri commenti siano stati di vostro gradimento se siete Whovians e vi abbiano magari fatto venir voglia di conoscere il Dottore se non lo siete.


'Till the next Time!


11 commenti:

  1. Eccoci! Nuovo appuntamento! :3
    Ma sapete che avete ragione? A Moffat piace giocare con i nostri sentimenti, ma quando si tratta di sviscerarli forse fa un po' fatica. Comunque, secondo me, Amy ha una storia particolare con la bambina: non sembra aver avuto modo di capire di averla concepita e di essere incinta; solo noi possiamo intuire che i Silenti le abbiano fatto vivere completamente la gravidanza: di fatto, non ci viene rivelato davvero cosa succede ad Amy (o ricordo male?) o.O
    Sono d'accordo con voi circa la numerazione dei Dottori (o meglio delle rigenerazioni del Dottore- Sì, il Dottore è il Dottore. E uno solo) : è inutile far diventare Ten Eleven e Eleven Twelve. Please. Ten è Ten e Eleven è Eleven: il War Doctor è nella linea delle rigenerazioni e c'era anche prima che noi lo sapessimo. *discorsi filosofici intorno al Tempo*
    Timey Wimey tradotto come… Non riesco a dirlo! T___T
    Proprio in questi giorni (non so se può interessarvi), con Ang abbiamo parlato del doppiaggio e del guardare i film e le serie tv nella lingua originale: noi siamo le prime a preferire l'originale, ma ci è capitato di guardare altre serie doppiate. Non è un dramma, ma Timey Wimey non si può tradurre così!

    La vostra celebrazione del 50esimo anniversario è epica: complimenti!

    p.s. In questi due giorni di speciale con voi ho deciso che in preparazione dell'ottava stagione, quest'estate mi riguarderò tutte le stagioni precedenti. Un bel ripasso *.*

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  2. Grazie per i complimenti! Abbiamo lavorato sodo...
    Per quanto riguarda Moffat, io nelle varie disquisizioni ero della fazione "pro-Moff", quindi con me sfondi una porta aperta... già mi fa piangere come una fontana così, se si mettesse anche a sviscerare i sentimenti non sopravviverei ai suoi episodi!
    Sono davvero contenta che tu abbia gradito lo Specialone (e credo di parlare anche a nome di Mel e Mys) e appoggio in pieno l'iniziativa della Marathon pre-Ottava serie ;') Chissà quante volte riuscirò a rivedere "The Day of the Doctor" e "The Time of the Doctor" prima di settembre....

    P.S: preparati perché prossimamente ho intenzione di pubblicare un commento allo speciale di Natale! XP

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  3. Moffat, Moffat, Moffat... l'ho sempre detto che è il re degli inferi o qualcosa del genere. Si diverte a far cadere la gente dai palazzi ma lo amo lo stesso.
    Il 50th anniversario è stato stupendo e ovviamente adesso aspetto solo il 100th! Sarò vecchia decrepita ma il doctah è pur sempre il doctah :P
    Il doppiaggio italiano è "meh" in ogni serie tv purtroppo, ormai sono abituata a certe cose... Sono rimasta di stucco quando ho saputo che rai4 mandava la puntata in contemporanea con il Regno Unito. E' una specie di avvenimento storico!
    Per la numerazione dei dottori sono d'accordissimo, poi con tutto il casino che c'è su Doctor Who e con tutti i miei pensieri anche su Torchwood mi manca solo che cambino la numerazione e vado in palla.
    Ecco, adesso mi sento in astinenza di nuovo, mi toccherà fare una megasupermaratona alla whovians. Adesso vado a sproloquiare da sola e a urlare Bad Wolf fuori dalla finestra... oppure vado a fissare qualche statua d'angelo u-u

    Bellissimo lavoretto avete fatto, mi congratulo con trio delle whovians ;)

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    1. *Il trio Whovians si inchina* XD
      Ci è piaciuto tanto tanto il 50°... quasi quasi ne vorremmo un altro.
      Adesso pare che Moffat abbia dei piani diversi per l'Ottava stagione e che voglia cambiare un po' il modo di gestire la serie... Mi pare giusto, dato che cambia anche il Dottore... anche se ho un po' di paura. Chissà se andranno a ricollegare il Capaldi di Torchwood e "The Fires of Pompeii" con il Capaldi Dodicesimo Dottore...?

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    2. Non ci avevo pensato, sarebbe bello se collegassero Capaldi di Torchwood con The Fires of Pompeii con il dodicesimo doctah mmmh...
      Moffat sarebbe in grado di fare qualsiasi cosa e oggi mi ha regalato un finale di stagione di Sherlock che sarebbe da baciarlo/prenderlo a badilate xD

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    3. Argh! Non l'ho ancora visto! Maledetti esami, si mettono sempre tra me e le mie serie televisive preferite... :(

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  4. Complimenti per questo doppio speciale (metto qui i complimenti a tutte e tre :P )
    A me Moffat piace, e devo dire più di Davies, e imho lo speciale ha inneggiato anche a lui perchè l'atmosfera mi ha ricordato molto di più la gestione di RTD rispetto a quella del Moff :)
    Ma devo anche ammettere che, per quanto preferisca una trama orizzontale più presente rispetto a 11 episodi stand-alone e gli ultimi due dove ti dicono che in realtà tutto era collegato, sto avvertendo una certa stanchezza e macchinosità nell'abuso del timey-wimey @_@

    Sui personaggi... sì, Moffat direi che preferisce lasciare l'introspezione più all'abilità recitativa degli attori che ai dialoghi, e anche se su alcune cose non ci ha preso (una Amy per nulla credibile nei panni di una madre ha cui hanno portarto via la figlia, così come la sua iniziale incapacità di considerare River la sua bambina, su tutti) su altre... beh, avevo sempre trovato strano che River Song confidasse ad un Rory appena conosciuto la sua più grande paura. Rendermi conto, in retrospettiva, che in realtà stava confidando a suo padre la sua più grande paura, senza che lui fosse a conoscenza del loro legame... beh, mi ha colpita al cuore ç_ç

    Sulla numerazione... per me hanno ragione nell'ultimo episodio di Matt. Ma credo anche che nessuno abbia voglia di cambiare i numeri, e di certo nessuno ha intenzione di chiamare Capaldi nient'altro che Twelve. E pure nell'episodio vengono apostrofati così: Matt è Eleven, e Peter è Twelve U_U

    Il doppiaggio italiano... poteva andare peggio, anche se fabric tradotto con fabbrica è ai livelli di iron tradotto con ironia D:

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    1. MUAHAHAHAH! Tutti i seguaci del Moff finalmente si palesano!
      Ok, scusa la follia, ma iniziavo a credere di essere l'unica al mondo XD
      Innanzitutto, grazie per i complimenti. Come hai visto, nonostante i punti di vista un po' differenti, tutte e 3 abbiamo concordato su alcuni punti deboli...
      E, per quanto riguarda i *feels*... beh, è vero che Moffat si fa un baffo dell'introspezione, ma intanto io puntualmente piango solo per i suoi episodi, con Davies non mi capitava mai. E River... RIVER! E' il mio personaggio preferito, ti basti sapere questo.

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  5. Sono una nuova follower. Ho scoperto il tuo blog tramite quello di Mel e Mys e lo trovo davvero carino ^^ Non ho letto tutto il post perché sono ancora una novellina per quanto riguarda Doctor Who, ho visto solamente le prime puntate della prima stagione.

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    1. Allora guai a te se lo leggi!! Ci sono spoiler su spoiler su spoiler... No no, procedi pure con il tuo passo e poi puoi sempre tornare quando sarai "in pari" con gli episodi. Ad ogni modo ho scritto qualche commento anche sulle serie precedenti, se ti può far piacere leggerli ;')
      E, ovviamente, Benvenuta!

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    2. Certo che mi fa piacere :) Anzi dopo con calma spulcio tutto il blog, ero troppo curiosa di venire a scoprirlo dopo averne sentito tanto parlar bene da Mel e Mys :) Grazie :*

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