lunedì 17 marzo 2014

E-book Time (Recensione): "Just Like Heaven" di Julia Quinn



TITOLO: Just like Heaven (Smythe-Smith Quartet #1)
AUTORE: Julia Quinn
EDITORE: Piatkus Books
PREZZO: € 4.20 (edizione per Kindle)


TRAMA: 
Honoria Smythe-Smith is: 
A) a really bad violinist 
B) still miffed at being nicknamed "Bug" as a child
C) not in love with her older brother's best friend
D) all of the above

Marcus Holroyd is: 

A) the Earl of Chatteris
B) regrettably prone to sprained ankles
C) not in love with his best friend's younger sister
D) all of the above

Together they: 
A) eat quite a bit of chocolate cake
B) survive a deadly fever and the world's worst musical performance
C) fall quite desperately in love
It's Julia Quinn at her best, so you know the answer is . . .

D) all of the above


RECENSIONE:
*spoiler se non l'avete letto*
Ho atteso appositamente a scrivere la recensione di questo libro perché sapevo che sarebbe successo: il tempo ridimensiona l'entusiasmo.
Al momento della prima (ed unica) lettura era molto tempo che non prendevo in mano qualcosa di "romanticoso" e sentivo un po' la mancanza di quei bei sentimentalismi da period drama...


Un altro aspetto positivo di questo romanzo è lo stile:  per quanto non meritevole di un Nobel per la letteratura, aveva quel brio, quel ritmo vivace e pieno di frecciatine che si fa sempre apprezzare in letture di questo genere... Il problema è che quando mi fermo a riflettere su cosa effettivamente sia successo l'opinione cambia. Eh sì, perché tutte le frecciatine e le battute del caso non hanno che distolto la mia attenzione dalla realtà dei fatti: non succede praticamente nulla. Ci sono tre scene generiche di introduzione dei personaggi e imbastimento della storia (di cui una decisamente troppo lunga), un luuuungo stallo in occasione del primo punto focale e poi poche altre scene che conducono verso la fine.


Poco dopo l'inizio abbiamo questa prima scena rilevante di "veglia dell'ammalato": Honoria deve prendersi cura di Marcus che appare in fin di vita. Questo spezzone è senz'altro molto importante perché rende i protagonisti consapevoli dei propri sentimenti, tuttavia risulta un po' ripetitivo (descrizioni di azioni e pensieri ripetute ancora e ancora). D'altro canto, però, questa situazione così ristretta e raccolta (sia temporalmente, sia come ambientazione, perché avviene tutto in un'unica stanza) riesce a trascinare il lettore (più la lettrice) in una sorta di bolla che fa dimenticare il resto del mondo e del libro: in quel momento sembra che non esista altro al di fuori di quella scena. E va bene, perché in questo modo viene esaltata l'epifania dei sentimenti, ma una volta ritornati nel normale flusso di svolgimento del racconto, iniziano a comparire alcuni difettucci, mancanze ed elementi con i quali l'autrice avrebbe potuto destreggiarsi meglio. 

Dopo questa "parentesi" la storia procede e si ributta sul tono più ironico e brillante, ed effettivamente regala dei piacevoli momenti al lettore... salvo poi giungere ad una risoluzione del "conflitto" (qui inteso come il classico equivoco che separa i due innamorati) non solo frettolosa ma persino -per certi aspetti- eccessiva
Infatti, dopo una scenata di gelosia abbastanza out of the blue, Marcus insegue Honoria nelle sue stanze, per poi dare origine ad un'appassionata dichiarazione d'amore (e fin qui tutto bene), seguita... da una scena di sesso decisamente fuori luogo. Badate bene, non sono sconvolta dal sesso in sé, quanto dal fatto che fosse completamente non necessario. Potevamo concludere la scena con una sana proposta di matrimonio o -ancora meglio- una qualsiasi altra trovata irriverente che passava per la testa dell'autrice, e la situazione sarebbe stata assolutamente soddisfacente, oltre che molto più credibile. Perché lo "scambio incriminato" avviene mentre Honoria -la padrona di casa- ha la casa piena di ospiti, il fratello maggiore sta per tornare (e quale momento migliore?) e il suo partner è un duca, nonché ospite di rilievo del ricevimento. Giusto per non dare nell'occhio... E volgiamo parlare di quanto sia assurda questa improvvisa smania animale di saltarsi addosso?

Personalmente, per quanto il romanzo sia in sé carino e piacevole, avrei preferito di gran lunga leggere uno sviluppo conclusivo meno denso e frettoloso che, sono convinta, avrebbe reso ugualmente l'idea senza creare quella sensazione di fan-service forzato per le lettrici che si aspettavano la svolta piccante a tutti i costi.


Serena

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