sabato 29 marzo 2014

John Green's Crash Course Literature 204: Amleto - II parte


DISCLAIMER
Tutto quello che troverete scritto qui di seguito non è di mia proprietà ma si tratta di una semplice traduzione in italiano delle lezioni di letteratura tenute da John Green nel suo canale YouTube Crash Course, fruibili gratuitamente e che vi invito a visionare.
Per quanto riguarda la traduzione, non aspettatevi una traduzione letterale: ho smussato qui e là e mi sono concessa diverse licenze poetiche per rendere il tutto più fluente e chiaro in italiano.
Infine, questa traduzione mi è costata tempo e fatica e gradirei essere informata prima che il mio lavoro venga copia-incollato da chiunque e chicchessia. E' una questione di rispetto.
Enjoy





" Ciao, sono John Green, questo è Crash Course Literature e oggi continueremo la nostra discussione su Amleto.


Teenage-John-Green: Mr Green! Mr Green! Io ho già capito : Amleto ha il complesso di Edipo. Questo spiega tutto.

No, no, no, no, no, Me-del-passato. Come abbiamo già detto, nemmeno Edipo aveva un complesso di Edipo. Anche se la tua fascinazione con questo argomento comincia a preoccuparmi un pochino…
Certamente si può leggere Amleto interpretando tutto come “sesso, sesso, sesso, sesso, sesso”, ma non necessariamente. Ti concedo questo, Me-del-passato : sia che Amleto voglia o meno andare a letto con la madre, di sicuro ha dei seri problemi con le ragazze.

Amleto è piuttosto sgradevole con le donne in questa storia. Per esempio, ordina ad Ofelia:
“Vattene in convento!”
e dice alla madre Gertrude:
“Fragilità, il tuo nome è donna”
anche se Amleto stesso non è poi così vigoroso, come avrete notato.

Ci sono state alcune opinioni contrarie alla discussione delle dinamiche di genere nella letteratura, ma questo è un approccio contemporaneo molto importante allo studio della letteratura. Non è l’unico, non è nemmeno l’unico che affrontiamo qui, ma è ugualmente importante.

Una lettura di base di Amleto sarebbe qualcosa del tipo : Claudio ha il potere e lo usa; Amleto ha potere ma spesso sceglie di non usarlo; Polonio ha meno potere di quanto immagini; e Ofelia e Gertrude non hanno nessun potere. Giusto? No, non esattamente.

Nella pittura c’è questa tradizione di rappresentare Ofelia come un’eroina tragica, romantica, completamente priva di influenza, seguendo la mitologia creata da Gertrude quando descrive la morte di Ofelia in maniera così considerevolmente dettagliata :

[...]
caduti nel piangente fiume.
Le sue vesti, gonfiandosi sull’acqua,
l’han sostenuta per un poco a galla,
nel mentre ch’ella, come una sirena,
[…] le sue vesti
appesantite dall’acqua assorbita,
trascinaron la misera dal letto
del suo canto ad una fangosa morte

Gertrude ha forse assistito? Probabilmente no. E se anche fosse, perché non ha provato a salvare Ofelia, invece di venirsene fuori con una graziosa similitudine su quanto assomigliasse ad una sirena mentre affogava?
La descrizione di Gertrude fa sembrare che la morte di Ofelia sia stata accidentale : un ramo si è rotto e lei è caduta nell'acqua senza speranza. Sarebbe potuto succedere a chiunque si fosse messo a passeggiare lungo la riva di un fiume indossando un abito con un sacco di strati di tessuto. Ma praticamente tutti danno per assunto che la morte di Ofelia sia un suicidio volontario, causato dalla sua follia.
Sorgono dunque spontanee alcune domande : che tipo di potere aveva, dal momento che chiaramente ne aveva, e come lo ha usato? E, inoltre, cosa ha causato la sua pazzia?

Prima che Amleto si rifugiasse nella follia, si trovava in una situazione difficile : era l’erede ad un trono che sarebbe dovuto essere già suo, figlio di una madre della quale non poteva più fidarsi, nipote dell’uomo che probabilmente aveva ucciso suo padre… Beh, anche Ofelia si trova n una situazione scomoda. Insomma, suo padre è stato ucciso da Amleto, che un tempo l’amava, e che ora le urla di chiudersi in convento, per poi provocarla con strane allusioni sessuali e poi prendere il mare.
È come se quel ragazzo, che non sei nemmeno sicura se sia il tuo ragazzo, uccidesse tuo padre, e poi volesse ancora essere più o meno il tuo ragazzo, ma solo a giorni alterni. Ci siamo passati tutti.

 


Nel Atto Secondo, Polonio dice di Amleto

"Sarà pazzia, eppure c’è del metodo in essa."

Allo stesso modo, non tralasciamo il “metodo” nella follia di Ofelia. Per esempio, verso la fine dell’Atto Quarto, porge dei fiori da lei raccolti a Claudio, Gertrude e Laerte. Ognuno di questi fiori ha un significato specifico, che sarebbe stato noto a tutti gli spettatori dell’età elisabettiana (ovvero il tipo di persone che amava che i propri bouquet contenessero dei messaggi in codice).

"Ecco per te il finocchio, e l’aquilegia"

dice Ofelia, presumibilmente a Gertrude, perché il finocchio simboleggiava l’adulazione e l’aquilegia l’infedeltà coniugale. Porge anche della ruta, che simboleggia il pentimento, e afferma che le viole, associate alla fedeltà,

"appassiron tutte
quando morì mio padre"


Questa è Ofelia nel suo momento più meravigliosamente sovversivo, mentre impartisce la sua particolare forma di giudizio, pronunciandosi contro la corruzione e l’ingiustizia, e facendolo in maniera particolarmente femminile, nascosta dietro la maschera dell’apparente follia.
Quindi, mentre Amleto se ne sta su qualche nave pirata, dispensando ancora più soliloqui circa la propria indecisione, Ofelia sta rivendicando le proprie convinzioni su cosa è giusto o sbagliato, sulla vita e sulla morte, e lo sta facendo in maniera chiara. O almeno, lo sarebbe stato per il pubblico elisabettiano.
Ma dopo di ciò, decide tragicamente di infliggere lo stesso giudizio al proprio corpo, vedendo la morte come unica via per liberarsi dalla depravazione e dalla depressione di Elsinore.

Piccola nota personale: penso che la sua sia una decisione terribile, oltre che ad uno spreco del suo "potere". Una scelta tanto misera quando invece il suo uso dei fiori era stato geniale. Il suicidio è una soluzione definitiva ad un problema passeggero. Anche nel caso di Ofelia.

C’è un’interpretazione molto popolare di Amleto secondo la quale il suicidio di Ofelia è da considerarsi una scelta assertiva, l’unica scelta che il personaggio può realmente compiere. Ma, nei fatti, i fiori dimostrano che lei può anche compiere altre scelte. Ora, ovviamente queste altre scelte avrebbero potuto ugualmente portare alla sua morte, ma la scelta c’era. Detto ciò, non c’è dubbio che, mentre Amleto è impantanato tra ‘essere’ e ‘non essere’, Ofelia sceglie attivamente di NON essere; fa pace con la morte, e lo fa almeno un Atto prima di Amleto.

Senza Ofelia, siamo rimasti con l’unica altra donna della tragedia: la regina Gertrude. Il matrimonio frettoloso tra Gertrude e Claudio spinge Amleto a pensare molto più di quanto vorrebbe alla sessualità della madre. O forse è esattamente tanto quanto vorrebbe.
Amleto vede la relazione di Gertrude e Claudio come un tradimento ai danni del padre, ma anche verso se stesso, perché lo priva del trono. Quindi non è corretto dire che Gertrude non ha potere o influenza : lei è in possesso dell’unico voto nella scelta di chi diverrà re.
Ma le sue scelte la rendono una traditrice? E’ davvero complice nell'assassinio del marito, o forse è solo un’altra vittima delle dolci, perniciose bugie di Claudio?
Ed è qui che entra in gioco l’interpretazione edipica, per esempio : Amleto è infuriato con Claudio perché lui ha fatto quello che Amleto aveva sempre segretamente desiderato fare? Insomma, uccidere il padre, sposare la madre, diventare re…
Effettivamente si concentra piuttosto intensamente sulle “lenzuola incestuose” di Gertrude, ma la maggior parte delle volte esita ad uccidere Claudio perché non vuole diventare un assassino, non per qualsiasi cosa stia succedendo “tra le lenzuola”.
Per essere un personaggio con così poche battute, Gertrude è molto interessante. Soprattutto : alla fine la sua lealtà suprema va ad Amleto o a Claudio? Shakespeare insiste su quest’idea nella scena del duello, quando Gertrude –che sia inavvertitamente o di proposito- salva la vita di Amleto -anche se solo per qualche minuto. Gertrude afferra la coppa avvelenata di Amleto e Claudio le ordina di non bere, ma la sua unica risposta è:

“Berrò, mio signore, perdonatemi.”

Ha soltanto sete o quella è una scelta consapevole? Nei suoi ultimi momenti, sta dimostrando ad Amleto a chi appartiene la sua lealtà? Ora, ovviamente, Shakespeare voleva che la scelta fosse ambigua, ma l’ultima battuta di Gertrude è:

Oh mio caro Amleto!”

non “Oh mio caro Claudio!”.

Lo sprezzo verso l’autorità, sia da parte di Ofelia che di Gertrude, alla fine porta al loro suicidio. E vorrei sottolineare che non penso che il suicidio sia eroico, ma la domanda di discussione più interessante del mio corso di storia al liceo era stata : “Quale di questi personaggi, in Amleto, è il più eroico?”. Credo che sia possibile esporre argomenti a favore di quasi tutti, eccetto Polonio e, per ovvi motivi, Claudio; ma di sicuro ci sono degli argomenti a favore di Gertrude e Ofelia.

Ad ogni modo, questo ci conduce a domandarci se l’eroismo comporti necessariamente l’intraprendere azioni eroiche. Certamente Amleto è un grande fan dell’azione, insomma, non nella sua vita, ma –diciamo- come idea. Ad un certo punto, descrive l’uomo come:

“un angelo, nell'agire”

ma poi dimostra che quest’immagine di “uomo angelico” è inaccessibile per lui, quasi repellente, dicendo:

"Eppure, per me, cos'è questa
quintessenza di polvere?"

E poi ovviamente, proprio nel bel mezzo della tragedia, Amleto fa una lezione agli attori itineranti su come agire nella loro rappresentazione, e poi lui stesso non agisce mai, scena dopo scena dopo scena, eccetto quando accoltella Polonio che, seppur fastidioso, è innocente.

Ma questa indecisione vuol essere eroica? Dobbiamo considerare Amleto un debole o un omino insulso per aver sprecato tutto quel tempo in indagini, o in realtà è davvero eroico questo suo verificare le informazioni ricevute da un fantasma, prima di uccidere qualcuno?
Amleth, l’ispiratore della tragedia, agisce in maniera decisa e viene certamente visto come un eroe, ma è molto più complicata la questione nella tragedia di Shakespeare. Per prima cosa, come abbiamo visto, i fantasmi non sono necessariamente sempre degni di fiducia.—oh! Un fantasma sta muovendo la mia scrivania. Dev'essere il momento della Lettera Aperta.


No, no, no, no, tu no! Tu sei reale. Tu non sei un fantasma. Tu sei una rappresentazione digitale creata da ThoughtCafe. Non ti meriti una Lettera Aperta.
ANDIAMO AVANTI!
Scusate, i fantasmi mi fanno paura, anche se non sono reali. 
Non sono assolutamente reali.

Tornando a noi, c’è anche il fatto che uccidere un re –anche se usurpatore- veniva generalmente vista come un’idea non proprio fantastica – eccetto quando si parla di Macbeth
I sovrani sono tradizionalmente considerati investiti dal potere per diritto divino, quindi farne fuori uno veniva visto come un insulto a Dio. Inoltre, rientrava anche negli interessi di Amleto mantenere viva quella convinzione, così che nessuno in futuro si azzardasse a far fuori lui, in caso fosse diventato re.
Quindi forse è una buona cosa che Amleto non prenda l’omicidio tanto alla leggera… Beh, eccetto quando uccide Polonio per l’imperdonabile peccato di essersi nascosto dietro ad una tenda.

Quindi, che cosa finalmente trasforma Amleto in un uomo d’azione? Forse i pirati. Forse nulla. 
Molti critici ritengono che sia un Amleto diverso quello che compare nell' Atto Quinto, un Amleto che ha subito un “inversione di rotta” –letteralmente- e ora si sente meno in conflitto con la propria mortalità. Ma non è che tutto ad un tratto la tragedia diventi un film di Jean Claude Van Damme. Insomma, Amleto dice ad Orazio:

"C’è una speciale provvidenza anche nella caduta di un passero 
Se è ora, non è a venire; se non è a venire, sarà ora"

Non suona esattamente come un tizio che sta per cimentarsi in una carneficina!

Quando Amleto agisce, lo fa all'ultimo momento possibile. Uccide claudio perché scopre che Claudio aveva complottato per uccidere lui, Gertrude e Laerte.
Ad un certo punto, tutta quella roba su giustizia mortale o divina e il perpetuo ciclo di violenza vola fuori dalla finestra e pensi “Hey, forse dovrei semplicemente uccidere questo pluriomicida”, ma ovviamente nel farlo risollevi tutti i dubbi sulla giustizia mortale o divina e il ciclo perpetuo di violenza.... 
Ahhh, adoro Shakespeare!

Ma una cosa che si può certamente dire di Amleto è che una volta che intraprendente una linea d’azione, la porta davvero fino in fondo : trapassa Claudio con la spada avvelenata e lo obbliga a bere dal calice con il veleno, uccidendolo due volte. E poi lo insulta chiamandolo :

"tu incestuoso, assassino, dannato danese"

che, in termini elisabettiani, è piuttosto pesante.
Ma intraprendere finalmente l’azione non motiva completamente e non rende interamente intellegibile Amleto.

Prima di morire, Amleto incarica Orazio di raccontare la sua storia, come se solo dopo la sua morte, Orazio potesse finalmente riuscire a dare un senso a tutta l’attesa, l’esitazione e l'ambivalenza.

Se è la vendetta che rese l’Amleto originale famoso, non è quello che continua tutt'oggi ad attirarci verso questa trageda di Shakespeare. E’ l’immobilità di Amleto piuttosto che le sue azioni ad interessarci. Il soliloquio nel quale valuta le proprie alternative e tenta di decidere se prenderà in mano il corso della propria vita o lascerà che sia il fato a determinarla, ci insegna qualcosa di ciò che significa essere umani, avere una coscienza e prendere decisioni difficili nella nostra stessa vita. O non prenderle. L’inazione, come ci mostra Amleto, è a suo modo un’azione. 
Quale delle due sia eroica? Non ne ho idea. 
Fatemi sapere come la pensate.

Grazie per l’attenzione, alla prossima settimana, 
John Green "

8 commenti:

  1. Ma grazie mille per la traduzione! Questi post sono un'idea splendida.
    Grandioso Green <3

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sono contenta che sia di tuo gradimento ^^
      E la settimana prossima tocca a Frankenstein (ho finito or ora di tradurlo).

      Elimina
  2. Idea bellissima, adoro John Green, è uno dei miei autori preferiti!
    Sono una nuova follower, non poteva essere altrimenti!! :D

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Allora Super-benvenuta! Di solito pubblico queste traduzioni al sabato, e se cerchi nella storia recente del blog trovi anche quelle relative all'Odisse, all'Edipo re e alla prima parte di Amleto ;D

      Elimina
  3. Di nuovo grazie per questa traduzione e adattamento. Tra te e Green mi è venuta voglia di rileggere l'Amleto *-*

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ha ha XD Anche a me.
      E come sempre: è un piacere :3

      Elimina
  4. Ohh grazie per la traduzioneeee *__* post davvero molto bello e interessante

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Prego, figurati. Dopo aver visto quanto sono interessanti e divertenti i suoi video mi è venuta voglia di condividerli anche con chi l'inglese non lo mastica così bene, e sono felice che l'idea venga apprezzata :D

      Elimina