sabato 5 aprile 2014

John Green's Crash Course Literature 205: Frankenstein - I parte


DISCLAIMER
Tutto quello che troverete scritto qui di seguito non è di mia proprietà ma si tratta di una semplice traduzione in italiano delle lezioni di letteratura tenute da John Green nel suo canale YouTube Crash Course, fruibili gratuitamente e che vi invito a visionare.
Per quanto riguarda la traduzione, non aspettatevi una traduzione letterale: ho smussato qui e là e mi sono concessa diverse licenze poetiche per rendere il tutto più fluente e chiaro in italiano.
Infine, questa traduzione mi è costata tempo e fatica e gradirei essere informata prima che il mio lavoro venga copia-incollato da chiunque e chicchessia. E' una questione di rispetto.
Enjoy






" Ciao, sono John Green, questo è Crash Course Literature ed… E’ vivo!!


Teenage-John-Green : Mr Green! Mr Green! È la mia parte preferita del fil-...

No, no, no, no, no, Me-del-passato, non azzardarti! Quella frase non è nel libro, e Frankenstein è il dottore, non il mostro; e inoltre, non c’è nessun Igor nel libro, o nel film per quello che conta : il suo nome era Fritz.
Procediamo.

Molto prima di leggere effettivamente Frankestein di Mary Shelley, probabilmente ne avevate già sentito parlare. Questo romanzo ha quasi 200 anni, eppure non sembriamo capaci di allontanarci dalla sua storia e dalle sue idee.
È stato adattato in rappresentazioni teatrali, libri, fumetti e più di 100 film : dal classico di Boris Karloff, a Blackentein, Frankenstein contro il mostro spaziale, I riti erotici di Frankenstein... e ovviamente l’adattamento del  2013 I, Frankenstein, che si è guadagnato un eclatante 4% di recensioni positive su RottenTomatoes.com.
Per la cronica, io volevo impiegare l’intero budget di Crash Course per i diritti de I riti erotici di Frankenstein, ma Sten ha detto che non potevamo.
Ad ogni modo, dopo tutta questa familiarità con la storia, leggere il romanzo è abbastanza sorprendente perché non si apre con la storia di Victor Frankenstein, ma con una serie di lettere scritte da un esploratore artico. Inoltre il mostro -che ribadisco non si chiama Frankenstein; non ha un nome, e questo si rivelerà essere molto importante, come vedremo- è un tipo piuttosto profondo : legge le Vite di Plutarco e Il Paradiso Perduto... insomma, è più acculturato di molti di noi, per dirla tutta.

Cercando di classificare il genere di appartenenza del romanzo, possiamo dire che Frankenstein di Mary Shelley è una sorta di “triplice minaccia” : viene da molti riconosciuto come la prima opera di fantascienza, è uno dei più grandi romanzi horror di sempre, e viene spesso considerato il più grande “romanzo Romantico”, con la R maiuscola – inteso come “romantico” alla Lord Byron, non alla Danielle Steel, avete presente? L’idea che emozioni come il timore riverenziale, il terrore e l’orrore, le emozioni moderne possano essere il centro di un’esperienza estatica. 
E’ anche il tipo di “romanticismo” legato a Percy Shelly, e questo mi ricorda che devo parlarvi della biografia di Mary Shelley.
Il padre di Mary Shelley era un autore anarchico, e sua madre era Mary Wollstonecraft, una celebre femminista della prima ora che morì solo 11 giorni dopo la nascita di Mary. La morte della madre ebbe una grande influenza su Mary Shelley e, se vi piacciono le interpretazioni biografiche, potete leggere Frankenstein come la storia di una nascita mostruosa e disastrosa. Ad ogni modo, quando Mary aveva 14 anni, Percy Shelley, uno dei grandi poeti dell’epoca, giunse in visita a suo padre dopo essere stato espulso da Oxford per aver scritto un trattato sull'ateismo. Percy Shelley era già sposato, ma due anni dopo, quando Mary aveva solo 16 anni, i due fuggirono nel continente, assieme alla sorellastra di Mary, Claire Clairmont (questi nomi sono inventati, vero?!). Quando questo avvenne, Mary era già incinta del loro primo figlio. Quindi è come “Sedici anni e incinta – Versione Letteratura Romantica Inglese”.


Una Lettera Aperta al cuore di Percy Shelly.
Metaforicamente parlando, eri complesso. Insomma, dopo esserti innamorato della sedicenne Mary Shelley, hai minacciato ripetutamente di suicidarti, anche se eri già sposato con un’altra donna di nome Harriet. Dopo ever lasciato Harriet per questa adolescente, Mary, Harriet si è suicidata mentre era incinta del figlio di Percy Shelley. E un’altra donna innamorata di te, la sorellastra di Mary, Fanny, commise anche lei suicidio.
Ma voglio parlare del tuo cuore “letterale”, Percy Shelley, perché quando sei annegato in un incidente in mare, i tuoi amici hanno bruciato il tuo corpo e sono rimasti sconcertati nello scoprire che il tuo cuore non era bruciato. Qualcuno lo prese e, dopo qualche passaggio di mano, finì a Mary e venne infine seppellito con il figlio di Mary e Percy, 67 anni dopo.
Alcune persone pensano che il motivo per cui il cuore non bruciò fu perché Percy Shelley soffriva di calcificazione cardiaca, che aveva trasformato il suo cuore in una struttura quasi ossea. 
In definitiva, avevi quasi letteralmente un cuore di pietra.
Cordiali saluti, 
John Green


Un paio di anni dopo Mary Shelley, Percy Shelley, Claire Clairmont, Lord Byron (con il quale Claire aveva una tresca… ma, in fin dei conti, chi non aveva una tresca con Lord Byron all'epoca?) e il medico di Byron si trovavano tutti a Ginevra. 
Nonostante tutti i laghi e il cioccolato, Ginevra era abbastanza noiosa, inoltre il tempo era costantemente brutto, quindi non c’era nulla da fare tutto il giorno se non stare seduti attorno al fuoco a leggere delle inquietanti storie tedesche di fantasmi. Quindi, una cosa tira l’altra, ed ecco che ha inizio una gara di scrittura. In pratica è stata la più proficua NaNoWriMo di tutti i tempi : il Dottore scrisse una storia che successivamente avrebbe avuto una massiccia influenza su Bram Stoker per Dracula, e Mary Shelley scrisse Frankenstein

Era ancora un’adolescente! Non è giusto!! 


Nell'introduzione dell’edizione del 1831 al romanzo, Mary Shelley spiegò

"come giunsi io, allora fanciulla, a concepire e
a sviluppare una storia così terrificante"

Voleva scrivere una storia che:

"testimoniasse i misteriosi terrori della nostra anima, che ci scuotesse con brividi di orrore."

L’idea che l’arte potesse risvegliare quell'orrore e timore riverenziale, e che potesse connetterci al vasto mondo naturale, era assolutamente centrale nel pensiero Romantico.
Ma Mary non riusciva a trovare un modo di tradurre le proprie idee in un racconto, finché una notte rimase sveglia fino a tardi ad ascoltare Percy Shelley e Byron discutere i nuovi sviluppi dell’elettricità e la possibilità di riportare in vita i morti. Quella notte andò a letto ed ebbe un terribile sogno ad occhi aperti. Scrisse:

"Vedevo lo studioso di una scienza sacrilega, pallido, inginocchiato accanto alla cosa che aveva messo insieme. 
Vedevo l'orrida forma di un uomo disteso, poi una macchina potente entrava in azione, il cadavere mostrava segni di vita e si sollevava con movimento difficoltoso, solo parzialmente vitale.
Doveva essere terrificante."

Brr… Inquietante…!

Questa è la storia della creazione di Frankenstein di Mary Shelley. Ora parliamo di cosa ha creato; e il nocciolo della storia è : NON RIANIMATE I CADAVERI.

 

 

Il romanzo si apre con le summenzionate noiose lettere che l’esploratore artico Walton invia alla sorella in Inghilterra. Walton sta navigando verso il Polo Nord quando vede un uomo che viaggia su una slitta trainata da cani. Quell'uomo e Victor Frankenstein.
Tanto tempo fa Victor Frankenstein, era un allegro ragazzino svizzero con un paio di fratelli più giovani, una madre morta, un migliore amico e una graziosa cugina. Ma dopo andò all'università e scelse di studiare chimica organica, e divenne ossessionato con la rianimazione dei morti – ed ecco perché non dovreste MAI andare all'università.
No, stavo scherzando: andate all'università.
Alla fine Victor trova un modo per far rivivere la carne morta e assembla questa enorme creatura da pezzi di cadaveri e parti di animali, attacca la corrente, e la anima. Solo che è talmente inorridito, che fugge e convenientemente sviluppa una forma grave di febbre celebrale. Rifiutato dal proprio creatore, il mostro si aggira per la natura selvaggia dove trova un rifugio e successivamente impara a leggere e scrivere. Il mostro ritorna da Victor per dirgli “Hey! Guarda quante cose ho letto e imparato!” ma questo non convince Victor che il mostro non è un mostro. Quindi il mostro diventa davvero un mostro : uccide il fratello più giovane di Victor e poi, quando Victor si rifiuta di creargli una compagna, uccide il migliore amico di Victor e la  cugina, con la quale Victor stava per sposarsi -perché, sapete, si faceva così a quei tempi.
La creatura fugge nell’Artico e Victor la insegue, ed è così che finisce sulla nave di Walton, dove muore. La creatura, che alla fine avevano trovato, è talmente sconvolta che dice che morirà anche lui. Dopo di che Walton deve fare marcia indietro e non raggiungere mai il proprio sublime obiettivo, e tutto è terribile. Perché questo è quello che succede quando ti laurei in chimica organica come mio fratello Hank, invece di scegliere qualcosa di buono e sano, come cinema, storia o letteratura.

Frankenstein è fondamentalmente la storia di una creazione, di nuove e terrificanti modi di portare luce e vita nel mondo. E, in quel senso, è strettamente legata ad altre due storie di creazione, che Mary Shelley stessa riconosce nel testo.
La prima è proprio lì in bella vista nel sottotitolo: “Il moderno Prometeo”, che proviene ovviamente dalla mitologia greca. Prometeo è un titano, è noto per aver dato il fuoco all'umanità – un’idea che ovviamente a Zeus non fece molto piacere.
...Non capisco perché Zeus credesse che noi uomini non potessimo gestire responsabilmente il fuoco… Eddai Stan, per favore smettila di far esplodere la mia tesa.


Ad ogni modo, per punire Prometeo, Zeus lo fa incatenare ad una roccia e manda un’aquila a beccargli via il fegato ogni giorno, mentre ogni notte l'organo ricresce, finché Ercole non organizza una mitologica evasione.
Letto in un modo, questo mito è un racconto ammonitore: se ti prefiggi degli obiettivi troppo ambiziosi, se diffondi delle conoscenze segrete, finirai col farti beccare quotidianamente il fegato, ma non è così che lo leggevano i Romantici. Per loro Prometeo era un eroe. Vedevano Prometeo come una figura che non rinuncia mai anche quando si trova di fronte ad inenarrabili sofferenze.
Ma Frankenstein ha un legame più ambivalente con il mito. E’ assolutamente possibile leggere la storia come il racconto di cosa accade quando l’umanità che oltrepassa IL limite, in fin dei conti, questo è quello che dice la stessa Mary Shelley quando racconta il proprio sogno : che la creatura di Frankenstein sarebbe stata orripilante perché :

"terrificante sarebbe l'effetto di qualsiasi opera umana che riproducesse lo stupendo meccanismo del Creatore del mondo."

Dannazione se sapeva scrivere ad effetto!
Inoltre Victor Frankenstein viene certamente punito per le sue azioni : assiste all'omicidio dei suoi amici e della sua famiglia, e poi poi muore tragicamente di una morte gelida alla veneranda età di 25 anni –che per la cronaca, studenti di liceo, non è già vecchiaia.

Ma si può anche leggere Frankenstein in un altro modo : come una celebrazione dell’ambizione e degli sforzi sovrumani. Insomma, perché inserire tutta questa cornice riguardante l’esploratore artico? Frankenstein racconta a Walton la propria storia solo quando Walton afferma di essere pronto a rischiare la propria vita e quella del suo equipaggio per la conoscenza. Quindi sembra che Victor stia cercando di condividere la propria esperienza come racconto di ammonimento. Ma dopo, alla fine, quando l’equipaggio pretende che Walton faccia marcia indietro così che NESSUNO MUOIA, Victor è furioso :

"Siate uomini, più che uomini!
[...]
Tornate da eroi che hanno combattuto e vinto e che non sanno che cosa sia mostrare la schiena al nemico!"

Ma Walton si inchina al volere dell’equipaggio, e scrive alla sorella:

"Così le mie speranze sono vanificate. La codardia e l'indecisione hanno vinto. Torno deluso e senza le conoscenza che speravo."

Quindi non credo che il romanzo stia affermando che l’unica vita umana eroica sia quella che vive in una tranquilla bolla d’ignoranza. Questo tipo di ambivalenza –Non dovremmo strafare! Aspetta, eccetto che forse a volte dovremmo- è tipico del romanzo ed è anche tipico della stessa Mary Shelley. Una volta scrisse nel suo diario:

"Non sono una persona di opinione perché credo nei conto-argomenti troppo intensamente."


L’altro mito con il quale Frankenstein è intrecciato è ovviamente è quello biblico, nella versione raccontata da John Milton nel bellissimo e lunghissimo “Il paradiso perduto” -che non discuteremo in Crash Course Literature perché... non ne ho voglia.
Una cosa alla quale prestare attenzione nei libri è quali libri stanno leggendo i personaggi, e non è certo una coincidenza che il mostro legga molto appropriatamente “Il paradiso perduto”. Inoltre l’epigrafe del romanzo proviene da Milton, nella scena in cui Adamo dice a Dio :

"[…]t’ho fors’io
Richiesto, o Creator, di trarmi fuora
Dalle tenebre mie? Ti pregai forse
Da quel mio fango d’innalzarmi a questa
Forma vitale, e qui locarmi?"

Essenzialmente, è come quando vi lamentate con i vostri genitori dicendo “Non l’ho chiesto io di nascere!”, ma ovviamente questo non suona altrettanto incisivo come epigrafe.
Quindi, in questa interpretazione, Victor rappresenta Dio e la creatura l’Adamo peccatore. Ma in realtà non è così semplice. Victor si riferisce alla creatura come ad un demonio e la creatura a volte sembra dargli ragione; inoltre a metà del libro hanno una lite piuttosto intensa circa la filosofia morale –sapete no? Come si fa sempre con i mostri. Godzilla era un sostenitore di Immanuel Kant e King Kong ovviamente era un grande fan di Thomas Hobbes…-
Ad ogni modo, il mostro dice:
"Ricorda che sono la tua creatura; 
dovrei essere il tuo Adamo, ma sono piuttosto l'angelo caduto, che tu escludi dalla gioia senza colpa alcuna da parte sua.
Ovunque vedo beatitudine, e io ne sono irrevocabilmente escluso"


E’ dura là fuori per un mostro, ed è importante ricordare che Dio non cacciò Satana “senza colpa”

Ma parte di ciò che rende così ricco questo romanzo è che sia Frankenstein che Il paradiso perduto resistono a qualsiasi lettura semplificativa. Insomma, Frankenstein relaziona la creatura con Satana ma questo non vuol dire che la creatura si completamente cattiva. Ci sono interpretazioni del poema di Milton che vedono Dio come il personaggio banale e Satana come il personaggio realmente interessante che lotta imperterrito, nonostante l’esilio dal Paradiso. In ogni caso, questo era il punto di vista scelto dai Romantici e parte del perché il poeta Robert Southey si riferì a Byron, Percy Shelley e il loro circolo come "appartenenti alla Scuola Satanica del Romanticismo". 
Ma alla fine, tutte queste allusioni a Milton ci portano a porci alcune domande difficili : Victor si vede davvero come Dio? E se sì, è un Dio buono? Il mostro si merita l’esilio? E’ peccatore per sua natura o il peccato è qualcosa a cui Dio ha permesso di farsi strada, come nel poema di Milton? 
Proprio mentre ci stiamo domandando se Victor e Walton debbano essere premiati o dannati per la loro ricerca della conoscenza, dobbiamo porci allo stesso modo le medesime domande riguardo al mostro. Sia che si parli di scienziati pazzi o dei mostri da loro creati o di esploratori artici, la ricerca della conoscenza è il percorso per diventare uomini. Nel significato migliore peggiore del termine. E per me, la grande domanda del romanzo è: Chi è più umano, Victor o il mostro che ha creato?

La prossima settimana continueremo la nostra discussione su Fankenstein esaminando queste domande attraverso lenti diverse.
Fino ad allora, grazie per l'attenzione,
John Green "

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