venerdì 18 aprile 2014

John Green's Crash Course Literature 206: Frankenstein - II parte


DISCLAIMER
Tutto quello che troverete scritto qui di seguito non è di mia proprietà ma si tratta di una semplice traduzione in italiano delle lezioni di letteratura tenute da John Green nel suo canale YouTube Crash Course, fruibili gratuitamente e che vi invito a visionare.
Per quanto riguarda la traduzione, non aspettatevi una traduzione letterale: ho smussato qui e là e mi sono concessa diverse licenze poetiche per rendere il tutto più fluente e chiaro in italiano.
Infine, questa traduzione mi è costata tempo e fatica e gradirei essere informata prima che il mio lavoro venga copia-incollato da chiunque e chicchessia. E' una questione di rispetto.
Enjoy





Ciao, sono John Green, questo e Crash Course Literature e oggi continueremo la nostra discussione su Frankenstein.


Toh, Me-del-passato non si è nemmeno presentato in aula oggi, non è fantastico? Beh, noi impareremo qualcosa anche senza di lui.

L’altra volta abbiamo cominciato a parlare dei Romantici. Frankenstein è spesso considerato il romanzo Romantico per eccellenza, ma cerchiamo di scavare più a fondo nella questione.
I Romantici con la lettera maiuscola non hanno molto a che fare con i romantici con la ‘r’ minuscola, a meno che la vostra idea di romanticismo includa descrizioni estatiche della Natura e uno spirito rivoluzionario che spesso sfocia in spargimenti di sangue. E se questa è la vostra idea di romanticismo, è meglio che non la mettiate nel vostro profilo di OkCupide -ma, già che ci siamo, consiglio d’esperienza: scrivete di essere 1e90.
Ad ogni modo, sapere qualcosa di più del ‘Romanticismo’ con la lettera maiuscola vi aiuterà anche con il vostro ‘romanticismo’ con la lettera minuscola, quindi  restate sintonizzati.


Il Romanticismo fu un movimento che ebbe origine nel tardo XVIII secolo e viene tipicamente interpretato come una reazione sia contro la svalutazione dello spirito individuale dell’uomo e l’adozione dell’alienante catena di montaggio della Rivoluzione Industriale, sia contro la rivendicazione all'assoluta certezza scientifica dell’Illuminismo. Il Romanticismo predilige l’intuito alla razionalità, la natura e l’impetuosità all'armonia classica, e le emozioni -soprattutto le emozioni complesse come l’orrore, il timore riverenziale, il terrore e la passione- vengono preferite all'intelletto. Viene data enfasi alla parte più inconscia e irrazionale dell’uomo, oltre che a tutti i discorsi sui sogni e roba varia.
Quindi, Frankenstein è davvero un romanzo romantico? Beh, se frequentate un corso di ‘Letteratura Romantica’ all'università quasi sicuramente finirete col leggerlo, quindi : .
Frankenstein va a toccare emozioni complesse e disagevoli -la meraviglia, il terrore riverenziale, la paura del confronto con il radicalmente diverso- e certamente, in molti modi, è anche una risposta all'esasperata razionalità scientifica dell’Illuminismo.
All'epoca si credeva sul serio che in futuro saremmo stati in grado di rianimare i morti, e alcune persone erano legittimamente turbate dall'idea.
Allo stesso tempo, il libro può anche essere letto come una critica –anche piuttosto dura- al tipo di pensiero e di azioni incoraggiate dal Romanticismo, no? Insomma, il Romanticismo esalta un egocentrismo radicale che privilegi la ricerca individuale della conoscenza e della gloria, ma in questo caso l’incontro con la Natura e il perseguire del proprio istinto di Victor e Walton porta a conseguenze piuttosto disastrose.
Un’altra lettura popolare è l’interpretazione autobiografica, interpretazione che fu in particolar modo sostenuta dalla critica femminista al romanzo degli anni Settanta. Letture precedenti, che seguono questa stessa linea di pensiero, considerano Frankenstein come un romanzo che parla di una mostruosa nascita e lo affiancano alle esperienze della stessa Mary Shelley riguardanti la “nascita”, che furono abbastanza traumatiche : la madre di Mary morì dandola alla luce, e la sua prima bambina morì a poche settimane di vita. Nel sul diario Mary riportò un sogno incredibilmente triste riguardante la sua bambina:

“Ho sognato che la mia bambina fosse viva; che [alla nascita] fosse soltanto molto fredda e che riscaldandola davanti al fuoco lei fosse sopravvissuta.”

Quindi, ovviamente, l’dea di riportare in vita i morti era passata per la sua mente anche prima di sentire Percy Shelley e Byron discutere dei nuovi sviluppi nell'elettricità.
Mary Shelly si riferiva anche al libro stesso come ad “un bambino”; nell'introduzione all'edizione del 1831 scrisse:

“E ora, una volta di più, licenzio la mia mostruosa progenie perché segua la sua strada e prosperi. Nutro un affetto particolare per essa, nata nei giorni felici della mia primavera.”


Quella autobiografica è una lettura molto allettante, ma anche molto letterale e riduttiva. Per prima cosa -e in parte lo sto dicendo stando sulla difensiva anche in quanto scrittore- gli scrittori non scrivono esclusivamente delle proprie esperienze, e soprattutto non sono per nulla convinto che proiettare l’autore come personaggio centrale del suo romanzo sia un modo particolarmente efficace per riuscire a interpretarlo.
Quindi leggendo Frankenstein semplicemente come il modo di Mary Shelley per elaborare i propri problemi personali, perdete le grandi e terribili domande al centro del libro, le domande che possono davvero cambiarvi.
C’è un termine specifico per definire questo tipo di interpretazione secondo la quale crediamo di sapere esattamente cosa stesse pensando l’autore mentre scriveva il libro : “Intentional fallacy”.

Ma lasciando da parte queste interpretazioni biografiche, ci sono comunque delle critiche femministe molto interessanti riguardanti Frankenstein. Per esempio il romanzo mostra chiaramente quale danno venga arrecato alle donne, alle famiglie e alle relazioni quando gli uomini perseguono in maniera ossessiva i propri obiettivi; infatti a causa della mancanza di equilibrio tra lavoro e vita personale di Victor, praticamente tutte le donne in questo romanzo muoiono : la creazione del mostro da parte di Victor porta all'impiccagione della governante Justine, all'assassinio della moglie di Victor, Elisabeth, nella loro notte di nozze, e occasionalmente nel romanzo Mary Shelley descrive al femminile anche la Natura stessa, suggerendo che Victor la stia violando, come per esempio quando discute di come:

“avessi sempre nutrito un invincibile desiderio di penetrare i segreti della natura”

Potete anche dire che sono io a leggere ‘sesso’ dappertutto, ma insomma….


Ci sono anche molte allusioni al fatto che Victor non ami particolarmente le donne. La creatura dice che lascerà Victor e il resto dell’umanità in pace per sempre se Victor gli creerà una compagna, e lui comincia a lavorare, ma poco dopo si fa prendere dal panico all'idea di cosa significherebbe creare un mostro femmina. Ora, chiaramente questo avviene in parte per il terrore della possibilità di una progenie di mostri, ma guardate anche il testo!



“poteva dimostrarsi centomila volte più malvagia del suo compagno, 
uccidere, rendere infelici gli uomini per il solo piacere del male”

Victor temeva che:

“sulla terra si sarebbe sparsa una razza diabolica, che avrebbe terrorizzato e messo in causa l'esistere stesso della specie umana.”

Quindi Victor distrugge la creatura che stava creando davanti agli occhi del mostro, e ricorda  come

“Trembling with passion, tore to pieces the thing on which I was engaged”
(“Tremante di passione, feci a pezzi la «cosa» sulla quale stavo lavorando”)

Non credo di risultare troppo strano se di nuovo vi faccio notare la gli elementi sessuali nella frase…

Ad ogni modo, Victor afferma di amare la cugina Elisabeth, ma la trascura per anni e, anche se la creatura afferma molto, molto, molto chiaramente:

“La notte delle tue nozze io ti sarò a fianco”

la lascia da sola nella loro notte di nozze!

Possiamo domandarci per quale motivo Mary Shelley non abbia creato nessun personaggio femminile forte, invece di una galleria di donne sofferenti, passive e dal fato segnato, ma possiamo soprattutto leggere il romanzo come un’esplorazione di cosa accade quando gli uomini temono, diffidano o sminuiscono le donne tanto da tentare di riprodursi senza di loro. Insomma, in un certo senso Victor sta cercando di bypassare completamente il ruolo femminile; sta creando la vita senza fare ricorso a ovuli o al grembo femminile.
Potreste conto-argomentare dicendo che il Creatore originario –Dio- ha fatto la stessa cosa, ma è precisamente questo il punto: Victor non è Dio!
E forse è qui che troviamo la rilevanza ancora attuale di Frankenstein : nella discussione di cosa comportino “giocare a fare Dio” e l’inseguimento ossessivo della scienza senza una concomitante preoccupazione per la moralità.
Ovviamente gli esperimenti eseguiti da Victor sono estremi, ma Mary Shelly li aveva ideati basandosi su alcuni dei dibattiti scientifici e delle scoperte del periodo, e anche se il libro per la maggior parte è fantascienza, contiene una certa percentuale di fatti scientifici e moltissimi quesiti di natura scientifica.
Parte del motivo per cui questo romanzo è sopravvissuto è perché le domande che pone erano importanti all'epoca di Mary Shelley, così come sono importanti al giorno d’oggi. Insomma, c’è un motivo se un libro sulla manipolazione genetica animale è stato intitolato “Il gatto di Frankenstein” (di Emily Anthes) e se coloro che si oppongono ai cibi OGM spesso li chiamano franken-food – il che in realtà li fa solo suonare come i cereali FrankenBerry che sono deliziosi.
Oh… è arrivato il momento della Lettera Aperta.
Guarda! E il mostro di Frankenstein! No, aspettate, è Hulk. Noto solo adesso che sono piuttosto simili… Entrambi mostri creati dal fallimento di esperimenti scientifici, che diventano davvero dei mostri quando rifiutati dalla società… Ad ogni modo:

It must be time for the Open Letter!

Lettera aperta agli scienziati
Cari scienziati, ecco una piccola regoletta pratica: prima di fare qualsiasi tipo di esperimento domandatevi: “Potrebbe creare un mostro?”. Anche se le possibilità sono relativamente basse, mi permetto di consigliarvi di lasciar perdere quell'esperimento, perché da quello che ho visto nei film e nei libri: se può diventare un mostro, lo farà.
 Ma vi dirò, scienziati, che penso siate stati un po’ ingiustamente diffamati dalle interpretazioni scadenti di Frankenstein. Frankenstein non è come Hulk, perché la sua non è semplicemente la storia di un esperimento andato male; è una sovra-semplificazione!
Scienziati, voi state facendo un buon lavoro con i vostri camici e le vostre ampollette, e vi ringrazio!
Ma non trasformate nessuno in un mostro.
Cordiali saluti,
John Green

 


Mary Shelley fu influenzata da diversi scienziati, ma i principali furono Erasmus Darwin, nonno di Charles, e Luigi Galvani. Darwin pubblicò un lungo poema chiamato “The temple of Nature” –perché all'epoca la poesia era considerata un mezzo assolutamente adeguato di divulgare idee scientifiche . Era convinto che la vita, almeno a livello microscopico, potesse essere ripristinata nella materia apparentemente morta, o creata da materia inerte; un fenomeno che chiamò “generazione spontanea”. Galvani invece divenne famoso per condurre esperimenti con l’elettricità, nei quali mostrava che un impulso elettrico poteva animare i muscoli di creature morte, come le zampe di una rana.
Did you get it?
L’avete capita? “condurre” esperimenti con l’ “elettricità”? "condurre"? "elettricità"?
Proprio nessuno?
Ok.

I sostenitori della teoria di Galvani eseguirono esperimenti anche più macabri, come per esempio uno studio nel 1803 nel quale diversi scienziati attaccarono elettrodi al corpo di un assassino giustiziato sperando di riportarlo in vita. -Perché ovviamente erano lì a domandarsi “Chi dovremmo riportare in vita? Oh, ma certo! Un assassino!
Ad ogni modo, ovviamente non ci riuscirono, ma riuscirono invece a far avere degli spasmi ad alcuni dei suoi muscoli.
Questi esperimenti chiaramente influenzarono i tentativi di Victor di rianimare la carne morta, infatti l’esperimento di Victor non era poi così più estremo rispetto a quelli che venivano realmente condotti all'epoca.
Detto ciò, il romanzo stesso è apertamente molto settico a riguardo a queste ricerche scientifiche; insomma, anche prima di animare il mostro è chiaro che i suoi studi stanno costando moltissimo a Victor, alla sua salute e al suo benessere, così come ai suoi amici e alla sua famiglia.


Victor descrive come:

“Il mio volto si era fatto pallido per lo studio, il mio corpo era consumato dalla segregazione.”

-che è un paragrafo piuttosto efficace da mostrare ai vostri genitori quando stanno insistendo per farvi iscrivere a medicina- e le cose non fanno che peggiorare quando comincia ad assemblare la creatura.
Victor descrive:

“l'orrore del mio lavoro furtivo, allorché violavo empiamente le umide tombe, o torturavo un animale palpitante di vita per animare una materia inerte.
[…] Raccolsi ossa dalle tombe e frugai, con dita profane, tra i segreti recessi del corpo umano.”


Ma nonostante tutto Victor pensa che alla fine tutto il suo frugare nei mattatoi e nei cimiteri sarà valso la pena. Dice:

“Sarei riuscito col tempo […] a ridare alla vita i corpi che la
morte aveva destinato alla corruzione.”

e questo è un obiettivo incredibile ed ammirevole… a meno che tu non abbia visto un qualsiasi film con gli zombie, perché in tal caso sapresti che questa è un terribile idea.
Ma nello stesso passaggio, Victor dice che creatura:

“mi avrebbe venerato come suo creatore e sorgente di vita.
[…] Nessun padre avrebbe potuto aspettarsi una devozione così totale dalla propria prole quale io avrei meritato dalla mia.”

Quindi è chiaro che il suo desiderio è in realtà profondamente egoista e che sta inseguendo il suo obiettivo non per il bene universale, per far si che i morti tornino in vita, ma per la propria gratificazione personale.


E poi ovviamente c’è da considerare la sua reazione quando l’esperimento ha successo : anche se lui stesso ha assemblato appositamente i pezzi della creatura per renderla enorme, in modo che tutte le parti minuscole come vene e ciglia fossero più facili da gestire, reagisce alla sua creatura con orrore. E qual è la reazione matura, responsabile ed eroica di Victor alla situazione? Scappa! Facendo sembrare tutti i padri adolescenti di Teen Mom straordinari a confronto.

Il mostro da la colpa a questo iniziale abbandono per tutti gli omicidi successivi, e anche Percy Shelley gli “diede ragione” scrivendo che la creatura era inizialmente affettuosa e moralmente corretta, ma che:

“le circostanze della sua esistenza erano talmente mostruose e fuori dal normale, che la sua bontà originaria venne gradualmente trasformata nella fonte di un’inestinguibile misantropia e desiderio di vendetta.”

Ma la tragedia è intrinseca al tentativo stesso della creazione del mostro, o c’è un modo per inseguire la conoscenza senza scatenare  un orrore?


Awww.... :3

Frankenstein continua ad essere estremamente rilevante al giorno d’oggi, mentre dibattiamo per capire dove tecnologie come le cellule staminali, i cibi geneticamente modificati o la clonazione si collochino nelle scale etiche e morali e nell'ordine sociale.
La ricerca del sapere è una cosa buona, no? Anche perché è essenzialmente ciò che mi permette di comunicare con voi tramite la magia di internet, oltre che il perché non siamo più cacciatori e raccoglitori. Ma ancora non conosciamo quali saranno le conseguenze; a volte ci dimentichiamo che facciamo ancora parte della storia in corso.
Non credo che la condanna di Mary Shelley dell’ossessione scientifica voglia scoraggiare esplicitamente la ricerca e i tentativi di svelare i segreti della vita o della natura. Ovviamente l’esperimento, nel caso di Victor, fallisce miseramente, ma la vera domanda è : perché? E’ perché gli obiettivi di Victor sono innaturali ed egoistici? E’ perché non riesce ad amare la creatura che ha creato? O forse perché lascia che sia il suo ego fuori controllo a dettare le sue motivazioni?
Queste domande non sono affatto retoriche, per la cronaca. Non vedo l’ora di leggere le vostre risposte nei commenti.

Grazie per la visione, alla prossima settimana.

John Green ” 

4 commenti:

  1. Davvero molto, molto interessante. Complimenti di nuovo per il lavoro che fai, soprattutto nell'adattare lo stile di Green *-*

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    1. Grazie mille, faccio il possibile. A volte mi viene voglia di mangiarmi le mani perché non riesco a rendere bene l'umorismo di John Green con la traduzione in italiano, quindi devo ricorrere ad un po' di licenza poetica... ma almeno ci provo :3

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  2. Ciao!! Sono una nuova follower!!xD Ho scoperto il tuo blog grazie al Fangirl Friday di Mys in cui ha nominato questo tuo lavoro di traduzione...non potevo non correre a vedere!! *-* con calma recupererò tutti i post passati, ma ti dico che ti adoro già per questo!! *-* xD

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    1. Ma benvenuta! ^^
      Se vuoi leggere le traduzioni delle settimane passate seleziona l'etichetta "Web Series", in alternativa fruga e spulcia quanto vuoi! ;D

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