lunedì 7 aprile 2014

Recensione: "Crossed - La fuga" di Ally Condie

TITOLO: Crossed - La fuga
AUTORE: Ally Condie
EDITORE: Fazi
PREZZO: € 14.90

TRAMA:
Per Cassia Reyes le regole del gioco sono cambiate. Solo poco tempo prima, un sofisticato sistema informatico creato dalla Società ha scelto come suo promesso Xander, il suo migliore amico: doveva essere il compagno perfetto, ma una macchina non può comandare il cuore. Infatti il ragazzo che lei ama è Ky Markham, una Aberrazione, un individuo che la Società considera pericoloso e indegno di essere promesso a qualcuno. Un errore che proietta Cassia in una nuova dimensione di verità e conoscenza dove può comprendere le mancanze e i difetti del Sistema che governa le loro esistenze. Scoprendo dentro di sé una forza che non sapeva di possedere, Cassia si allontana da un destino già programmato e si mette in viaggio verso le estreme frontiere della nazione per ricongiungersi a Ky, che è stato rapito e portato nei campi di lavoro dove la Società confina coloro che non ritiene idonei. Il percorso di Cassia sarà duro e pieno di ostacoli, ma proprio quando ogni speranza di rivederlo sembra perduta verrà a sapere che Ky si è rifugiato tra i profondi canyon che circondano la Società, luoghi ancora inesplorati dove non c'è traccia di vita umana. È proprio tra quelle gole che la ragazza farà la scoperta che muterà la sua vita e le permetterà di capire che non tutto è perduto e che dentro quel mondo apparentemente immobile e perfetto c'è un seme di cambiamento e di libertà. Una ribellione sta montando, e Cassia sarà finalmente libera di scegliere.


RECENSIONE:

Non è un segreto che io e la distopia abbiamo un rapporto altalenante: a volte ci si ama, a volte proprio non ci si sopporta.
"Matched" era stato uno dei primi distopici mai letti dalla sottoscritta e, oltre a questo, era caratterizzata da questa sua lentezza riflessiva e abbondanza descrittiva, che mi avevano fatto apprezzare solo in parte la storia, pur riconoscendone le potenzialità.
Aspettavo "Crossed" piena di speranza, illudendomi che l'autrice sarebbe riuscita a mettere a punto qualche trucchetto per rendere la storia più "dinamica" pur mantenendo il suo caratteristico tono quasi poetico... Ed invece eccomi qui, al termine del libro, con un sopracciglio slogato a forza di sollevarlo perplessamente.
Possiamo tranquillamente dire che "Crossed" ha deluso le mie aspettative per tutta una serie di motivi.

Partiamo dalla protagonista Cassia. Al termine del romanzo precedente aveva deciso di mettere a rischio tutto per andare a cercare Ky, ma anche se Cassia si dice  mossa dal fuoco sacro dell'ammmore, in realtà quasi nessuno dei suoi pensieri pare pervaso dal suddetto fuoco. Senza dubbio ripete più e più volte di essere innamorata di Ky, che lui è il suo tutto, ecc... ma il tono dei suoi pensieri manca di ardore, di passione, di convinzione... Di certo non riuscirò mai ad innamorarmi di Ky tramite i pensieri così incolori di Cassia, e francamente non riesco nemmeno a farmi coinvolgere dalla sua determinazione nel seguirlo, che pare quasi infondata in assenza di un tangibile ed evidente trasporto emotivo. 
E' sempre la stessa storia: l'autrice scrive che Cassia ama profondamente Ky, ma non riesce a convincermi, a farmelo credere davvero.

Poi c'è il buon Ky, che dimostra un po' più di passione e determinazione rispetto a Cassia, ma continua a sembrarmi un tantino asettico ed ermetico. Dato che non ho l'aiuto di Cassia, come lettrice, speravo che almeno leggere attraverso i pensieri di Ky potesse spingermi ad apprezzarlo pienamente...E invece nulla.

Sono sempre più convinta che sia proprio il tono usato dall'autrice a non rientrare nelle mie corde. Sono sicura che lei voglia essere poetica ed evocativa, ma questa tendenza alla metafora selvaggia e l'eccesso di frasi "dense di significato" mi risultano fin troppo fastidiose. Ogni mezza pagina riusciva ad infilarci una frase "profonda", una di quelle affermazioni che sembrano concepite per rimanere scolpite nella Storia (o almeno per chiudere un capitolo importante in maniera particolarmente significativa), ma riuscivano a suonare solo più pompose altisonanti del necessario. 
Diciamoci la verità, nessuno pensa in quel modo, riempiendosi la bocca e la testa di future "frasi celebri".

cover italiana del terzo
...ma perché?!
Nel corso della storia succedono anche tutta una serie di cose, ma praticamente mancano -anche qui- la tensione e il coinvolgimento necessari per farti immedesimare nei personaggi e "tifare" per loro.

Come se tutto questo non fosse sufficiente, aleggiava nell'aria anche lo spettro di questo triangolo amoroso a distanza, che forse assumerà un senso nel 3° libro, ma che finora è stato solo una presenza un po' fuori luogo e senza un perché.

In definitiva "Crossed" non aveva quasi nulla di quello che cerco in un romanzo e, pur non essendo "brutto" o eccessivamente noioso, ma ha lasciata per tutto il tempo languire in un'apatia letargica e priva di slancio emotivo verso storia o personaggi.
Mi ci vorrà un bel po' per decidere di leggere il terzo...



Serena

4 commenti:

  1. Ricordo che, nonostante la lentezza, mi era piaciuto molto. L'autrice ha uno stile che adoro. :)

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    1. Ma infatti in giro ho letto diverse recensioni molo positive... solo che io ho gusti opposti: preferisco uno stile più diretto e un po' più di movimento nella storia.
      Comunque sicuramente leggerò l'ultimo...prima o poi.

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  2. Il primo non mi aveva particolarmente colpita. O meglio, ero rimasta sorpresa dal fatto che non mi avesse fatto schifo più che dal libro in sé... ma non ho mai avuto la voglia di leggere il seguito. Direi che non mi perdo niente di che ad abbandonare definitivamente la serie.

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    1. Mh...sì, secondo me se già il primo ti era piaciuto così poco è inutile andare avanti. Fammi sapere se trovi qualche serie interessante! ;D (giusto perché al momento ne ho cominciate solo una ventina...)

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