venerdì 4 luglio 2014

A disappointment, by Jane Eyre.

Perché quando io sono scontenta, lo deve sapere tutto internet.


The Autobiography of Jane Eyre è terminato il 21 giugno, e 5 minuti dopo aver visto l’ultimo episodio sapevo che avrei scritto un post a riguardo, perché bisogna parlare delle cose belle ed edificanti, ma anche di quelle deludenti.

Vi avevo già parlato qualche mese fa di questo adattamento del romanzo di Charlotte Brontë in questo post, e già allora vi dicevo che ci aveva messo una ventina di puntate a prendermi veramente.
Già all'epoca avevo individuato molte pecche nella produzione (imho, come al solito) che spaziavano dalla qualità eccessivamente amatoriale di alcuni video (ok il realismo della vlogger principiante, ma mi piacerebbe capire quello che sta dicendo oltre a sentire fruscii e vedere inquadrature di gambe…), all'efficacia dubbia di altri episodi. Per capirci, pareva proprio che a volte gli episodi fossero basati sul nulla e girassero un po’ a vuoto.
Dopo circa venti episodi però la storia ha cominciato ad entrare nel vivo, con l’ingresso in scena di Mr. Rochester e l’aumentare delle interazioni con altri personaggi al di fuori di Jane.

Essendo un adattamento moderno di un classico, ovviamente molti aspetti sono stati cambiati piuttosto radicalmente, pur mantenendo l’essenza di base inalterata. Esempi lampanti sono Grace Poole, che in questa serie diventa il braccio destro super-indaffarato di Mr Rochester, e lo stesso Rochester, che mantiene i suoi tratti principali di inafferrabilità e ambiguità, pur risultando chiaramente come un personaggio molto più positivo e divertente di quanto non fosse originalmente, (oltre che un po' hipster...) caratterizzato da uno strano ma apprezzabile senso dell'umorismo.
Paradossalmente ho trovato meglio ritratti questi personaggi, piuttosto che Jane, la protagonista. Ho sempre considerato la Jane-letteraria come una giovane donna che si crede più matura e indipendente di quanto non sia in realtà, ma che cerca di comportarsi di conseguenza come una donna (se il mio ragionamento a senso….), mentre questa Jane sembra proprio un pulcino sperduto e in balia delle situazioni.

Con la storia finalmente entrata nel vivo, la curiosità spingeva ad aspettare con trepidazione il susseguirsi degli elementi più gotici del racconto: l’incendio, l’accoltellamento, la presenze inquietanti… oltre che ovviamente la nascente attrazione tra i due protagonisti. Ma purtroppo le cose non sono andate come speravo.

Ma quindi, quali sono tutte le pecche che mi hanno così scoraggiata?
Da brava brontolona delusa, mi sono messa a dividerle e ordinarle per punti.

Me lo dico da sola...


1.       Basta girare a vuoto.

Sappiamo tutti che Jane Eyre non è un romanzo ricco d’azione e tutti apprezziamo i tentativi di rendere gli adattamenti molto fedeli all'originale… ma se questo vuol dire girare episodi poco interessanti e pressoché privi di contenuto che richiamano vagamente ad un avvenimento secondario del libo: non va bene. Dopo la visione dell’episodio voglio ritrovarmi a desiderarne un altro perché quello appena concluso era interessantissimo e stuzzicante, non perché l’ultimo era noioso e senza polpa.

2.       Attese troppo lunghe

La serie ha cominciato pubblicando i video a cadenza settimanale. Ora, per una web-series che non è esattamente all'insegna dell’adrenalina e della suspense (almeno all'inizio) cominciare con un passo così lento non è l’ideale, soprattutto dato che lo scopo primario dovrebbe essere fidelizzare il pubblico.
Successivamente si è passati alla canonica forma di due episodi a settimana, ma dopo un certo punto -di cui parleremo dopo- gli episodi riuscivano essere noiosi a sufficienza da non soddisfare anche la sola attesa di tre giorni.
Ma la cosa peggiore è stata la scelta di rallentare di nuovo verso la fine. Cioè: no. Non potete permettervi di allungare la zuppa in questo modo.
Ok, credo che ci siano stati dei “problemi tecnici” che hanno spinto a questa scelta (approfondiremo dopo) ma dal punto di vista dello spettatore quello è stato il colpo di grazia all'interesse verso la serie.

3.       Il non-adattamento forzato.

Quando si vanno a produrre adattamenti in forma differente da quella di romanzo, e soprattutto quando c’è una modernizzazione di mezzo, è praticamente obbligatorio andare a mettere mano a certi aspetti e modificare leggermente alcun dettagli. Lo sappiamo tutti, e se siamo persone ragionevoli ce lo aspettiamo e lo accettiamo.
Per alcuni aspetti la cosa è avvenuta e mi è andata benissimo, ma proprio nei punti più delicati, invece, il castello di carte ha cominciato a vacillare.
Me ne ero già lamentata nel post precedente, ma la cosa non è stata migliorata negli episodi successivi: nei momenti cruciali le citazioni dal romanzo erano pressoché inalterate (a livello di dialoghi) ma stonavano terribilmente sia con il tono della serie, sia con il canone dei dialoghi “moderni”. Il tono, il linguaggio, la recitazione… del tutto fuori luogo con situazione e con il resto della serie.
Insomma, c’è un motivo se questo si chiama “adattamento”.
Ne abbiamo avuto un esempio con le prime interazioni tra Jane e Mr.Rochester e la cosa non ha fatto che peggiorare successivamente (tranne nell'unico momento in cui avrebbe dovuto davvero esserci un’aderenza maggiore alla fonte originale…). E questo mi porta dritta dritta al quarto punto.

4.       L’inizio della fine

Doveva essere la parte centrale il (primo) momento di vera soddisfazione regalato al lettore/spettatore prima del tracollo degli eventi, il perno che dà il via a tutti gli avvenimenti importanti dei capitoli successivi… e invece è stato un fiasco. Sto parlando della proposta di matrimonio del signor Rochester.
Anche qui, si pecca terribilmente di mancanza d’adattamento. Il Mr.Rochester del romanzo era un tipo di personaggio enigmatico e sfuggente, con una particolare e ambigua aura che lo caratterizzava, quello dell aweb-series no.
Fino ad ora la cosa non mi aveva urtata più di tanto, perché la resa del personaggio in qualche modo funzionava. Ma quel discorso, con quelle parole in bocca alla versione modernizzata di Rochester hanno davvero perso qualsiasi rilevanza e profondità. Tra il rumore altissimo di sottofondo, la situazione assurda (ho capito il riferimento dell'albero, ma non ho ancora capito che senso avesse nel video...), il dialogo male impostato, sembrava davvero che l’attore stesse ripetendo a memoria parole senza senso come colpito da ictus.

Che cavolo stai dicendo, Willis...
Nonostante avessi già letto il libro una mezza dozzina di volte e sapessi benissimo cosa stesse accadendo (in teoria), mi sono ritrovata a dire impotente allo schermo “Ma che c***o stai dicendo?!”.
E la citazione dal libro era quasi perfetta! Ma non era per nulla efficace, anzi, ha dato origine ad una delle peggiori, meno ispirate e più artificiali performance dei due attori, in tutta la serie. Doveva essere uno degli episodi più importati ed emozionanti dell’intera serie e invece è stata una delusione senza precedenti.



5.       Filler&Spiegoni

Vi domanderete: "Ma si lamenta ancora della stessa cosa del punto uno??" La risposta è: quasi. Perché gli episodi a cui faccio riferimento ora non solo solo insipidi tentativi di adattare parti minori del libro, sono veri e propri “filler” che chiedevano a gran voce di essere saltati a piè pari. Praticamente tutti gli episodi con le cugine Reed (insopportabili….) e un buon terzo di quelli con i Rivers erano assolutamente superflui. Ok farmi vedere che Jane si sta ambientando ad una vita diversa, che si sta affezionando ai Rivers e che sta imparando ad essere una persona indipendente, ma c’è modo e modo di fare le cose. E farmi vedere lezioni di cucina, partite a carte o lezioni di ballo non è il modo giusto. Punto.
E poi ovviamente ci sono gli “episodi spiegone”. Ogni tanto Jane decideva che era arrivato il momento di metterci a parte del suo triste passato e organizzava un intero monologo esplicativo che –francamente- non riusciva ad attirare per nulla l’attenzione dello spettatore. Sono riusciti a rendere noiosa anche la spiegazione del mistero della moglie pazza!!! Ma ci rendiamo conto??!
La prima volta che trovo uno che si lamenta di quanto siano noiosi i capitoli introduttivi del romanzo, lo obbligo a vedere i video di questa serie, e poi ne riparliamo.



6.       Il finale che non finisce

Probabilmente nell'unico punto in cui avrebbero potuto e dovuto sfruttare una citazione dal libro, non l’hanno fatto. Mi sto chiaramente riferendo alla frase introduttiva al capitolo conclusivo, la celeberrima:

"Lettore, l’ho sposato."

Questa frase aveva un’importanza capitale nel romanzo: perché portava a compimento la storia e le aspettative del lettore, pur ricordandoci subdolamente in qualche modo che Jane era sì diventata  una donna indipendente, ma aveva anche rinunciato ad una parte di sé per diventare “una moglie”. E invece The autobiography of Jane Eyre ci ha condotti ad un finale frettoloso e privo degli elementi cruciali, come il dannato matrimonio. O almeno una spiegazione.
Già l’ultima decina di episodi che dovevano condurre alla fine sembrava voler prenderci in giro fare da teaser per un grande finale, perché non accadeva nulla di particolarmente rilevante on camera, e l’unica conversazione tra Jane e Rochester avviene di spalle e fuori portata d'orecchio per lo spettatore (se non si chiama teaser questo…).
Ma l’episodio finale (Endings) è stato l’apoteosi dell’insoddisfazione. Si ritorna al formato “voce fuori campo, con musica troppo forte e immagini quasi a random” del primo episodio, e questo è forse l’unico elemento che da un minimo di senso di circolarità con l’inizio della storia.
Per il resto ci viene detto che Jane sta iniziando una nuova attività e che ha trovato la propria strada e la propria voce, ma non ci viene mostrato il signor Rochester e nemmeno vengono fatti riferimenti a come si sia conclusa quella parte della storia. Come se fosse una parte poco rilevante…
A parziale discolpa degli sceneggiatori c’è il fatto che –a quanto pare- l’attore che interpretava Edward Rochester abbia abbandonato il cast a causa di dissapori non meglio specificati, quindi capisco che non fosse possibile mostrarlo “attivamente” nel video, ma possible che non si siano degnati nemmeno di mettere una foto o una frase che ci spiegasse cosa e come si sia conclusa la loro storia?! Tutto il percorso di crescita e di autoaffermazione di Jane è importante ed edificante, ma ricordiamoci che Jane Eyre è un romanzo di formazione solo al 50%... 

Insomma, tutti il mio ottimismo e il mio affetto nei confronti della serie sono stati calpestati dalla cocente delusione per svolgimento da metà in poi e soprattutto per il finale.
Avrei voluto che questa fosse una di quelle serie da vedere e rivedere, e invece mi ritrovo solo a sperare che qualcun'altro" (...coff coff...Pemberley Digital...coff coff...) decida di ri-riadattare questo meraviglioso classico in una forma un tantino più compiuta.

Serena

2 commenti:

  1. Peccato, un trattamento alla The Lizzie Bennet Diaries per Jane Eyre sarebbe stato una gran cosa :(

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    1. Già.... TT_TT
      Ma io ancora un pochino ci spero che prima o poi qualcuno si decida a fare un lavoro dignitoso.

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