giovedì 25 settembre 2014

E-book Time (Recensione): "Angel" di Dorotea De Spirito



TITOLO: Angel
AUTORE: Dorotea De Spirito
EDITORE: Mondadori
PREZZO: € 9.50

TRAMA:
Le antiche mura di Viterbo custodiscono un segreto: una comunità di angeli che da secoli convive pacificamente con gli abitanti della città. Vittoria ha sedici anni, è un angelo, ma è diversa da tutti i suoi simili: è senza ali e per tutta la vita si è sentita un'esclusa, un'estranea persino nella propria famiglia. Questa consapevolezza l'accompagna sempre, mentre la sua esistenza scorre tranquilla giorno dopo giorno tra scuola, amici e litigi con la sorella maggiore. Ma quando arriva in città Guglielmo, un ragazzo misterioso dagli occhi magnetici, il mondo di Vittoria viene sconvolto, e lei scopre che l'amore può rivelarsi il peggiore dei demoni.


RECENSIONE:

Ammetto di aver lasciato languire questo libro nel mio archivio per un mucchio di tempo prima di convincermi a cominciarlo, e comunque ho dovuto "obbligarmi" facendo ricorso ad una sorta di TBR-Jar. Una volta cominciata la lettura però, sono abbastanza entrata nello spirito e ho continuato senza troppi intoppi... Ma ci terrei a sottolineare l'avverbio fondamentale: abbastanza.
Una parte di me rimane sempre spiazzata quando mi trovo a leggere qualcosa di italiano ambientato in Italia. I due protagonisti poi si chiamano Vittoria e Guglielmo, due nomi che vengono battuti in "italianaggine" solo da Giuseppe e Maria. 
Questo non era un difetto, ma una constatazione.

secondo volume
Vittoria sarebbe una sedicenne quasi comune, con tutti i suoi piccoli drammi quotidiani... se non fosse che è un angelo senza ali. E' nata da una famiglia di angeli, eppure nulla nel suo aspetto ricorda la loro celeste perfezione. Vittoria vive in una città italiana (Varese) in cui una comunità di angeli convive tranquillamente con il resto della popolazione, e i suoi maggiori problemi sono le interrogazioni di greco e i bisticci con i suoi migliori amici. Un giorno però arriva Guglielmo, misterioso, magnetico e pieno di segreti, che la attrae e spaventa quasi in egual misura...e tutto cambia.

Gli avvenimenti si susseguono in fretta, con poche o nessuna scena di collegamento e la cosa tende a lasciare interdetti. A tratti si ha l'impressione che manchino delle parti che servono da "collante" tra le varie situazioni rilevanti, un po' come leggere una raccolta di pagine strappate dal diario di una ragazzina. Succedono diverse cose ma non ci si sofferma su nulla. Questo purtroppo non mi ha consentito né di farmi coinvolgere dall'amore proibito di Vittoria e Guglielmo, né di abbracciare appieno l'importanza degli eventi che l'autrice cercava di trasmettere al lettore.
Anche i personaggi non sono costruiti in maniera sufficientemente profonda o caratterizzata da renderli affascinanti o anche solo famigliari: sono lì, ma è come se li conoscessi solo di vista. La stessa cosa vale per i protagonisti; e se Guglielmo ha un po' la sindrome dell'eroe tragico, Vittoria invece è entrata nell'adolescenza dalla porta grande: piange un sacco, ha sbalzi d'umore e si innamora in un soffio.
E' un male? Non necessariamente, ho letto di peggio.
E' un bene? Purtroppo no: non mi sono sentita coinvolta nemmeno per un istante nel suo racconto.

Un po' di urban fantasy, un po' di Federico Moccia, un po' di approssimazione, questo romanzo ha un po' di tutto ma nulla che lo definisca o lo renda interessante.

E poi si sa che gli angeli non sono la mia creatura paranormale preferita...




Serena

6 commenti:

  1. Io, al di là della trama non originalissima, l'ho trovato molto delicato.
    Non c'è nulla di nuovo, ma una certa passione nell'autrice. Mi è piaciuto abbastanza, con tutti i suoi difetti.

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    1. Forse... Ma il senso di "già visto, già letto, e comunque non mi interessa" era davvero troppo diffuso per permettermi di dare un voto più altro :(

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  2. L'ho ignorato fino ad ora, e proseguirò nella mia strada senza troppi rimpianti.

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    1. Sì, direi che non ti perdi nulla di eccezionale... :|

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  3. Io ce l'ho, preso al mercatino dell'usato a qualcosa come tipo 1 euro e 50. Marcisce tra i to be read da un secolo, non riesco nemmeno a leggerlo come aspirante Francamente me ne infischio. Eppure, quando l'ho preso, mi è sembrato un candidato perfetto per cretinaggine e bruttura... E invece niente, chissà per quanto altro tempo ancora marcirà lì. Sob.

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    1. Un Francamente me ne infischio sarebbe spettacolarmente divertente. Quello sì che vorrei leggerlo!! XD

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