martedì 10 giugno 2014

CdS - Pausa Esami

Buongiorno a tutti,
speravo di riuscire a liberarmi un po' per riprendere a  pubblicare qualcosa di interessante, ma mi sono resa conto di non avere tempo. Sono stata risucchiata dagli esami e ho troppo da studiare: ora come ora non ho le energie psico-fisiche per correre dietro anche al blog, quindi imploro la vostra pazienza e vi do appuntamento al prossimo mese.

gli esami mi risucchiano...


A presto!
Serena

martedì 3 giugno 2014

Recensione film: "X-Men - Giorni di un futuro passato"

Ragazzi, vi ho lasciato tempo più che a sufficienza per andare a vedere X-Men : Days of Future Past, e se ancora non lo avete fatto: male. Malissimo.

Vi avverto subito, sin dall'inizio della recensione: SPOILER COME SE NON CI FOSSE UN DOMANI. Ci sono spoiler anche nelle immagini...



Come avrete più o meno intuito dai miei numerosi post deliranti, aspettavo questo film con un hype davvero esagerata in corpo. Per me è stato un po' come The Avengers nel 2012, ma peggio, perché se in quel caso ero solo preoccupata per la gestione dei personaggi, questa volta ero preoccupata per tutto. La storia poteva essere un casino inenarrabile, le scelte per portarla avanti pretestuose e la gestione dei personaggi poteva essere caotica e superficiale come poche... per non parlare delle aspettative relative alla redenzione degli aberranti X-Men: Conflitto Finale, Wolverine - Le origini e (parzialmente) Wolverine - L'immortale.

E invece questo film è stato fantastico.

Una cosa la dico subito e me la levo dai piedi: la continuity temporale "del futuro" non è chiarissima, perché -per esempio- il professor X è vivo e non se ne capisce il motivo, Wolverine ha gli artigli di adamantio, Kitty Pride ha poteri che non so bene da dove derivino.... ma non ha nessuna importanza.
Il fatto è che i tre registi che hanno gestito l'universo cinematografico degli X-Men dopo Brian Singer hanno fatto un tale casino e inserito tante di quelle cose innecessarie, che ad un certo punto Brian Singer -almeno immagino- deve aver deciso di fregarsene e fare piazza pulita, senza stare tanto lì a spaccare il capello in quattro.
Non dico che siano stati completamente rinnegati quei tre film perché ci vengono mostrati diversi flashback di X-3 e Wolverine, ma alla fine del film non ci interessa poi molto andare a fare le pulci. Soprattutto visto che il materiale "maltrattato" faceva schifo già in primo luogo.

X-Men: Days of Future Past, comincia appunto dandoci una visione del futuro. Il futuro in questione è poco meno che post-apocalittico, soprattutto per i mutanti che vengono braccati e uccisi dalle Sentinelle.
Queste Sentinelle sono robot creati con lo scopo di eliminare qualsiasi tipo di mutazione, infatti sono in grado di identificare non solo i mutanti, ma anche gli umani che potenzialmente poterebbero trasmettere ai discendenti un gene mutato. La cosa peggiore, però, è che sono pressoché indistruttibili, perché in grado di adattarsi quasi istantaneamente a qualsiasi potere mutante venga rivolto contro di loro.
Già nella prima scena vediamo subito un fantastico combattimento tra quello che rimane degli X-men e le Sentinelle, e alla fine della suddetta scena tutti i mutanti sono morti.
Calma, niente panico: subito dopo ci vine spiegato che ogni volta che le Sentinelle trovano il nascondiglio degli X-men, Kitty Pride manda la coscienza di Bishop indietro nel tempo in modo da avvertire il resto del gruppo di scappare prima del loro arrivo. Quindi ogni volta il punteggio viene "azzerato" e il futuro prossimo riscritto da questi viaggi nel tempo.
Ma questi sono solo i primi minuti! La vera spiegazione fondamentale riguarda invece gli anni '70 e l'evento che ha portato ad un futuro tanto tetro: la prima tessera del domino a cadere è stata Mystica.
Nel 1973 Mystica ha ucciso pubblicamente Bolivar Trask, l'inventore delle Sentinelle, mostrando agli esseri umani la pericolosità dei mutanti e convincendoli a portare a termine il "Progetto Sentinelle" delle Trask Industries. E, come se non bastasse, il DNA di Mystica -catturata e sottoposta ad esperimenti dopo l'evento- ha permesso agli scienziati di costruire proprio le super-adattabili e imbattibili Sentinelle che vediamo nel futuro degli X-men.
Lo scopo del viaggio nel tempo è quindi quello di impedire l'uccisione di Trask e fermare la spirale discendente che da quell'evento ha avuto inizio.
Viene quindi mandato indietro Wolverine perché è il più figo perché è l'unico in grado di sopportare "fisicamente" il viaggio; ma per riuscire nell'impresa avrà ovviamente bisogno dei giovani Charles Xavier ed Erik Lehnsherr.

Ok, ora basta raccontare la trama e passiamo ad un focus più mirato su personaggi e punti critici.

No... sono tornati gli artigli di osso... 
Per quanto riguarda Wolverine: qualcuno ha il coraggio di dire che sia arrivato il momento di passare a concentrarci su un altro mutante? No, perché quel qualcuno non ha capito nulla della vita. Non solo Hugh Jackman È Wolverine, ma finalmente in questo film lo vediamo tornare all'apice della figaggine (dopo quell'aborto di Wolverine - Le origini e il terribilmente mediocre Wolverine - L'Immortale).  E quando alla fine il suo personaggio non è essenziale per la scena finale, viene semplicemente "messo da parte", lasciando un interessante spiraglio per il reboot delle sue origini (thank God).

I personaggi di Charles Xavier e Erik Lehnsherr subiscono invece trattamenti diametralmente opposti. 
Se da un lato il professor X è più umano che mai, dall'altra Erik Lehnsherr è già diventato a tutti gli effetti Magneto, sin dalla sua prima inquadratura. 

Ok, qui avrò bisogno che mi seguiate. Io ADORO Magneto. Sul serio. Se dovessi scegliere di sposare qualcuno domani sarebbe Michael Fassbender. Ma anche la mia assoluta e spudorata fangirlaggine non mi ha impedito di trovarlo piuttosto spregevole. Ma in senso buono.
Sono stata felice di vedere che, nonostante un accenno di umanizzazione, Magneto sia sempre (o meglio, sin dall'inizio) Magneto. Non è che all'improvviso diventi una personcina equilibrata e per bene; ma proprio no. Modifica temporale o meno, è chiaro che ci vorranno ancora anni e crisi molto più grosse di questa per farlo tornare sulla retta via. 
E un'altra cosa che mi è piaciuta da morire è stato rendermi conto che il Magneto di Ian McKellen e quello di Michael Fassbender sono praticamente identici: megalomani, melodrammatici, distaccati, amanti dei mantelli.
Così come in X-Men e X-2, anche questa volta Magneto non ci pensa due volte prima di sacrificare il suo braccio destro pur di raggiungere il proprio scopo. E' necessario cambiare il futuro? E allora lui tenta di uccidere Mystica, per evitare così l'effetto domino che porterà alle Sentinelle. 
Peccato che il suo tentativo si ritorca alla fine contro di lui (e tutti gli altri) perché, nonostante Mystica riesca a salvarsi, il suo sangue finisce lo stesso nelle mani degli scienziati e l'attentato -fallito- a Trask rende comunque pubblica l'esistenza e la pericolosità dei mutanti. 

Chi invece subisce un'evoluzione notevole sono i personaggi di Charles Xavier e Raven; ma se il primo deve "solo" risollevarsi dalla polvere per diventare il modello che abbiamo sempre conosciuto, Raven diventa invece il perno di un'evoluzione molto più interessante.
In questo film vediamo la Mystica dalla moralità grigia e pronta a tutto, ma in un certo senso la vediamo anche tornare -almeno parzialmente- verso quella Raven più compassionevole e pacata di First Class.
Il professor X invece si trova davvero nel punto più basso della sua storia personale. Con l'abbandono di Raven e l'Accademia chiusa, Charles Xavier si ritrova praticamente da solo e dipendente da un farmaco sperimentale che gli consente di camminare, ma privandolo dei suoi poteri. E anche quando si vede costretto a rinunciare alla sua "magica medicina" per usare Cerebro, lo vediamo lottare e perdere contro l'enormità e il peso dei suoi poteri.
Questo momento particolarmente tetro ha però fornito l'occasione per l'epica interazione tra il giovane Charles Xavier e il professor X del futuro -scena che, a mio dire, non avrebbero dovuto mettere nel trailer. Ammetto che effettivamente quello fosse uno degli spezzoni più allettanti del trailer, ma trovo che l'effetto sarebbe stato ancora più dirompente se la scena non fosse stata anticipata. 
Perché il confronto tra James McAvoy e Patrick Stewart spacca i culi come pochi. 

E non devo nemmeno mettermi a ribadire quanto sia bella e bravissima Jennifer Lawrence, vero?



Il film in generale era davvero sorprendente. La trama era incredibilmente lineare, comprensibile, "verosimile" e a tratti quasi profonda. Trasmetteva sempre l'emozione giusta nel momento giusto: faceva ridere nei momenti di comic relief, faceva accartocciare sulla sedia nei momenti peggiori per gli X-men del futuro, e ti teneva all'amo anche nei momenti più "lenti" e disperati del film. 
Ad un certo punto -praticamente da quando Erik prende in mano la situazione cercando di eliminare Mystica- sentiamo in maniera quasi palpabile la frustrazione e il vacillare della speranza. Non importa cosa tu faccia e quanto conosca il futuro, sembra davvero -come dice Hank- che il tempo sia come un fiume, che continua inalterato il proprio corso senza lasciarsi deviare...
Tutto il senso di sconfitta e la disperazione vengono abilmente sottolineati dal montaggio misto dell'attacco di Magneto nei confronti del presidente Nixon (nota per la Casa Bianca: il prossimo caveau, di plexiglass) e della rovinosa sconfitta, uno per uno, degli X-men del futuro...

Poco poco melodrammatico, lui...

In quel momento stavo genuinamente sudando per l'agitazione. Nonostante la mia estesa conoscenza di film del genere mi dicesse che il film doveva finire "bene", Brian Singer è riuscito ad accalappiarmi e a trascinarmi praticamente dove voleva lui.
E infatti alla fine ci riescono. Il futuro al quale ritorna la mente di Logan ci mostra un'Accademia perfettamente funzionante, con il ritorno di alcuni volti storici (Tempesta, Bobby, Rogue, Ciclope, Jean Grey,...) e soprattutto un futuro molto luminoso (anche dal punto di vista della fotografia, della serie keep it simple).

Una parentesi a parte la merita Quick Silver - alias Pietro. Non potrò mai dire di aver dubitato della capacità di Brian Singer di inserire un personaggio così "strano" in maniera plausibile nel film, ma ammetto che vedere il look argentato e soprattutto l'orrendo spot della catena di fast-food, mi aveva fatto un po' venir da piangere vacillare. E invece alla fine mi trovo in linea con tutte le altre (stupitissime) recensioni a riguardo: il suo personaggio non solo funziona, ma forse è uno di quelli che funziona meglio. Tutto il suo pezzo, relativo all'evasione di Magneto dal Pentagono, è pressoché perfetto: comic relief straordinario (tutti, e dico tutti, in sala ridevano), azione di una figaggine inaudita e anche un paio di easter egg buttate lì per i fan hard-core del fumetto (la sola faccia di Magneto quanto Pietro gli dice "Mia madre stava con uno che controllava i metalli!", vale il prezzo del biglietto).
L'ho adorato dall'inizio alla fine del suo -limitato- spezzone di pellicola. 


Chi invece mi ha scatenato sentimenti contrastanti è stato il ritorno, proprio sul finale, Jean Grey. Da una parte il fatto che lei nel futuro sia viva dà la speranza per un trattamento migliore del suo importantissimo personaggio, ma dall'altra il trauma legato al rovinoso adattamento della 'Saga della Fenice' in X-3 fa ancora male... per non menzionare il fatto che quando lei è nei paraggi Wolverine diventa un pappamolle pazzesco...

Da questo X-Men: Days of Future Past abbiamo imparato diverse cose. Una di queste è che il vietnamita è probabilmente la lingua meno sexy al mondo. Non me ne vogliano gli amici vientamiti, ma non bastano la bellezza della splendida Jennifer Lawrence, il suo abbigliamento provocante e il suo atteggiamento seducente a rendere quella scena sexy.
L'altra è che è ancora possibile fare un film degli X-men che riaccenda la speranza nel genere umano (e soprattutto nella sottospecie dei 'registi'). Dopo essere stato pioniere del genere super-eroistico (ricordiamoci del primo X-men del 2000, assolutamente fighissimo in tempi non sospetti) Brian Singer riprende in mano le redini del suo franchise, e ci va giù con l'accetta, eliminando i tanti rami morti e sacrificando anche qualcosa di suo, per riportare la storia sui binari giusti. 
Dopo aver letto qualche intervista dei produttori mi sembra di aver capito che -in parte- gli Studios abbiano abbracciato anche un po' della filosofia 'fatalista' di Bestia, nel senso che alcuni dei perni dei film precedenti accadranno ugualmente nella story-line (il progetto arma X, l'attentato di Magneto di X-Men, ecc...), ma qui stiamo già sfociando nell'illazione, quindi vedremo.


In conclusione, non posso che appioppare 5 Piccoli-Wolverine a questo film, che è stato in grado di regalarmi tutto quello che volevo, e anche qualcosa che non mi aspettavo
.



Mai come questa volta i piccoli Wolverine mi sono sembrati d'obbligo, quindi grazie a Mel e Mys di The Bookshelf che me li hanno gentilmente prestati per l'occasione. Tanto LOVE ragazze :3



P.S.: sarò pignola, ma penso che anche la scena dello stadio sarebbe stata tutta un'altra cosa se non  fosse stata così strombazzata nei trailer. Possibile che le case produttrici non riescano a fare dei trailer accattivanti senza stare a mostrarci praticamente ogni scena del film in ordine sparso?!

P.S.#2: la scena post-credit ci mostra un "Prologo" al prossimo film della saga (X-Men: Apocalypse) permettendoci di intravedere un """giovane""" e potentissimo Apocalisse e i suoi 4 cavalieri nell'Antico Egitto.

P.S.#3: Se qualcuno dovesse avere dei dubbi sulla time-line, QUI può chiarirsi almeno parzialmente le idee.




Serena