lunedì 29 settembre 2014

Commento: Doctor Who 8x05 - Time Heist

Salve a tutti!
Come prima cosa mi scuso per il ritardo con cui posto questo commento (previsto originariamente per sabato), ma le lezioni incombono e i preparativi necessari erano improrogabili, quindi... 
Ad ogni modo, conto di pubblicare la recensione di The Caretaker (visto questa notte) sabato prossimo, esattamente come da programma.
E ora, bando alle ciance e passiamo ai contenuti.


Dunque, parliamo un po' di Time Heist.


Caro Moff, lo sai che di solito sono d'accorto con te a prescindere, ma questa volta siamo qui apposta per parlare dell'episodio. Grazie comunque.

Time Heist si apre in medias res, con il Dottore, Clara e altri due individui sconosciuti (l'hacker Psi e la mutaforma Saibra) che si ritrovano riuniti in una sala, senza memoria, con in mano i vermi di The Snowmen (LOL) e con una valigetta misteriosa con la quale un famigerato Architect li istruisce su come svaligiare la Banca più sicura dell'universo.


Ognuno di loro -nonostante i dubbi iniziali- collabora con gli altri pur non ricordando nulla di come siano stati "reclutati" o convinti a partecipare, perché allettati dalla promessa di essere ricompensati con "la cosa che desiderano di più in assoluto".


Ah, e vi ho detto che il sistema di sicurezza principale della Banca era un alieno telepatico in grado di  percepire la "colpa" e di letteralmente svuotare la testa dei truffatori??


Per la maggior parte Time Heist si svolge esattamente come ci si aspetterebbe da un episodio del genere: una serie di ostacoli da superare -quasi "livelli"- sfruttando le peculiari capacità dei quattro membri del team not-dead o gli aiuti forniti dal misterioso Architetto.


Dunque, in generale l'episodio è molto godibile e a tratti divertente o -quando la situazione lo richiede- propriamente intenso, ma non eccelle per particolari guizzi, né sotto il punto di vista strutturale né per i twist&turn dell'episodio.
Perché, insomma, chi ha visto più di tre episodi di Doctor Who poteva intuire chiaramente sin dall'inizio che (diciamolo tutti in coro): l'Architetto era in realtà il Dottore.
Dopotutto, ricordiamoci che:


Ma in ogni caso questo non è un punto che mi ha particolarmente sconvolta o indignata. 
Sono rimasta un pochino a bocca asciutta per quanto riguarda gli effettivi espedienti utilizzati per rapinare "la Banca più inespugnabile dell'universo" (che, se togliamo gli alienoni teneroni, non è poi così inespugnabile). Insomma, mi aspettavo qualcosa di più avventuroso, complesso e cervellotico, e invece è stato tutto un po' compresso per lasciar più posto ai "sentimentalismi" e ai momenti emotivi sia nel corso della rapina che finali.
Nella parte finale in particolare scopriamo che il Direttore della Banca, Madame Karabraxos, era in realtà la stessa donna che abbiamo visto nel corso dell'episodio nei panni di Ms Delphox, o meglio, la donna originale da cui tutti gli altri cloni che lavoravano nella Banca avevano avuto origine. Quando si dice "chi fa per sè..."
Inoltre la rapina si trasforma in una missione di salvataggio e -parzialmente- in un mini-loop Moff-iano, infatti scopriamo che il mandante della missione era la stessa Madame Karabraxos che, ormai in età avanzata, aveva chiesto al Dottore di rimediare al suo errore di gioventù (nella fattispecie, tenere prigionieri gli ultimi due Teller ancora in vita).
Anche qui, non lo svolgimento che mi sarei aspettata o avrei preferito, ma va benone lo stesso.

Abbiamo quindi sotto mano un bell'episodio, non il più circonvoluto, denso di significato o rilevante in termini di trama orizzontale, ma comunque godibile e divertente.


E, ancora una volta, nessuna menzione di Missy.

Lo so, il commento questa volta è piuttosto corto... ma non è che ci fosse poi molto da commentare, no? In assenza di discorsi profondi, doppi significati o riferimenti rilevanti, mi viene meno il materiale di cui disquisire... quindi abbiate pazienza. In realtà avrei potuto spendere qualche parola per parlare delle motivazioni di Psi e Saibra, ma credo che fossero trattate in maniera esaustiva ed efficace nel minutaggio dell'episodio, e io francamente non avrei avuto nullo da aggiungere di significativo.
Ad ogni modo, se vi viene in mente qualche aspetto importante che mi sono dimenticata di menzionare: commentate pure!


Serena



P.S.: qui trovate i miei commenti agli episodi precedenti:

venerdì 26 settembre 2014

Sezione Biblioteca (59)


Buongiorno a tutti!
L'inizio delle lezioni è ormai alle porte anche per noi universitari, quindi è arrivato il momento di fare scorta di libri da leggere durante gli interminabili viaggi da pendolari. Negli ultimi anni mi sono resa conto che -paradossalmente- leggo molto di più nei messi più impegnati, mentre mollo completamente la presa durante i mesi estivi... Quindi, ecco a voi gli ultimi arrivi direttamente dalle biblioteche di tutta la provincia (!) :



Steelheart
di Brandon Sanderson



Tenebre e Ghiaccio
di Leigh Bardugo



Ragione e sentimento
di Jane Austen


Con quest'ultimo romanzo avrò terminato la lettura/rilettura di tutti i romanzi di Jane Austen, dunque è arrivato il momento di concretizzare il progetto di pubblicare degli approfondimenti incentrati su ognuna delle opere austeniane. Al momento non ho ancora definito nulla e comunque conto di parlarne più nel dettaglio in un post a parte, ma nel frattempo sentitevi liberi di darmi consigli e suggerimenti su come vorreste fosse strutturato e gestito l'argomento ;D

E, come sempre, vi domando: voi cosa state leggendo?

A presto!
Serena

giovedì 25 settembre 2014

E-book Time (Recensione): "Angel" di Dorotea De Spirito



TITOLO: Angel
AUTORE: Dorotea De Spirito
EDITORE: Mondadori
PREZZO: € 9.50

TRAMA:
Le antiche mura di Viterbo custodiscono un segreto: una comunità di angeli che da secoli convive pacificamente con gli abitanti della città. Vittoria ha sedici anni, è un angelo, ma è diversa da tutti i suoi simili: è senza ali e per tutta la vita si è sentita un'esclusa, un'estranea persino nella propria famiglia. Questa consapevolezza l'accompagna sempre, mentre la sua esistenza scorre tranquilla giorno dopo giorno tra scuola, amici e litigi con la sorella maggiore. Ma quando arriva in città Guglielmo, un ragazzo misterioso dagli occhi magnetici, il mondo di Vittoria viene sconvolto, e lei scopre che l'amore può rivelarsi il peggiore dei demoni.


RECENSIONE:

Ammetto di aver lasciato languire questo libro nel mio archivio per un mucchio di tempo prima di convincermi a cominciarlo, e comunque ho dovuto "obbligarmi" facendo ricorso ad una sorta di TBR-Jar. Una volta cominciata la lettura però, sono abbastanza entrata nello spirito e ho continuato senza troppi intoppi... Ma ci terrei a sottolineare l'avverbio fondamentale: abbastanza.
Una parte di me rimane sempre spiazzata quando mi trovo a leggere qualcosa di italiano ambientato in Italia. I due protagonisti poi si chiamano Vittoria e Guglielmo, due nomi che vengono battuti in "italianaggine" solo da Giuseppe e Maria. 
Questo non era un difetto, ma una constatazione.

secondo volume
Vittoria sarebbe una sedicenne quasi comune, con tutti i suoi piccoli drammi quotidiani... se non fosse che è un angelo senza ali. E' nata da una famiglia di angeli, eppure nulla nel suo aspetto ricorda la loro celeste perfezione. Vittoria vive in una città italiana (Varese) in cui una comunità di angeli convive tranquillamente con il resto della popolazione, e i suoi maggiori problemi sono le interrogazioni di greco e i bisticci con i suoi migliori amici. Un giorno però arriva Guglielmo, misterioso, magnetico e pieno di segreti, che la attrae e spaventa quasi in egual misura...e tutto cambia.

Gli avvenimenti si susseguono in fretta, con poche o nessuna scena di collegamento e la cosa tende a lasciare interdetti. A tratti si ha l'impressione che manchino delle parti che servono da "collante" tra le varie situazioni rilevanti, un po' come leggere una raccolta di pagine strappate dal diario di una ragazzina. Succedono diverse cose ma non ci si sofferma su nulla. Questo purtroppo non mi ha consentito né di farmi coinvolgere dall'amore proibito di Vittoria e Guglielmo, né di abbracciare appieno l'importanza degli eventi che l'autrice cercava di trasmettere al lettore.
Anche i personaggi non sono costruiti in maniera sufficientemente profonda o caratterizzata da renderli affascinanti o anche solo famigliari: sono lì, ma è come se li conoscessi solo di vista. La stessa cosa vale per i protagonisti; e se Guglielmo ha un po' la sindrome dell'eroe tragico, Vittoria invece è entrata nell'adolescenza dalla porta grande: piange un sacco, ha sbalzi d'umore e si innamora in un soffio.
E' un male? Non necessariamente, ho letto di peggio.
E' un bene? Purtroppo no: non mi sono sentita coinvolta nemmeno per un istante nel suo racconto.

Un po' di urban fantasy, un po' di Federico Moccia, un po' di approssimazione, questo romanzo ha un po' di tutto ma nulla che lo definisca o lo renda interessante.

E poi si sa che gli angeli non sono la mia creatura paranormale preferita...




Serena

martedì 23 settembre 2014

Absolutely Emma Approved

Eccoci qui,
dopo una doverosa pausa di riflessione (qui leggi: "ho avuto la sessione esami e mi sono completamente dimenticata di preparare questo post"), finalmente posso concludere il davvero poco imparziale commento a questa web series (cominciato qui e qui).



Nel post precedente mi ero tolta qualche sassolino dalla scarpa in difesa di questa serie, pur tentando di mantenere una parvenza di imparzialità nel timore che la serie subisse un crollo verticale -come già accaduto in The Autobiography of Jane Eyre-, e oggi tocca alla recensione.

Con mia somma gioia e soddisfazione posso dire: nessun crollo verticale. Questa serie è stata assolutamente deliziosa dall'inizio alla fine ed è riuscita a portare in scena la crescita personale di Emma e i suoi (numerosi) capitomboli e progressi in maniera divertente ed originale.
Non era scontato riuscire dare vita ad una Emma in grado di far affezionare lo spettatore nonostante i suo numerosi ed evidenti difetti, eppure -anche nei suoi momenti più boriosi all'inizio- la protagonista riusciva sempre in qualche modo a far breccia anche nel cuore dei più scettici. Quindi molti complimenti a Bernie Su (l'ideatore della serie) e all'attrice Joanna Sotomura per questo splendido ritratto di Emma.

In generale tutto il cast di attori offre un'ottima prova, riuscendo ad imbastire una rete di relazioni credibili e "umane", e facendo davvero credere allo spettatore che i loro personaggi esistano anche al di là dello schermo.
Tutti i personaggi -più o meno secondari- sono stati caratterizzati e rappresentati in maniera eccellente: dalla simpaticissima Maddy Bates, all'integerrima Jane Fairfax; dall'esuberante Frank Churchill all'arrogante James Elton.

Ma, a proposito di Mr Elton: quanto è stata geniale l'idea di inserire Caroline Lee nel ruolo della futura Mrs Elton?! Con questa trovata gli sceneggiatori sono riusciti a mettere a proprio agio lo spettatore richiamando un personaggio familiare, senza per questo inserirlo in maniera forzata nella serie. Caroline Lee è una perfetta Mrs Elton e, nonostante questo sia uno dei cambiamenti più radicali nella storia originale, direi che non ho nulla da eccepire a riguardo.
Penso che sia anche molto interessante l'idea di sottolineare i difetti di Emma tramite il paragone con Caroline.
Effettivamente appare molto evidente quali siano le loro caratteristiche comuni (troppo sicure di se stesse, tendono ad immischiarsi in fatti che non le riguardano, sono convinte di sapere sempre cose è meglio per gli altri, ma non ascoltano mai nessuno...), ma allo stesso tempo si percepiscono subito anche le loro differenze: mentre Caroline è un personaggio meschino, egoista e che agisce sempre per un proprio fine, Emma invece -il più delle volte- è davvero interessata al benessere altrui.
Nei relativi episodi ci sono stati diversi momenti di evidente paragone tra le due, e con alcune frasi Caroline ha anche assunto il ruolo della 'Cassandra' della situazione....Tutto questo non serve che a sottolineare il graduale percorso evolutivo della protagonista; Emma non cambia subito, e non del tutto: le ci vogliono molti errori e molti momenti di auto-analisi, nonché l'aiuto e la pazienza dei suoi amici, per aprirle gli occhi e spingerla a diventare una persona migliore.

Come dicevo, la serie fa un ottimo lavoro nel sottolineare i difetti e gli errori di valutazione di Emma senza però calcare la mano e renderla antipatica. Per esempio mi viene in mente più di un'occasione in cui qualsiasi altro personaggio -persino Alex Knightley- sembra avere la vista più chiara della sua.

A tal proposito, uno dei punti forti della serie -inutile girarci intorno- è la chimica evidente tra i due protagonisti. Fra i due interpreti principali c'è un alchimia deliziosa, ed effettivamente le mie fonti mi dicono che i due attori si stanno frequentando anche nella vita reale...ma il punto non è questo: a noi interessano i risultati.
Anche quando quando nella serie è ancora presto per i due personaggi per avere "l'avvicinamento" che porterà al lieto fine, ogni scena in cui sono entrambi presenti funziona in maniera perfetta: riesce a spingere lo spettatore a 'tifare' per la coppia -scatenando cori di "Awww... :3" in tutto il globo terracqueo- sempre però mantenendo il focus principale sugli altri aspetti centrali dell'episodio. Come è giusto che sia, nelle prima metà della serie la complicità tra i protagonisti viene più suggerita che mostrata, eppure traspare ugualmente in maniera discreta ma tangibile.
Questa volta, poi, il protagonista maschile ha dato davvero un contributo rilevante alla riuscita della serie. Di tutti i personaggi azzeccatissimi di The Lizzie Bennet Diaries, Darcy era stato forse quello meno convincente, un po' per il limitato tempo in scena, un po' per l'eccessiva 'legnosità' con cui l'attore caratterizzava il personaggio. Brent Bailey invece riesce davvero a convincere con il suo Mr Knightley, forse anche più del personaggio originale del romanzo.
A onor del vero, ho sempre avuto un debole terribile per Mr Knightley, in ogni sua incarnazione -letteraria o televisiva (eccetto che per quell'orrendo adattamento con Gwyneth Paltrow).

Di tutte le cose che che non mi sono piaciute molto leggendo il romanzo di Jane Austen, una delle peggiori è l'"illuminazione" improvvisa della protagonista e lo sviluppo finale della storia d'amore.
Capiamoci, ho letto e riletto quel capitolo, ma non riesco nemmeno forzandomi a convincermi della improvvisa presa di coscienza dei suoi sentimenti per Mr Knightley.
Già fatico a digerire i colpi di fulmine, ma la convenienza mascherata da epifania: proprio no. O meglio, non metto in discussione lo sviluppo del personaggio ideato da da Jane Austen, solo non riesco a farmelo piacere.
Io sono al 100% per l'amore "razionale" (Orgoglio e pregiudizio, anyone?!?) ma l'amore almeno deve esserci, perbacco!
Ecco qual è una cosa che speravo davvero rendessero più 'radicale' rispetto al romanzo originale: l'evoluzione personale di Emma.
A ben vedere, al termine del romanzo di Jane Austen, Emma non è cambiata poi molto. Senza dubbio ha imparato qualcosa dai propri errori e dalla passata avventatezza, ma di sicuro non è diventata il tipo di eroina che io definisco "positiva" al 100%
Rileggendo gli ultimi capitoli del romanzo, da nessuna parte mi sembra di aver letto passaggi dettati dal profondo trasporto emotivo, quanto più considerazioni legate ad abitudine, vantaggio e praticità.
Insomma, per dire le cose 'pane al pane e vino al vino', stavolta volevo vedere una Emma innamorata, non solo consapevole che Mr Knightley è il candidato migliore per il matrimonio.
Ho quindi atteso la puntata dell'epifania di Emma con un misto di paura e trepidazione. Ma più paura.
La domanda che mi ponevo era: riuscirà questo adattamento a farmi finalmente credere all'amore romantico tra Mr Knightley ed Emma?

Ebbene sì: questa volta ci sono proprio cascata.
Forse perché erano tanti gli indizi sparsi qui e là sin dall'inizio della serie, forse perché in questo adattamento si sono evitati tutti quegli argomenti di 'distinzione di classe' e 'vantaggio economico' che sono nella metà dei discorsi della Emma letteraria, o forse perché a volte un gioco di sguardi funziona più di un capitolo intero... ma questa volta ci sono cascata.


Questo adattamento è anche una modernizzazione eccellente. Sono riusciti ad adattare tutti i diversi avvenimenti ed aspetti della storia della Austen in maniera originale e 'credibile'.
Lo status sociale di Emma è diventato un'attività lavorativa, l'hobby dettato dalla noia una sorta di 'vocazione' di aiutare il prossimo, il ministro di Dio pieno di sé è diventato un senatore ambizioso, Maddy Bates da zitella indigente è diventata una lavoratrice in difficoltà; e poi: l'evento di Boxx Hill,  la gestione del rapporto con Harriet, le difficoltà tra Jane e Frank...
Gli sceneggiatori hanno deciso di fare quel passo in più che forse li ha allontanati leggermente dal materiale d'origine se si parla di attinenza in senso stretto, ma che ha regalato alla serie una vivacità, verosimiglianza e naturalezza che l'hanno resa eccellente.

In due parole: perfettamente riuscita.





Serena

lunedì 22 settembre 2014

Acquisti Recenti: Il castello errante di Howl!


Buondì a tutti!
Ieri ho fatto una rapida puntata da Mediaworld per sbrigare due commissioni e l'occhio biricchino mi è andato a cadere sul questo dvd:


Che dire? Uno dei migliori film d'animazione di sempre di Hayao Miyazaki, nonché uno dei miei film preferiti.... MIO!!


Alla prossima! 
(C'è un altro "Acquisti Recenti di Fine Esami in arrivo....!)

Serena

sabato 20 settembre 2014

Commento: Doctor Who 8x04 - Listen

Questo 4° episodio di Doctor Who vede il ritorno di Steven Moffat alla scrittura... e -come sempre- si vede.


A giudicare dal frammentario spot diffuso dalla BBC, questo episodio sembrava un mix tra Night TerrorsBlink e un'altra mezza dozzina di episodi, varianti sul tema del "mostro che vedi con la coda dell'occhio"... e la cosa mi aveva perplessa non poco. 
Invece, ancora una volta, Moffat è riuscito a prendere un tema piuttosto classico e a declinarlo in maniera del tutto diversa, conducendo in una direzione inaspettata e molto più "profonda" di quanto non ci si aspettasse.

Listen comincia con la nuova 'ossessione' del Dottore: è possibile che ognuno di noi viva la propria esistenza in compagnia di una 'creatura' perfettamente e perennemente nascosta nell'ombra? Il Dottore sembra convinto di sì, altrimenti come spiegare gli oggetti che cambiano posto senza che ci ricordiamo di averli spostati, quegli scricchiolii che si sentono soltanto nel silenzio della  notte, o quel sogno comune a tutti di essere "afferrati" da un mostro sotto il letto??


(LOL)
                                                                  
Nel frattempo invece Clara è impegnata nel molto più pragmatico tentativo di avere il peggior appuntamento mai messo su pellicola con Danny Pink. A quanto pare sia lei che Danny sono affetti dalla 'chiacchierite nervosa' e contnuano a straparlare e a fraintendersi a più riprese.
Ed è proprio la distrazione post-appuntamento di Clara che, durante il viaggio teporale col Dottore, interferisce nei circuiti telepatici del TARDIS e li conduce nell'infanzia di Danny Pink, invece che nella propria alla ricerca dell' "incubo comune a tutti i bambini".
E questo è solo l'inizio.



Oh mamma. Ma quanto mi è piaciuto questo episodio??
In Listen ci sono tanti elementi diversi, importanti e misteriosi... eppure l'episodio conserva una sua coesione di fondo, non rispondendo a nessuna delle domande formulate e allo stesso tempo rispondendo a quesiti mai posti. 
Per questo non andrò avanti con il riassunto ma mi limiterò a discutere dei suddetti 'quesiti'.

Per prima cosa: la teoria del Dottore ha davvero un fondamento? Il "mostro" sotto le coperte, l'inquietante silenzio alla fine del Tempo, la minacciosa presenza dietro al portellone blindato, sembrano suggerire di sì, e il Dottore ne è convinto a tal punto da inseguire gli incubi dei bambini e mettere a repentaglio la propria vita per scoprilo. 
Eppure è lo stesso episodio a proporre spiegazioni alternative e perfettamente razionali, attraverso i commenti di Clara, i tentativi di rassicurazione nei momenti di panico e le stesse azioni del Dottore. 
Quindi forse veramente è solo il Dottore che ha paura del buio.

Prima di riuscire ad avere una risposta, il focus dell'episodio viene risucchiato totalmente da un'altra parte.
Nel tentativo d fuggire dalla Fine del Tempo, Clara si ritrova nell'infanzia del Dottore; proprio in quel granaio teatro del Risveglio del Momento e degli avvenimenti del 50°... Solo che questa volta ci troviamo un piccolo-Dottore.
Che il piccolo-Dottore avesse avuto un rapporto conflittuale con l'Accademia dei Signori del Tempo era già stato accennato in passato, ma questa volta Moffat ci ha mostrato (ish) il piccolo-Dottore, ci ha fatto sentire il suo pianto, e ci ha mostrato che l'Incubo infantile del Dottore -quell'incubo comune a tutti i bambini che ha inseguito in lungo e in largo nell'universo- è in realtà il germe di quello che lo renderà il Dottore.


 


Ascolta... È solo un sogno. Ma le persone molto intelligenti possono sentire i sogni. 
Quindi ti prego, ascolta.
So che hai paura... ma avere paura è giusto.
Perché nessuno ti ha mai detto...che la paura è un superpotere?
La paura può renderti più veloce e più intelligente e più forte.
E un giorno tu tornerai in questo fienile, e in quel giorno avrai davvero molta paura.
Ma va bene. Perché se sei molto saggio e molto forte...
...la paura non deve per forza renderti crudele o codardo...
...la paura può renderti gentile.
Non importa se non c'è nulla sotto il letto o nel buio,
finché sai che va benissimo averne paura.
Quindi, ascolta. Se non ascolti nient'altro, ascolta questo.
Avrai sempre paura... anche se imparerai a nasconderlo.
La paura è come...una compagna...
...una costante compagna, sempre presente.
Ma va tutto bene, perché la paura ci può unire.
La paura ti può portare a casa.
E io ti lascerò qualcosa, così ti ricorderai sempre...
...che la paura ci rende tutti compagni.

(traduzione Doctor-Who.it)


Anche questa volta ci viene mostrato come la linea temporale di Clara si indissolubilmente intrecciata con quella del Dottore, tanto che è stata lei -seppure ripetendo le parole dello stesso Dottore- ad accendere quella scintilla di coraggio che lo spingerà a diventare il Dottore che conosciamo.
Sapete tutti ormai che sono sempre la prima a lamentarsi dell'eccessivo peso di Clara negli episodi, eppure questa volta il suo intervento è stato talmente "delicato" e poco ingombrante -seppur fondamentale-, tanto magistralmente gestito e perfettamente nelle corde di Clara, che anche una cinica insofferente come me non può che mettere a riposo l'angolo di Statler&Waldorf e godersi la poetica circolarità dell'episodio.

D'altronde si sa che quando il Moff fa la sua magia e inizia ad avvitare gli episodi e le linee temporali in maniera imprevista, io chiudo il becco e mi godo il viaggio.



In tutto questo non dimentichiamoci della questione di Rupert/Danny, Clara e Orson. Sappiamo che Orson è un discendente di Danny (praticamente identico a lui se non per l'orribile paglietta per i piatti che ha in testa), ma non si capisce mai chiaramente se sia un discendente anche di Clara. Le stesse frasi e scene che potrebbero farci pensare di sì potrebbero benissimo essere spiegate in maniera diversa, senza includere una parentela con Clara... quindi ci teniamo ancora per un po' il dubbio e vediamo se riusciremo a scoprirlo entro la fine della serie.

E il mostro sotto le coperte? 
Era uno scherzo? Era una nuova creatura? Lo scopriremo mai? 
Non lo so, ma quella scena mi ha inquietata e ipnotizzata come non succedeva da tempo, quindi in realtà non mi interessa avere una risposta.




A sabato prossimo, con il commento alla 8x05: Time Heist!
Serena


P.S: qui trovate i miei commenti agli episodi precedenti: