sabato 29 novembre 2014

Acquisti recenti: "X-Men: Giorni di un futuro passato"



Buondì a tutti!
Giusto due parole perché non ho tempo di fare un accidente in questi giorni.
Anche stavolta torno con un Acquisti Recenti che in realtà non ha nulla a che fare con i libri.
Da quando ho visto questo film (a maggio - QUI la mia recensione) non ho fatto altro che attendere l'uscita in dvd, perché dovevo averlo. Finalmente il mese scorso la tanto agognata data di pubblicazione del dvd è arrivata, e i miei hanno deciso di farmi un piccolo regalino:





Awwwww :3 Basta così poco per farmi contenta! ^^

Voi che ne pensate? Avete visto il film? Commentate! ;D

Serena

mercoledì 26 novembre 2014

Recensione: "Steelheart" di Brandon Sanderson

TITOLO: Steelheart
AUTORE: Brandon Sanderson
EDITORE: Fanucci
PREZZO: €14.00

TRAMA:
David è solo un bambino quando l'oscurità perpetua cala sulla Terra e in cielo compare Calamity, una misteriosa stella che dona a uomini e donne, prima di allora intrappolati nelle loro ordinarie esistenze, poteri fuori dal comune. Questi esseri straordinari vengono ribattezzati con il nome di Epici e ben presto il loro dono li rende avidi di supremazia sugli altri uomini. Due anni più tardi, a Newcago, la città che una volta era stata Chicago, David assiste all'assassinio di suo padre da parte di uno degli Epici più potenti, Steelheart. Ora cerca vendetta, e sa che l'unico modo per ottenerla è entrare a far parte degli Eliminatori, un'organizzazione che agisce nell'ombra, studiando le debolezze degli Epici e combattendoli strenuamente. E nonostante tutti pensino che Steelheart, cuore d'acciaio, sia invincibile, David sa che non è così, perché lo ha visto sanguinare con i propri occhi.



RECENSIONE:

Questo libro è stato una boccata di aria fresca.
Non ero in vena di YA, ma nemmeno di libri seriosi o -al contrario- umoristici (perché mentre si sta leggendo Pratchett, tutto il resto passa in secondo piano), e quindi perché non dare un’occasione a Brandon Sanderson? Il signore che oltre ad aver scritto N serie high fantasy con i controfiocchi, si è anche reso il mal di pancia di finire la saga de La Ruota del Tempo. Mica pizza e fichi.
Ho deciso di cominciare con qualcosa un po’ soft, e mi sono trovata tra le mani questo gioiellino.
La storia è ambientata in un futuro piuttosto prossimo, in cui –dopo la comparsa di una misteriosa cometa nel cielo- hanno cominciato a manifestarsi tutta una serie di strani poteri in una piccola percentuale della popolazione. Sono quindi comparsi i "supereroi", ma questa volta i supereroi sono cattivi. Perché a quanto pare il potere corrompe e dà alla testa, e quindi nel giro di poco tempo il mondo si trova schiacciato sotto il giogo dei nuovi inarrestabili Epici.
Il nostro protagonista però è David, un ragazzo adolescente che di speciale non ha proprio nulla. Forse è un po’ più intelligente della media, ha uno strano senso dell’umorismo (e un pessimo senso delle metafore) e soprattutto ha fatto dell’uccidere il potentissimo Steelheart il proprio scopo nella vita.
Steelheart. Il più potente e crudele degli Epici, che sembra non avere punti deboli e che governa con il pugno d’acciaio (no pun inteded) su Newcago (cercate di passare sopra all'infelicissima resa del nome in italiano...) .
Quando David aveva solo 6 anni Steelheart ha ucciso suo padre. Ma quello stesso giorno David ha visto Steelheart sanguinare.
David è l’unico ad aver visto Steelheart sanguinare.
Dieci anni dopo David fa di tutto per unirsi agli Eliminatori-il gruppo clandestino che uccide tutti gli Epici possibili sfruttando i loro punti deboli- con il solo scopo di veder sanguinare di nuovo Steelheart.

E ora basta, non vi racconto altro.
Vi dico solo che questo libro vale davvero la pena di essere letto. E’ intelligente ma non cervellotico; riesce a tenere incollati alle pagine senza svelare troppo e senza ricorrere a trucchetti di bassa lega; ha un set di personaggi costruiti in maniera eccellente, eppure è anche pieno d’azione. I personaggi principali sono pochi, quindi non ci si perde, eppure sono interessanti, divertenti e insostituibili.
E i colpi di scena? Fantastici. Finalmente un libro che riesce a costruire una storia, con svolte inaspettate e veri e propri colpi di scena che stupiscano e abbiano un senso.
Probabilmente non è il libro perfetto e ci sono un paio di punti in cui avrei voluto che il passo fosse un pochino più sostenuto, ma è un solidissimo romanzo che sa esattamente quello che vuole essere e come esserlo.



Serena

sabato 22 novembre 2014

(Not) Up Next - 5 libri letti ma non recensiti (#2)

Buondì a tutti,
tornano gli Up Next, o meglio, tornano i (Not) Up Next : gli appuntamenti randomici in cui elenco libri (o talvolta serie tv) letti (viste) ma non recensiti nel dettaglio. 
I motivi sono tanti: magari non mi sono piaciuti (o non mi hanno disgustata) a sufficienza per meritare una recensione, a volte sono troppo belli e mi lasciano senza parole, o magari faccio passare tanto di quel tempo dopo la lettura prima di prendere una penna in mano, che quando finalmente lo faccio non mi ricordo più i dettagli del romanzo. Capita anche questo.

Questa volta, ad ogni modo, è andata piuttosto bene : 4 su 5 sono dei classici di genere, e in ogni caso mi sono tutti piaciuti dal discreto (quello della Higgins, aka quello-che-non-è-un-classico-di-genere) al molto-molto (le 4 stelline in generale).
Quindi ecco a voi:

 

  


 

 




La principessa sposa di William Goldman
Il GGG di Roald Dahl
Finché non sei arrivato tu di Kristan Higgins
Il figlio del cimitero di Neil Gaiman
Chitty chitty bang bang di Ian Fleming




Voi avete letto qualcuno di questi libri? Avete delle impressioni da condividere?

Arrivederci al prossimo appuntamento ;D
Serena

giovedì 20 novembre 2014

Fiabe&Cinema: trailer "Cinderella" (Disney 2015)



Buondì a tutti!
Sappiate che c'è una recensione in arrivo -lo giuro!- ma ora come ora non ho nemmeno il tempo di batterla al pc... immagino sia uno degli svantaggi di scrivere le recensioni su carta invece che direttamente su blogger -_-
Ad ogni modo, oggi volevo segnalarvi brevemente il primo trailer pubblicato di "Cinderella", adattamento della favola di Cenerentola, la cui uscita in Italia non è ancora stata fissata (negli Stati Uniti uscirà a marzo 2015).
Ecco il trailer, dopo i commenti.



Onestamente parlando, non è che questo trailer mi abbia colpita più di tanto. Ha l'aria di essere una robina tipo La Bella e la Bestia (qui la mia recensione), con effetti visivamente appaganti (fin troppo...) e uno script debole o insulso. Che poi, non è che ci voglia un lavoro d'ingegno così eccezionale per adattare per la centocinquantesima volta Cenerentola... ma 'mai dire mai', che son buoni di combinare dei disastri come negli altri adattamenti da fiabe visti fin'ora...
Nonostante Cate Blanchett e la regia di Kenneth Branagh, nessuno degli attori mi ha colpito particolarmente nel proprio ruolo, ad eccezione di Richard Madden, che -mi spiace fan di Game of Thrones- ha una tale faccia da fesso che potevano fargli fare giusto il Principe Azzurro.
Quasi sicuramente lo andrò a vedere, a suo tempo (ma poi ancora, dicevo questo anche di Maleficent, e invece...) e sono aperta radicali cambi d'opinione. Ma per il momento consideratemi not impressed.




E voi? Cosa ne pensate??


Serena

lunedì 17 novembre 2014

Sezione Biblioteca (62)


Buongiorno a tutti!
Oggi sono un po' giù perché è finita la mia Doctor Who Week e mi manca il TARDIS mal arrangiato che avevo piazzato come header.... :(
Ma adesso passiamo alle cose serie. Questa settimana ho solo due nuovi arrivi da presentarvi perché... beh, mi si stanno accumulando un po' troppi YA in attesa di lettura.
Uno dei due libri è dedicato al DiscWorld Project che sto tentando di portare avanti (#lives), mentre il secondo è una specie di sfida personale contro il mondo. Perché sono l'unica nell'universo noto a non aver apprezzato il primo, e adesso voglio proprio vedere se rimango impantanata anche nel secondo. Stay tuned.



Morty l'apprendista
di Terry Pratchett



La corona di mezzanotte
di Sarah J. Maas




Dunque, cosa ne pensate dei miei nuovi arrivi? E voi cosa state leggendo?

Serena

sabato 15 novembre 2014

Commento: Doctor Who 8x12 - Season Finale: Death in Heaven

Eccoci arrivati. Finale di stagione che ha l'arduo compito di tener fede a tutte le aspettative che sappiamo, e che deve anche reggere il peso, praticamente da solo (assieme anche a Dark Water), di una trama orizzontale sottosviluppata.
E dunque cominciamo a parlare di Death in Heaven.


(Oh mamma. Ma quante decine di milioni di gif userò in questo post??)

Ci sono tante cose che hanno funzionato alla grande in questo Finale... ma anche tante che invece... beh, non così tanto.
Per prima cosa però, partiamo con un omaggio a Eleven, che non potevo lasciarmi sfuggire:



C'è una cosa che mi rode dentro. E' come un tarlo, che rosicchia rosicchia da quando ho visto il Finale di stagione, e che mi sta spingendo lentamente alla riconsiderazione della scala dei miei valori. Del tipo che sto per buttarmi nella contraddizione più spudorata e imbarazzante della mia esistenza, ma ho bisogno che mi seguiate un attimo lo stesso.
Una delle prime scene dell'episodio vede Clara che, alle strette con un cyberman, pronuncia la frase che ha fatto saltare tutti dalla sedia già nello spot dell'episodio:


Inutile dirvi che il mio cervello era già partito ai mille all'ora. Già mi immaginavo che tutta la questione della fantomatica donna che ha dato il numero del Dottore a Clara, per non parlare degli insistenti accenni di Clara all'essere "un ottimo Dottore" e -non dimentichiamocene- della sua apparente 'perfezione', sarebbero tornati in uno di quei grandi troll piani machiavellici del Moff.
Soprattutto considerando che la frase successiva è stata:


Quando Clara ha pronunciato questa frase ho messo in pausa l'episodio, perché questo è uno di quei momenti che merita una riflessione.
Stavolta Clara non l'ha detto con fare ironico per prendere in giro il Dottore, non l'ha detto in maniera scorrevole e sbarazzina all'interno di una frase qualunque. Aveva un tono e un'espressione da Oscar assoluto (guardatela, guardatela!!), tanto che per un momento quasi -quasi- ci ho creduto. E' durato meno di un secondo, perché poi sono entrati in pilota automatico 1) il mio rifiuto assoluto quando si arriva al Clara-show, 2) la consapevolezza che non poteva essere il Dottore e aver passato tutto quel tempo col Dottore, perché le linee temporali che si ripiegano su se stesse sono un casino, il buco nello spazio-tempo delle dimensioni del Belgio, ecc ecc...
Ma per meno di un secondo, nel profondo, ha funzionato.
Ovviamente era tutta una panzana per prendere tempo (come aveva fatto in scala ridotta anche in Deep Breath), una panzana che si reggeva sul fatto che ormai lei conoscesse praticamente ogni aspetto del passato del Dottore. Per un attimo sembra anche confondere i cybermen, ma poi arriva il cyber-Pink che la becca subito e le lancia anche una cyber-frecciata.


Ma sapete qual è la cosa peggiore? Che io avrei preferito che Clara si rivelasse essere il Dottore.


Calma, intendiamoci. Io in realtà speravo solo che saltasse fuori un piano complicatissimo di doppi giochi, o comunque una trama di quelle tutte intricate che desse un 'perché' ad un po' di cose e spiazzasse completamente... ma piuttosto che questa ennesima trovata del prendere tempo, avrei anche preferito scoprire che in realtà Clara era un Dottore futuro (ribadisco, lo so che è assurdo ma sto cercando di mettere l'accento su un punto qui). In quel caso probabilmente sarei rimasta sotto shock per un paio di giorni, poi mi sarei incazzata come una belva per una settimana, e poi avrei dovuto rivedere tutte le mie opinioni dall'Arca dell'Alleanza in poi, ma almeno sarei rimasta genuinamente e al 100% di sasso.
E invece ho come la sensazione di avere per le mani un palloncino che è stato gonfiato a dismisura nelle ultime 12 settimane, e che ora invece di esplodere si sgonfia spernacchiando.

Nel frattempo però è cominciata un'invasione su scala mondiale di cybermen, 'generati' tramite una specie di germinazione che sfrutta come base per l'armatura i corpi dei defunti e come 'programma interno' le coscienze, ormai epurate di ogni emozione, raccolte nella Netherphere.
Per affrontare il momento di crisi saltano fuori le truppe della UNIT, comandate da Kate Lethbridge-Stewart e con i supporto tecnico di Osgood...


...e viene attuato il Piano di Emergenza pensato per far fronte alle invasioni aliene: il Dottore diventa il Presidente della Terra.



LOL.

Con Missy "catturata" (che illusi...) e il Dottore che cerca di far fronte alla situazione (sempre prendendosi gioco fino all'ultimo dei militari), scopriamo un paio di cose sul piano di Missy.   
A quanto pare il ritorno del Master (continuo a rifiutarmi di chiamarla Mistress) è una specie di effetto collaterale dell’aver salvato Gallifrey… ma solo lui lei è riuscita a uscire dalla dimensione parallela, e non ha nessuna intenzione di rivelargli dove si trovi.


La cosa normalmente mi porterebbe degli scompensi, perché io mi ricordavo che il Master fosse morto tra le braccia di Ten, rifiutandosi di rigenerarsi per beffarsi di lui un'ultima volta, lasciandolo da solo dell'Universo. E invece no. Eppure su questo fronte non ho intenzione di attaccarmi più di tanto... Sono troppo contenta di questo Master donna, che è forse la cosa che ho preferito dell'episodio. Ma i conti non mi tornano. O almeno non mi tornavano fino a quando non ho sentito l'intervista a Moffat. Ma su questo torneremo più nel dettaglio alla fine.

In tutto questo Missy continua a trollare con allegria con il Dottore, si libera (ma penso che non sia stata mai veramente in difficoltà), ammazza Osgood, e poi getta tutti dall'aereo e lo fa esplodere. All in a day's work.

Missy che canticchia la sua versione di "Mickey" di Toni Basil...
....perché mi vuole far uscire un'ernia dalle risate, credo.
La cosa che ho trovato potenzialmente più interessante in tutta questa scena è stata la pseudo spiegazione che Missy ha dato riguardo al suo coinvolgimento con l'ingresso di Clara nella vita del Dottore. Quale sarà mai questo piano così magistralmente e meticolosamente orchestrato dalla perfida e folle Missi......?


Ok. Dunque Missy è la famigerata donna del Call Center -come tutti sospettavamo- ed è effettivamente lei ad aver mandato Clara dal Dottore, dimostrando ancora una volta di conoscerlo quasi meglio di quanto non si conosca lui stesso... Ma la domanda sorge spontanea: e quindi? Insomma, qual è il tuo piano, Master? In cosa la presenza di Clara l'ha agevolta? Per il momento assolutamente nulla. Anche la frase che ho riportato in gif:

"You'd go to hell if she asked... And she would."

ha del grande potenziale, ma nessuna vera conseguenza, né fino a questo punto, né in questo episodio in assoluto.
Forse la storyline avrà un suo proseguimento e culmine più soddisfacente nello Speciale di Natale, o nella prossima serie... ma questo vorrebbe dire un'altra serie con Clara e io non so se ce la posso fare.
Sì, sono arrivata a questo punto.
Anche questo quindi è uno di quei punti che mi hanno lasciata un po' "Meh"...

Poi però veniamo distratti da una scena spettacolare del Dottore che, con uno stunt alla Tom Cruise, si tuffa in caduta libera dall'aereo dentro al TARDIS.
Un minuto di silenzio per ammirare l'epicness della scena, please.


E Clara? 
Dopo essere stata messa fuori combattimento dal cyber-Pink, si risveglia in un cimitero, nel bel mezzo del 'resurrezione' in massa dei cybermen. Salta fuori che il noioso buon Danny è sì diventato un cyberman, ma il suo circuito di Inibizione dei sentimenti umani non si è attivato, quindi -come se tutto quello che gli è successo fin'ora non fosse stato abbastanza- riesce anche a beccarsi un'ultima, involontaria stoccata da Clara.



Danny sta soffrendo, quindi chiede a Clara di attivare il suo circuito Inibitore... e a questo punto lei fa una cosa davvero priva di tatto nei confronti di Danny, ma assolutamente comprensibile: chiama il Dottore. Insomma, tutti i problemi tra lei e Pink sono sempre stati causati -più o meno direttamente- dal Dottore, eppure chi in un momento del genere non avrebbe cercato l'aiuto e il conforto del proprio migliore amico?
Il Dottore arriva in soccorso, e lui e Danny hanno uno "scontro" che mi ha dato parecchio da pensare.
Da una parte abbiamo il Dottore che cerca di convincere Danny a non farsi "spegnere", ad abbracciare il dolore; dall'altra abbiamo Danny, che ancora una volta prende di petto la situazione, scagliandosi -in maniera figurata- contro il Dottore.

Dottore: P.E... P.E....
Pink: Sir.
D:I had a friend once. We ran together, when I was little. And I thought we were the same. But when we grew up, we weren't. Now, she's trying to tear the world apart, and I can't run fast enough to hold it together. The difference... is this.
Pain is a gift. Without the capacity for pain, we can't feel the hurt we inflict.
P: Are you telling me, seriously, for real, that you can?
D: Of course I can.
P: Then shame on you, Doctor.
D: Yes.  Oh, yes.


D: Danny, Danny. I need you to tell me, what are the clouds going to do? What is the plan?
[...]
P: Clara, watch this. This is who the Doctor is. Watch the blood-soaked old general in action.
I can't see properly, sir, because this needs activating. If you want to know what's coming, you have to switch... it... on. And didn't all of those beautiful speeches just disappear in the face of a tactical advantage? Sir?


Che dire? Sono molto soddisfatta del Dottore e molto delusa da Danny.
Danny, che è morto, è stato trasformato in un cyberman e che -con tutte le probabilità- sta vivendo i suoi ultimi momenti e sentimenti da 'umano', prova ancora una volta a mostrare a Clara quel poco che lui vede del Dottore. Danny ha sempre è solo visto -o voluto vedere- il peggio di quello che il Dottore aveva da offrire, e c'è del genuino disprezzo in quello che gli dice. Ma davvero, Danny, vuoi che l'ultimo sentimento che provi sia la rabbia verso un uomo che in fondo sta cercando di fare del suo meglio per salvare tutti? O, a prescindere dal Dottore, è davvero così che vuoi andartene? Infrangendo anche l'ultimo appiglio di Clara? Meschino.
Il Dottore d'altro canto fa quello che gli viene meglio; essere il Dottore. Lo avevamo già visto anche nei primi episodi, per quanto in maniera embrionale: il Dottore avrà una personalità tutta nuova, cinica e ruvida, ma c'è una parte di lui che non è mai cambiata, che lui ne sia consapevole o meno. Il Dottore sbaglia spesso e volentieri, anche in maniera biblicamente catastrofica, eppure non si può mai dire che non sia assolutamente consapevole del dolore che infligge e delle conseguenze che provoca. Forse non sarà bravissimo ad empatizzare con i sentimenti quotidiani degli esseri umani (come ha dimostrato più volte con Clara), ma quando si tratta di dolore e sofferenza, nessuno prende la situazione sul serio come lui.
Twelve si trova quindi di fronte alla terribile consapevolezza di dover sacrificare Danny per poter aver accesso ai piani dei cybermen e salvare il resto del mondo... ma è Clara a prendere in mano la situazione, decidendo di "spegnere" l'umanità di Danny con le proprie mani. E vi assicuro per poco che mi interessasse la storia d'amore tra Danny e Clara, la tristezza di questa immagine ha lascito il segno:


Il Dottore riesce così a scoprire quale sia il pano di Missy, ma a questo punto è proprio lei a fare il suo ingresso, come una Mary Poppins psicotica, e spiazza tutti regalando il proprio braccialetto (tramite il quale controllava i cybermen) al Dottore, rivelando quello che è davvero il suo piano.

D: All of this... All of it, just to give me an army?
M: Well, I don't need one, do I? Armies are for people who think they're right. And nobody thinks they're righter than you! Give a good man firepower, and he'll never run out of people to kill.
D: I don't want an army.
M: Well, that's the trouble! Yes, you do! You've always wanted one! All those people suffering in the Dalek camps? Now you can save them. All those bad guys winning all the wars? Go and get the good guys back.
D: Nobody can have that power.
M: You will because you don't have a choice. There's only way you can stop these clouds from opening up and killing all your little pets down here. Conquer the universe, Mr President. Show a bad girl how it's done.
D: Why are you doing this?
M: I need you to know we're not so different. I need my friend back. Every battle, every war, every invasion - from now on, you decide the outcome. 
What's the matter, Mr President? Don't you trust yourself?

A lei non interessa un accidente della Terra, degli esseri umani o dell'esercito dei cybermen, lei voleva soltanto provare al Dottore che loro due non sono diversi. Rivoleva il suo amico.
Che, pensando alla follia irrecuperabile del master, è probabilmente il miglior motivo che io abbia mai sentito per tentare di annientare il pianeta.
Che altro dire? Non riesco nemmeno a commentare ulteriormente questa svolta, perché ne sono troppo conquistata e affascinata. Mi piace da impazzire.

Questa provocazione però è forse l'ultima spintarella che serve al Dottore per completare il proprio percorso, per capire alla fine chi è lui veramente, senza doverlo chiedere a Clara o decidere a tavolino.


In fondo è questa la cosa veramente essenziale, no? Il Dottore non è un brav'uomo, ma non è nemmeno un uomo cattivo. Il bene e il male non sono due facce della stessa medaglia, non nelle persone. Il Dottore è (metaforicamente) un uomo e basta, ma un uomo che fa di tutto per fare la cosa giusta e fare la differenza, non per arroganza -non solo, almeno- ma perché tiene genuinamente a chi viene coinvolto nel suo folle viaggio in giro per lo Spazio e il Tempo.


Come soluzione al problema, il Dottore affida il braccialetto -e quindi il comando di tutti i cybermen- al cyber-Pink che, nonostante lo 'spegnimento' delle emozioni umane, continua a mantenere la propria promessa di proteggere Clara, e comanda a tutti i cybermen di volare nel cielo ed esplodere per bruciare la nube-genera-cybermen.
Addolorata ed arrabbiata, Clara prende in mano il dispositivo letale del Master e minaccia di ucciderlo, ma per salvare "la sua anima" il Dottore decide i prendere questa responsabilità sulle proprie spalle e di compiere lui il gesto, dandola vinta per l'ultima volta al Master.


Poi però salta fuori il cyber-Brigadiere dal nulla che, dopo aver salvato la figlia dalla caduta dall'aereo, elimina Missy. Per ora.
Insomma direi che ormai abbiamo capito che cercare di comprendere il come e il quanto definitivamente sia morto il Mater non ha più molto senso. Per usare le parole del Moff:

"On the subject of the Master, I always rather enjoyed how they handled it when Anthony Ainley was playing the part in the 80's. He would get killed definitively at the end of every encounter with Peter Davison or Colin Baker, and then he turned out at the next Master story with roughly this explanation: "I escaped"
It suit me! I'm fine with that. Super villains don't die, do they? So I wouldn't trust anything about that character [...]"

A questo punto volevo fare una piccola parentesi sulla dicotomia cyberman/umano che è stata sfruttata sia per Danny che per il Brigadiere nel finale. Io capisco la tentazione irresistibile dell'espediente narrativo "l'amore vince tutto", ma c'è qualcosa che mi quadra poco. Da una parte è bello e comodo, ma dall'altra mi viene da pensare: ma cosa hanno Danny e il Brigadiere più degli altri esseri umani? Tutti noi e tutte le persone che ci hanno preceduto hanno amato qualcuno tanto quanto Danny amava Clara, o quanto il Brigadiere amava sua figlia, e dunque perché loro non si sono 'ribellati'?

Per quanto riguarda il Brigadiere, però, mi piace interpretarla alla maniera del Moff:

"The Brigadier would never be taken out by any alien monster. He'd stay the Brigadier whatever happened. So, to bring him back in a super heroic role, getting the Doctor off the moral hook and saving his daughter for another day, that's the sort of thing the Brigadier would do."



Ragazzi, mancano ancora pochi minuti di episodio, eppure ci sono ancora almeno due importanti nuclei narrativi di cui parlare.

Per prima cosa c'è una piccola appendice alla storia di Danny. A quanto pare il bracciale che Missy usava per controllare i cybermen le consentiva anche di viaggiare tra le dimensioni. Danny apre quindi un portale attraverso il quale comunica con Clara e le dice che vorrebbe tornare, ma che ha energia sufficiente solo per un viaggio, e decide sacrificare questa possibilità per mandare indietro il bambino che aveva accidentalmente ucciso durante il suo servizio in Afghanistan.
Questo è senz'altro uno dei motivi per i quali Clara amava tanto Danny, e sarebbe anche molto toccante... se solo mi importasse un po' di più del suo personaggio. Non so se per la sua limitata presenza nella serie, se per il suo evidente antagonismo con il Dottore o se per la mancanza di 'affinità elettive' con il personaggio di Danny, ma non sono riuscita ad emozionarmi troppo per nessuna delle sue morti in questi ultimi episodi. A confronto mi hanno emozionata e coinvolta molto di più i discorsi del Dottore e di Missy, ma la fine di Danny ha avuto un impatto molto limitato sul 'peso emotivo' del tutto. Almeno per per me.
Sarò andata in overload di feels?
Che poi, mi viene quasi da domandarmi da dove diamine si stesse mettendo in contatto Danny; l'altra dimensione di cui parlava era il vero Aldilà? Al momento però sono troppo cerebralmente esausta per pensarci. Non ne ho idea.

Dopo qualche settimana dal non-ritorno di Danny, il Dottore si presenta da Clara, e si ha anche il ritorno del tema ricorrente del 'mentire'.
Il Dottore mente a Clara dicendole di aver trovato Gallifrey e di poter tornare a casa (mentre invece l'ultima confessione di Missy con le coordinate della posizione di Gallifrey non erano che uno scherzo crudele), mentre Clara mente al Dottore dicendo che Danny è tornato e che sono felici insieme. E i due si separano.


Insomma, è evidente che questa è stata una battaglia all'ultima 'bugia bianca', ma proprio per questo è stata una scena piuttosto triste a cui assistere. 
Vogliono entrambi il meglio per il proprio migliore amico, non pensano che di essere il meglio per l'altro, e sono pronti a lasciare l'altro andare per la sua strada anche se questo vuol dire perderlo definitivamente.


Con un triste abbraccio finale, il Dottore e Clara di separano. Questa scena era molto più 'credibile' come scena d'addio ad un companion rispetto alla lite in Kill the Moon o al discorso di Clara in Mummy on the Orient Express... eppure allo stesso tempo c'è ancora qualcosa, non so cosa, che non me l'ha fatto vivere come un abbandono vero e proprio. Manca ancora qualcosa.



Dunque, mi è piaciuto questo episodio? Nel complesso direi di sì.. ma ci sono tante cose che in realtà non mi hanno fatta impazzire. Non solo per una questione di 'logica' (questo era l'ultimo dei miei problemi), quanto dal punto di vista emotivo. Forse hanno cercato di comprimere troppe cose importanti in un'ora, e questo non ha giovato al bilanciamento dell'episodio.

Di una cosa sono certa: Capaldì è un Dottore sensazionale
La serie in generale mi è piaciuta molto - nonostante qualche episodio non eccellente, nonostante la mia faida contro Clara. Ci sono stati tanti momenti interessanti, tante scene memorabili, tanti sentimenti pungolati al punto giusto.... ma soprattutto ho amato follemente questo Dottore.
E chi lo avrebbe detto che dopo Eleven sarei riuscita ad affezionarmi subito così ad un altro Dottore? Per carità, sapevo che Capaldi era bravo e che avrebbe fatto un ottimo lavoro... ma mai mi sarei aspettata di amare così tanto il suo Dottore, Perché l'ho apprezzato e mi sono schierata dalla sua parte sempre, anche quando era un po' alieno e distaccato, anche quando era cinico, brusco, insensibile o gratuitamente 'crudele'.
Su Clara penso di aver detto tutto quello che avevo da dire nelle settimane scorse. Per quanto ancora riescano a scriverle delle scene toccanti, profonde e -ammettiamolo- bellissime, continuo ad essere convinta che ormai sia diventata troppo ingombrante e che sia arrivato il momento per lei di distaccarsi dal Dottore.
E Missy/il Master? Diciamo pure che di Missy non mi è fregato un accidente fino al penultimo episodio. Il suo peso nel corso delle stagione è stato tanto ridotto e diluito, che in sostanza non è stata che un lieve solletico alla mia curiosità.... almeno fino all'undicesimo episodio. A partire da Dark Water Michelle Gomez è riuscita a dare sfogo a tutta la sua 'ecletticità' e talento, e il suo Master è diventato subito instant classic.

Ultima parentesi prima di lasciarvi: a qualcuno sono venuti in mente Orson di Listen e la sua orribile parrucca a paglietta per i piatti? Perché le cose sono due : o Danny farà ritorno da qualsiasi-posto-in-cui-sia-finito o quel post-it intravisto all'inizio di Dark Water ha tutto un altro significato rispetto a quello che ci immaginavamo all'inizio.

E per finire: teaser per lo Speciale di Natale.



No, cioè, ma daiiiiiiii!
Come se non avessi già abbastanza motivi per fare il countdown per Natale.
E ovviamente preparerò anche il Commento. OVVIO.


Serena